Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

REVOCAZIONE DELLA DONAZIONE Art. 801 codice civile: Revocazione per ingratitudineLa domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell’art. 463 , ovvero si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435 e 436.

REVOCAZIONE DELLA DONAZIONEREVOCAZIONE DELLA DONAZIONE Art. 801 codice civile: Revocazione per ingratitudineLa domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell’art. 463 , ovvero si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435 e 436.
Consulenze legali Bologna su contratti compravendita avvocato Bologna :studio legale a Bologna avvocato Sergio Armaroli,consulenza legale Bologna, contratti .immobiliari Bologna, contratti Bologna

Consulenze legali Bologna su contratti compravendita avvocato Bologna :studio legale a Bologna avvocato Sergio Armaroli,consulenza legale Bologna, contratti .immobiliari Bologna, contratti Bologna

studio legale Bologna avvocato Sergio Armaroli

REVOCAZIONE DELLA DONAZIONE Art. 801 codice civile: Revocazione per ingratitudineLa domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell’art. 463 , ovvero si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435 e 436.Art. 801 codice civile: Revocazione per ingratitudineLa domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell’art. 463 , ovvero si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435  e 436.

 

testamento eredi universali Bologna testamento olografo Bologna erede universale testamento olografo erede universale coniuge testamento con erede universale testamento olografo erede universale esempio testamento nomina erede universale

testamento eredi universali Bologna testamento olografo Bologna erede universale testamento olografo erede universale coniuge testamento con erede universale testamento olografo erede universale esempio testamento nomina erede universale

 

’ingiuria grave richiesta, ex articolo 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocazione di una donazione per ingratitudine – la quale trae dal diritto penale il suo significato intrinseco e l’individuazione del bene leso, senza, pero’, essere del tutto sovrapponibile alle condotte di cui agli articoli 594 e 595 c.p. – consiste in un comportamento suscettibile di ledere in modo rilevante il patrimonio morale del donante ed espressivo di un reale sentimento di avversione da parte del donatario, tale da ripugnare alla coscienza collettiva.

Pertanto, in presenza di una pluralita’ di atti offensivi fra loro strettamente connessi, perche’ possa iniziare a decorrere il termine decadenziale previsto dall’articolo 802 c.c. – in base al quale “La domanda di revocazione per causa d’ingratitudine deve essere proposta dal donante o dai suoi eredi, contro il donatario o i suoi eredi, entro l’anno dal giorno in cui il donante e’ venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione” – deve guardarsi al momento in cui questi raggiungono un livello tale da non potere essere piu’ ragionevolmente tollerati secondo una valutazione di normalita.

Bologna avvocato avvocato condominio, Bologna avvocato proprietà, avvocato immobili, Bologna studio legale condominio, Bologna studio legale proprietà, studio legale immobili, consulenza condominiale,ravenna ,rimini ,ferrara vicenza, treviso , bologna, diritto di passaggio, usucapione, servitù, proprietà privata, Bologna vendita nuda proprietà, Bologna proprietà superficiaria, proprietà immobiliare, locazione, contratti di locazione, diritto di prelazione, consulenza condominiale, spese condominio , regolamento, problemi condominiali, diritto, proprietà privata, servitù, la proprietà, vendita nuda proprietà, superficiaria, immobiliare, contratti di locazione,

Bologna avvocato avvocato condominio, Bologna avvocato proprietà, avvocato immobili, Bologna studio legale condominio, Bologna studio legale proprietà, studio legale immobili, consulenza condominiale,ravenna ,rimini ,ferrara vicenza, treviso , bologna, diritto di passaggio, usucapione, servitù, proprietà privata, Bologna vendita nuda proprietà, Bologna proprietà superficiaria, proprietà immobiliare, locazione, contratti di locazione, diritto di prelazione, consulenza condominiale, spese condominio , regolamento, problemi condominiali, diritto, proprietà privata, servitù, la proprietà, vendita nuda proprietà, superficiaria, immobiliare, contratti di locazione,

errore-medico

Suprema Corte di Cassazione

sezione II civile

sentenza 18 ottobre 2016, n. 21010

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente

Dott. MATERA Lina – Consigliere

Dott. MANNA Felice – Consigliere

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere

Dott. COSENTINO Antonello – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 8600-2012 proposto da:

(OMISSIS), (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS);

– ricorrente –

contro

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentata e difesa dall’avvocato (OMISSIS);

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 267/2011 della CORTE D’APPELLO di LECCE sezione distaccata di TARANTO, depositata il 15/10/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 18/05/2016 dal Consigliere Dott. ANTONELLO COSENTINO;

udito l’Avvocato (OMISSIS), difensore del ricorrente che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FUZIO Riccardo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

AAFOTOSOLDI1SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione del 22 gennaio 2000 la sig.ra (OMISSIS) conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Taranto, sezione distaccata di Grottaglie, (OMISSIS), figlio delle prime nozze del defunto marito, per sentire dichiarare la revocazione della donazione della nuda proprieta’ dell’immobile sito in (OMISSIS), da lei effettuata in favore del suddetto (OMISSIS) con atto per notaio (OMISSIS) del 29 luglio 1994, per ingratitudine del donatario.

L’attrice esponeva che:

(OMISSIS), assieme alla sua famiglia, aveva instaurato con lei una coabitazione, durante la quale erano sorte incomprensioni che avevano reso insostenibile la convivenza;

ella aveva chiesto piu’ volte a (OMISSIS) di lasciare l’immobile nella sua piena disponibilita’;

il 14 giugno 1999 ella era stata costretta ad allontanarsi dalla sua abitazione in seguito ad una lite e, successivamente, non era piu’ riuscita a rientrare nell’immobile, perche’ (OMISSIS) aveva apposto un nuovo lucchetto al cancello di ingresso.

Si costituiva il convenuto, il quale esponeva che:

l’attrice era decaduta dall’azione di revocazione della donazione, poiche’ era trascorso il termine annuale di decadenza di cui all’articolo 801 c.c., decorrente dalla completa conoscenza, da parte della donante, della causa di ingratitudine, gia’ ampiamente nota all’attrice nel dicembre 1998, epoca delle prime richieste di rilascio del possesso dell’immobile;

– esso convenuto si era recato a vivere presso la donante su richiesta di quest’ultima.

Il Tribunale di Taranto, sezione distaccata di Grottaglie, con sentenza n. 123/06, accoglieva la domanda dell’attrice e revocava la donazione.

(OMISSIS) proponeva appello, chiedendo la riforma della sentenza impugnata.

La Corte di Appello di Lecce, con sentenza n. 207/11, rigettava l’appello.

A sostegno della propria decisione adottata la Corte di Appello di Lecce evidenziava che:

– sussisteva la denunciata ingiuria;

– non si era verificata l’eccepita decadenza.

(OMISSIS) proponeva ricorso per cassazione sulla base di tre motivi.

(OMISSIS) ha resistito con controricorso.

Il ricorso e’ stato discusso alla pubblica udienza del 18.5.16, per la quale non sono state depositate memorie illustrative ex articolo 378 c.p.c. e nella quale il Procuratore Generale ha concluso come in epigrafe.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo (OMISSIS) lamenta la violazione dell’articolo 802 c.c., nonche’ l’omessa, apparente, illogica ed incongruente motivazione della sentenza in ordine all’individuazione del momento in cui (OMISSIS) avrebbe acquisito la consapevolezza dei fatti che giustificavano la domanda di revocazione della donazione.

Ad avviso del ricorrente, la corte territoriale avrebbe dovuto individuare nel dicembre del 1998 l’epoca in cui la resistente aveva conseguito detta consapevolezza.

La doglianza va respinta.

Ai sensi dell’articolo 801 c.c., la domanda di revocazione per ingratitudine puo’ essere proposta quando il donatario abbia commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell’articolo 463, ovvero si sia reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante od abbia dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli abbia rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435 e 436.

In particolare, l’ingiuria grave richiesta, ex articolo 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocazione di una donazione per ingratitudine – la quale trae dal diritto penale il suo significato intrinseco e l’individuazione del bene leso, senza, pero’, essere del tutto sovrapponibile alle condotte di cui agli articoli 594 e 595 c.p. – consiste in un comportamento suscettibile di ledere in modo rilevante il patrimonio morale del donante ed espressivo di un reale sentimento di avversione da parte del donatario, tale da ripugnare alla coscienza collettiva (Cass., Sez. 2, n. 7487 del 31 marzo 2011).

Pertanto, in presenza di una pluralita’ di atti offensivi fra loro strettamente connessi, perche’ possa iniziare a decorrere il termine decadenziale previsto dall’articolo 802 c.c. – in base al quale “La domanda di revocazione per causa d’ingratitudine deve essere proposta dal donante o dai suoi eredi, contro il donatario o i suoi eredi, entro l’anno dal giorno in cui il donante e’ venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione” – deve guardarsi al momento in cui questi raggiungono un livello tale da non potere essere piu’ ragionevolmente tollerati secondo una valutazione di normalita’.

Nella specie, la corte territoriale ha ritenuto, con una motivazione logica e completa, che, benche’ l’ingratitudine del donatario si fosse concretizzata in una progressione di atti ingiuriosi, era a partire dal giorno in cui tale progressione era arrivata al suo culmine che occorreva computare il termine di decadenza di cui all’articolo 802 c.c., culmine che “si ebbe con la estromissione della donante dall’appartamento donato” del 14 giugno 1999.

La citazione introduttiva del giudizio di revocazione della donazione, risalente al 22 gennaio 2000, e’ dunque tempestiva rispetto al dies a quo individuato dalla corte di appello (14 giugno 1999). Ma detta citazione risulta tempestiva anche rispetto al diverso ed anteriore dies a quo individuato dal giudice di primo grado (a cui pure fa riferimento la sentenza di appello, con un salto logico che tuttavia non inficia la complessiva tenuta della relativa motivazione), ossia il momento in cui, ancora in costanza di coabitazione, la (OMISSIS) aveva esercitato nei confronti del (OMISSIS) un’ azione possessoria; azione che, nella narrativa del ricorso per cassazione, si precisa essere stata esercitata con ricorso ex articolo 703 c.p.c. depositato il 26 aprile 1999 per la manutenzione del possesso di usufrutto della ricorrente sull’immobile in questione.

 In definitiva quindi, secondo la stessa narrativa di fatto prospettata nel ricorso, il termine annuale per l’esercizio dell’azione di revocazione della donazione risulta tempestiva tanto con riferimento al momento in cui il comportamento ingiurioso del (OMISSIS) raggiunse, secondo il motivato l’apprezzamento della corte territoriale, il proprio culmine (giugno 1999), quanto con riferimento al momento il cui tale comportamento ingiurioso, senza essersi ancora spinto fino all’estromissione della donante dall’abitazione donata, aveva tuttavia raggiunto un grado cosi’ significativo da indurre la (OMISSIS) ad esperire un’azione di manutenzione del possesso (aprile 1999).

Con il secondo ed il terzo motivo (che possono essere trattati congiuntamente stante la loro stretta connessione) il ricorrente deduce la violazione dell’articolo 116 c.p.c. e articolo 801 c.c. e il vizio di omessa, apparente ed incongruente motivazione in ordine ad un punto decisivo della controversia.

Ad avviso del ricorrente, la corte territoriale non aveva valutato il materiale istruttorio in maniera adeguata e conforme ai principi giurisprudenziali formatasi sull’articolo 801 c.c., non rendendosi conto che la condotta dallo stesso tenuta nel giugno 1999 non doveva essere considerata ingiuriosa, ma essere valutata, alla luce del contesto in cui era la stessa era maturata, semplicemente come espressione di una reazione momentanea attribuibile ad un particolare stato emotivo di ansia, provocato da una violenta lite intervenuta in precedenza con la donante e dalla necessita’ di impedire che la resistente entrasse nell’immobile nelle ore piu’ disparate e lo privasse del suo compossesso.

I motivi non possono trovare accoglimento.

La corte di appello ha espressamente esaminato gli elementi di prova emergenti dagli atti dei giudizi penali e civili svoltisi fra le parti e ne ha ricavato la convinzione che “il donatario (OMISSIS) ha consapevolmente, pervicacemente e reiteratamente compresso e/o negato il diritto di usufrutto che la donante si era riservata a vita, fino al punto da impedirle di rientrare nell’abitazione (l’unica di cui la donante disponesse, peraltro) apponendovi un lucchetto e comunque comportandosi come reale padrone della stessa”.

