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BOLOGNA VICENZA TREVISO ALESSANDRIA ASTI SUCCESSIONE EREDITA’ BOLOGNA –AVVOCATO TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO La questione dello strumento processuale utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo; che sul punto si confrontano, nella giurisprudenza di questa Corte, due orientamenti;

PERCHE’ NON DEVI OTTENERE QUELLO CHE TI SPETTA ?

  • redazione della dichiarazione di successione;
    –accettazione dell’eredità, accettazione con beneficio di inventario;
    – rinuncia all’eredità;
    – redazione del testamento e degli atti dispositivi di ultima volontà;
    – interpretazione delle clausole testamentarie;
    – impugnazione del testamento;
    – mediazione e contenzioso ereditario;
    – divisione ereditaria;
BOLOGNA VICENZA TREVISO ALESSANDRIA ASTI SUCCESSIONE EREDITA' BOLOGNA –AVVOCATO TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO La questione dello strumento processuale utilizzabile per contestare l'autenticità del testamento olografo; che sul punto si confrontano, nella giurisprudenza di questa Corte, due orientamenti;

BOLOGNA VICENZA TREVISO ALESSANDRIA ASTI SUCCESSIONE EREDITA’ BOLOGNA –AVVOCATO TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO La questione dello strumento processuale utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo; che sul punto si confrontano, nella giurisprudenza di questa Corte, due orientamenti;

AVVOCATO SUCCESSIONE BOLOGNA –AVVOCATO TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO

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La questione dello strumento processuale utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo;

1)che sul punto si confrontano, nella giurisprudenza di questa Corte, due orientamenti;

2)che, secondo un primo indirizzo, poiché il testamento olografo è un documento che non perde la sua natura di scrittura privata per il fatto che deve rispondere ai requisiti di forma imposti dalla legge (art. 602 cod. civ.) e che deriva la sua efficacia dal riconoscimento, espresso o tacito, che ne faccia il soggetto contro il quale la scrittura è prodotta, quest’ultimo, ove voglia impedire tale riconoscimento e contesti globalmente l’intera scheda testamentaria, deve proporre il disconoscimento, che pone a carico della controparte l’onere di dimostrare, in contrario, che la scrittura non è stata contraffatta e proviene, invece, effettivamente dal suo autore apparente (Sez. 2, 16 ottobre 1975, n. 3371; Sez. 2, 5 luglio 1979, n. 3849);

3)che – in questa linea – si è precisato che qualora sia fatta valere la falsità del testamento olografo, l’azione – che ha ad oggetto l’accertamento dell’inesistenza dell’atto — soggiace allo stesso regime probatorio stabilito nel caso di nullità prevista dall’art. 606 cod. civ. per la mancanza dei requisiti estrinseci del testamento, sicché – avuto riguardo agli interessi dedotti in giudizio dalle parti – nell’ipotesi di conflitto tra l’erede legittimo che disconosca l’autenticità del testamento e chi vanti diritti in forza di esso, l’onere della proposizione dell’istanza di verificazione del documento contestato incombe sul secondo, cui spetta la dimostrazione della qualità di erede, mentre nessun onere, oltre quello del disconoscimento, grava sull’erede legittimo: pertanto sulla ripartizione dell’onere probatorio non ha alcuna influenza la posizione processuale assunta dalle parti, essendo irrilevante se l’azione sia stata esperita dall’erede legittimo (per fare valere, in via principale, la falsità del documento) ovvero dall’erede testamentario che, agendo per il riconoscimento dei diritti ereditari, abbia visto contestata l’autenticità del testamento da parte dell’erede legittimo (Sez. 2, 12 aprile 2005, n. 7475; Sez. 2, 11 novembre 2008, n. 26943);

FOTOERNESTO 6 FOTO ERNESTO 84)che, secondo un altro indirizzo, la contestazione dell’autenticità del testamento olografo si risolve in un’eccezione di falso e deve essere sollevata (tenuto conto dell’idoneità del testamento olografo a devolvere l’eredità quale effetto immediato conseguente alla pubblicazione, ai sensi dell’art. 620, sesto comma, cod. civ., e dell’equiparazione che, a certi fini, la legge penale ne fa agli atti pubblici) solo nei modi e con le forme di cui all’art. 221 e ss. cod. proc. civ. (Sez. 2, 3 agosto 1968, n. 2793; Sez. 2, 30 ottobre 2003, n. 16362);

che quest’ultimo indirizzo ha trovato un avallo in un obiter delle Sezioni Unite contenuto nella recente sentenza 23 giugno 2010, n. 15169;

