SUPERBONUS TRUFFA AGGRAVATA QUANDO SI PERFEZIONA- IMOLA- MILANO -BOLOGNA- PADOVA
SUPERBONUS TRUFFA AGGRAVATA QUANDO SI PERFEZIONA
Cassazione penale sez. III, 07/03/2024, n.23402
Superbonus 110%: il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato si perfeziona con la riscossione o con la compensazione del credito

TRUFFA – Truffa aggravata ai danni dello Stato – Momento consumativo del reato – “Superbonus” previsto dalla legislazione emergenziale pandemica – Perfezionamento del reato – Individuazione – Fattispecie.
Reati contro il patrimonio — Delitti — Truffa — Momento consumativo del reato — Truffa aggravata ai danni dello Stato — “Superbonus” previsto dalla legislazione emergenziale pandemica — Perfezionamento del reato — Individuazione — Fattispecie.
Il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato, commesso attraverso la costituzione di un credito fiscale fittizio a seguito della falsa asseverazione in ordine al completamento di opere per le quali è previsto il riconoscimento del “superbonus 110%” e la successiva cessione a terzi di tale credito, si perfeziona con la riscossione o con la compensazione del credito, in quanto solo in quel momento è conseguito l’ingiusto profitto, con conseguente danno per l’amministrazione. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza cautelare con cui, sull’erroneo presupposto dell’avvenuto perfezionamento del delitto di cui all’art. 640-bis c.p., era stato ritenuto legittimo il sequestro preventivo, a fini di confisca per equivalente, dei proventi derivanti dalle cessioni a terzi dei crediti d’imposta generati mediante false attestazioni).
L’utilizzo illecito del Superbonus 110% può integrare il reato di truffa aggravata quando il beneficio fiscale viene ottenuto attraverso artifici o raggiri, inducendo in errore lo Stato o altri enti pubblici.
La truffa è aggravata perché:
- il danno è arrecato allo Stato o a un ente pubblico;
- l’illecito riguarda erogazioni pubbliche o crediti d’imposta;
- spesso coinvolge importi di rilevante entità.
Condotte tipiche che integrano la truffa aggravata nel Superbonus
Nella prassi investigativa, le ipotesi più frequenti sono:
- Lavori mai eseguiti o solo parzialmente eseguiti;
- Fatture per operazioni inesistenti;
- Sovrafatturazioni artificiose;
- Asseverazioni false o infedeli (tecniche o energetiche);
- Cessione di crediti fiscali inesistenti;
- Utilizzo di imprese “cartiere”;
- Simulazione dei requisiti soggettivi o oggettivi per accedere al bonus.
In questi casi il Superbonus diventa lo strumento per realizzare una truffa penalmente rilevante, non una semplice irregolarità amministrativa.
Reati penali collegati al Superbonus
La truffa aggravata è spesso contestata insieme ad altri reati, tra cui:
- Indebita percezione di erogazioni pubbliche
- Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false
- Emissione di fatture per operazioni inesistenti
- Falso ideologico e materiale
- Riciclaggio e autoriciclaggio
- Associazione per delinquere, nei casi organizzati
Le indagini sono frequentemente condotte dalla Guardia di Finanza, con sequestri preventivi di crediti fiscali, conti correnti e immobili.
Chi rischia l’accusa di truffa aggravata
La responsabilità penale può riguardare:
- Impresa esecutrice;
- General contractor;
- Professionisti tecnici (ingegneri, architetti, geometri);
- Commercialisti e consulenti fiscali;
- Amministratori di società;
- Privati committenti, se consapevoli o partecipi.
Un aspetto centrale è la consapevolezza del meccanismo fraudolento: anche il committente può essere indagato se ha tratto vantaggio dalla truffa o vi ha concorso.
Sanzioni previste
In caso di condanna per truffa aggravata legata al Superbonus, le conseguenze possono includere:
- Reclusione (pena più elevata rispetto alla truffa semplice);
- Confisca dei crediti fiscali;
- Sequestro preventivo di beni e somme;
- Recupero integrale delle imposte;
- Sanzioni tributarie e interessi;
- Responsabilità amministrativa dell’ente (D.Lgs. 231/2001), se applicabile.
Differenza tra errore, irregolarità e truffa
È fondamentale distinguere:
- Errore tecnico o interpretativo → ambito amministrativo/tributario
- Irregolarità formale → possibile recupero del beneficio
- Condotta fraudolenta consapevole → truffa aggravata
La linea di confine è sottile e viene valutata caso per caso sulla base di:
- documentazione;
- flussi finanziari;
- ruolo dei soggetti coinvolti;
- elementi soggettivi (dolo o colpa).
Difesa penale nei procedimenti per Superbonus e truffa
Una difesa efficace richiede:
- analisi tecnica delle asseverazioni;
- verifica della tracciabilità dei lavori;
- distinzione delle responsabilità individuali;
- contestazione del dolo specifico;
- valutazione di riti alternativi e strategie processuali.
Nei procedimenti più complessi, la difesa penale deve coordinarsi con quella tributaria e amministrativa.
In sintesi
Il Superbonus 110%, se usato in modo fraudolento, può trasformarsi in una truffa aggravata ai danni dello Stato, con conseguenze penali molto gravi. La valutazione preventiva del rischio e una difesa tecnica qualificata sono decisive.
Superbonus 110 e truffa aggravata: rischi penali, indagini e difesa legale
Il Superbonus 110%, se utilizzato in modo irregolare o fraudolento, può portare a gravissime conseguenze penali, tra cui l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Negli ultimi anni le indagini su frodi Superbonus sono aumentate in modo esponenziale, con sequestri milionari, arresti e procedimenti penali complessi.
