Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

IMPUGNAZIONE TESTAMENTO, PRESCRIZIONE TESTAMENTO , INVALIDITA’ DEL TESTAMENTO, CAUSE EREDITA’ BOLOGNA In tema di accettazione della eredità non operano gli atti interruttivi della prescrizione, attesa la natura potestativa del diritto, che si realizza con il compimento dell’atto in cui si concreta l’accettazione; d’altro lato, il termine -definito dalla legge di prescrizione – è soggetto alle cause ordinarie di sospensione e agli impedimenti legali, non ricorrendo altri fatti impeditivi del suo decorso.

IMPUGNAZIONE TESTAMENTO, PRESCRIZIONE TESTAMENTO , INVALIDITA’ DEL TESTAMENTO, CAUSE EREDITA’ BOLOGNA

 

In tema di accettazione della eredità non operano gli atti interruttivi della prescrizione, attesa la natura potestativa del diritto, che si realizza con il compimento dell’atto in cui si concreta l’accettazione; d’altro lato, il termine -definito dalla legge di prescrizione – è soggetto alle cause ordinarie di sospensione e agli impedimenti legali, non ricorrendo altri fatti impeditivi del suo decorso.

Articolo 591.

Possono disporre per testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge.

Sono incapaci di testare:

  1. l) coloro che non hanno compiuto la maggiore età;

2) gli interdetti per infermità di mente (414);

3) quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento.

Nei casi d’incapacità preveduti dal presente articolo il testamento può essere impugnato da chiunque vi ha interesse. L’azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (590, 620, 621, 623).

 

 

Corte di Cassazione sezione II Civile

Sentenza 7 luglio – 14 ottobre 2014, n. 21687

Presidente Triola – Relatore Migliucci

Svolgimento del processo

avvocatofotoSCRITTA1.- L’Unione Italiana dei Ciechi conveniva in giudizio la Regione Lombardia per sentirla condannare, previo accertamento della propria qualità di erede della defunta signora F.M. (deceduta a (omissis) ), alla restituzione dei beni immobili lasciati in eredità, giusta testamento, olografo del 23 maggio 1983, illegittimamente posseduti dalla Regione Lombardia.

Chiedeva altresì la restituzione dei frutti percepiti dalla convenuta in quanto possessore di mala fede.

Ritualmente costituitasi, la Regione Lombardia eccepiva: la prescrizione del diritto di accettazione dell’eredità F. in capo all’Unione italiana dei Ciechi in quanto esercitata oltre il decennio dalla apertura della successione;

l’intervenuto difetto di legittimazione passiva attesa l’entrata in vigore della legge regionale n. 1/2000, che aveva trasferito alla ASL territorialmente competente la gestione della casa di riposo per ciechi Villa Letizia di (…) con conseguente subentro nella titolarità di tutti i diritti, ragioni e rapporti attinenti alla gestione della medesima; nel merito, affermava la propria qualità di erede come desumibile dalla scheda testamentaria.

Con sentenza n. 138/03 il tribunale accoglieva la domanda.

Con sentenza dep. il 26 novembre 2007 la Corte di appello di Milano rigettava l’impugnazione principale proposta dalla Regione Lombardia, seppure con motivazione in parte diversa.

– Dopo avere escluso che la richiesta di autorizzazione governativa

potesse integrare, come erroneamente affermato dal tribunale, atto interruttivo della prescrizione del diritto di accettare l’eredità, i Giudici ritenevano comunque tempestiva l’accettazione sul rilievo che, presupposto indispensabile per l’esercizio del diritto, era identificare il soggetto proprietario di Villa Letizia, che la F. aveva inteso istituire erede, secondo quanto riconosciuto dalla stessa Regione;

– peraltro, l’accertamento circa la proprietà di Villa Letizia aveva formato oggetto di un contenzioso fra le parti, definito dal Consiglio di Stato con sentenza passata in giudicato che aveva riconosciuto la proprietà in favore dell’”Unione Italiana dei Ciechi, per cui soltanto da tale momento era iniziato a decorrere il termine di prescrizione, che era stato tempestivamente esercitato;

– era escluso il difetto di legittimazione passiva della Regione a favore dell’ASL, tenuto conto che, ai sensi dell’art. 111 cod. proc. civ., il giudizio doveva proseguire fra le parti originarie e che il possesso dei beni era rimasto alla Regione;

– in base all’interpretazione letterale della scheda testamentaria, che faceva riferimento all’Istituto dei Ciechi di Caravate e non alla Regione, che in esso non era mai menzionata, il soggetto istituito erede doveva identificarsi nell’ente proprietario di Villa Letizia nella quale la testatrice medesima era ospitata.

  1. Old classic library with books on table– Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione la Regione Lombardia sulla base di sette motivi illustrati da memoria.

Resiste con controricorso la Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.

Motivi della decisione

1.1.- Va innanzitutto esaminato, per la sua priorità logico- giuridica il quinto motivo “sul sopravvenuto difetto di legittimazione passiva, della Regione al sensi della legge regionale n. 1/2000. Mancata, applicazione dell’art. 110 cod. proc. civ. ed erronea applicazione dell’art. 111 cod. proc. civ.”.

Deduce che, essendo la ASL succeduta universamente alla Regione nella attribuzione della gestione della casa di riposo Ville Letizia ovvero in tutti i rapporti inerenti a essa, legittimata passiva era la prima.

1.2. Il motivo è infondato.

Con l’art. 61 comma 4 della legge n. 1 del 2000, successiva alla introduzione del presente giudizio, la Regione Lombardia trasferiva la gestione della casa di riposo Villa Letizia ovvero i rapporti ad essa inerenti alla Asl, che subentrava alla prima relativamente a essi; ne consegue che, nella specie, si è verificata nel corso del processo una ipotesi di successione a titolo particolare nel diritto controverso, essendo avvenuto il subentro di un altro soggetto limitatamente alla gestione della predetta struttura; pertanto, correttamente è stato applicato l’art. 111 cod. proc. civ. secondo cui, in tal caso, il processo prosegue fra le parti originarie.

2.1. Il primo motivo, lamentando violazione dell’art. 480 cod. civ. ed errata applicazione dell’art. 2943 cod. civ. censura la decisione gravata laddove aveva ritenuto che il termine per accettare l’eredità

decorresse dalla accertata qualità di proprietaria di Villa Letizia ovvero dal passaggio in giudicato della sentenza del Consiglio di Stato quando, ai sensi del citato art. 480, il termine decorre dall’apertura della successione, mentre nessuna efficacia interruttiva poteva annettersi all’atto di istaurazione del giudizio promosso dinanzi al T.A.R., tenuto conto della natura del diritto di accettare l’eredità.

az1SCRITTA1.2. – Il motivo è fondato.

L’art. 480 primo comma cod. civ. prevede che il diritto di accettare l’eredita si prescrive in dieci anni; il termine decorre dall’apertura della successione, e in caso di istituzione condizionale dal giorno in cui si verifica la condizione; il secondo comma stabilisce che il termine non corre per i chiamati ulteriori se vi sia stata accettazione da parte dei precedenti chiamati dell’eredità e successivamente il loro acquisto è venuto meno.

Orbene, da un canto, va osservato che in tema di accettazione della eredità non operano gli atti interruttivi della prescrizione, attesa la natura potestativa del diritto, che si realizza con il compimento dell’atto in cui si concreta l’accettazione; d’altro lato, il termine -definito dalla legge di prescrizione – è soggetto alle cause ordinarie di sospensione e agli impedimenti legali, non ricorrendo altri fatti impeditivi del suo decorso. Certamente ha natura amministrativa l’autorizzazione, a suo tempo prevista art. 17 cod. civ. per l’accettazione di eredità ed il conseguimento di legati da parte delle persone giuridiche. Infatti, tale provvedimento diretto a rimuovere un limite posto al libero esercizio di un diritto, il quale opera “ab estrinseco”, non condiziona l’esistenza o la validità dell’indicata accettazione, ma attribuisce alla stessa efficacia “ex tunc”, con l’applicabilità, durante il procedimento promosso per ottenere detta autorizzazione, dell’art. 5 disp. att. cod. civ., il quale attribuisce alla persona giuridica la facoltà di compiere gli atti conservativi dei propri diritti.

Si è rivelata erronea la sentenza laddove, facendo applicazione dell’art. 2935 cod. civ., ha ritenuto che il diritto di accettare l’eredità non potesse essere esercitato prima del passaggio in passaggio in giudicato della sentenza di accertamento della proprietà di Villa Letizia ovvero prima della individuazione del soggetto che, in quanto proprietario di tale struttura, doveva considerarsi il destinatario dell’istituzione di erede. Ma, in tal modo, i Giudici hanno dato rilevanza a quello che avrebbe potuto considerarsi eventualmente un mero impedimento di fatto che, come tale, è inidoneo a fermare il corso della prescrizione ai sensi dell’art. 2935 cod. civ. Ed invero, l’accertamento della proprietà aveva a oggetto un elemento fattuale concernente la ricostruzione della volontà testamentaria nella individuazione del soggetto istituito erede e certamente non precludeva l’accettazione da parte del soggetto che, peraltro, ne aveva rivendicato la proprietà (poi accertata giudizialmente). Non può condividersi la difforma conclusione alla quale è pervenuto il Procuratore Generale, il quale ha in proposito richiamato la sentenza n. 191 del 1983 della Corte Costituzionale sulla decorrenza del termine di cui all’art. 480 cod. civ. nel caso in cui i figli naturali ottengano la dichiarazione giudiziale di paternità successivamente all’apertura della successione. Al riguardo, va osservato che il principio affermato dalla Corte non è pertinente, posto che nella ipotesi considerata la definizione del giudizio sulla paternità incide sulla capacità a succedere prevista dall’art. 462 cod. civ., che designa le categorie dei successibili: la dichiarazione giudiziale di paternità, riconoscendo lo status giuridico di figlio naturale, rimuove una causa giuridica ostativa all’accettazione da parte di un soggetto che altrimenti non rientrerebbe fra i successibili.

Gli altri motivi sono assorbiti la sentenza va cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio, anche per le spese della presente fase, ad altra sezione della Corte di appello di Milano.

az2SCRITTAP.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso rigetta il quinto assorbiti gli altri cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese della presente fase, ad altra sezione della Corte di appello di Milano.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» BOLOGNA RAVENNA Hai un problema inerente eredità o successione ? Hai intenzione di fare un testamento ? Vuoi impugnare un testamento o resistere ad una causa legale di impugnazione ?

» AZIONE DI RIDUZIONE TESTAMENTO SUCCESSIONE IMPUGNAZIONE TESTAMENTO BOLOGNA La dichiarazione del testatore di avere già soddisfatto il legittimario con donazioni costituisce dichiarazione che neppure potrebbe essere assimilata ad una confessione stragiudiziale ex art. 2935 c.c. in quanto nell’azione di riduzione il legittimario è terzo e tale dichiarazione sarebbe invece favorevole al testatore e ai suoi eredi e, invece, sfavorevole al legittimario. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione di legge in ordine alla distribuzione degli oneri probatori e l’erronea inversione dell’onere di cui all’art. 2697 c.c. circa la veridicità dell’affermazione del testatore di intervenuta tacitazione della legittimarla.

» EREDE QUOTE COME CALCOLARE LA QUOTA DELL’EREDE? AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA i sensi del combinato disposto degli artt. 554,555,558 e 559 cod. civ., ai fini della reintegrazione della quota di legittima lesa, devono anzitutto essere ridotte le disposizioni testamentarie (art. 554 cod. civ.); tale riduzione colpisce proporzionalmente tutte le disposizioni testamentarie, sia a titolo universale che a titolo particolare, nei limiti di quanto è necessario per soddisfare il diritto del legittimario (art. 558 comma 1 cod. civ.). Il testatore non può impedire la riduzione delle disposizioni testamentarie, ma può soltanto disporre che una disposizione (c.d. ‘disposizione privilegiata’) sia ridotta dopo che siano state ridotte le altre e ciò non sia stato sufficiente a reintegrare la quota di legittima lesa (art. 558 comma 2 cod. civ.). In ogni caso, non è possibile procedere alla riduzione delle donazioni poste in essere dal de cuius se non dopo aver operato la riduzione di tutte le disposizioni testamentarie – anche di quelle privilegiate – e aver constatato che tale riduzione non è sufficiente a reintegrare la quota di riserva spettante al legittimario (art. 555 comma 2 cod. civ.); solo in tal caso, può procedersi alla riduzione delle donazioni, sia dirette che indirette, la quale è soggetta al criterio cronologico, nel senso che va prima ridotta l’ultima donazione e, solo ove tale riduzione si riveli insufficiente per reintegrare la quota di legittima, può risalirsi via via a quelle anteriori, secondo l’ordine cronologico, fino a soddisfare il diritto del legittimario (art. 559 cod. civ.).

» EREDE COME RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI CHIAMA L’AVVOCATO ESPERTO La Corte – prosegue la ricorrente – non avrebbe poi rilevato che “l’originale delle fotocopie prodotte non fu mai prodotto, nè che le stesse, prive di data, di sottoscrizione e di intestazione, neppure potevano essere qualificate documenti”. Inoltre sarebbe errata l’affermazione secondo la quale la questione della proprietà delle società svizzere “muove dalla necessaria premessa dell’accertamento della qualità di erede di O. M.” (cfr. pag. 23 della sentenza). Tale affermazione sarebbe smentita dalla stessa narrazione della sentenza, che a pag. 1 testualmente afferma: ” O.J. rivendica i diritti ereditari della madre adottiva sul patrimonio rimasto indiviso con M. già dal tempo del decesso della madre M

» DEBITI EREDITARI RINUNCIA EREDITA’ L’assunzione della qualità di erede non può certamente desumersi dalla mera chiamata all’eredità, né dalla denuncia di successione trattandoci di un atto di natura meramente fiscale (Cass. Sez. 2, n. 10729 del 2009) che non ha rilievo ai fini dell’assunzione della qualità di erede che consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius (Cass. n. 6479 del 2002, Cass. n. 2849 del 1992). In ipotesi di debiti del de cuius di natura tributaria, pertanto, l’accettazione dell’eredità è una condizione imprescindibile affinché possa affermarsi l’obbligazione del chiamato all’eredità a risponderne. Non può ritenersi obbligato chi abbia rinunciato all’eredità, ai sensi dell’art. 519 cod.civ..

» EREDE ACCETTAZIONE CON BENEFICIO INVENTARIO DEBITI ERARIO sentenza n. 4419 del 21/02/2008 ha affermato che la limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti ereditari, derivante dall’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, è opponibile a qualsiasi creditore, ivi compreso l’erario. Rappresentò la contribuente di aver accettato l’eredità del (…) con beneficio di inventario, che l’inventario si era concluso in data 29.7.2000 e che in data 26.1.2001, a seguito della trascrizione della dichiarazione di rilascio dei beni ai creditori, era stato nominato dal Presidente del Tribunale di Perugia il curatore per provvedere alla liquidazione dei beni ereditari. Sostenne, altresì, la (…) che, ai sensi dell’art. 490 c.c.» “l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti” e che, sino alla conclusione della liquidazione dei beni ereditari l’Ufficio non avrebbe potuto esigere l’imposta, non essendo possibile conoscere l’esatto ammontare dei beni a lei pervenuti ovvero l’attivo ereditario su cui calcolare l’imposta, specificando che, mentre i beni siti in (…) erano stati tutti liquidati, non era ancora terminata la liquidazione dei beni siti in (…).

» AVVOCATO EREDI BOLOGNA successione testamentaria dichiarazione di successione denuncia di successione diritto di successione successione eredità diritto successione successione testamento COME OTTENERE LA TUA QUOTA CHIAMA SUBITO NOO ASPETTARE:AZIONE DI PETIZIONE Art. 533 c.c. (Petizione di eredità) L’erede può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione è imprescrittibile, salvi gli efetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni

» INCAPACITA’ NATURALE ) al fine dell’invalidità del negozio per incapacità naturale non è necessaria la prova che il soggetto, nel momento del compimento dell’atto, versava in uno stato patologico tale da far venir meno, in modo totale ed assoluto, le facoltà psichiche, essendo sufficiente accertare che tali facoltà erano perturbate al punto da impedire al soggetto una seria valutazione del contenuto e degli effetti del negozio, e quindi il formarsi di una volontà cosciente;

» NULLITA’ DIVISIONE SENZA ALCUNI EREDI La divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari [536 c.c.] o degli eredi istituiti è nulla Il coerede che è stato leso nella quota di riserva può esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna