Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA COEREDE DIRITTO DI PRELAZIONE ART 732CC modo semplice e veloce …

Old classic library with books on table

 

AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA COEREDE DIRITTO DI PRELAZIONE ART 732CC

AFOTODANNOSCRITTOSOLDI

Il coerede, che vuol alienare  [1542-1547 c.c.] a un estraneo  la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione , indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione .

Questo diritto deve essere esercitato nel termine [2964 c.c.] di due mesi dall’ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria [1501 ss. c.c.] .

Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.

AMARTELLOSCRITTA

Chiedeva che “venisse accertata e dichiarata la sussistenza delle condizioni per l’esercizio del retratto successorio, ai sensi dell’articolo 732 c.c., con riguardo alla porzione di immobile ceduta alla societa’ (OMISSIS) s.n.c., e che, per l’effetto, venisse disposto il trasferimento a suo favore della proprieta’ della quota di 40/50 (…), alle medesime condizioni e prezzo indicati nell’atto di compravendita” (cosi’ ricorso, pagg. 3-4).

Si costituivano la ” (OMISSIS)” s.n.c. nonche’ i soci (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS).

Tra l’altro, instavano nel merito per il rigetto dell’avversa domanda ed, in via riconvenzionale, in ipotesi di suo accoglimento, per la condanna dell’attore al pagamento del prezzo con gli interessi e al rimborso delle spese notarili.

Suprema Corte di Cassazione

sezione II

sentenza 24 novembre 2015, n. 23925

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere

Dott. LOMBARDO Luigi – Consigliere

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere

Dott. ABETE Luigi – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 11573 -2011 R.G. proposto da:

(OMISSIS) – c.f. (OMISSIS) – (OMISSIS) – c.f. (OMISSIS) – (OMISSIS) – c.f. (OMISSIS) – (OMISSIS) (gia’ ” (OMISSIS)”) – c.f. (OMISSIS) – in persona dei legali rappresentanti pro tempore, elettivamente domiciliati in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS) che congiuntamente e disgiuntamente all’avvocato (OMISSIS) li rappresenta e difende in virtu’ di procura speciale in calce al ricorso.

– ricorrenti –

contro

(OMISSIS) – c.f. (OMISSIS) – rappresentato e difeso in virtu’ di procura speciale a margine del controricorso dall’avvocato (OMISSIS) ed elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS);

– controricorrente –

e

(OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS);

– intimati –

Avverso la sentenza n. 559/2010 della corte d’appello di Venezia;

Udita la relazione della causa svolta all’udienza pubblica del 22 ottobre 2015 dal consigliere dott. Luigi Abete;

Udito l’avvocato (OMISSIS) per i ricorrenti, Udito l’avvocato (OMISSIS) per il controricorrente;

Udito il Pubblico Ministero, in persona del sostituto procuratore generale dott. CAPASSO Lucio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto notificato in data 8.9.1999 (OMISSIS) citava a comparire innanzi al tribunale di Belluno la ” (OMISSIS)”, i soci illimitatamente responsabili (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS), nonche’ le sorelle (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) ed il fratello (OMISSIS).

Esponeva che era comproprietario, a seguito e per effetto della successione ereditaria di ambedue i genitori, unitamente alle sorelle ed al fratello, di una porzione di fabbricato in (OMISSIS); che con atto a rogito notar (OMISSIS) del 10.5.1999 le sorelle ed il fratello avevano alienato le rispettive quote di 1/5, ovvero la complessiva quota dei 4/5 dell’immobile, alla ” (OMISSIS)” s.n.c. in persona dei soci (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS); che, “quale partecipante alla comunione ereditaria, i fratelli prima di cedere le loro quote a soggetti terzi, avrebbero dovuto notificargli la proposta di vendita e porlo nelle condizioni di esercitare la prelazione ex articolo 732 c.c.” (cosi’ ricorso, pag. 3); che tuttavia a tanto non avevano provveduto.

Chiedeva che “venisse accertata e dichiarata la sussistenza delle condizioni per l’esercizio del retratto successorio, ai sensi dell’articolo 732 c.c., con riguardo alla porzione di immobile ceduta alla societa’ (OMISSIS) s.n.c., e che, per l’effetto, venisse disposto il trasferimento a suo favore della proprieta’ della quota di 40/50 (…), alle medesime condizioni e prezzo indicati nell’atto di compravendita” (cosi’ ricorso, pagg. 3-4).

