Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

NULLITA’ DIVISIONE SENZA ALCUNI EREDI La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari [536 c.c.] o degli eredi istituiti è nulla Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi

 

AD1

NULLITA’ DIVISIONE SENZA ALCUNI EREDI  La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari [536 c.c.] o degli eredi istituiti è nulla
Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l'azione di riduzione contro gli altri coeredi

 

Old classic library with books on table

 

– che in data (…) era deceduto il loro padre E. il quale con testamento olografo nominava essi attori eredi universali mentre lasciava all’altro fratello F. la sola quota legittima; che il de cuius aveva anche provveduto a suddividere tra i figli i beni immobili; che mancava tra loro l’accordo sulla suddivisione di beni mobili e denaro;
convocavano in giudizio davanti al Tribunale di Rovereto il proprio fratello F. al fine di sentire accertare la validità del testamento olografo e per procedere alla divisione di detti beni con la restituzione della somma ricevuta dal convenuto in eccedenza rispetto alla sua quota ereditaria.
Si costituiva F.P. il quale non si opponeva alla domanda di divisione ma precisava che oltre ai beni indicati dalle controparti ve ne erano altri. In particolare, al momento della morte il de cuius vantava un credito nei confronti del figlio O. e prima della morte il de cuius aveva venduto alla moglie di O. un appartamento per il prezzo dichiarato di 320 milioni che non era stato versato per cui l’atto di alienazione doveva considerarsi simulato. Il convenuto chiariva altresì che nel (…) era deceduta la madre P.C. i cui beni immobili erano stati divisi con atto notarile ma per i beni mobili non era stato raggiunto alcun accordo per cui proponeva domanda rendiconto avendo sia il padre che gli attori incassato canoni di locazione di quattro appartamenti e tre negozi ed anche un’indennità espropriativa. Il convenuto chiedeva altresì la restituzione di quanto versato per l’imposta di successione che doveva corrispondere alla sua quota di legittimario pari a 4/18 dell’asse ereditario.
Veniva integrato il contraddittorio nei confronti di M.D. moglie del fratello premorto Pa.Co. e di F.M. moglie di O. , nei cui confronti P.F. chiedeva che venisse accertata la simulazione assoluta del negozio di compravendita intercorso tra P.E. e F.M.
La signora M.D. e la signora F.M. non si costituivano e pertanto restavano contumaci.
Gli attori con memoria ex art. 180 precisavano che quanto alla divisione immobiliare l’atto divisionale del 1989 era stata superato da un successivo atto notarile; che il mobilio della casa di … costituiva arredamento della casa paterna e come tale non era mai entrato nel patrimonio di F. ;

 

, denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’istituto giuridico della preterizione di erede (art. 735 cod. Civ.) ex art. 360 n. 3 c.p.c., nonché l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo ex art. 360 n. 5 cpc. in relazione alla qualificazione del signor P.F. quale pretermesso dalle disposizioni testamentarie. Avrebbe errato la Corte di Appello di Trento nell’aver ritenuto che P.F. fosse stato pretermesso dalle disposizioni testamentarie perché egli è stato chiamato all’eredità, quale erede legittimario, in forza del testamento olografo, considerato che nel testamento di cui si dice si legge: “A F. lascio quale legittima la p.f. 245/2 e 245/4 in CC. (…) e la p.f. 450/5 in CC. (…)”. Dal giuridico errore e dall’omesso esame di un documento (la ricorrente si riferisce, al testamento olografo) sarebbe conseguita l’erronea interpretazione e modificazione delle domande versate in causa dal P.F. ritenendo proposta l’azione di riduzione in quanto unica proponibile dal punto di vista del raggiungimento di un risultato finale, in quanto una volta accertata l’integrità della sua quota pure in assenza del bene alienato anche se fosse stata accertata la simulazione, non avrebbe potuto partecipare alla divisione del bene rientrato nell’eredità. Con il terzo motivo – denuncia la violazione e/o “falsa applicazione dell’Istituto giuridico” della quietanza di pagamento ex art. 360 n. 3 c.p.c. violazione e/o falsa applicazione di legge (art. 2735 e 2697 cod.civ.) ex art. 360 n. 3 cpc., per non avere il Giudice di secondo grado ritenuto avere la signora F. assolto il proprio onere probatorio ex art. 2697 cod. civ. a fronte della quietanza di pagamento, violazione o falsa applicazione di legge (art. 2697 cod. civ.) ex art. 360 n. 3 cpc, per avere il Giudice di secondo grado ritenuto avere il signor P.F. assolto l’onere probatorio circa la volontà delle parti contrattuali di non stipulare alcun contratto, pur a fronte di nessuna prova sul punto. Avrebbe errato la Corte di Trento, secondo la ricorrente, nel non aver riconosciuto alcun valore, sic et simpliciter ovvero senza formulare motivazione di sorta, alla quietanza di pagamento del corrispettivo della vendita rilasciata dal venditore P.E. alla signora F. all’atto della sottoscrizione del contratto di compravendita, considerato che ai sensi della norma di cui all’art. 2735 cod. civ. la quietanza ha natura confessione stragiudiziale di un fatto estintivo dell’obbligazione.
Dispositivo dell'art. 735 Codice Civile
AASSSCRITTALa divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari [536 c.c.] o degli eredi istituiti è nulla
Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l'azione di riduzione contro gli altri coeredi

