EREDITA’ CAUSE TESTAMENTARIE AVVOCATO ESPERTO PERUGIA BOLOGNA VITERBO RIETI VICENZA Possesso – Effetti – Usucapione – In genere comunione ereditaria – Usucapione da parte del coerede della quota degli altri eredi – Ammissibilità – Condizioni – Possesso a titolo di comproprietà – Mutamento in possesso esclusivo – Necessità. Corte di Cassazione|Sezione 2|Civile|Sentenza|4 maggio 2018| n. 10734 Corte di Cassazione|Sezione 6 2|Civile|Ordinanza|10 luglio 2017| n. 17022Divisione – Divisione ereditaria – Operazioni divisionali – Formazione dello stato attivo dell’eredita’ – Collazione ed imputazione – Resa dei conti – Oggetto – In genere collazione per imputazione – Assenza di beni della stessa natura di quelli che sono stati conferiti dagli eredi donatari – Prelevamento da parte degli eredi non donatari – Modalità – Fattispecie.

 

 

EREDITA’ CAUSE TESTAMENTARIE AVVOCATO ESPERTO PERUGIA BOLOGNA VITERBO RIETI VICENZA

Possesso – Effetti – Usucapione – In genere comunione ereditaria – Usucapione da parte del coerede della quota degli altri eredi – Ammissibilità – Condizioni – Possesso a titolo di comproprietà – Mutamento in possesso esclusivo – Necessità. Corte di Cassazione|Sezione 2|Civile|Sentenza|4 maggio 2018| n. 10734 Corte di Cassazione|Sezione 6 2|Civile|Ordinanza|10 luglio 2017| n. 17022Divisione – Divisione ereditaria – Operazioni divisionali – Formazione dello stato attivo dell’eredita’ – Collazione ed imputazione – Resa dei conti – Oggetto – In genere collazione per imputazione – Assenza di beni della stessa natura di quelli che sono stati conferiti dagli eredi donatari – Prelevamento da parte degli eredi non donatari – Modalità – Fattispecie.

In tema di collazione per imputazione, la mancanza, nell’asse ereditario, di beni della stessa natura di quelli che sono stati conferiti dagli eredi donatari, non esclude il diritto al prelevamento da parte degli eredi non donatari, da effettuarsi solo per quanto possibile con oggetti della stessa natura e qualità di quelli non conferiti in natura. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che, a seguito della collazione per imputazione di un immobile ad opera del coerede donatario ed in presenza di un compendio ereditario relitto composto da partecipazioni societarie, aveva attribuito, in favore del coerede non donatario, a titolo di prelevamenti ed in mancanza di beni nell’asse ereditario omogenei a quello conferito, un determinato numero di dette quote, sì da renderne, all’esito delle operazioni divisionali, la partecipazione societaria superiore a quella del coerede donatario).

 

 

Il coerede che dopo la morte del “de cuius” sia rimasto nel possesso del bene ereditario può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri eredi, senza necessità di interversione del titolo del possesso; a tal fine, egli, che già possiede “animo proprio” ed a titolo di comproprietà, è tenuto ad estendere tale possesso in termini di esclusività, il che avviene quando il coerede goda del bene con modalità incompatibili con la possibilità di godimento altrui e tali da evidenziare una inequivoca volontà di possedere “uti dominus” e non più “uti condominus”. Non è, al riguardo, univocamente significativo che egli abbia utilizzato ed amministrato il bene ereditario e che i coeredi si siano astenuti da analoghe attività, sussistendo la presunzione “iuris tantum” che abbia agito nella qualità e operato anche nell’interesse degli al

Divisione ereditaria e collazione – Divisione ereditaria – Godimento a titolo gratuito di un immobile concesso durante la propria vita dal de cuius ad uno degli eredi – Non qualificabile come donazione soggetta a collazione – Ratio – Arricchimento procurato dalla donazione – Impossibilità di identificarlo con il vantaggio che il comodatario trae dall’uso personale e gratuito della res comodata – Utilità non rappresentante il risultato finale dell’atto posto in essere dalle parti – Contenuto tipico del comodato stesso – Esclusione della causa della donazione – Comodato pattuito per un periodo alquanto lungo od in relazione a beni di notevole valore – Insussistenza dell’animus donandi – Temporaneità del godimento concesso al comodatario – Verifica della sussistenza dello spirito di liberalità – Valutazione con riferimento al momento originario della concessione in uso gratuito dell’immobile – Prova del fatto che da quel momento il de cuius aveva inteso consentire l’utilizzo dell’immobile senza limiti temporali – Rapporti tra familiari – Possibilità di considerare una concessione in uso anche a lungo tempo come rientrante nei limiti dei doveri di solidarietà e di assistenza – Fattispecie – Impossibilità di ravvisare una donazione indiretta a favore del convenuto – Mero comodato – Immobile poi tornato alla madre – Fruizione dell’immobile anche da parte del convenuto solo per ospitalità della madre – Inconfigurabilità di qualsiasi depauperamento del patrimonio del de cuius per effetto del concorrente utilizzo del bene da parte del convenuto – Non rilevanza di tale concessione né in sede di riunione fittizia né ai fini della collazione

 

By Sergio Armaroli|2019-02-10T17:55:13+00:00Febbraio, 2019|News|