Si costituivano la ” (OMISSIS)” s.n.c. nonche’ i soci (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS).

Tra l’altro, instavano nel merito per il rigetto dell’avversa domanda ed, in via riconvenzionale, in ipotesi di suo accoglimento, per la condanna dell’attore al pagamento del prezzo con gli interessi e al rimborso delle spese notarili.

Si costituivano (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS).

Tra l’altro, instavano nel merito del pari per il rigetto della domanda formulata dal fratello.

Con sentenza n. 559/2004 il tribunale adito dichiarava inammissibile e comunque rigettava la domanda dell’attore e lo condannava a rimborsare alle controparti le spese di lite.

Interponeva appello (OMISSIS).

Resistevano la ” (OMISSIS)” s.n.c. ed i soci collettivisti; esperivano altresi’ appello incidentale condizionato ai fini della condanna dell’attore al pagamento del prezzo con gli interessi e al rimborso delle spese notarili in ipotesi di accoglimento del gravame principale.

Resistevano (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS).

Con sentenza n. 559/2010 la corte d’appello di Venezia accoglieva parzialmente il gravame principale e, per l’effetto, accertava e dava atto della sussistenza delle condizioni per l’esercizio del diritto di prelazione e riscatto ex articolo 732 c.c. da parte di (OMISSIS) e quindi trasferiva al medesimo appellante principale la quota ideale di 40/50 della piena proprieta’ del fabbricato in (OMISSIS) alle stesse condizioni ed allo stesso prezzo indicati nel rogito per notar (OMISSIS) del 10.5.1999; condannava gli appellati ” (OMISSIS)” s.n.c. ed i soci collettivisti a rimborsare all’appellante principale le spese del doppio grado; condannava l’appellante principale a rimborsare ad (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) le spese del grado.

Esplicitava la corte distrettuale che era pacifico tra le parti ed inoltre emergeva dalla documentazione agli atti che il fabbricato in (OMISSIS) rappresentava “la quasi totalita’ dell’asse ereditario, ove si escludano taluni terreni agricoli ed un fabbricato rurale del valore stimato di allora un milione di lire” (cosi’ sentenza d’appello, pag. 19); che era “erronea (…) dunque la valutazione del primo giudice circa la vendita pregressa di meta’ del patrimonio ereditario, stante che l’unico bene uscito dalla comunione era quello di infimo valore sopra descritto” (cosi’ sentenza d’appello, pag. 19).

Esplicitava che, pertanto, si era nel caso di specie verificata esattamente l’ipotesi di cui all’articolo 732 c.c., ovvero che “i coeredi venditori si erano disfatti della loro intera quota ereditaria a favore di terzo estraneo, immettendolo nella loro identica situazione giuridica, con effetto immediato traslativo e non meramente obbligatorio, tanto che gli (OMISSIS) da subito occuparono i locali loro venduti” (cosi’ sentenza d’appello, pag. 21).

Esplicitava, in particolare, che deponevano quali indizi in tal senso non solo la circostanza per cui il fabbricato in (OMISSIS) costituiva l’unico bene dell’asse ereditario, ma, inoltre, quali ulteriori circostanze, l’”immissione immediata nel possesso del bene dell’acquirente, prima del pagamento del prezzo e con rinunzi a all’ipoteca legale; la rinuncia dell’acquirente ad eventuali eccezioni volte a rifiutare o ritardare il saldo; l’immissione dell’acquirente nelle comproprieta’ condominiali, in necessaria quota comune col retraente; la rinuncia alla garanzia per evizione e infine le trattative intercorse anche col coerede per la vendita ed in genere il disinteresse manifestato dagli alienanti rispetto alla sorte della comunione post vendita” (cosi’ sentenza d’appello, pag. 22).

Avverso tale sentenza hanno proposto ricorso ” (OMISSIS)” (gia’ ” (OMISSIS)”) nonche’ i soci collettivisti (OMISSIS), (OMISSIS) ed (OMISSIS); ne hanno chiesto sulla scorta di due motivi la cassazione con ogni conseguente statuizione in ordine alle spese di lite.

(OMISSIS) ha depositato controricorso; ha chiesto dichiararsi inammissibile ovvero rigettarsi l’avverso ricorso con il favore delle spese del giudizio di legittimita’.

(OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) non hanno svolto difese.

(OMISSIS) ha depositato altresi’ memoria ex articolo 378 c.p.c..

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo i ricorrenti deducono “violazione e falsa applicazione di norme di diritto (articolo 360 c.p.c., n. 3) in relazione all’articolo 732 c.c. e agli articoli 2697 e 2727 c.c.. Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo del giudizio (articolo 360 c.p.c., n. 5)” (cosi’ ricorso, pag. 10).

Premettono che nella pregresse fasi di merito avevano dedotto, e comprovato merce’ allegazione della denunzia di successione di (OMISSIS), che il compendio immobiliare relitto dai genitori dei germani (OMISSIS) era ben piu’ consistente; che con distinti atti di disposizione per notar (OMISSIS) risalenti al 1992 i coeredi (OMISSIS) avevano gia’ alienato alcuni cespiti ereditari; che a seguito di tali atti di disposizione erano residuati il fabbricato in (OMISSIS), di cui al rogito per notar (OMISSIS) del 10.5.1999, e taluni altri cespiti dagli eredi (OMISSIS) poi ceduti a terzi con atto per notar (OMISSIS) in data 28.6.2004; che, dunque, “i beni trasferiti per la quota di 40/50 alla societa’ (OMISSIS) non erano affatto gli unici cespiti sui quali sussisteva la comunione ereditaria” (cosi’ ricorso, pag. 14);

che i beni oggetto del rogito del 10.5.1999 erano stati individuati e descritti “senza nulla aggiungere con riguardo agli altri beni in comunione ereditaria, o con riferimento ad eventuali pesi e/o passivita’ ereditarie ed alla loro ripartizione” (cosi’ ricorso, pag. 14).

Adducono, quindi, che la corte distrettuale ha omesso “di considerare che i beni indicati nell’atto (…) del 10.05.1999 non costituivano gli unici beni ereditari in comunione tra le parti” (cosi’ ricorso, pag. 14); che, al contempo, la corte “afferma, in maniera apodittica, che il bene in questione aveva un valore tale da rappresentare la “quasi totalita’” dell’asse ereditario” (cosi’ ricorso, pag. 14); che, invero, “non esiste, agli atti di causa, una valutazione di stima degli immobili e/o della massa ereditaria” (cosi’ ricorso, pag. 15); che “erra, inoltre, la Corte veneziana neh” individuare una presunzione (semplice) a favore del retraente, nel senso che il trasferimento contestato sarebbe qualificabile come cessione di quota ereditaria, salva la prova contraria (…) che consenta (…) di escludere che l’intento dei contraenti fosse quello di introdurre un terzo soggetto nella comunione” (cosi’ ricorso, pag. 15).

Con il secondo motivo i ricorrenti deducono “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo del giudizio (articolo 360 c.p.c., n. 5)” (cosi’ ricorso, pag. 16).

Premettono che nella pregresse fasi di merito avevano “segnalato come nell’atto (…) (OMISSIS) in data 10.05.1999 (…) le parti stipulanti non avessero fatto alcun riferimento alla massa ereditaria, ad eventuali passivita’ ereditarie, ecc, ma solamente ai singoli beni individuati e descritti” (cosi’ ricorso, pag. 17); che “l’effettiva volonta’ delle parti (…) non era, dunque, quella di far subentrare l’acquirente (…) nella comunione ereditaria, ma solamente quella di cedere i diritti dei coeredi alienanti sui cespiti oggetto di causa” (cosi’ ricorso, pag. 17); che, del resto, la stipula del rogito era stata preceduta da una fase di trattative anche con (OMISSIS), il quale aveva incaricato “un proprio tecnico di fiducia per acquisire una valutazione di stima del solo bene immobile in (OMISSIS) (…) e non, invece, una valutazione di stima piu’ ampia, relativa alla quota ereditaria dei fratelli” (cosi’ ricorso, pag. 17).

Adducono, percio’, che ha “errato, la Corte territoriale, nel “ricostruire” la volonta’ negoziale delle parti in relazione all’atto notarile in data 10.05.1999, pervenendo alla conclusione che l’intento fosse quello di trasferire una quota ereditaria” (cosi’ ricorso, pag. 20); che “anche sotto questo profilo (…) gravava sul (OMISSIS) l’onere della prova relativo ai presupposti di applicabilita’ della prelazione e del retratto (…), onere rimasto del tutto insoddisfatto” (cosi’ ricorso, pag. 20).

