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Divorzio Consensuale e Separazione Consensuale

lo Studio avvocato divozista Bologna Sergio Armaroli assiste i coniugi nel percorso di separazione giudiziale o consensuale e di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, altresì, offrendo un servizio di negoziazione assistita, affidato ad esperti, che accompagna i coniugi fino al raggiungimento di un accordo di separazione o divorzio.SEPARAZIONI GALLIERA, PIANORO, CAUSE EREDITARIE TESTAMENTARIE GALLIERA MINERBIO PIANORO AVVOCATO GALLIERA PIANORO

Le controversie legate al diritto di famiglia costituiscono materia particolarmente delicata, poiché strettamente connesse agli aspetti più importanti della vita di ciascun individuo e, pertanto, devono essere trattate da professionisti altamente  esperti e che ti capiscono .

Avvocato Sergio Armaroli anni di attivita’  acquisendo specifiche competenze: ciò che si ritiene massimamente importante, tuttavia, è l’instaurazione di un rapporto di fiducia con il cliente che permetta anche di sostenerlo in frangenti che costituiscono, normalmente, una profonda crisi personale.

Il decreto legge 12 settembre 2014 n. 132, c.d. decreto ‘sblocca Italia’, agli artt. 6 e 12 apporta, tra l’altro, consistenti novità in materia di separazione consensuale divorzio consensuale.[wpforms id=”21592″ title=”true”]

Attraverso l’istituto della negoziazione assistita da un avvocato divorzista o matrimonialista,

  1. infatti, è possibile addivenire a una separazione consensuale o a un divorzio consensuale (cessazione degli effetti civili del matrimonio o scioglimento del matrimonio)
  • nonché alla modifica delle condizioni di separazione o di divorzio ad esempio per la misura dell’assegno di mantenimento in tempi molto veloci, acosti dell’avvocato contenutie mediante una procedura semplificata, anche qualora si tratti di un matrimonio con figli.
  1. I genitori che stanno per separarsi hanno comprensibilmente tanti e tali problemi che tendono a semplificare le cose. Una delle peggiori semplificazioni, forse la più nociva, è quella di non parlarne ai figli.

Questi, però, hanno un gran bisogno di sentire, dalla voce dei diretti interessati, quello che sta accadendo.

Ne consegue la necessità di porre il massimo dell’attenzione nel comunicare ai figli una decisione che li coinvolge e che cambierà in ogni caso la loro vita. In quei frangenti nulla è secondario o accidentale.

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.”
LUCIO ANNEO SENECA

“Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te. ”
LUCIO ANNEO SENECA

“Il maggior ostacolo del vivere è l’attesa, che dipende dal domani ma spreca l’oggi.”
“La vita è breve: evitiamo, dunque, programmi troppo estesi: ogni giorno, ogni ora ci mostra la nostra nullità e ricorda a noi smemorati, con qualche nuovo argomento, la nostra fragile natura. Allora noi, che facciamo programmi come se la nostra vita fosse eterna, siamo costretti a pensare alla morte. Si volge, infatti, ad attendere il futuro…”  LUCIO ANNEO SENECA

  • – Allontanamento unilaterale dalla residenza familiare – Violazione degli obblighi matrimoniali – Sussiste – Limiti (Cc articoli 143, 144,146 e 151)L’allontanamento dalla residenza familiare che, ove attuato unilateralmente dal coniuge, cioè senza il consenso dell’altro coniuge, confermato dal rifiuto di tornarvi, costituisce violazione di un obbligo matrimoniale ed è causa di per sé sufficiente di addebito della separazione, in quanto porta all’impossibilità della convivenza; ciò a meno che non risulti o che esso è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, nel qual caso l’onere probatorio incombe a chi ha posto in essere l’abbandono, ovvero che il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si era già verificata e in conseguenza di tale fatto.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 18 giugno 2008 n. 16575 – – Assegnazione della casa familiare – Assenza di figli – Possibilità del giudice

    – Assegno di mantenimento – Figlio maggiorenne convivente con il coniuge separato – Spettanza – Fino al conseguimento dello status di autosufficienza economica – Sussiste (Cc, articolo 155)

    Il fondamento del diritto del coniuge separato a percepire l’assegno di cui all’articolo 155 del Cc, risiede, oltre che nell’elemento oggettivo della convivenza con il figlio maggiorenne (che lascia presumere il perdurare dell’onere del mantenimento), nel dovere di assicurare un’istruzione e una formazione professionale rapportate alle capacità della prole (oltreché alle condizioni economiche e sociali dei genitori), onde consentire alla stessa di acquisire una propria indipendenza economica. Tale dovere cessa all’atto del conseguimento, da parte del figlio, di uno status di autosufficienza economica consistente nella percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, quale che sia, in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato, restando attribuita al giudice di merito ogni valutazione in ordine all’eventuale esiguità del reddito percepito, al fine di escludere la cessazione dell’obbligo di mantenimento da parte del genitore non affidatario.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 gennaio 2011 n. 1476 –