 


Suprema Corte di Cassazione
sezione II
Sentenza del 14 novembre 2012, n. 19914

 



 

Svolgimento del processo
O.P. e P.P. , premesso:
– che in data (…) era deceduto il loro padre E. il quale con testamento olografo nominava essi attori eredi universali mentre lasciava all’altro fratello F. la sola quota legittima; che il de cuius aveva anche provveduto a suddividere tra i figli i beni immobili; che mancava tra loro l’accordo sulla suddivisione di beni mobili e denaro;
convocavano in giudizio davanti al Tribunale di Rovereto il proprio fratello F. al fine di sentire accertare la validità del testamento olografo e per procedere alla divisione di detti beni con la restituzione della somma ricevuta dal convenuto in eccedenza rispetto alla sua quota ereditaria.
Si costituiva F.P. il quale non si opponeva alla domanda di divisione ma precisava che oltre ai beni indicati dalle controparti ve ne erano altri. In particolare, al momento della morte il de cuius vantava un credito nei confronti del figlio O. e prima della morte il de cuius aveva venduto alla moglie di O. un appartamento per il prezzo dichiarato di 320 milioni che non era stato versato per cui l’atto di alienazione doveva considerarsi simulato. Il convenuto chiariva altresì che nel (…) era deceduta la madre P.C. i cui beni immobili erano stati divisi con atto notarile ma per i beni mobili non era stato raggiunto alcun accordo per cui proponeva domanda rendiconto avendo sia il padre che gli attori incassato canoni di locazione di quattro appartamenti e tre negozi ed anche un’indennità espropriativa. Il convenuto chiedeva altresì la restituzione di quanto versato per l’imposta di successione che doveva corrispondere alla sua quota di legittimario pari a 4/18 dell’asse ereditario.
Veniva integrato il contraddittorio nei confronti di M.D. moglie del fratello premorto Pa.Co. e di F.M. moglie di O. , nei cui confronti P.F. chiedeva che venisse accertata la simulazione assoluta del negozio di compravendita intercorso tra P.E. e F.M.
La signora M.D. e la signora F.M. non si costituivano e pertanto restavano contumaci.
Gli attori con memoria ex art. 180 precisavano che quanto alla divisione immobiliare l’atto divisionale del 1989 era stata superato da un successivo atto notarile; che il mobilio della casa di … costituiva arredamento della casa paterna e come tale non era mai entrato nel patrimonio di F. ;
che la F. aveva versato al suocero la somma di lire 200.000.000 per l’acquisto dell’appartamento oggetto di controversia, mentre il residuo prezzo di quella vendita era stato compensato con il credito che O. vantava verso il padre; eccepivano la prescrizione per i canoni locativi che gli stessi avevano percepito. Gli attori concludevano specificando di aver sostenuto spese funerarie e spese per assistere il padre gravemente ammalato e altre per migliorie apportate ai beni ereditari.
Il Tribunale di Rovereto, con sentenza parziale n. 229 del 2004, accertava la simulazione della compravendita intercorsa tra P.E. e F.M.T. , registrata a Rovereto il (…) n. (…) con conseguente inclusione del bene oggetto della compravendita all’interno dell’asse ereditario, con condanna della F. alle spese e rimetteva la causa sul ruolo per la stima dei beni e per la predisposizione del progetto divisionale.
La sentenza del Tribunale di Rovereto veniva impugnata dalla F. la quale sosteneva che la sentenza era viziata di extrapetizione; che il Tribunale non avrebbe tenuto conto che nell’ipotesi la simulazione avrebbe dovuto essere provata tra le parti solo con una controdichiarazione scritta.
Si costituiva F. contestando i motivi del gravame e chiedendone il rigetto.
La Corte di Appello di Trento, con sentenza n. 119 del 2006, respingeva l’appello. A sostegno di questa decisione la Corte trentina osservava: a) che P.F. oltre ad avere proposto in via riconvenzionale la domanda di simulazione del contratto di compravendita oggetto della controversia anche l’azione di riduzione considerato che lo stesso aveva espressamente richiamato gli artt. 537 e ss. cod. civ. che disciplinano la successione dei legittimari; b) essendo P.F. pretermesso dalle disposizioni testamentarie non era legittimato a proporre domanda ex art. 556 cc, richiamata in via principale ma l’unico obiettivo che potesse perseguire giuridicamente era quello di verificare attraverso la ricostituzione della massa ereditaria, facendo rientrare beni usciti con atti simulati, se si fosse verificata la lesione della sua quota di legittima; c) avendo il P. proposto l’azione di riduzione con specifico riferimento a tale azione ben poteva avvalersi della prova testimoniale al fine di provare la dedotta simulazione della compravendita tenuto conto della sua posizione di terzo rispetto all’atto impugnato.