Se temi di essere coinvolto – come committente, impresa, professionista o general contractor – è essenziale comprendere quando il Superbonus diventa reato e come difendersi.
Quando il Superbonus diventa truffa aggravata
La truffa aggravata si configura quando il beneficio fiscale viene ottenuto tramite artifici e raggiri, inducendo in errore lo Stato o altri enti pubblici.
Nel Superbonus ciò accade, ad esempio, quando:
- i lavori non sono mai stati eseguiti;
- i lavori sono parziali o difformi rispetto a quanto dichiarato;
- vengono emesse fatture per operazioni inesistenti;
- le asseverazioni tecniche sono false o gonfiate;
- vengono creati o ceduti crediti fiscali inesistenti;
- si usano imprese cartiere o strutture fittizie.
In questi casi non si parla più di errore o irregolarità, ma di truffa aggravata per erogazioni pubbliche, con rilievo penale.
Superbonus e indagini penali: chi indaga e come
Le investigazioni sono svolte principalmente dalla Guardia di Finanza, spesso in collaborazione con Procure della Repubblica specializzate in reati economici e tributari.
Le attività investigative includono:
- sequestri preventivi dei crediti fiscali;
- blocco dei conti correnti;
- perquisizioni presso studi tecnici e imprese;
- acquisizione di documentazione edilizia e fiscale;
- contestazione del concorso di più soggetti nel reato.
Superbonus: chi rischia l’accusa di truffa aggravata
Uno degli aspetti più delicati è che non risponde solo l’impresa.
Possono essere indagati anche:
- Proprietari e committenti (se consapevoli o partecipi);
- General contractor;
- Ingegneri, architetti, geometri;
- Commercialisti e consulenti fiscali;
- Amministratori di società.
Anche chi “ha solo firmato” o “si è fidato” può finire sotto indagine se emerge un vantaggio economico o una condotta omissiva rilevante.
Reati collegati alla truffa Superbonus
La truffa aggravata è spesso accompagnata da ulteriori contestazioni penali, tra cui:
- Dichiarazione fraudolenta;
- Emissione e utilizzo di fatture false;
- Indebita compensazione di crediti d’imposta;
- Falso ideologico e materiale;
- Riciclaggio e autoriciclaggio;
- Associazione per delinquere, nei casi strutturati.
Le pene aumentano sensibilmente se i fatti coinvolgono importi elevati o più annualità fiscali.
Sanzioni e conseguenze concrete
In caso di contestazione per truffa aggravata Superbonus, le conseguenze possono essere devastanti:
- Processo penale con rischio di condanna;
- Sequestro e confisca dei crediti fiscali;
- Blocco di immobili e liquidità;
- Recupero delle imposte con interessi e sanzioni;
- Danni reputazionali per professionisti e imprese;
- Responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 per le società.
Molti procedimenti iniziano come “verifiche fiscali” e si trasformano rapidamente in indagini penali.
Errore o truffa? La differenza che cambia tutto
Non ogni problema Superbonus è un reato. La distinzione è fondamentale:
- Errore tecnico o interpretativo → sanzione amministrativa
- Irregolarità documentale → recupero del beneficio
- Condotta consapevole e fraudolenta → truffa aggravata
La difesa si gioca soprattutto su:
- assenza di dolo;
- affidamento legittimo su professionisti;
- mancanza di consapevolezza del meccanismo fraudolento;
- corretta esecuzione (totale o parziale) dei lavori.
Difesa penale nei procedimenti Superbonus
Affrontare un’accusa di truffa aggravata legata al Superbonus senza una strategia difensiva specializzata è estremamente rischioso.
Una difesa efficace richiede:
- analisi tecnica delle asseverazioni;
- verifica reale dei cantieri;
- ricostruzione dei flussi finanziari;
- separazione delle responsabilità individuali;
- coordinamento tra difesa penale e tributaria.
Intervenire nelle prime fasi dell’indagine può fare la differenza tra archiviazione e rinvio a giudizio.
Perché agire subito
Se hai ricevuto:
- un invito della Guardia di Finanza,
- un avviso di garanzia,
- un sequestro di crediti Superbonus,
oppure temi che il tuo intervento Superbonus possa essere contestato, non aspettare.
Ogni giorno perso può peggiorare la tua posizione.
La Corte fa però applicazione del consolidato principio di diritto secondo il quale il delitto di truffa si consuma, non con la mera assunzione di un debito da parte del raggirato, ma con l’effettiva perdita del bene oggetto dell’obbligazione da parte di tale soggetto (cfr. Sez. un., 21 giugno 2000, n. 18, Franzo, in C.E.D. Cass., n. 216429-01, secondo le quali ne consegue che, qualora l’oggetto materiale del reato sia costituito da titoli di credito, il momento della sua consumazione è quello dell’acquisizione da parte dell’autore del reato della relativa valuta, attraverso la loro riscossione o utilizzazione, poiché solo per mezzo di queste si concreta il vantaggio patrimoniale dell’agente e nel contempo diviene definitiva la potenziale lesione del patrimonio della parte offesa. Più di recente si veda Sez. II, 28 aprile 2017, n. 31652, ivi, n. 270606-01). Tale principio è stato poi esteso anche al delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato perpetrato attraverso l’illegittima attività di “discarico” di cartelle esattoriali, ove la giurisprudenza ha affermato che il reato si consuma non con l’accoglimento della richiesta, ma nel momento di cancellazione dal ruolo delle cartelle di pagamento, perché solo in tale momento – con la definitiva rinuncia alla riscossione del credito – può dirsi conseguito l’ingiusto profitto con conseguente danno alla pubblica amministrazione (Sez. II, 28 maggio 2019, n. 29688, ivi, n. 276750-01).