    – Assegno di mantenimento – Presupposti – Accertamento del tenore di vita matrimoniale – Contenuto (Cc, articolo 156)

    L’articolo 156 del Cc attribuisce al coniuge al quale non sia addebitabile la separazione il diritto di ottenere dall’altro un assegno di mantenimento, non già soltanto se egli sia assolutamente indigente, bensì tutte le volte in cui non sia in grado di mantenere, durante la separazione, con le proprie potenzialità economiche, il tenore di vita che aveva in costanza di convivenza matrimoniale, sempre che questo corrispondesse alle potenzialità economiche complessive dei coniugi e vi sia tra loro una differente redditualità che giustifichi l’assegno con funzione riequilibratrice. Pertanto, il giudice, al fine di stabilire se l’assegno sia dovuto, deve prioritariamente valutare il suddetto tenore di vita e, quindi, stabilire se il coniuge richiedente  sia in grado di mantenerlo in regime di separazione con i mezzi propri, essendo la mancanza di tali mezzi condizione necessaria per averne diritto. Il tenore di vita matrimoniale deve essere accertato, in via presuntiva, sulla base dei redditi complessivamente goduti dai coniugi durante la convivenza matrimoniale, con particolare riferimento al momento della sua cessazione, tenendosi conto non solo dei redditi di lavoro di ciascun coniuge, ma anche dei redditi di ogni altro tipo, nonché delle utilità derivanti dai beni immobili di loro proprietà, ancorchè improduttivi di reddito.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 4 febbraio 2009 n. 2707 

    Tribunale|Roma|Sezione 1|Civile|Sentenza|16 marzo 2018

    Separazione dei coniugi – Assegno di separazione e il mantenimento – Adesione alla procedura di voluntary disclosure – Aumento legittimo

    Sì all’aumento dell’assegno di separazione per la moglie e di quello per il mantenimento per i figli pagati dall’ex coniuge che, dopo l’omologa della separazione consensuale, abbia aderito alla procedura di voluntary disclosure e abbia così fatto emergere disponibilità economiche non conosciute né conoscibili con l’ordinaria diligenza dalla moglie al momento della separazione.

     

     

    – Assegno per i figli maggiorenni – Cessazione – Inizio di attività lavorativa retribuita – Condizioni (Cc, articolo 155)

    In regime di separazione o di divorzio fra i genitori, l’obbligo di versare il contributo di mantenimento per i figli maggiorenni al coniuge presso il quale vivono cessa solo ove il genitore obbligato provi che essi abbiano raggiunto l’indipendenza economica, percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali condizioni di mercato, ovvero che essi si sottraggano volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata. Una volta che sia provato l’inizio di un’attività lavorativa retribuita, costituisce valutazione di merito, incensurabile in cassazione se motivata, quella circa l’esiguità, in relazione alle circostanze del caso, del reddito realizzato al fine di escludere o diminuire l’assegno.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 27 giugno 2011 n. 14123 

    – Assegno per il figlio minore – Buone risorse economiche dell’obbligato – Rilevanza (Cc, articolo 155)

    Ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento a favore del figlio minore, le buone risorse economiche dell’obbligato hanno rilievo non soltanto nel rapporto proporzionale con il contributo dovuto dall’altro genitore, ma anche in funzione diretta di un più ampio soddisfacimento delle esigenze del figlio, posto che i bisogni, le abitudini, le legittime aspirazioni di questo e in genere le sue prospettive di vita, non potranno non risentire del livello economico-sociale in cui si colloca la figura del genitore.

     

    In materia di separazione o divorzio l’assegnazione della casa familiare è finalizzata esclusivamente alla tutela della prole, rispondendo all’esigenza di garantire l’interesse dei figli alla conservazione dell’ambiente domestico, inteso come centro degli affetti, degli interessi e delle abitudini in cui si esprime e si articola la vita familiare. Resta, quindi, imprescindibile il requisito dell’affidamento dei figli minori (o della convivenza con i figli maggiorenni non autosufficienti); pertanto, se è vero che la concessione del beneficio presenta indubbi riflessi economici, nondimeno l’assegnazione della casa familiare non può essere disposta al fine di sopperire alle esigenze economiche del coniuge più debole, alla cui garanzia è unicamente destinato l’assegno di mantenimento. Ne consegue che, ove manchi tale presupposto, perché i figli si sono già allontanati dal luogo in cui si svolgeva l’esistenza della famiglia, viene meno la ragione dell’applicazione dell’istituto in questione, che non può neanche trovare giustificazione nella circostanza che il coniuge già affidatario sia comproprietario dell’immobile in questione. Va fatta salva l’ipotesi di accordo, anche tacito, tra le parti in tal senso; rimanendo regolati, in caso contrario, i rapporti tra gli ex coniugi dalle norme sulla comunione e in particolare dall’articolo 1102 del Codice civile.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 17 luglio 2009 n. 16802 – Casa coniugale o familiare – In locazione – Provvedimento del giudice – Effetti sul rapporto contrattuale (Legge 392/1978, articolo 6)

    Il provvedimento del giudice della separazione, oltre a determinare una cessazione ex lege del contratto di locazione a favore del coniuge assegnatario, comporta anche l’estinzione del rapporto in capo al coniuge originario conduttore, rapporto che non è più suscettibile di reviviscenza. Peraltro, nel momento in cui si realizza la successione del coniuge assegnatario al coniuge originario conduttore, si verifica, altresì, in senso del tutto figurativo e virtuale, una sorta di riconsegna dell’immobile al locatore da parte del vecchio conduttore, con contestuale consegna, sempre in senso figurativo, della cosa locata al nuovo conduttore.

    Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 30 aprile 2009 n. 10104 

    – Condizioni per il diritto al mantenimento – Valutazione da parte del giudice di elementi diversi dal reddito dell’onerato – Sussiste (Cc, articolo 156)

    Condizioni per il sorgere del diritto al mantenimento in favore del coniuge cui non sia addebitabile la separazione sono la non titolarità di adeguati redditi propri e cioè di redditi che consentano al richiedente di mantenere un tenore di vita analogo a quello mantenuto in costanza di matrimonio e la sussistenza di una disparità economica tra le parti. A tal fine il parametro di riferimento è costituito dalle potenzialità economiche complessive dei coniugi durante il matrimonio, quale elemento condizionante la qualità delle esigenze e l’entità delle aspettative del richiedente. Ai fini della determinazione del quantum dello stesso, si deve tener conto anche degli elementi fattuali di ordine economico e, comunque, apprezzabili in termini economici, diversi dal reddito dell’onerato, suscettibili di incidenza sulle condizioni delle parti.

     

    In seguito alla separazione personale tra coniugi, la prole ha diritto a un mantenimento tale da garantirle un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia e analogo, per quanto possibile, a quello goduto in precedenza, continuando a trovare applicazione l’articolo 147 del Cc che, imponendo il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, obbliga i genitori a far fronte a una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, culturale, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, all’opportuna predisposizione, fin quando l’età dei figli lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione; mentre il parametro di riferimento, ai fini della determinazione del concorso negli oneri finanziari, è costituito, secondo il disposto dell’articolo 148 del Cc, non soltanto dalle sostanze, ma anche dalla capacità di lavoro, professionale o casalingo, di ciascun coniuge, ciò che implica una valorizzazione anche delle accertate potenzialità reddituali.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 19 maggio 2009 n. 11538 – 

    – Modifica delle condizioni di separazione – Presupposti – Venir meno di un introito per l’obbligato – Sufficienza – Esclusione (Cc, articolo 156)

    L’articolo 156, ultimo comma, del Cc, dispone che per aversi modificazione delle condizioni di separazione occorre la sopravvenienza di giustificati motivi, quali sono i mutamenti delle condizioni economiche delle parti, in guisa tale che sia mutato il complessivo equilibrio fissato in sede di separazione, non bastando a tal fine il venir meno di un determinato introito di cui fruiva l’obbligato, ovvero l’alienazione da parte sua di un bene, dovendo l’obbligato, per poter chiedere e ottenere la modifica dell’assegno stabilito in sede di separazione, dare prova del mutamento, in conseguenza di tali fatti, di detto equilibrio.

    Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 8 maggio 2008 n. 11487 Lo Studio si occupa in particolar modo di:

  • attività di consulenza e assistenza, giudiziale e stragiudiziale, in materia di diritti della persona, separazioni e divorzi, modifica delle condizioni di separazione e divorzio.
  • Attività di consulenza per la tutela della prole e del diritto genitoriale, con particolare attenzione all’affido condiviso.
  • Procedimenti dinanzi al Giudice Tutelare.
  • Consulenza in materia di costituzione di Fondi Patrimoniali.
  • Azioni di disconoscimento e accertamento giudiziale di paternità, riconoscimento dei figli naturali e tutela dei figli nati fuori dal matrimonio.
  • Attività di assistenza e consulenza in materia di tutela delle coppia di fatto.
  • Assistenza ai fini della corretta gestione del conflitto all’interno della coppia in fase di separazione o divorzio, con particolare attenzione alla protezione degli interessi della prole.

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  1. Separazione consensuale e divorzio consensuale nella mia esperienza di avvocato divorzista o matrimonialista presso il Tribunale di Bologna

Nella soluzione di separazione e divorzio viene privilegiata la ricerca dell’accordo tra le parti, per quanto possibile e consentito dal caso specifico, con l’obiettivo di limitare il contenzioso giudiziario, e di giungere ad una soddisfacente definizione dei procedimenti in tempi brevi.

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Separazione consensuale e divorzio consensuale nella mia esperienza di avvocato divorzista o matrimonialista presso il Tribunale di Bologna

Da tale ultimo profilo, la procedura in Tribunale potrebbe avere costi inferiori, potendo bastare un avvocato divorizista unico per entrambi i coniugi che chiedono il divorzio consensuale o la separazione consensuale.

Separazione consensuale e divorzio consensuale nella mia esperienza di avvocato divorzista o matrimonialista presso il Tribunale di Bologna

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Se stai cercando un avvocato per separazioni Bologna, o un avvocato per divorzio Bologna, contatta l’avvocato separazioni divorzi Bologna Sergio Armaroli.

La separazione può essere consensuale, se è chiesta da entrambi i coniugi che abbiano raggiunto un accordo sulle condizioni della stessa, oppure giudiziale, se domandata da un coniuge nei confronti dell’altro. Solo in quest’ultimo caso può essere richiesto l’addebito della separazione a carico dell’altro coniuge, se il suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio sia stato la causa dell’intollerabilità della convivenza.

Con la separazione viene attenuato il vincolo matrimoniale, in quanto vengono meno alcuni dei doveri in capo ai coniugi, in primis quello della coabitazione.

’assistenza legale fornita in questo settore si realizza prestando scrupolosa attenzione ai problemi relativi all’affidamento della prole, connotandosi per il costante interesse verso tutte le questioni sottese alla continua evoluzione degli istituti giuridici in materia.

Quando si intende avviare una pratica per la separazione coniugale, è bene tener presente le molteplici implicazioni di carattere personale e patrimoniale che occorre affrontare.
Se la coppia ha figli, occorrerà prevederne il regime di affidamento e la collocazione, regolamentare i rapporti con entrambi i genitori e stabilire l’entità dell’assegno di contributo al mantenimento. Misure che dovranno privilegiare l’interesse dei minori, affinché sui figli non ricada in modo traumatico il peso della separazione.

Nei rapporti fra i coniugi, occorrerà definire le questioni patrimoniali mediante l’assegnazione della casa coniugale, la determinazione dell’assegno di mantenimento per il coniuge economicamente più debole e l’eventuale divisione dei beni comuni.

Separazione giudiziale

Prima di procedere alla separazione giudiziale, il giudice tenta di riconciliare le parti. In caso negativo prende le decisioni che reputa più urgenti che riguardano l’autorizzazione a vivere separati, l’affidamento dei figli e l’assegno di mantenimento. Inoltre nominerà un giudice istruttore fissando la prima udienza.
Con la separazione giudiziale è possibile richiedere l’addebito della separazione da parte di uno dei coniugi che abbia violato gli obblighi matrimoniali determinando la cessazione del rapporto.
• L’obbligo di collaborazione nonché l’obbligo di mantenere, istruire ed educare i figli
• Fedeltà
• Assistenza morale e materiale
• L’obbligo di coabitazione 

lo Studio legale matrimonialista si rivolge a tutte le persone che vogliono affrontare con rapidità le controversie legate alla separazione, al divorzio o allo scioglimento della famiglia di fatto.

Attraverso l’assistenza legale dell’avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli  è possibile superare tali controversie in modo chiaro ed efficace e comprendere quale strada percorrere per chi decide di porre fine alla propria unione mediante una separazione consensuale o giudiziale o la negoziazione assistita.

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L’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli fornisce consulenza e tutela giudiziale in materia successoria, quindi per quanto riguarda la distribuzione del patrimonio, la redazione di testamenti, di dichiarazioni di successione, divisioni ereditarie, contenziosi sulla validità dei testamenti o relativi alla lesione della quota di legittima.