La cassazione di questa sentenza e stata chiesta da F.M. con ricorso affidato a quattro motivi, illustrati con memoria. F.P. ha resistito con controricorso, illustrato con memoria. P.O. , P.P. , M.D. , intimati in questa fase non hanno svolto alcuna attività giudiziale.
Motivi della decisione
  1. – F.M.T. . A) con il primo motivo di ricorso denuncia – come da rubrica – la violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto (art. 112 cpc.) ex art. 360 n. 3 c.p.c. per avere il Giudice di Appello alterato gli elementi obiettivi di identificazione dell’azione proposta dal sig. P.F. nei confronti della signora F.M.T. ovvero per aver violato il principio tra chiesto e pronunciato, sostituendo la causa petendi, error in procedendo.
Secondo la ricorrente la Corte trentina avrebbe trasformato la domanda ex art. 566 cod. civ., effettivamente proposta da P.F. , nella domanda ex art. 553 cod. civ. commettendo un error in procedendo. Specifica la ricorrente che “in relazione alla richiesta di accertamento della simulazione assoluta del negozio di compravendita stipulato tra P.E. e F.M.T. , la Corte di Appello di Trento ha, in violazione del principio di cui all’art. 112 cpc, trasformato l’azione di divisione (formulata dal sig. P.F. ) in un’azione di riduzione (mai formulata), per consentire al sig. P.F. di agire iure proprio, beneficiando del regime probatorio offerto ai terzi dall’art. 1417 cod. civ. E, ciò solo in quanto il sig. P.F. ha (…), espressamente richiamato l’art. 537 ss. cc. norme che disciplinano la successione dei legittimari”. Sennonché, scrive la ricorrente, alla luce delle domande tutte svolte da F.P. e del complessivo tenore dell’atto di Costituzione dello stesso sarebbe fin troppo evidente che il riferimento all’art. 537 cc così come il riferimento all’art. 556 cc. sarebbe stato formulato solamente al fine di determinare, in concreto, la quota ereditaria pretesa dal sig. P.F. 4/18 piuttosto 1/3) in sede di materiale divisione dei beni, nessun riferimento al disposto di cui all’art. 553 e segg. cod. civ. che non potrebbe certo ritenersi incluso nei segg. (essendo compresi gli artt. 536 cc.; nella sezione 1 del capo C del Titolo I del Libro II, sezione che si conclude con l’art. 553 cc. per, poi, passare alla Sezione II, specificamente dedicata alla reintegrazione della quota riservata ai legittimari).
  1. b) Con il secondo motivo, denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’istituto giuridico della preterizione di erede (art. 735 cod. Civ.) ex art. 360 n. 3 c.p.c., nonché l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo ex art. 360 n. 5 cpc. in relazione alla qualificazione del signor P.F. quale pretermesso dalle disposizioni testamentarie. Avrebbe errato la Corte di Appello di Trento nell’aver ritenuto che P.F. fosse stato pretermesso dalle disposizioni testamentarie perché egli è stato chiamato all’eredità, quale erede legittimario, in forza del testamento olografo, considerato che nel testamento di cui si dice si legge: “A F. lascio quale legittima la p.f. 245/2 e 245/4 in CC. (…) e la p.f. 450/5 in CC. (…)”. Dal giuridico errore e dall’omesso esame di un documento (la ricorrente si riferisce, al testamento olografo) sarebbe conseguita l’erronea interpretazione e modificazione delle domande versate in causa dal P.F. ritenendo proposta l’azione di riduzione in quanto unica proponibile dal punto di vista del raggiungimento di un risultato finale, in quanto una volta accertata l’integrità della sua quota pure in assenza del bene alienato anche se fosse stata accertata la simulazione, non avrebbe potuto partecipare alla divisione del bene rientrato nell’eredità. Con il terzo motivo – denuncia la violazione e/o “falsa applicazione dell’Istituto giuridico” della quietanza di pagamento ex art. 360 n. 3 c.p.c. violazione e/o falsa applicazione di legge (art. 2735 e 2697 cod.civ.) ex art. 360 n. 3 cpc., per non avere il Giudice di secondo grado ritenuto avere la signora F. assolto il proprio onere probatorio ex art. 2697 cod. civ. a fronte della quietanza di pagamento, violazione o falsa applicazione di legge (art. 2697 cod. civ.) ex art. 360 n. 3 cpc, per avere il Giudice di secondo grado ritenuto avere il signor P.F. assolto l’onere probatorio circa la volontà delle parti contrattuali di non stipulare alcun contratto, pur a fronte di nessuna prova sul punto. Avrebbe errato la Corte di Trento, secondo la ricorrente, nel non aver riconosciuto alcun valore, sic et simpliciter ovvero senza formulare motivazione di sorta, alla quietanza di pagamento del corrispettivo della vendita rilasciata dal venditore P.E. alla signora F. all’atto della sottoscrizione del contratto di compravendita, considerato che ai sensi della norma di cui all’art. 2735 cod. civ. la quietanza ha natura confessione stragiudiziale di un fatto estintivo dell’obbligazione.
