SEPARAZIONE BUDRIO FUNO ARGELATO CASTELLO D’ARGILE BOLOGNA TRIBUNALE BOLOGNA ? 3 COSE DA VALUTARE 3 COSE DA CONSIDERARE 3 PRINCIPI DA SEGUIRE ! AVVOCATO ESPERTO SEPARAZIONI BOLOGNA L’affidamento condiviso dei figli: come funziona?

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SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA cosa e’ e come si svolge  una separazione consensuale

LA PROCEDURA DI SEPARAZIONE CONSENSUALE .

L’art. 158 c.c. disciplina l’istituto della separazione consensuale che permette ai coniugi di addivenire un accordo congiunto in merito alla cessazione del loro rapporto matrimoniale. Detto accordo ha come contenuto il reciproco consenso a vivere separati e laregolamentazione delle questioni derivanti dallacessazione dell’unione familiare ed è soggetto all’omologazione da parte del Tribunale.

 

 

  • Elemento essenziale dell’istituto è quindi il consenso espresso dai coniugi, rispetto al quale l’omologa del Tribunale costituisce mera condizione di efficacia dell’accordo raggiunto.

  • In tema di separazione consensuale, dottrina e giurisprudenza si sono più volte pronunciate in merito alla validità delle pattuizione concordate dai coniugi e successivamente non trasfuse nell’accordo omologato. Sul punto vanno distinte le pattuizioni che attengono a diritti indisponibili (in primis l’affidamento e il mantenimento dei figli) da quelle che attengono a diritti disponibili.

  • Se con riferimento alle prime la giurisprudenza è unanime nel ritenere le stesse non solo prive di effetti ma radicalmente nulle, per quanto riguarda le altre, si ritiene che a esse possa riconoscersi validità solo in quanto risultino tali da assicurare una maggiore vantaggiosità all’interesse protetto dalla norma (ad esempio prevedendo una misura dell’assegno di mantenimento superiore a quella sottoposta ad omologazione), ovvero concernano un aspetto non preso in considerazione dall’accordo omologato e sicuramente compatibile con questo in quanto non modificativo della sua sostanza e dei suoi equilibri, o ancora costituiscano clausole meramente specificative dell’accordo stesso, non essendo altrimenti consentito ai coniugi incidere sull’accordo omologato con soluzioni alternative di cui non sia certa a priori l’uguale o migliore rispondenza all’interesse tutelato attraverso il controllo giudiziario di cui all’art. 158 c.c. (sul punto Cass. civ. sent. 21736/2013, Trib. Milano Sez. III, 20/09/2011).
  • La procedura “tradizionale” che consente di separarsi consensualmente è dunque quella attraverso la quale i coniugi si rivolgono al Tribunale competente. A seguito della proposizione della domanda, il procedimento si articola in due fasi quella presidenziale e la successiva che si concluderà con l’omologazione della separazione.

SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA :

I FIGLI

  1. Le condizioni della separazione, in presenza di figli minorenni,  devono rispettare il principio della bigenitorialità. I minori hanno diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori,  di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. In particolare, per quanto riguarda la misura e il modo con cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’educazione e all’istruzione dei figli, salvo accordi accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede in misura proporzionale al proprio reddito; ove necessario il giudice stabilisce la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità.

  2. Nei procedimenti di cui si tratta (in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori relativo alle condizioni di affidamento dei figli) il giudice non procede all’ascolto del figlio minore (che abbia  compiuto gli anni 12 e anche di età inferiore ove capace di discernimento) se in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo.

SEPARAZIONE CONSENSUALE IN TRIBUNALE.

INSTAURAZIONE DEL PROCEDIMENTO.

  1. Il primo passo è la redazione di un ricorso congiunto dei coniugi che va depositato in tribunale.
  2. L’atto dovrà essere corredato dei seguenti documenti: estratto per sunto dell’atto di matrimonio, stato di famiglia, certificato di residenza di entrambi i coniugi.

  3. L’addebito può essere chiesto a carico di chi ha assunto comportamenti contrari ai doveriche nascono dal matrimonio, come la fedeltà, ma ogni caso deve essere valutato autonomamente perché deve essere provata l’incidenza del fatto sull’intollerabilità della convivenza.
  4. Quando una coppia si separa consensualmente, invece, i diritti dei coniugi rimangono sempre i medesimi di quelli acquisiti dopo la celebrazione del matrimonio.
  5. SEPARAZIONE CONSENSUALE TRIBUNALE BOLOGNA

 UDIENZA INNAZI PRESIDENTE DEL TRIBUNALE

  • Il Presidente del Tribunale fissa la data dell’udienza in cui dovranno comparire personalmente i coniugi assistiti dai rispettivi difensori, in occasione della quale verrà esperito un tentativo di conciliazione.
  • Quando (quasi sempre) il tentativo non riesce  “si darà atto, nel processo verbale, del consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole” (art. 711, 3° comma).
  • Nella separazione consensuale il coniuge economicamente più debole ha diritto a percepire un assegno di mantenimentoda determinarsi in base ai redditi ed allo stato del patrimonio di ciascuna delle parti, alla durata del matrimonio, alla capacità lavorativa del richiedente ed al tenore di vita goduto dalla coppia durante l’unione.
  • Documenti richiesti

Il procedimento di separazione necessita dei seguenti documenti:

  • Certificato di matrimonio e/o estratto integrale dell’atto di matrimonio;
  • Certificato di residenza e stato di famiglia, anche contestuale, di entrambi i coniugi (non è possibile utilizzare l’autocertificazione);
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi;
  • Copia di un documento di identità di entrambi i coniugi;

  • Copia del codice fiscale di entrambi i coniugi

La separazione giudiziale 

La separazione giudiziale  è la separazione personale pronunciata dal Tribunale  su richiesta di uno o di entrambi i coniugi  a seguito di fatti  che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o recano grave danno ai figli (art. 151 Codice Civile).

Qualora ne ricorrano i presupposti e se richiesto, il Giudice, pronunciando la separazione giudiziale, dichiara a quale coniuge  va addebitata la separazione  stessa in considerazione  del suo comportamento  contrario ai doveri del matrimonio. 

 L’addebito della separazione comporta  la perdita del diritto al mantenimento ancorché ci si trovi  nella situazione di non poter mantenere lo stesso tenore vita goduto durante il matrimonio, la perdita dei diritti successori, nonché  la perdita dei diritti sulla pensione di reversibilità.

Come  si propone la domanda di separazione giudiziale ?

  •  La domanda di separazione giudiziale  deve essere presentata al  Tribunale ordinario civile competente mediante ricorso.
  • L’eventuale richiesta di addebito  deve essere effettuata, a pena di decadenza,  contestualmente alla presentazione del ricorso introduttivo. 
  • Diversamente la richiesta di addebito domandata dal coniuge resistente deve essere presentata in via riconvenzionale entro i termini indicati nell’ordinanza presidenziale .

 

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Dal 2006 vige in Italia il regime di affidamento condiviso dei figli. Entrambi i genitori mantengono la potestà sui figli per le questioni di maggiore importanza (e sono quindi chiamati a collaborare). Inoltre il giudice deve fare in modo di garantire un rapporto continuato dei figli con ciascun genitore e prevedere tempi di permanenza presso ciascuno di loro.

Non si scherza per niente con la separazione , soprattutto quando in mezzo ci sono figli o beni immobili da dividere.

  • Avvocato matrimonialista separazioni Bologna , e il nuovo compagno come va presentato ai figli? Va presentato?
  • Logico che una volta separati ognuno prende la propria strada, cerca   un nuovo compagno o compagna e allora ?
  •  Come presentare si figli il nuovo compagno?
  • “I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi. I figli hanno bisogno di tempo per elaborare la separazione, per comprendere la nuova situazione, per adattarsi a vivere nel diverso equilibrio familiare. I figli hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi fratelli, i nuovi partner e le loro famiglie. Hanno il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori, o di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori” è quanto recita l’art. 8 della Carta dei diritti dei figli (ottobre 2018).
  • Un principio, questo, già implicitamente espresso dalla Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 11448/2017.
  • Certo è assolutamente normale che  i figli conoscano e vengano a contatto con i nuovi compagni dei genitori separati, addirittura in molti casi è un’opportunita’ , doppie coccole, doppie feste, doppie attenzioni, a volte pero’ no, vi sono gelosie, repicche, il vecchio coniuge non vuole che  i figli conoscano il nuovo compagno o la nuova compagna, capita assai spesso.
  • T non devi portarli, tu non devi presentarli, tu non devi vederla con i figli, repicche ansie e nuove liti tra ex coniugi!!
  • La Cassazione ha rammentato, in tale sede, che non basta la mera censura di una violazione dei doveri sanciti dall’art. 143 c.c. in vista dell’accoglimento di un addebito di separazione, ma è necessario che tale violazione abbia assunto una efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale o che sia stata la causa del fallimento del matrimonio, contribuendo ad inasprire definitivamente una pregressa situazione di intollerabilità nella convivenza dei coniugi.
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Non è certo un’impresa semplice, per chi non ha mai dovuto affrontare problemi di coppia.L’avvocato Matrimonialista  è come il cardiologo tra i medici che è esperto di cuore, l’’avvocato Matrimonialista è esperto di problematiche di coppia e di rottura di coppia .

Al di là della sussistenza di un nesso causale, non può essere pronunciata alcuna separazione con addebito. Nel caso di specie, continua il Supremo Consesso, è assente qualsivoglia prova della decisività e della stessa esistenza di una nuova relazione prodromica alla rottura dei rapporti matrimoniali e va accolto il motivo teso a contrastare l’addebito di separazione.

Ciò che rileva è, invece, esclusivamente la condotta della signora che, dopo la separazione dal marito, aveva intrapreso una nuova stabile convivenza, creando disagi e turbamenti ai figli, non pronti a tale situazione.

In tema di separazione personale dei coniugi, la pronuncia di addebito non puo’ fondarsi sulla sola violazione dei doveri che l’articolo 143 c.c., pone a carico dei coniugi, essendo, invece, necessario accertare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, ovvero se essa sia intervenuta quando era gia’ maturata una situazione di intollerabilita’ della convivenza. Pertanto, in caso di mancato raggiungimento della prova che il comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio tenuto da uno dei coniugi, o da entrambi, sia stato la causa del fallimento della convivenza, deve essere pronunciata la separazione senza addebito (ex multis, Cass. 28/09/2001, n. 12130; 16/11/2005, n. 23071; 27/06/2006, n. 14840).

Il fatto poi che non si controverta anche sullo stabilito regime di affidamento condiviso, non attinto dalle contrapposte domande di modifica, rende quanto meno non condivisibile il rilievo del C. di non pertinenza della sentenza di legittimità n. 9633 del 2015 richiamata nel decreto e che invece sostanzialmente pertiene a temi analoghi ai controversi; al riguardo anzi vanno condivisi e ribaditi i principi riaffermati in quel precedente, secondo cui stabilimento e trasferimento della propria residenza e sede lavorativa costituiscono oggetto di libera e non conculcabile opzione dell’individuo, espressione di diritti fondamentali di rango costituzionale, e secondo cui il coniuge separato che intenda trasferire la sua residenza lontano da quella dell’altro coniuge non perde per ciò l’idoneità ad avere in affidamento i figli minori o ad esserne collocatario, sicché il giudice, ove il primo aspetto non sia in discussione, come nel caso, deve esclusivamente valutare se sia più funzionale all’interesse della prole il collocamento presso l’uno o l’altro dei genitori, per quanto ciò ineluttabilmente incida in negativo sulla quotidianità dei rapporti con il genitore non affidatario

Nelle separazioni diventa essenziale essere assistiti da uno studio legale che si occupa di diritto di famiglia, per difendere e far valere le ragioni e le pretese del Cliente, sempre nell’ottica di raggiungere una soluzione soddisfacente e condivisibile. Il consenso delle parti può essere originario se il ricorso è presentato da tutte e due le parti ma può anche essere successivo, nel senso che la separazione può partire come giudiziale (istanza di una sola parte) e poi divenire consensuale successivamente.

  • l’assistenza legale fornita in questo settore si realizza prestando scrupolosa attenzione ai problemi relativi all’affidamento della prole, connotandosi per il costante interesse verso tutte le questioni sottese alla continua evoluzione degli istituti giuridici in materia.
  • Se si intende avviare una pratica per la separazione coniugale:

  •  è bene tener presente le molteplici implicazioni di carattere personale e patrimoniale che occorre affrontare.

  • Se la coppia ha figli, occorrerà prevederne il regime di affidamento e la collocazione, regolamentare i rapporti con entrambi i genitori e stabilire l’entità dell’assegno di contributo al mantenimento. Misure che dovranno privilegiare l’interesse dei minori, affinché sui figli non ricada in modo traumatico il peso della separazione.
  • 1)Nei rapporti fra i coniugi, occorrerà definire le questioni patrimoniali mediante l’assegnazione della casa coniugale, la determinazione dell’assegno di mantenimento per il coniuge economicamente più debole e l’eventuale divisione dei beni comuni.
  • 2)Su tutte le questioni indicate, è possibile raggiungere un accordo che soddisfi entrambe le parti per addivenire a una separazione consensuale, attraverso una trattativa stragiudiziale nella quale l’avvocato Sergio Armaroli  mette a disposizione la pluriennale esperienza dei suoi professionisti.
  • 3)L’accordo tra i due coniugi deve essere sottoposto all’analisi del tribunale che, con le formalità della camera di consiglio, valuta che l e condizioni siano coerenti con la legge e che vengano rispettati i diritti della prole.
SEPARAZIONE BUDRIO FUNO ARGELATO CASTELLO D’ARGILE BOLOGNA TRIBUNALE BOLOGNA ? 3 COSE DA VALUTARE 3 COSE DA CONSIDERARE 3 PRINCIPI DA SEGUIRE !AVVOCATO ESPERTO SEPARAZIONI BOLOGNAL’affidamento condiviso dei figli: come funziona?

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Se la coppia ha figli, occorrerà prevederne il regime di affidamento e la collocazione, regolamentare i rapporti con entrambi i genitori e stabilire l’entità dell’assegno di contributo al mantenimento.

Misure che dovranno privilegiare l’interesse dei minori, affinché sui figli non ricada in modo traumatico il peso della separazione.

Nei rapporti fra i coniugi, occorrerà definire le questioni patrimoniali mediante l’assegnazione della casa coniugale, la determinazione dell’assegno di mantenimento per il coniuge economicamente più debole e l’eventuale divisione dei beni comuni.

L’avvocato separazioni Bologna Sergio Armaroli sulla base di una consolidata esperienza maturata in questo ambito, fornisce ai propri Assistiti una consulenza valida, fidata ed efficace, mettendo sempre al centro del proprio lavoro e delle proprie prerogative i diritti e la tutela del proprio Cliente.

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AVVOCATO ESPERTO SEPARAZIONI TRIBUNALE DI BOLOGNA CORTE APPELLO BOLOGNA

  1. Non sono certo l’avvocato che prende sotto gamba una separazione di un cliente, perché ogni separazione è a se ogni separazione anche la piu’ semplice ha sempre della problematiche…..
  2. La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l’affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.
  3. L’accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinate forme e senza che vi sia l’omologazione del Tribunale.
    L’avvocato Separazioni e divorzi Bologna tribunale di Bologna puo’ assistervi per arrivare a un accordo sulla separazione su tutte le condizioni di separazione, anche attraverso sedute di mediazione e consulenza finalizzate ad una maggiore comprensione dei vostri diritti.

Quando è bene rivolgersi all’avvocato?

Naturalmente il prima possibile, anche solo per un consiglio. Che siate voi a voler chiedere la separazione o sia il coniuge, un avvocato esperto in questi problemi vi può consigliare sul percorso da seguire in modo da evitare che l’emotività vi faccia compiere delle scelte sbagliate.

Quando può essere richiesta la separazione?

La separazione può essere richiesta se entrambi i coniugi sono d’accordo a vivere separati oppure: a) per fatti che rendono intollerabile la convivenza; 2) se la convivenza può arrecare un pregiudizio ai figli.

Impossibile e pensare che  una separazione non abbia conseguenze, conseguenze emotive e patrimoniali!!!!

 

Cosa è un un avvocato matrimonialista?

 è un’avvocato che ha sviluppato una specifica competenza su tutte le tematiche connesse al matrimonio e ai suoi diritti e doveri in caso di separazione e divorzio, soprattutto nel caso di disaccordi inerenti l’affidamento e il mantenimento dei figli,

Cosa è un un avvocato matrimonialista?

Tratta il mantenimento o meno del coniuge più debole, l’assegnazione della casa coniugale e la spartizione del patrimonio sia in caso di comunione dei beni sia in caso di separazione dei beni.

MASSIMA ATTENZIONE

va sempre riservata ai diritti dei minori, area di appartenenza del piu’ ampio diritto di famiglia e che comprende anche la tutela, l’adozione, i rapporti di convivenza tra coppie non sposate c.d. convivenza more uxorio), la filiazione, ecc.

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AVVOCATO ESPERTO SEPARAZIONI TRIBUNALE DI BOLOGNA CORTE APPELLO BOLOGNA

cosa deve fare  un bravo avvocato matrimonialista?

 deve saper gestire la fase patologica del rapporto coniugale favorendo sempre l’interesse primario della tutela del minore, cercando di fare del suo meglio per evitare l’esasperazione della conflittualità tra i coniugi.

L’avvocato matrimonialista non ha solo una competenza specifica che gli deriva dalla conoscenza del diritto e della legge in materia ma deve possedere anche una solida esperienza acquisita sul campo e maturata con il tempo, attraverso l’esperienza giudiziale, la formazione e l’aggiornamento e l’approfondimento relativo alle tematiche connesse alle fasi fisiologiche e patologiche del matrimonio e del suo scioglimento.

La separazione consensuale non è quindi possibile in mancanza di un accordo tra i coniugi che investa ciascuna questione (diritti patrimoniali, mantenimento del coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).

Si può procedere alla separazione consensuale solo se marito e moglie hanno trovato il pieno accordo su tutti gli aspetti della separazione e, in particolar modo:

  • sull’assegnazione della casa coniugale e degli altri immobili
  • sulla misura del mantenimento per l’altro coniuge
  • sull’affidamento e mantenimento dei figli (se ve ne sono), nonché su tutte le altre questioni attinenti alla loro gestione (per esempio, le condizioni e le date delle visite ecc.)

L’apprezzamento circa la responsabilità di un coniuge nel determinarsi della intollerabilità della convivenza

 in ragione della violazione dei doveri matrimoniali è istituzionalmente riservato al giudice di merito e non può essere censurato in sede di legittimità in presenza di motivazione congrua e logica (ex multis, Cass. 18074/2014).

In riferimento all’istruttoria svolta in primo grado è emerso, infatti, che il Pa. si era allontanato dalla casa familiare, aveva una relazione extra-coniugale e non aveva prestato alla moglie la necessaria assistenza materiale e morale, anche in relazione alle accertate condizioni di salute della In. mancando invece la prova da parte sua che la violazione dei doveri coniugali fosse successiva alla crisi matrimoniale.

Peraltro la prova del nesso causale può essere fornita con qualsiasi mezzo, anche per presunzioni tenuto conto dei principi di recente affermati da questa Corte nella sentenza n.16859 del 2015 così massimati:
“In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempreché non si constati, attraverso un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale”.

AVVOCATO ESPERTO SEPARAZIONI TRIBUNALE DI BOLOGNA CORTE APPELLO BOLOGNA

l parere di un avvocato si può rivelare utilissimo anche dopo l’omologazione della separazione, infatti può accadere che le condizioni economiche o fisiche di uno dei due coniugi mutino drasticamente al punto di dover richiedere una revisione delle condizioni separatorie, diventa quindi necessario trovare un nuovo accordo. L’avvocato divorzista e matrimonialista Bologna , esperta in separazioni e divorzi, protra prestare assistenza legale qualificata, per l’eventuale azione di la modifica delle condizioni di separazione

Per quanto riguarda i termini per procedere, fino a poco tempo fa, decorsi tre anni dalla separazione le parti potevano ricorrere al Tribunale per ottenere lo scioglimento del matrimonio (in caso di rito civile) oppure la cessazione degli effetti civili del matrimonio (in caso di rito concordatario).
Tale ricorso poteva essere congiunto, in caso di accordo tra le parti, oppure giudiziale, qualora venisse presentato da una soltanto di queste.
Le modifiche apportate negli ultimi anni al procedimento di divorzio hanno riguardato oltre i termini anche le modalità.
Ad oggi, infatti, è possibile procedere una volta decorsi solo sei o dodici mesi, termini questi riferiti però a ipotesi diverse:
– sei mesi, in caso di separazione consensuale. Tale termine decorre dalla data di comparizione dei coniugi dinanzi al Presidente del Tribunale o dalla data dell’accordo concluso in sede di negoziazione assistita o dinanzi all’Ufficiale dello Stato Civile
– dodici mesi, in caso di separazione giudiziale. In questo il termine decorre ovviamente unicamente dalla comparizione delle parti dinanzi al Presidente del Tribunale all’udienza presidenziale ove questo tenterà la conciliazione tra i coniugi.