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  • 3 modi per UNA SEPARAZIONE senza INUTILI LITI

1)PENSARE ANCHE ALLE ESIGENZE DELL’ALTRO

2) PENSARE MOLTO AI FIGLI E NON LITIGARE DAVANTI A LORO 

3)CONSIDERARE I COSTI DI DUE CASE, DOPPIE BOLLETTE ECC ECC

  • 5 errori che commetti quando  affrontiamo la separazione:

  • NON SI VALUTA BENE LA SITUAZIONE
  • NON SI VALUTA A SUFFICIENZA LA POSSIBILITA’ DI UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE
  • NON SI CHIEDE NEL MODO GIUSTO
  • SI VUOLE TUTTO E SUBITO
  • SI SMETTE DI PENSARE ALLA FAMIGLIA
  • AVVOCATO SEPARAZIONI BOLOGNA CAPIRE -I CLIENTIE’ altrettanto frequente riscontare situazioni in cui: a) i sentimenti di malcontento e insoddisfazione aumentano in maniera progressiva; b) vengono compiuti svariati tentativi di riconciliazione per salvare il legame di coppia; c) i momenti d’intimità divengono sempre più rari; d) i partners non si trattengono dall’esternare i conflitti, anche al di fuori delle mura domestiche. La durata di questa fase può oscillare da alcune settimane a diversi anni. Gli indicatori sono di solito rappresentati da comportamenti tesi ad incrinare sempre più la relazione: scarsa attenzione verso l’altro; ricorso a toni provocatori e azioni di sabotaggio; diminuzione o azzeramento della collaborazione domestica; intensificazione delle relazioni extra-domestiche; maltrattamenti fisici e/o psicologici. Con l’andare del tempo il malcontento aumenta, le provocazioni si intensificano e la situazione diviene intollerabile, fino a raggiungere il “punto di non ritorno”. Magari hai davvero bisogno di divorziare, capire come gestire i figli e andare avanti con la tua vita.  Un divorzio non è mai facile, ma se sei davvero insoddisfatta della vita che hai con tuo marito, so tratta di uno stress che vale la pena affrontare per voltare pagina. Anche se non è escluso che le cause della tua infelicità possano essere altre. L’amore spesso non dura per sempre, nella “vita” di una coppia i sentimenti possono cambiare, nonostante questo il rapporto in genere rimane forte, solido, i motivi possono essere mille, non stò ad elencarli.Amore, passione, desiderio, complicità: tutte caratteristiche che entrambi i sessi ricercano per vivere una relazione che sia l’esatto compimento di ciò che ogni essere umano ha la necessità di avere. Ma è sempre bene tenere presente che una storia sana è caratterizzata dalla reciprocitàIl lutto rappresenta una delle sfide più impegnative che un individuo possa affrontare nel corso della vita. “È il sentimento d’intenso dolore che si prova per la perdita, in genere, di una persona cara” , non intendendo necessariamente la morte. In letteratura, infatti, si parla di “lutto” anche a proposito della separazione. Il termine “elaborazione del lutto” fa invece riferimento al lavoro di elaborazione emotiva dei significati, dei vissuti e dei processi sociali necessario a interiorizzare l’ex partner come parte del proprio mondo interiore e a uscire dallo stato depressivo conseguente alla perdita.
  • SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA cosa e’ e come si svolge  una separazione consensuale

    LA PROCEDURA DI SEPARAZIONE CONSENSUALE .

    L’art. 158 c.c. disciplina l’istituto della separazione consensuale che permette ai coniugi di addivenire un accordo congiunto in merito alla cessazione del loro rapporto matrimoniale. Detto accordo ha come contenuto il reciproco consenso a vivere separati e laregolamentazione delle questioni derivanti dallacessazione dell’unione familiare ed è soggetto all’omologazione da parte del Tribunale.

    Elemento essenziale dell’istituto è quindi il consenso espresso dai coniugi, rispetto al quale l’omologa del Tribunale costituisce mera condizione di efficacia dell’accordo raggiunto.

    In tema di separazione consensuale, dottrina e giurisprudenza si sono più volte pronunciate in merito alla validità delle pattuizione concordate dai coniugi e successivamente non trasfuse nell’accordo omologato. Sul punto vanno distinte le pattuizioni che attengono a diritti indisponibili (in primis l’affidamento e il mantenimento dei figli) da quelle che attengono a diritti disponibili.