che, infatti, chiamate a risolvere il contrasto di giurisprudenza insorto sui modi di contestazione delle scritture provenienti da terzi estranei alla lite, le Sezioni Unite hanno si enunciato la regola della libertà di forma nella contestazione delle scritture private provenienti da terzi (motivandola sul rilievo che ad esse non è applicabile né la disciplina sostanziale di cui all’art. 2702 cod. civ., né quella processuale di cui all’art. 214 cod. proc. civ., atteso che costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri dati proba-tori acquisiti al processo), ma hanno perimetrato detta regola con la precisazione che nell’ambito delle scritture private un diverso trattamento deve tuttavia essere riservato a quelle – come, appunto, il testamento olografo – la cui natura conferisce loro un’incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l’autenticità;

che l’affermazione incidentale delle Sezioni Unite non ha sopito il contrasto all’interno della Sezione;

AFOTOGRAFICA1he, da un lato, la sentenza 23 dicembre 2011, n. 28637, si è posta sulla scia dei precedenti che ammettono che il testamento olografo può essere semplicemente disconosciuto, ai sensi dell’art. 214 cod. proc. civ., dall’erede legittimo che ne assuma la falsità, in tal modo gravandosi l’erede testamentario che voglia valersi del testamento dell’onere di dar corso al procedimento di verificazione della scrittura (art. 216 cod. proc. civ.);

che, dall’altro lato, con la sentenza 24 maggio 2012, n. 8272, si è data continuità ‘alla giurisprudenza di questa Corte (Cass. 16362/03), che risulta ora confermata dalle Sezioni Unite (15169/10) le quali, pur rivedendo l’orientamento precedente in ordine alle scritture provenienti da terzi, hanno ribadito che deve riservarsi diverso trattamento a quelle (come il testamento olografo) la cui natura conferisce loro una incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l’autenticità’;

 

http://www.avvocatoabologna.it/successioni-eredita

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L’ apertura della successione

La successione si apre al momento della morte del de cuius nel luogo in cui il defunto aveva l’ultimo domicilio (art 456 cc).

 

QUINDI FINO ALLA MORTE NON SI PUO’ PARLARE DI SUCCESSIONE!!

La vocazione

La vocazione è la chiamata all’eredità o per testamentoo per legge,in forza di successione legitima.

 

La delazione

 

È l’offerta del patrimonio a coloro che sono chiamati a succedere

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Eredità giacente:

 

alla morte del soggetto l’erede non acquista di diritto la qualità di erede occorre una manifestazione di volontà ,appunto l’accettazione.

CAPO II Della capacità di succedere (CAPACITA’ DELLE PERSONE FISICHE)

 

  1. Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell’ apertura della successione.
  2. Filiazione È costituzionalmente illegittimo l’art. 4 comma 3 l. 19 febbraio 2004 n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all’art. 5, comma 1 della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità od infertilità assolute ed irreversibili; è costituzionalmente illegittimo l’art. 9 comma 1 l. n. 40 del 2004, limitatamente alle parole “in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3”; è costituzionalmente illegittimo l’art. 9 comma 3 l. n. 40 del 2004, limitatamente alle parole “in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3”; è costituzionalmente illegittimo l’art. 12 comma 1 l. n. 40 del 2004, nei limiti di cui in motivazione. Corte Costituzionale  10 giugno 2014 n. 162

 

  1. Salvo prova contraria, si presume concepito al tempo dell’ apertura della successione chi è nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta.

Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepit

CASI D’ INDEGNITÀ

E’ escluso dalla successione come indegno:

 

 

 

 

1) chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;

2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;

(Numero così modificato dall’art. 1, L. 8 luglio 2005, n. 137. Il testo originario era così formulato: «2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge [penale] dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;»)

3) chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;

 

TESTAMENTO

 

. Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse.

 

 

 

 

  1. Le disposizioni di carattere non patrimoniale, che la legge consente siano contenute in un testamento, hanno efficacia, se contenute in un atto che ha la forma del testamento, anche se manchino disposizioni di carattere patrimoniale.

 

 

L’impugnazione del testamento per nullità sotto il profillo formale può aversi nei seguenti casi:

  • mancanza dell’autografia o della sottoscrizione nel testamento olografo
  • mancanza della redazione per iscritto delle dichiarazioni del testatore da parte del notaio, o la mancanza di sottoscrizione da parte di questo o da parte dei testimoni o da parte del testatore, nel testamento pubblico

Costituiscono, invece, vizi sostanziali che legittimano l’impugnazione del testamento per nullità:

  • la contrarietà della disposizione a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume (si pensi, nell’ambito delle successioni, ai testamenti collettivi reciproci o congiuntivi, alla violazione del divieto dei patti successori, a disposizioni che siano rimesse, quanto alla determinazione del beneficiario e/o dell’oggetto al mero arbitrio di un terzo).
  • la condizione illecita o impossibile (anche se, di norma, si considera come non apposta, salvo che abbia costituito l’unico motivo determinante della disposizione testamentaria)

Il motivo, di norma irrilevante in ambito contrattuale, determina la nullità della disposizione testamentaria se è illecito ed è stato il solo che ha determinato il testatore a disporre per testamento a condizione che esso risulti dal testamento stesso (art. 626 cc)

Devi impugnare un testamento o resistere ad una causa legale di impugnazione ?

HAI UN PROBLEMA DI LESIONE DELLA QUOTA DI LEGITTIMA ?

Se desideri avere una consulenza legale al riguardo, lo Studio Legale dell’ avvocato Sergio Armaroli tratta ogni tipo di questione inerente la Successione mortis causa e l’Eredità.

Tutte le problematiche concernenti la morte di una persona ed il passaggio delle sue sostanze e dei suoi beni agli eredi legittimi o testamentari, richiedono lo svolgimento di attività legali (in primis: la Dichiarazione di Successione) che devono essere compiute entro periodi di tempo determinati dalla legge.

Qualora poi si presentino temi più complessi quali, a titolo meramente esemplificativo, la lesione della quota di legittima e l’impugnazione del testamento, si rende necessaria l’assistenza di un legale specializzato che, oltre alla conoscenza delle norme, sia in grado di fornire consulenza sugli aspetti pratici e sulle finalità delle varie e complesse azioni legali a tutela dei diritti del Cliente.

Non esitare a richiedere una consulenza. Un buon consiglio legale spesso evita diatribe e liti familiari che si prolungano per anni e fanno venir meno la serenità familiare.

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Se vuoi fare un testamento o desideri avere una consulenza legale al riguardo, lo Studio Legale avvocato Sergio Armaroli tratta ogni tipologia di questione inerente la successione e l’eredità quali a mero titolo esemplificativo:

  • consulenza e tutela giudiziale in materia successoria;
  • collazione
  • impugnazione testamenti
  • divisione erediaria tra eredi
  • distribuzione del patrimonio;
  • redazione di testamenti;
  • aspetti fiscali;
  • dichiarazioni di successione;
  • divisioni ereditarie;
  • rinunce e petizione di eredità;
  • legati;
  • lesioni di legittima;
  • accettazioni, accettazioni col beneficio d’inventario, trascrizioni, contenzioso sulla validità dei testamenti e dei legati;

Le problematiche che riguardano la morte di una persona ed il passaggio delle sue sostanze e dei suoi beni agli eredi legittimi o testamentari, richiedono lo svolgimento di attività legali e l’assistenza di un legale (per esempio nel caso della dichiarazione di successione) che devono essere espletate entro periodi di tempo stabili dalla legge.

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Lesione di legittima Lesione della qualità di erede Azione di collazione Azione di petizione ereditaria Domanda giudiziale di commutazione Azione di riduzione Assistenza alla redazione del testamento Nullità ed annullamento del testamento Nullità di legato di cose altrui Divisione Assistenza alla redazione di scrittura privata di divisioni Istanza di divisione giudiziale Assistenza alla redazione di divisione amichevole con collazione Nullità della divisione fatta nel testamento Annullamento della divisione per violenza e dolo Azione di recissione di divisione ereditaria Donazione Nullità ed annullamento di donazione Ricorso per autorizzazione ad accettare donazione in favore di un minore o di un nascituro Azione per l’inadempimento della donazione Risoluzione di donazione modale Revocazione della donazione per ingratitudine e sopravvenienza di figli

Lesione di legittima Lesione della qualità di erede Azione di collazione Azione di petizione ereditaria Domanda giudiziale di commutazione Azione di riduzione Assistenza alla redazione del testamento Nullità ed annullamento del testamento Nullità di legato di cose altrui Divisione Assistenza alla redazione di scrittura privata di divisioni Istanza di divisione giudiziale Assistenza alla redazione di divisione amichevole con collazione Nullità della divisione fatta nel testamento Annullamento della divisione per violenza e dolo Azione di recissione di divisione ereditaria Donazione Nullità ed annullamento di donazione Ricorso per autorizzazione ad accettare donazione in favore di un minore o di un nascituro Azione per l’inadempimento della donazione Risoluzione di donazione modale Revocazione della donazione per ingratitudine e sopravvenienza di figli testamento eredità

uestione dello strumento processuale utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo;

che sul punto si confrontano, nella giurisprudenza di questa Corte, due orientamenti;

che, secondo un primo indirizzo, poiché il testamento olografo è un documento che non perde la sua natura di scrittura privata per il fatto che deve rispondere ai requisiti di forma imposti dalla legge (art. 602 cod. civ.) e che deriva la sua efficacia dal riconoscimento, espresso o tacito, che ne faccia il soggetto contro il quale la scrittura è prodotta, quest’ultimo, ove voglia impedire tale riconoscimento e contesti globalmente l’intera scheda testamentaria, deve proporre il disconoscimento, che pone a carico della controparte l’onere di dimostrare, in contrario, che la scrittura non è stata contraffatta e proviene, invece, effettivamente dal suo autore apparente (Sez. 2, 16 ottobre 1975, n. 3371; Sez. 2, 5 luglio 1979, n. 3849);

che – in questa linea – si è precisato che qualora sia fatta valere la falsità del testamento olografo, l’azione – che ha ad oggetto l’accertamento dell’inesistenza dell’atto — soggiace allo stesso regime probatorio stabilito nel caso di nullità prevista dall’art. 606 cod. civ. per la mancanza dei requisiti estrinseci del testamento, sicché – avuto riguardo agli interessi dedotti in giudizio dalle parti – nell’ipotesi di conflitto tra l’erede legittimo che disconosca l’autenticità del testamento e chi vanti diritti in forza di esso, l’onere della proposizione dell’istanza di verificazione del documento contestato incombe sul secondo, cui spetta la dimostrazione della qualità di erede, mentre nessun onere, oltre quello del disconoscimento, grava sull’erede legittimo: pertanto sulla ripartizione dell’onere probatorio non ha alcuna influenza la posizione processuale assunta dalle parti, essendo irrilevante se l’azione sia stata esperita dall’erede legittimo (per fare valere, in via principale, la falsità del documento) ovvero dall’erede testamentario che, agendo per il riconoscimento dei diritti ereditari, abbia visto contestata l’autenticità del testamento da parte dell’erede legittimo (Sez. 2, 12 aprile 2005, n. 7475; Sez. 2, 11 novembre 2008, n. 26943);

che, secondo un altro indirizzo, la contestazione dell’autenticità del testamento olografo si risolve in un’eccezione di falso e deve essere sollevata (tenuto conto dell’idoneità del testamento olografo a devolvere l’eredità quale effetto immediato conseguente alla pubblicazione, ai sensi dell’art. 620, sesto comma, cod. civ., e dell’equiparazione che, a certi fini, la legge penale ne fa agli atti pubblici) solo nei modi e con le forme di cui all’art. 221 e ss. cod. proc. civ. (Sez. 2, 3 agosto 1968, n. 2793; Sez. 2, 30 ottobre 2003, n. 16362);

che quest’ultimo indirizzo ha trovato un avallo in un obiter delle Sezioni Unite contenuto nella recente sentenza 23 giugno 2010, n. 15169;

che, infatti, chiamate a risolvere il contrasto di giurisprudenza insorto sui modi di contestazione delle scritture provenienti da terzi estranei alla lite, le Sezioni Unite hanno si enunciato la regola della libertà di forma nella contestazione delle scritture private provenienti da terzi (motivandola sul rilievo che ad esse non è applicabile né la disciplina sostanziale di cui all’art. 2702 cod. civ., né quella processuale di cui all’art. 214 cod. proc. civ., atteso che costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri dati proba-tori acquisiti al processo), ma hanno perimetrato detta regola con la precisazione che nell’ambito delle scritture private un diverso trattamento deve tuttavia essere riservato a quelle – come, appunto, il testamento olografo – la cui natura conferisce loro un’incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l’autenticità;

che l’affermazione incidentale delle Sezioni Unite non ha sopito il contrasto all’interno della Sezione;

che, da un lato, la sentenza 23 dicembre 2011, n. 28637, si è posta sulla scia dei precedenti che ammettono che il testamento olografo può essere semplicemente disconosciuto, ai sensi dell’art. 214 cod. proc. civ., dall’erede legittimo che ne assuma la falsità, in tal modo gravandosi l’erede testamentario che voglia valersi del testamento dell’onere di dar corso al procedimento di verificazione della scrittura (art. 216 cod. proc. civ.);

che, dall’altro lato, con la sentenza 24 maggio 2012, n. 8272, si è data continuità ‘alla giurisprudenza di questa Corte (Cass. 16362/03), che risulta ora confermata dalle Sezioni Unite (15169/10) le quali, pur rivedendo l’orientamento precedente in ordine alle scritture provenienti da terzi, hanno ribadito che deve riservarsi diverso trattamento a quelle (come il testamento olografo) la cui natura conferisce loro una incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l’autenticità’;

 

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» Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti. Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, nonché deve allegare l’inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

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