AVVOCATO BOLOGNA infedeltà coniugale,separazione tradimento, separazione con addebito, SEPARAZIONE GIUDIZIALE O CONSENSUALE?  

 

AVVOCATO BOLOGNA infedeltà coniugale,separazione tradimento, separazione con addebito, SEPARAZIONE GIUDIZIALE O CONSENSUALE?

 

L’infedelta’ coniugale  molto piu’ diffusa di quanto si pensi ,porta alla separazione spesso giudiziale con addebito, cioè la separazione viene addebitata la stessa al coniuge che ha tradito.

 

In caso di separazione dei coniugi, la pronuncia di addebito richiede che la situazione di intollerabilità della prosecuzione della convivenza o di grave pregiudizio per i figli sia imputabile ai comportamenti coscienti e volontari di uno dei coniugi. In sostanza ai fine dell’addebito è necessaria tanto la prova del comportamento oggettivamente riprovevole e della riconducibilità dello stesso ad uno dei coniugi quanto quella del nesso di causalità tra la condotta contraria ai doveri del matrimonio e il suo fallimento.

Ne deriva che, il contegno contrario ai doveri nascenti dal matrimonio, che può concretarsi – come nel caso di specie – nell’infedeltà, per essere fonte di addebitabilità della separazione, deve essere la causa della cessazione dell’affectio maritalis e non invece il suo effetto (1).

In particolare la Cassazione (sentenza n. 7859/2000) ha chiarito che la reiterata violazione, in assenza di una consolidata separazione di fatto, dell’obbligo della fedeltà coniugale, particolarmente se attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, rappresenta una violazione particolarmente grave dell’obbligo della fedeltà coniugale, che, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi di regola causa della separazione personale dei coniugi e quindi circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempreché non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Né ad escludere la rilevanza della infedeltà è ammissibile la qualificazione della stessa quale reazione a comportamenti dell’altro coniuge, non essendo possibile una compensazione delle responsabilità nei rapporti familiari, e potendo invece essere addebitata la separazione a entrambi i coniugi, ove sussistano le relative domande. 

In materia di separazione e divorzio, l’esistenza di una stabile relazione extraconiugale rappresenta una violazione particolarmente grave dell’obbligo della fedeltà coniugale, che, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, causa della separazione personale dei coniugi e, dunque, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile.

A ogni modo, l’addebito è escluso se si accerti la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Nel ricorso per separazione giudiziale dei coniugi, ai fini dell’addebito della stessa al coniuge infedele, si ritiene che, seppure la violazione dell’obbligo di fedeltà costituisca senza alcun dubbio una violazione particolarmente grave, determinante, di regola, l’intollerabilità della convivenza e rappresentando, dunque, una circostanza idonea e sufficiente a determinare la pronuncia di addebito a carico del coniuge responsabile, è altresì necessario la sussistenza del nesso di causalità fra l’infedeltà e la crisi del rapporto di coppia.

Infatti, non giustifica l’addebito della separazione l’accertamento della preesistenza di una crisi coniugale già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

FAMIGLIA – MATRIMONIO – SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI – GIUDIZIALE – CON ADDEBITO – Obbligo di fedeltà coniugale – Violazione – Addebito della separazione – Limiti – Mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale per la preesistenza di quest’ultima.

In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempreché non si constati, attraverso un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Famiglia – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Giudiziale – Con addebito – Obbligo di fedeltà – Violazione – Addebito della separazione – Limiti – Mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale per la preesistenza di quest’ultima.

In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Pertanto, la riferita infedeltà può essere causa (anche esclusiva) dell’addebito della separazione solo quando risulti accertato che ad essa sia, in fatto, riconducibile la crisi dell’unione, mentre il relativo comportamento (infedele), se successivo al verificarsi di una situazione di intollerabilità della convivenza, non è, di per sé solo, rilevante e non può, conseguentemente, giustificare una pronuncia di addebito.

By Sergio Armaroli|2019-02-07T11:26:55+00:00Febbraio, 2019|News|