    Se con riferimento alle prime la giurisprudenza è unanime nel ritenere le stesse non solo prive di effetti ma radicalmente nulle, per quanto riguarda le altre, si ritiene che a esse possa riconoscersi validità solo in quanto risultino tali da assicurare una maggiore vantaggiosità all’interesse protetto dalla norma (ad esempio prevedendo una misura dell’assegno di mantenimento superiore a quella sottoposta ad omologazione), ovvero concernano un aspetto non preso in considerazione dall’accordo omologato e sicuramente compatibile con questo in quanto non modificativo della sua sostanza e dei suoi equilibri, o ancora costituiscano clausole meramente specificative dell’accordo stesso, non essendo altrimenti consentito ai coniugi incidere sull’accordo omologato con soluzioni alternative di cui non sia certa a priori l’uguale o migliore rispondenza all’interesse tutelato attraverso il controllo giudiziario di cui all’art. 158 c.c. (sul punto Cass. civ. sent. 21736/2013, Trib. Milano Sez. III, 20/09/2011).

    La procedura “tradizionale” che consente di separarsi consensualmente è dunque quella attraverso la quale i coniugi si rivolgono al Tribunale competente. A seguito della proposizione della domanda, il procedimento si articola in due fasi quella presidenziale e la successiva che si concluderà con l’omologazione della separazione.

    SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA : I FIGLI

     

    Le condizioni della separazione, in presenza di figli minorenni,  devono rispettare il principio della bigenitorialità. I minori hanno diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori,  di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. In particolare, per quanto riguarda la misura e il modo con cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’educazione e all’istruzione dei figli, salvo accordi accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede in misura proporzionale al proprio reddito; ove necessario il giudice stabilisce la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità.

    Nei procedimenti di cui si tratta (in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori relativo alle condizioni di affidamento dei figli) il giudice non procede all’ascolto del figlio minore (che abbia  compiuto gli anni 12 e anche di età inferiore ove capace di discernimento) se in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo.

     

    SEPARAZIONE CONSENSUALE IN TRIBUNALE. INSTAURAZIONE DEL PROCEDIMENTO.

    Il primo passo è la redazione di un ricorso congiunto dei coniugi che va depositato in tribunale.

    L’atto dovrà essere corredato dei seguenti documenti: estratto per sunto dell’atto di matrimonio, stato di famiglia, certificato di residenza di entrambi i coniugi.

    L’addebito può essere chiesto a carico di chi ha assunto comportamenti contrari ai doveriche nascono dal matrimonio, come la fedeltà, ma ogni caso deve essere valutato autonomamente perché deve essere provata l’incidenza del fatto sull’intollerabilità della convivenza.

    Quando una coppia si separa consensualmente, invece, i diritti dei coniugi rimangono sempre i medesimi di quelli acquisiti dopo la celebrazione del matrimonio.

    SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA

     UDIENZA INNAZI PRESIDENTE DEL TRIBUNALE

    Il Presidente del Tribunale fissa la data dell’udienza in cui dovranno comparire personalmente i coniugi assistiti dai rispettivi difensori, in occasione della quale verrà esperito un tentativo di conciliazione.

    Quando (quasi sempre) il tentativo non riesce  “si darà atto, nel processo verbale, del consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole” (art. 711, 3° comma).

    Nella separazione consensuale il coniuge economicamente più debole ha diritto a percepire un assegno di mantenimentoda determinarsi in base ai redditi ed allo stato del patrimonio di ciascuna delle parti, alla durata del matrimonio, alla capacità lavorativa del richiedente ed al tenore di vita goduto dalla coppia durante l’unione.

    Documenti richiesti

    Il procedimento di separazione necessita dei seguenti documenti:

    • Certificato di matrimonio e/o estratto integrale dell’atto di matrimonio;
    • Certificato di residenza e stato di famiglia, anche contestuale, di entrambi i coniugi (non è possibile utilizzare l’autocertificazione);
    • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi;
    • Copia di un documento di identità di entrambi i coniugi;
    • Copia del codice fiscale di entrambi i coniugi

    A volte, le persone con cui stiamo possono farci sentire ancora peggio. Ma è anche vero, per quanto sia dura da accettare, che nessuno al di fuori di noi stessi è responsabile di come ci sentiamo dentro di noi. A volte finiamo in un tunnel da cui non riusciamo ad uscire e non sappiamo il perché, sembra davvero non esserci alcuna ragione. E quando cerchiamo di capire quali sono le cause del nostro disagio, finiamo spesso per dare la colpa alla persona che ci è più vicina, anche se la amiamo, e anche non ne ha nessuna colpa. A volte la vita è dura, e molto.  

    • Ricorda che il divorzio è una decisione importante dal punto di vista mentale, emotivo ed economico. Devi essere disposta a spezzare un forte legame emotivo con il tuo partner, quindi la tua decisione deve essere chiara e razionale.

     

    • Chiediti: “Cosa cerco chiedendo il divorzio?”. Qualsiasi risposta che non sia semplicemente “la fine del matrimonio” indica che non sei pronta a divorziare. Il divorzio non aiuta a farsi giustizia o a far cambiare il cuore delle persone. Non può far altro che mettere termine al matrimonio e alla relazione con tuo marito.

    Ricorda che minacciare continuamente il divorzio può farti perdere credibilità ai tuoi stessi occhi e a quelli del tuo partner.

     

    Quindi, se vuoi davvero divorziare dovrai dirlo a tuo marito in modo chiaro e appropriato. Perché, parliamoci chiaro: non si esce mai indenni da un divorzio. 

    SODDISFATTO!!

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    Ci sono ferite che rimangono lì, impresse tra le pieghe della nostra anima.

     

     

Genitore defunto ed eredità, fratelli coeredi in disaccordo: divisione del patrimonio ereditario, retratto successorio e divisione giudiziale.

A colui che muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali.
I fratelli e le sorelle unilaterali conseguono però la metà della quota che conseguono i germani.

Soggetti con diritto di successione di 1° grado:

Gli eredi con diritto di successione di primo grado sono i figli di colui che muore (sia figli legittimi, naturali o adottati)

Soggetti con diritto di successione di 2° grado:

Gli eredi con diritto di successione di secondo grado vengono individuati tra: ascendenti (genitori), fratelli e sorelle, compresi i loro discendenti.

Soggetti con diritto di successione di 3° grado:

Tutti gli altri parenti fino al sesto grado di parentela incluso.

Coniuge:

Il coniuge eredità con i soggetti che rientrano nei primi due gruppi ed esclude coloro che rientrano nel terzo gruppo.

La quota disponibile può quindi essere definita quella parte del patrimonio caduto in successione della quale il testatore può liberamente disporre, senza alcun vincolo.
QUALI LE QUOTE DIPONIBILI O NON DISPONIBILI SECONDO CC

cioè di quali parti un testatore possa liberamente disporre con il proprio testamento, e quali parti debbano invece essere riservate ai legittimari.

Se il testatore lascia quale legittimario unicamente un figlio, questi avrà diritto a metà del patrimonio del padre;

Se il testatore lascia il coniuge e due figli, il coniuge avrà diritto ad ¼ del patrimonio e i figli ad ¼ ciascuno; in questo caso la quota disponibile, cioè la parte della quale il testatore può liberamente disporre, sarà il residuo ¼.

Le persone che hanno diritto alla riserva sono:

il coniuge

i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

i genitori (solo in assenza di figli)

NON VI SONO IFRATELLI!1

QIUINDI SE UNA PERSONA MUORE FACENDO TESTAMENTO A FAVORE  DI UN SUO AMICO E CHI MUORE HA SOLO COME PARENTI FRATELLI, PUO’ DECIDERE DI NON LASCIAR ENULLA AGLI STESSI PERCHE’ NO NSONO EREDI NECESSARI

Detto questo ,quando sono i fratelli a dividersi l’eredita’ dei genitori nascono liti terribili molto spesso, raffiorano vecchi rancori

L’avvocato Sergio Armaroli aiuta gli eredi a trovare un accordo di divisione

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Consulenza legale in  diritto di famiglia, separazioni e divorzi per avere chiari i tuoi diritti e cosa puoi pretendere  ma soprattutto come ottenerlo.

La consulenza legale è una attività complessa richiede conoscenza approfondita delle materie trattate e va analizzata una problematica a 360 gradi .

Ottenere una buona consulenza legale infatti ti indica il modo giusto con cui procedere, le linee guida e i tuoi diritti ma soprattutto e non è poco come esercitarli . Mi spiego meglio facendo un esempio. :sei erede, tuo padre ha disposto che tutte le sue sostanze vadano alla sua nuova compagna o alla sua badante. Non basta sapere che hai diritto comunque alla legittima occorre che venga indicato in modo chiaro come ottenerla , cioè mediante quali azioni giudiziarie, mediante quali  procedimenti giudiziari.

 

 

Diritto di famiglia Avvocato matrimonialista Bologna PIANORO GALLIERA

Nell’ambito del diritto di famiglia, l’avvocato Sergio Armaroli si è distinto nel corso degli anni in:

  • separazioni consensuali e giudiziali;
  • divorzi;
  • affidamento di minori;
  • riconoscimento della paternità;
  • tutela e mantenimento minori;

eredità e lasciti.

  • separazione
  • divorzio
  • modifica delle condizioni di separazione o di divorzio
  • convivenze e famiglie di fatto italiane e straniere
  • matrimonio, nullità e annullamento
  • regolamentazione di convivenze (con o senza figli) con scritture private

SPESE STRAORDINARIE AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

Separazione: le spese straordinarie da rimborsare se non determinate richiedono un accertamento

La determinazione dell’entità delle spese straordinarie che il coniuge non affidatario deve restituire quando la loro misura non risulti previamente determinata richiede un accertamento circa l’insorgenza dell’obbligo di pagamento e l’esatto ammontare della spesa, da effettuarsi in comparazione con quanto stabilito dal giudice della separazione

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con la sentenza del 18 gennaio 2017, n. 1161, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso dal Tribunale di Fermo con la sentenza n. 518/2015.

 

AFFIDO CONDIVISO NELL’INTERESSE DEL MINORE AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

Gli Ermellini confermano l’ormai consolidata giurisprudenza secondo la quale l’affidamento condiviso dei figli minori ad entrambi i genitori costituisce il regime ordinario di affidamento e, tale regime, non è impedito dalla conflittualità dei genitori, a meno che tale regime non sia pregiudizievole negli interessi dei figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e il loro sviluppo psico-fisico.

L’AFFIDAMENTO DEI FIGLI

  • La legge n. 54/2006 sull’affido condiviso, ha introdotto significative modifiche in materia. Il nuovo art. 155 c.c. “Provvedimenti riguardo ai figli”, al primo comma afferma il principio secondo cui il figlio ha diritto ad un rapporto equilibrato e continuativo con i due genitori e a rapporti significativi con i nonni e i parenti di ciascun ramo genitoriale. Il  giudice per realizzare la finalità indicata dal primo comma adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli restino affidati ad entrambi i genitori .
  • Diventa regola generale quella dell’affidamento condiviso che il giudice dispone senza necessità di valutare quale dei due genitori sia maggiormente idoneo ad occuparsi del figlio, come accadeva per decidere sull’affidamento esclusivo. Come eccezione alla regola, è tuttavia possibile disporre l’affidamento esclusivo ad un solo genitore, qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore (v. art. 155 bis c.c.).
  • In ogni caso, il giudice determina i tempi e le modalità modi di permanenza dei figli presso ciascun genitore (nella prassi si tiene conto dell’età dei figli, della scuola, delle amicizie, del tempo disponibile dei genitori, della rispettiva residenza, ecc.) e fissa la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura all’istruzione e all’educazione dei figli.
  • Nel caso di specie, invece, alcun pregiudizio era potenzialmente arrecato e nessuna indagine diretta a verificarlo era stata effettuata, limitandosi il Giudice di Primo Grado a valutare semplicemente la conflittualità dei coniugi nell’ambito del giudizio di separazione e giustificando la tipologia di affido in ragione della necessità di assicurazione una rapidità di decisione riguardanti la prole, che sarebbe venuta meno a causa della stessa (nello stesso senso anche Cassazione n.1777 e n. 5108 del 2012, n.24526 del 2010 e 16593 del 2008).
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SODDISFATTO!!

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L’avvocato matrimonialista spiegherà loro quali sono i rispettivi diritti e doveri e illustrando tutti gli aspetti teorico-pratici del caso e la differenza tra una separazione di tipo consensuale da una separazione di tipo giudiziale. Il matrimonialista quindi è un avvocato che ha una esperienza prevalente nel ramo del diritto di famiglia e matrimoniale e che attraverso la pratica, l’esperienza ed i corsi di aggiornamento nella materia, ha acquisito una notevole dimestichezza nel settore del diritto di famiglia. Contattando telefonicamente o via mail lo studio legale è possibile fissare un appuntamento per ricevere consulenza professionale immediata

Senza una valida consulenza legale non si puo’ ottenere, occorre  prima studiare in caso e aver chiaro i propri diritti con una giusta consulenza legale

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Consulenza legale sulla difficile materia delle  interdizioni, inabilitazioni ed amministrazioni di sostegno, quando si chiede l’amministratore di sostegno pe runa persona quando conviene?  chiederlo perché chiederlo ?

Una giusta consulenza legale approfondita ti aiuta a spiegare i diversi punti

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la responsabilità contrattuale ed extra-contrattuale è una materia in continua evoluzione, riguarda sia i rapporti contrattuali sia quelli extracontrattuali ad esempio nella materia della responsabilità extracontrattuale  oppure  da fatto illecito rientra la materia del risarcimento danni da incidente stradale, mentre la materia della responsabilità medica sembra rientrare in quella della responsabilità contrattuale

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