In particolare la corte territoriale, con un giudizio congruamente motivato, ha reputato la condotta del ricorrente palesemente ingrata, alla luce dell’ambiente, dell’istruzione, del temperamento e dell’educazione delle parti, e tale da legittimare il pentimento dell’anziana matrigna in ordine all’atto di liberalita’.

Il ricorrente non condivide l’apprezzamento delle risultanze istruttorie operato dalla corte territoriale, ma non evidenzia specifici vizi logici o lacune argomentative nel ragionamento decisorio svolto nella sentenza gravata, limitandosi a contrapporre all’apprezzamento del materiale istruttorio ivi operato il diverso apprezzamento ritenuto dal medesimo preferibile. La censura risulta dunque inammissibile, perche’, come questa Corte ha piu’ volte affermato (cfr. sent. n. 7972/07), nel giudizio di cassazione la deduzione del vizio di cui all’articolo 360 c.p.c., n. 5 non consente alla parte di censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali contenuta nella sentenza impugnata,contrapponendo alla stessa una sua diversa interpretazione, al fine di ottenere la revisione da parte del giudice di legittimita’ degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito: le censure poste a fondamento del ricorso non possono pertanto risolversi nella sollecitazione di una lettura delle risultanze processuali diversa da quella operata dal giudice di merito, o investire la ricostruzione della fattispecie concreta, o riflettere un apprezzamento dei fatti e delle prove difforme da quello dato dal giudice di merito.

Tutti i motivi di ricorso vanno in definitiva rigettati; le spese del giudizio di legittimita’ seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna il ricorrente a rifondere alla contro ricorrente le spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 1.800, oltre 200 per esborsi ed oltre accessori di legge.

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

» Δικηγόρος Sergio Armaroli – Δικηγορική Εταιρεία Μπολόνια σπίτι Άρθρα και ποινές σχετικά με μένα Πες μου blog Επαφές Ο στόχος μου; Η ικανοποίηση σας! ΠΡΟΣΚΛΗΣΗ ΤΩΡΑ !!! 051.6447838 Διαζύγιο και χωρισμός με αμοιβαία συναίνεση: το κόστος του χρόνου, καλύτερα να επιλέξετε ένα συναινετικό χωρισμό: δικηγόρος στο διαζύγιο διάρκεια συμφωνία χωρισμού Μπολόνια δικηγόρος κόστος πληρεξούσιος επιστολή συναινετικό χωρισμό διαχωρισμό δικηγόρος διαχωρισμός διαχωρισμός δικηγόρος του συναινετικού χωρισμού

» RISARCIMENTO INCIDENTI MORTALI DANNO BIOLOGICO COSA E’ COME SI CALCOLA Nell’ambito dei danni non patrimoniali è compreso anche il danno da lesione della salute, detto danno biologico, particolarmente conosciuto perchè viene normalmente liquidato nella maggior parte delle procedure che derivano da un sinistro stradale nel corso del quale si sono verificate delle lesioni. La sentenza n. 531/2014 della Corte di Cassazione (III Sez. civile) rappresenta un’ulteriore occasione per la Suprema Corte di chiarire le nozioni di “danno esistenziale” e “danno biologico”, locuzioni queste troppo spesso utilizzate in modo inopportuno o quanto meno inappropriato.

» AVVOCATO BOLOGNA DIVORZISTA BOLOGNA Anzola dell’Emilia Argelato Baricella Bentivoglio Bologna Borgo Tossignano Budrio Calderara di Reno Camugnano Casalecchio di Reno Casalfiumanese Castel d’Aiano Castel del Rio Castel di Casio Castel Guelfo di Bologna Castel Maggiore Castel San Pietro Terme Castello d’Argile Castenaso Castiglione dei Pepoli Crevalcore Dozza Fontanelice Gaggio Montano Galliera Granarolo dell’Emilia Grizzana Morandi Imola Lizzano in Belvedere Loiano Malalbergo Marzabotto Medicina Minerbio Molinella Monghidoro Monte San Pietro Monterenzio Monzuno Mordano Ozzano dell’Emilia Pianoro Pieve di Cento Sala Bolognese San Benedetto Val di Sambro San Giorgio di Piano San Giovanni in Persiceto San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale Sant’Agata Bolognese Sasso Marconi Valsamoggia Vergato Zola Predosa

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna