legge affido condiviso,

separazione affidamento figli alla madre

diritto di famiglia

 

La regola è l’affido

condiviso, per  il criterio della bigenitorialita’ .

La Legge legge affido condiviso di gran lunga detta il principio dell’affido condiviso dei minori

In particolare l’affido esclusivo scatta in due ipotesi:

  1. Se l’affidamento condiviso risulterebbe oggettivamente pregiudizievole per il minore;
  1. Se risulta che un genitore è manifestamente incapace o non idoneo ad assumere il compito di curare ed educare il minore. Questo presupposto ricorre in caso di grave inidoneità educativa, di condotta di vita anomala e pericolosa o ancora in caso di rifiuto categorico del minore di avere rapporti con un genitore.
  • separazione affidamento figli alla madre

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  1. Diciamo di no, nel senso che se i figli sono molto piccoli vengono collocati con la madre, per ovvie neccessita’ ad esempio allattamento , o perché piccoli necessitano molto della madre o perché il padre ha lavoro continuativo e non riuscirebbe a dedicar eil tempo necessario ai figli.
  2. Altra ipotesi di affido escusivo :
  • quando un genitore ostacola il rapporto del figlio con l’altro genitore ponendo in essere tentativi volti ad impedirne la frequentazione;Secondo la cassazione il giudice deve operare una valutazione prognosticanell’esclusivo interesse morale e materiale della prole circa le capacità dei genitori di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dalla disgregazione dell’unione.
  • Tale giudizio va formulato tenendo conto, in base ad elementi concreti, del modo in cui i genitori hanno precedentemente svolto i propri compiti, delle rispettive capacità di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità a un assiduo rapporto, nonché della personalità del genitore,
  • delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al minore (cfr. Cass, sent. n. 18817/2015).
  • La tutela di tale diritto, riconosciuto sia dall’art. 337-fór cit. che dall’art. 9 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, sottoscritta il 20 novembre 1989 e ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176, nonché dallo art. 8 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali e dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dello Uomo, postula infatti la determinazione dei tempi di frequentazione in misura almeno tendenzialmente paritetica rispetto a quelli di permanenza presso il genitore collocatario, o comunque tale da garantire una congrua assiduità, anche in funzione della comune assunzione delle responsabilità genitoriali derivante dall’affidamento condiviso.
  • L’esigenza di evitare un’eccessiva frammentarietà della relazione, collegata anche alla salvaguardia del criterio della bigenitorialità quale modello di regolamentazione del rapporto tra i genitori ed il figlio, ha carattere di assoluta prevalenza, e può dunque affievolirsi soltanto a fronte di una conclamata incompatibilità tra un rapporto assiduo con il genitore non collocatario e la tutela dell’incolumità e del benessere psico-affettivo del minore; essa non può invece trovare ostacolo nella peculiarità della situazione derivante dalla distanza dei luoghi di residenza dei genitori, la quale non esclude, ma rafforza anzi la necessità della conservazione di una relazione di fatto stabile e significativa.

Recentemente nella ordinanza n. 16738/2018, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l’affido esclusivo della figlia minore alla madre in attesa che il padre, inaffidabile e disinteressato,

 recuperasse la funzione genitoriale, senza dunque che sia esclusa la possibilità di un futuro ripristino dell’affidamento condiviso (per approfondimenti: Figli affidati solo alla madre se il padre è inaffidabile).

  • se un genitore si trova in precarie condizioni di salute mentale tali da poter determinare un pregiudizio al minore;