  2. d) Con il quarto motivo la ricorrente lamenta, come da rubrica, violazione e/o falsa applicazione della disciplina codicistica in materia di simulazione (art. 1414 e segg. cod. civ. con particolare riferimento all’art. 1417) ex art. 360 n. 3 c.p.c., omessa insufficiente contraddittoria motivazione circa un punto controverso e decisivo della controversia ex art. 360 n. 5 c.p.c. in relazione al valore da attribuire alla prova uscita dal cc. della signora F. dell’importo di lire 220.000.000 in relazione al pagamento del prezzo quietanzato, omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo della controversia ex art. 360 n. 5 c.p.c. in relazione alla volontà delle parti contrattuali (P.E. , F.M.T. ). Avrebbe errato la Corte di Trento, sempre secondo la ricorrente, nel non “aver riconosciuto alcun valore, sic et simpliciter ovvero senza formulare motivazione di sorta, alla quietanza di pagamento del corrispettivo della vendita rilasciata dal venditore P.E. atta signora F. all’atto della sottoscrizione del contratto di compravendita, considerato che ai sensi della norma di cui all’art. 2735 cod. civ. la quietanza ha natura confessione stragiudiziale di un fatto estintivo dell’obbligazione. D’altra parte, specifica la ricorrente, la circostanza che L. 120.000.000 siano stati compensati con il lavoro volto dal figlio O. presso l’azienda di famiglia non inficerebbe in alcun modo la validità e la valenza probatoria della quietanza di pagamento in quanto il prezzo comunque pagato in parte in denaro e in parte in lavoro.
1.1.- Ragioni di pregiudizialità rendono opportuno esaminare, per primo, il secondo motivo del ricorso ed esso è fondato.
La Corte di merito ha posto alla base della motivazione della sentenza impugnata l’affermazione che F.P. fosse erede pretermesso dalle disposizioni testamentarie del padre E. , fondando su tale pretermissione l’interpretazione delle domande dal medesimo F.P. proposte e le statuizioni da essa Corte adottate. Peraltro, la Corte di Trento non si è avveduta di aver dato per certo che F.P. fosse stato pretermesso dal testamento, senza indicare le ragioni di quell’affermazione.
In particolare, la Corte di merito non ha chiarito il senso e la portata che ha attribuito all’espressione contenuta nel testamento in cui si dice “A F. lascio quale legittima (……)”, non spiegando in alcun modo come andasse interpretata la disposizione testamentaria e, in particolare, se andasse interpretata come disponente un legato in sostituzione di legittima, o un legato in conto di legittima, né la ragione per la quale essa non potesse essere interpretata come istituzione di erede pro quota ex re certa (Cass. 18 gennaio 12007, n. 1066). La Corte, pertanto, non ha spiegato in alcun modo, sul piano dell’interpretazione del testamento, perché qualificasse F.P. pretermesso, ciò facendo del tutto apoditticamente e fondando su tale qualificazione le statuizioni della sentenza impugnata.
Ne consegue che il motivo va accolto nei sensi su detti, con assorbimento di tutti gli altri motivi e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio della causa ad altra sezione della Corte di appello di Trento, alla quale va demandato il compito della regolamentazione delle spese giudiziali anche del presente giudizio di cassazione.
P.Q.M.
La Corte accoglie il secondo motivo nei sensi di cui in motivazione, dichiara assorbiti gli altri motivi, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese del presente giudizio di cassazione ad altra sezione della Corte di Appello di Trento.
Depositata in Cancelleria il 14.11.2012
Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» BOLOGNA RAVENNA Hai un problema inerente eredità o successione ? Hai intenzione di fare un testamento ? Vuoi impugnare un testamento o resistere ad una causa legale di impugnazione ?

» AZIONE DI RIDUZIONE TESTAMENTO SUCCESSIONE IMPUGNAZIONE TESTAMENTO BOLOGNA La dichiarazione del testatore di avere già soddisfatto il legittimario con donazioni costituisce dichiarazione che neppure potrebbe essere assimilata ad una confessione stragiudiziale ex art. 2935 c.c. in quanto nell’azione di riduzione il legittimario è terzo e tale dichiarazione sarebbe invece favorevole al testatore e ai suoi eredi e, invece, sfavorevole al legittimario. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione di legge in ordine alla distribuzione degli oneri probatori e l’erronea inversione dell’onere di cui all’art. 2697 c.c. circa la veridicità dell’affermazione del testatore di intervenuta tacitazione della legittimarla.

» EREDE QUOTE COME CALCOLARE LA QUOTA DELL’EREDE? AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA i sensi del combinato disposto degli artt. 554,555,558 e 559 cod. civ., ai fini della reintegrazione della quota di legittima lesa, devono anzitutto essere ridotte le disposizioni testamentarie (art. 554 cod. civ.); tale riduzione colpisce proporzionalmente tutte le disposizioni testamentarie, sia a titolo universale che a titolo particolare, nei limiti di quanto è necessario per soddisfare il diritto del legittimario (art. 558 comma 1 cod. civ.). Il testatore non può impedire la riduzione delle disposizioni testamentarie, ma può soltanto disporre che una disposizione (c.d. ‘disposizione privilegiata’) sia ridotta dopo che siano state ridotte le altre e ciò non sia stato sufficiente a reintegrare la quota di legittima lesa (art. 558 comma 2 cod. civ.). In ogni caso, non è possibile procedere alla riduzione delle donazioni poste in essere dal de cuius se non dopo aver operato la riduzione di tutte le disposizioni testamentarie – anche di quelle privilegiate – e aver constatato che tale riduzione non è sufficiente a reintegrare la quota di riserva spettante al legittimario (art. 555 comma 2 cod. civ.); solo in tal caso, può procedersi alla riduzione delle donazioni, sia dirette che indirette, la quale è soggetta al criterio cronologico, nel senso che va prima ridotta l’ultima donazione e, solo ove tale riduzione si riveli insufficiente per reintegrare la quota di legittima, può risalirsi via via a quelle anteriori, secondo l’ordine cronologico, fino a soddisfare il diritto del legittimario (art. 559 cod. civ.).

» EREDE COME RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI CHIAMA L’AVVOCATO ESPERTO La Corte – prosegue la ricorrente – non avrebbe poi rilevato che “l’originale delle fotocopie prodotte non fu mai prodotto, nè che le stesse, prive di data, di sottoscrizione e di intestazione, neppure potevano essere qualificate documenti”. Inoltre sarebbe errata l’affermazione secondo la quale la questione della proprietà delle società svizzere “muove dalla necessaria premessa dell’accertamento della qualità di erede di O. M.” (cfr. pag. 23 della sentenza). Tale affermazione sarebbe smentita dalla stessa narrazione della sentenza, che a pag. 1 testualmente afferma: ” O.J. rivendica i diritti ereditari della madre adottiva sul patrimonio rimasto indiviso con M. già dal tempo del decesso della madre M

» DEBITI EREDITARI RINUNCIA EREDITA’ L’assunzione della qualità di erede non può certamente desumersi dalla mera chiamata all’eredità, né dalla denuncia di successione trattandoci di un atto di natura meramente fiscale (Cass. Sez. 2, n. 10729 del 2009) che non ha rilievo ai fini dell’assunzione della qualità di erede che consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius (Cass. n. 6479 del 2002, Cass. n. 2849 del 1992). In ipotesi di debiti del de cuius di natura tributaria, pertanto, l’accettazione dell’eredità è una condizione imprescindibile affinché possa affermarsi l’obbligazione del chiamato all’eredità a risponderne. Non può ritenersi obbligato chi abbia rinunciato all’eredità, ai sensi dell’art. 519 cod.civ..

» EREDE ACCETTAZIONE CON BENEFICIO INVENTARIO DEBITI ERARIO sentenza n. 4419 del 21/02/2008 ha affermato che la limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti ereditari, derivante dall’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, è opponibile a qualsiasi creditore, ivi compreso l’erario. Rappresentò la contribuente di aver accettato l’eredità del (…) con beneficio di inventario, che l’inventario si era concluso in data 29.7.2000 e che in data 26.1.2001, a seguito della trascrizione della dichiarazione di rilascio dei beni ai creditori, era stato nominato dal Presidente del Tribunale di Perugia il curatore per provvedere alla liquidazione dei beni ereditari. Sostenne, altresì, la (…) che, ai sensi dell’art. 490 c.c.» “l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti” e che, sino alla conclusione della liquidazione dei beni ereditari l’Ufficio non avrebbe potuto esigere l’imposta, non essendo possibile conoscere l’esatto ammontare dei beni a lei pervenuti ovvero l’attivo ereditario su cui calcolare l’imposta, specificando che, mentre i beni siti in (…) erano stati tutti liquidati, non era ancora terminata la liquidazione dei beni siti in (…).

» AVVOCATO EREDI BOLOGNA successione testamentaria dichiarazione di successione denuncia di successione diritto di successione successione eredità diritto successione successione testamento COME OTTENERE LA TUA QUOTA CHIAMA SUBITO NOO ASPETTARE:AZIONE DI PETIZIONE Art. 533 c.c. (Petizione di eredità) L’erede può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione è imprescrittibile, salvi gli efetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni

» INCAPACITA’ NATURALE ) al fine dell’invalidità del negozio per incapacità naturale non è necessaria la prova che il soggetto, nel momento del compimento dell’atto, versava in uno stato patologico tale da far venir meno, in modo totale ed assoluto, le facoltà psichiche, essendo sufficiente accertare che tali facoltà erano perturbate al punto da impedire al soggetto una seria valutazione del contenuto e degli effetti del negozio, e quindi il formarsi di una volontà cosciente;

» NULLITA’ DIVISIONE SENZA ALCUNI EREDI La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari [536 c.c.] o degli eredi istituiti è nulla Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna