TUTTI SANNO CHE AI FIGLI VA DATO ASSEGNO MA NON TUTTI SANNO QUANTO? E COME

SEPARAZIONE CONIUGI ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI BOLOGNA

Se possiamo discutere o valutare in una separazione il mantenimento del coniuge mai verrà messo in discussione nella  SEPARAZIONE CONIUGI ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI BOLOGNA.

Assegno di mantenimento. La modalità classica di mantenimento dei figli minori (o dei maggiorenni non economicamente indipendenti) è quella dell’assegno di mantenimento: essa può essere decisa dalle parti o imposta dal giudice in sede di separazione consensuale o divorzio.

 

 

Chiudere con il coniuge ovviamente non vuol dire chiudere con i figli che devono avere una maggiore attenzione nel momento della separazione dei genitori

Ma come va calcolato nella separazione lassegno di mantenimento per i figli?

 

nella separazione l’assegno di mantenimento per i figli va calcolato considerando :

– le esigenze attuali del figlio;

– il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza con entrambi i genitori;

– i tempi di permanenza presso ciascun genitore;

– le risorse economiche di entrambi i genitori;

 

I genitori devono mantenere i figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti in proporzione al proprio reddito, considerando le loro esigenze, il tenore di vita goduto quando i genitori erano conviventi, il tempo di permanenza presso uno di questi, le risorse economiche di entrambi i coniugi e la valenza economica dei compiti domestici nonchè di cura assunti da ciascuno dei genitori.

 

Parametri che vanno sapientemente dosati, caso per caso, per la determinazione di un equilibrato importo, idoneo a garantire i bisogni dei minori ritenuti prioritari rispetto ad ogni altra questione economica che scaturisce dalla rottura del rapporto coniugale.

Il Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio del 27 novembre 2003 agli artt. 3 p.1) e 8 p.1) introduce distinti criteri generali di attribuzione della giurisdizione per il caso di separazione personale e di domande inerenti alla responsabilità genitoriale su un minore. devolvendo in via esclusiva la competenza a decidere sulle domande incluse nel secondo ambito (art. 1 lett. b e p.2; art. 2 nn. da 7 a 10; Considerando 12), pure se proposte congiuntamente a quella di separazione giudiziale, al giudice del luogo in cui il minore risiede abitualmente (cfr. Cass. SU n. 30646 del 2011). Quando, dunque, come nella specie. il minore non risiede abitualmente nello Stato membro in cui si svolge il procedimento separatizio, il suo superiore e preminente interesse col criterio di vicinanza (Considerando 12 e 13) impongono, salvo le contemplate eccezionali deroghe peraltro nel caso non operative, di scindere i due ambiti e di non attribuire al giudice adito per il primo procedimento d’indole matrimoniale anche la competenza a conoscere delle domande concernenti la responsabilità genitoriale, se non accettata dal coniuge convenuto e non corrispondente all’interesse del tiglio minorenne. Inoltre. qualora il giudice italiano sia investito della domanda di separazione personale dei coniugi e il giudice di altro Stato membro sia investito e competente sulla domanda di responsabilità genitoriale, a quest’ultimo spetta, anche ai sensi dell’art. 5 n. 2) del Regolamento (CE) n. 44 del 2001 del Consiglio del 22 dicembre 2000. nella specie applicabile ratione temporis, la giurisdizione sulla domanda relativa al mantenimento del figlio minore (non ricompresa nel campo d’applicazione del Regolamento CE n. 1201/2003: Considerando n. 11). trattandosi di domanda accessoria a quella di responsabilità genitoriale e non a quella separatizia (in tema, cfr, Cass. SU n. 2276 del 2016: Corte di Giustizia UE, sentenza 16 luglio 2015 in causa c. 184/14).

 

È noto d’altronde che l’attitudine al lavoro del coniuge, quale elemento di valutazione della sua capacità di guadagno, in tanto può assumere rilievo ai fini del riconoscimento e della liquidazione dell’assegno di mantenimento, in quanto venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non già di mere valutazioni astratte ed ipotetiche (cfr. Cass., Sez. I, 13 febbraio 2013, n. 3502; 25 agosto 2006, n. 18547; 2 luglio 2004, n. 12121).