EREDE LEGITTIMO AVVOCATI BOLOGNA  BOLOGNA ASPETTA C’ E’ ALTRO! LASCIA CHE TI SPIEGHI

EREDE LEGITTIMO AVVOCATI BOLOGNA  BOLOGNA ASPETTA C’ E’ ALTRO! LASCIA CHE TI SPIEGHI    Scrittura privata - Verificazione - Disconoscimento - In genere. prova civile - Documentale (prova) - Scrittura privata - Scritture di terzi - In genere. successioni "mortis causa" - Successione testamentaria - Forma dei testamenti - Difetto di forma dei testamenti ordinari - In genere - Testamento olografo - Impugnativa di falso - Natura - Regime proba torio

EREDE LEGITTIMO AVVOCATI BOLOGNA  BOLOGNA ASPETTA C’ E’ ALTRO! LASCIA CHE TI SPIEGHI Scrittura privata – Verificazione – Disconoscimento – In genere. prova civile – Documentale (prova) – Scrittura privata – Scritture di terzi – In genere. successioni “mortis causa” – Successione testamentaria – Forma dei testamenti – Difetto di forma dei testamenti ordinari – In genere – Testamento olografo – Impugnativa di falso – Natura – Regime proba torio

Scrittura privata – Verificazione – Disconoscimento – In genere. prova civile – Documentale (prova) – Scrittura privata – Scritture di terzi – In genere. successioni “mortis causa” – Successione testamentaria – Forma dei testamenti – Difetto di forma dei testamenti ordinari – In genere – Testamento olografo – Impugnativa di falso – Natura – Regime proba torio – Differenze rispetto all’azione di nullità ex art. 606 cod. civ. – Configurabilità – Esclusione – Disconoscimento dell’autenticità – Applicabilità – Istanza di verificazione – Onere – Criteri.

Alla stregua di dette premesse,

va osservato che – avuto riguardo alla posizione sostanziale degli interessi dedotti in causa dalle parti nell’ipotesi di conflitto tra erede legittimo che disconosca l’autenticità del testamento e chi vanti diritti in forza di questo, l’onere della proposizione dell’istanza di verificazione del documento contestato grava su quest’ultimo, che deve servirsene per vedersi riconosciuta la qualità di erede, mentre nessun onere, oltre quello del disconoscimento, ha l’erede legittimo. Sulla incidenza dell’onere probatorio non ha alcuna influenza la posizione processuale assunta dalle parti, e cioè se l’azione sia esperita dall’erede legittimo (che adduca, quindi, in via principale, la falsità del documento), ovvero dall’erede testamentario che voglia far valere i propri diritti ereditari e si trovi di fronte alla contestazione dell’autenticità del documento da parte dell’erede legittimo.

EREDE LEGITTIMO AVVOCATI BOLOGNA  BOLOGNA ASPETTA C’ E’ ALTRO! LASCIA CHE TI SPIEGHI    Scrittura privata - Verificazione - Disconoscimento - In genere. prova civile - Documentale (prova) - Scrittura privata - Scritture di terzi - In genere. successioni "mortis causa" - Successione testamentaria - Forma dei testamenti - Difetto di forma dei testamenti ordinari - In genere - Testamento olografo - Impugnativa di falso - Natura - Regime proba torio

EREDE LEGITTIMO AVVOCATI BOLOGNA  BOLOGNA ASPETTA C’ E’ ALTRO! LASCIA CHE TI SPIEGHI Scrittura privata – Verificazione – Disconoscimento – In genere. prova civile – Documentale (prova) – Scrittura privata – Scritture di terzi – In genere. successioni “mortis causa” – Successione testamentaria – Forma dei testamenti – Difetto di forma dei testamenti ordinari – In genere – Testamento olografo – Impugnativa di falso – Natura – Regime proba torio

Qualora sia fatta valere la falsità del testamento

(nella specie olografo), l’azione – che ha ad oggetto l’accertamento dell’inesistenza dell’atto – soggiace allo stesso regime probatorio stabilito nel caso di nullità prevista dall’art. 606cod. civ. per la mancanza dei requisiti estrinseci del testamento, sicché – avuto riguardo agli interessi dedotti in giudizio dalle parti – nell’ipotesi di conflitto tra l’erede legittimo che disconosca l’autenticità del testamento e chi vanti diritti in forza di esso, l’onere della proposizione dell’istanza di verificazione del documento contestato incombe sul secondo, cui spetta la dimostrazione della qualità di erede, mentre nessun onere, oltre quello del disconoscimento, spetta all’erede legittimo. Pertanto sulla ripartizione dell’onere probatorio non ha alcuna influenza la posizione processuale assunta dalle parti, essendo irrilevante se l’azione sia stata esperita dall’eredelegittimo (per fare valere, in via principale, la falsità del documento) ovvero dall’erede testamentario che, agendo per il riconoscimento dei diritti ereditari, abbia visto contestata l’autenticità del testamento da parte dell’eredelegittimo.

L’erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita compiuta dal “de cuius” siccome celante una donazione, assume la qualità di terzo rispetto ai contraenti – con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni – quando agisca a tutela del diritto, riconosciutogli dalla legge, all’intangibilità della quota di riserva, proponendo in concreto una domanda di riduzione, nullità o inefficacia della donazione dissimulata. In tale situazione, infatti, la lesione della quota di riserva assurge a “causa petendi” accanto al fatto della simulazione ed il legittimario – benché successore del defunto – non può essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall’art. 1417 cod. civ.; né assume rilievo il fatto che egli – oltre all’effetto di reintegrazione – riceva, in quanto sia anche erede legittimo, un beneficio dal recupero di un bene al patrimonio ereditario, non potendo applicarsi, rispetto ad un unico atto simulato, per una parte una regola probatoria e per un’altra una regola diversa.

L’erede legittimo che non abbia partecipato al giudizio, promosso dagli altri eredi legittimi, diretto a far dichiarare la decadenza del (diverso soggetto) chiamato con testamento dal diritto di accettare l’eredità, qualora convenga in via transattiva di rinunciare agli effetti della sentenza a fronte dell’attribuzione in proprietà di immobili facenti parte dell’asse ereditario, non si limita (come erroneamente affermato dal giudice di merito) a rinunciare “a far valere la decadenza”, in quanto il potere così esercitato afferisce comunque ad un diritto sull’eredità, almeno vantato in quanto chiamato, e quindi a lui appartenente perché espressivo del diritto di accettare quell’eredità. La rinuncia dedotta in transazione non è quindi avulsa dalla qualità di erede legittimo, sicché quanto ricevuto in sede transattiva costituisce tacitazione non già della rinunzia a far valere la decadenza, ma del diritto a succedere in via legittima al “de cuius” e, quindi, esercizio di tale diritto.

 La qualita` di erede legittimo spettante allo stato (a differenza che nel vigore del codice del 1865) ai sensi degli artt. 565 e 586 del codice civile vigente, comporta che nei suoi confronti, nonostante alcune peculiarita` della relativa successione (non necessita` di accettazione, impossibilita` di rinuncia, responsabilita` intra vires hereditatis indipendentemente dalla accettazione con beneficio d`inventario), sia applicabile la norma del terzo comma dell’art. 502 c. c., la quale (in tema di eredita` beneficiata) prevede che i creditori e i legatari non presentatisi possono agire contro l’erede entro il termine prescrizionale di tre anni ivi indicato nei limiti della somma residuata dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione. da vedere:[s63\01197]