Si giustifica la disamina congiunta di ambedue i motivi di ricorso.

I motivi invero sono strettamente connessi.

Entrambe le ragioni di censura in ogni caso sono destituite di fondamento.

Si rimarca in primo luogo che la comunione iure heriditatis tra (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) (siccome del resto riconoscono gli stessi ricorrenti: cfr. ricorso, pag. 13) perdurava senz’altro allorche’ (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) ebbero, con l’atto per notar (OMISSIS) del 10.5.1999, ad alienare le rispettive quote ideali, di 1/5 ciascuno, della proprieta’ intera del fabbricato in (OMISSIS) alla ” (OMISSIS)”.

Vero e’ che dalla comunione ereditaria erano fuoriusciti i beni venduti a rogito notar (OMISSIS) in data 18.4.1992, tuttavia siffatta circostanza non esclude che la comunione iure successionis permanesse sui residui cespiti ai (OMISSIS) pervenuti a seguito e per effetto della morte di ambedue i comuni genitori.

Si rimarca in secondo luogo che deve reputarsi senza dubbio corretta l’affermazione della corte di merito secondo cui il fabbricato in (OMISSIS) integrasse la quasi totalita’ del valore dell’asse ereditario residuo.

Al riguardo, in particolare, si rimarca quanto segue.

Per un verso, l’affermazione della corte distrettuale secondo cui “la quota di 40/50 oggetto di alienazione risulta valutata in allora 250 milioni di lire” (cosi’ sentenza d’appello, pag. 19), e’ stata censura dai ricorrenti in maniera del tutto generica, con la prospettazione per nulla specifica secondo cui “non esiste, agli atti di causa, una valutazione di stima degli immobili e/o della massa ereditaria” (cosi’ ricorso, pag. 15).

Per altro verso, nessun elemento dai ricorrenti risulta offerto onde consentire il riscontro dell’incidenza, rispetto al valore complessivo dell’asse ereditario residuo alla data del 10.5.1999, dei cespiti dagli eredi (OMISSIS) poi alienati a terzi, in data 26.8.2004, con atto per notar (OMISSIS). E cio’, si badi, tanto piu’ che il controricorrente ha addotto che “i ricorrenti non hanno mai contestato che (…) i due residui terreni agricoli (mappali 889 e 901 f. 42) di complessivi mq 260 erano invece di insignificante valore in quanto posti in zona di vincolo cimiteriale (vedasi perizia geom. (OMISSIS) con allegate mappe e certificato destinazione urbanistica(…)” (cosi’ controricorso, pag. 5).

Su tale scorta vi e’ certamente margine perche’ si reiteri l’insegnamento di questa Corte di legittimita’ in virtu’ del quale, se un erede aliena ad un estraneo la quota indivisa dell’unico cespite ereditario, si presume l’alienazione della sua corrispondente quota, intesa come porzione ideale dell’universum ius defuncti, e percio’ il coerede puo’ esercitare il retratto successorio (articolo 732 c.c.), salvo che il retrattato dimostri, in base ad elementi concreti della fattispecie ed instrinseci al contratto (volonta’ delle parti, scopo perseguito, consistenza del patrimonio ereditario e raffronto con l’entita’ dei beni venduti), con esclusione del comportamento del retraente, estraneo al contratto medesimo, che, invece, la vendita ha ad oggetto un bene a se’ stante (cfr. Cass. 28.10.2010, n. 22086; Cass. 9.4.1997, n. 3049; Cass. 12.4.1983, n. 2574).

In questo quadro si rappresenta innanzitutto che evidentemente non meritano alcun seguito gli assunti dei ricorrenti secondo cui, “in ogni caso, con riguardo al fatto concreto, non puo’ operare alcuna presunzione, non sussistendo alcuna pluralita’ di indizi “gravi, precisi e concordanti” (cosi’ ricorso, pag. 15) e secondo cui “spetta al riscattante offrire la prova (…) che il negozio stipulato dai coeredi col terzo integri i presupposti per l’esercizio della prelazione ereditaria e/o del retratto” (cosi’ ricorso, pag. 15).

In questo quadro si rappresenta comunque che l’ulteriore assunto dei ricorrenti, secondo cui “ha dunque errato la Corte territoriale nel “ricostruire” la volonta’ negoziale delle parti in relazione all’atto notarile in data 10.05.1999, pervenendo alla conclusione che l’intento fosse quello di trasferire una quota ereditaria” (cosi’ ricorso, pag. 20), si risolve evidentemente in una quaestio ermeneutica del rogito per notar (OMISSIS).

Alla luce di tal ultimo rilievo vanno conseguentemente ribaditi gli insegnamenti di questo Giudice del diritto a tenor dei quali l’interpretazione del contratto e degli atti di autonomia privata costituisce un’attivita’ riservata al giudice di merito ed e’ censurabile in sede di legittimita’ soltanto per violazione dei criteri legali di ermeneutica contrattuale ovvero per vizi di motivazione, qualora la stessa risulti contraria a logica o incongrua, cioe’ tale da non consentire il controllo del procedimento logico seguito per giungere alla decisione (cfr. Cass. 22.2.2007, n. 4178; cfr. Cass. 2.5.2006, n. 10131). Ed a tenor dei quali, ancora, ne’ la censura ex n. 3) ne’ la censura ex n. 5), articolo 360 c.p.c., comma 1 possono risolversi in una critica del risultato interpretativo raggiunto dal giudice, che si sostanzi nella mera contrapposizione di una differente interpretazione; d’altronde, per sottrarsi al sindacato di legittimita’, sotto entrambi i cennati profili, quella data dal giudice al contratto non deve essere l’unica interpretazione possibile, o la migliore in astratto, ma una delle possibili, e plausibili, interpretazioni; sicche’, quando di una clausola contrattuale sono possibili due o piu’ interpretazioni (plausibili), non e’ consentito – alla parte che aveva proposto l’interpretazione poi disattesa dal giudice di merito – dolersi in sede di legittimita’ del fatto che sia stata privilegiata l’altra (cfr. Cass. 22.2.2007, n. 4178; cfr. Cass. 2.5.2006, n. 10131).

Ebbene, nel segno delle enunciate indicazioni nomofilattiche l’interpretazione patrocinata dalla corte distrettuale e’ in loto inappuntabile, giacche’, da un canto, non si prospetta in spregio ad alcun criterio ermeneutico legale, giacche’, dall’altro, risulta sorretta da motivazione esaustiva, congrua e logica.

D’altronde, va debitamente sottolineato che la corte veneziana, pur al di la’ della presunzione relativa desumibile dalla circostanza per cui il valore del fabbricato in (OMISSIS) di fatto esauriva il valore dell’asse ereditario, ha provveduto – siccome si e’ in precedenza esposto – ad individuare e indicare analiticamente le ulteriori circostanze alla cui stregua reputare che (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) avessero inteso alienare la quota ereditaria ad essi spettante.

Il rigetto del ricorso giustifica la condanna in solido dei ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di legittimita’.

La liquidazione segue come da dispositivo.

(OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) non hanno svolto difese.

Nonostante il rigetto del ricorso, pertanto, nessuna statuizione nei loro confronti va assunta in ordine alle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; condanna in solido i ricorrenti a rimborsare al controricorrente (OMISSIS) le spese del presente giudizio di legittimita’, che si liquidano in euro 3.200,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario delle spese generali, i.v.a. e cassa come per legge.

Avvocati Bolognaavvocato avvocato a bolognaavvocato bolognaavvocato civilista BolognaAVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNAAvvocato per divorzi BolognaAvvocato per separazioni Bolognaavvocato separazioni Bologna bolognadiritto di famiglia avvocatoincidente mortale risarcimentoincidente stradale mortale risarcimento danni incidente stradale risarcimentoIncidenti stradali risarcimentoindennizzo incidente stradaleindennizzo morte incidente stradalemalasanità.risarcimentomorte incidente stradale risarcimentomorte per incidente stradale risarcimentorisarcimenti danni incidenti stradalirisarcimenti incidenti stradalirisarcimentorisarcimento assicurazione incidente stradale mortalerisarcimento dannirisarcimento danni fisici incidenterisarcimento danni incidenterisarcimento danni incidente mortalerisarcimento danni incidente stradale mortalerisarcimento danni per incidente stradale mortalerisarcimento danni sinistrorisarcimento danni sinistro mortaleRISARCIMENTO DANNI SINISTRO STRADALE MORTALErisarcimento incidente mortalerisarcimento incidente mortale tabellerisarcimento incidente stradalerisarcimento incidente stradale mortalerisarcimento morte incidente stradalerisarcimento per incidente stradalerisarcimento sinistri stradalirisarcimento sinistro stradalesinistri stradali risarcimentosinistro stradale risarcimentotabella risarcimento morte incidente stradaletestamento olografo

     BENTIVOGLIOBOLOGNA,BORGO TOSSIGNANO,BUDRIO,CALDERARA DI RENO

                                    CAMUGNANO,CASALECCHIO DI RENO

                                    CASALFIUMANESE,CASTEL D’AIANO

                                    CASTEL DEL RIO,CASTEL DI CASIO

                                    CASTEL GUELFO DI BOLOGNA

                                    CASTELLO D’ARGILE,CASTELLO DI SERRAVALLE,CASTEL MAGGIORE

                                    CASTEL SAN PIETRO TERME CASTENASO,CASTIGLIONE DEI PEPOLI

                                    CRESPELLANO,CREVALCORE,DOZZA

                                    FONTANELICE,GAGGIO MONTANO,GALLIERA,GRANAGLIONE

                                    GRANAROLO DELL’EMILIAGRIZZANA MORANDI

                                    IMOLA LIZZANO IN BELVEDERE LOIANOMALALBERGO

                                    MARZABOTTO

                                    MEDICINA

                                    MINERBIO

                                    MOLINELLA

                                    MONGHIDORO

 

                                    MONTERENZIO

                                    MONTE SAN PIETRO

                                    MONTEVEGLIO

                                    MONZUNO

                                    MORDANO

                                    OZZANO DELL’EMILIA

                                    PIANORO

                                    PIEVE DI CENTO

                                    PORRETTA TERME

                                    SALA BOLOGNESE

                                    SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO

                                    SAN GIORGIO DI PIANO

                                    SAN GIOVANNI IN PERSICETO

                                    SAN LAZZARO DI SAVENA

                                    SAN PIETRO IN CASALE

                                    SANT’AGATA BOLOGNESE

                  SASSO MARCONISAVIGNO erede testamento premortotestamento erede universale

                   eredità testamentoeredità testamento olografo

                   testamento erede universale moglie,eredità testamento legittimatestamento erede mortoeredità testamento nipoti

                   testamento erede universale coniuge

                   testamento erede universale legittima erede testamento premorto,testamento erede universale,eredità testamento

eredità testamento olografo, testamento erede universale moglie,eredità testamento legittima,testamento erede morto

                   eredità testamento nipoti,testamento erede universale coniuge,testamento erede universale legittimaeredità assenza testamento,eredita senza testamento a chi spetta,eredita con testamento a chi spetta,testamento erede universale azione di riduzione, testamento a erede universale

erede con testamento, testamento erede condizione eredità con testamento senza figli, eredità con testamento olografo,eredità con testamento e legittima,

eredità con testamento senza figli e coniuge, eredita’ con testamento legittima,eredità con testamento successione

                   testamento eredi collaterali, eredità con testamento quote testamento erede deceduto erede defunto testamento

                   erede da testamento

                   eredità da testamento olografo

Eredita’ ed eredita’ giacente, CAUSE EREDITA’ ,moglie, marito, rivolgiti a un avvocato esperto !!

EREDE QUOTA FAI VALERE I TUOI DIRITTI BOLOGNA AVVOCATO ESEPRTO BOLOGNA donazione quota indivisa immobile

cessione quota ereditaria a coerede

cessione quota ereditaria a titolo gratuito

donazione di quota ereditaria

lesione quota legittima azione di riduzione

donazione quota comproprietà immobile

donazione quota immobile ereditato

cassazione 2016 donazione quotina

 

Nel procedimento per la reintegrazione della quota di eredità riservata al legittimario, si deve aver riguardo al momento dell’apertura della successione per calcolare il valore dell’asse ereditario, mediante la cosiddetta riunione fittizia, e stabilire l’esistenza e l’entità della lesione di legittima nonché determinare il valore dell’integrazione spettante al legittimario leso. Peraltro, qualora tale reintegrazione venga effettuata mediante compenso in danaro nonostante l’esistenza, nell’asse, di beni in natura, essa deve essere adeguata al mutato valore, al momento della decisione giudiziale, del bene a cui il legittimario avrebbe diritto, affinché ne costituisca l’esatto equivalente.

 

 

 

Va premesso che, a tutela dell’interesse generale alla solidarietà familiare, l’ordinamento giuridico prevede – con disposizioni che hanno carattere inderogabile – che i più stretti congiunti del de cuius hanno il diritto di ottenere, anche contro la volontà del defunto e in contrasto con gli atti di disposizioni dallo stesso posti in essere, una quota di valore del patrimonio ereditario e dei beni donati in vita dal defunto stesso (c.d. diritto di legittima o di riserva). La legge configura così una “successione necessaria”, in forza della quale le disposizione del defunto lesive della “quota di legittima”, pur non essendo invalide (mille o annullabili), sono tuttavia soggette a riduzione, sono cioè suscettibili – su domanda del legittimario leso (c.d. azione di riduzione) – di essere private della loro efficacia giuridica nella misura necessaria e sufficiente a reintegrare il diritto del legittimario. In tal senso, l’azione di riduzione (art. 557 cod. civ.) si distingue dalle azioni dirette ad impugnare il testamento o le donazioni per vizi di volontà o di forma e si configura propriamente come un’azione a carattere costitutivo, con la quale il legittimario, leso nel suo diritto di legittima dalle disposizioni testamentarie o dagli atti di donazione posti in essere dal de cuius, può ottenere la pronuncia di inefficacia, nei suoi confronti, delle disposizioni del defunto lesive della sua quota di riserva.

 

 


Il legittimario, quando sia stato interamente pretermesso dal testatore, non ha la posizione di chiamato all’eredità; tuttavia, egli, a seguito dell’esercizio dell’azione di riduzione, acquista la qualità di erede, conseguendo perciò una quota dell’eredità, la cui misura muta – secondo le previsioni di legge – a seconda del numero dei legittimari e della vicinanza del loro legame familiare col defunto.
Dal carattere inderogabile delle disposizioni sulla successione c.d. necessaria deriva che l’azione di riduzione è irrinunciabile finché la successione non è ancora aperta, incorrendo una tale rinuncia nella violazione del divieto posto dagli artt. 458 e 557 cod. civ.; l’azione di riduzione è invece rinunciabile dal legittimario dopo l’apertura della successione.
La legge non riserva ai legittimari tutta l’eredità, ma riserva loro solo una quota o frazione di essa (c.d. quota non disponibile o di riserva), consentendo che la restante parte (c.d. quota disponibile) possa mantenere la destinazione voluta dal de cuius.

 

 

achiama subito 

 


Come questa Corte suprema ha più volte chiarito, la quota disponibile da parte del de cuius e, specularmente, la quota di riserva spettante al legittimario vanno calcolate (art. 556 cod. civ.) procedendo, anzitutto, alla formazione della massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della sua morte (c.d. relictum) e alla determinazione del loro valore con riferimento al momento dell’apertura della successione; indi detraendo dal relictum i debiti del defunto, da valutare con riferimento alla stessa data, in modo da ottenere il c.d. attivo netto; provvedendo successivamente alla c.d. riunione fittizia, ad una riunione cioè meramente contabile, tra attivo netto e i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione (c.d. donatum), dovendosi a tal fine stimare i beni immobili e mobili donati secondo il valore che avevano al tempo dell’apertura della successione (artt. 747 e 750 cod. civ.) e il denaro donato secondo il suo valore nominale (art. 751 cod. civ.); calcolando poi la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma tra il valore del relictum al netto ed il valore del donatum; imputando, infine, le liberalità fatte al legittimario (art. 564, comma 2, cod. civ.), con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (cfr. Sez. 2, Sentenza n. 27352 del 23/12/2014, Rv. 633774; Sez. 2, Sentenza n. 12919 del 24/07/2012, Rv. 623475; Sez. 2, Sentenza n. 11873 del 01/12/1993, Rv. 484561).
Orbene, ciò premesso, va osservato che le attrici, con la domanda introduttiva, chiesero di essere reintegrate nelle quote di legittima loro spettanti.

 

 

 


Secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, la reintegrazione della quota di legittima, conseguente l’esercizio dell’azione di riduzione, deve essere effettuata con beni in natura (salvi i casi eccezionalmente previsti dall’art. 560 secondo e terzo comma cod. proc. civ. per la riduzione dei legati e delle donazioni), senza che si possa procedere alla imputazione del valore dei beni, che è facoltà prevista per la sola collazione nel diverso ambito della divisione ereditaria (Sez. 2, Sentenza n. 4698 del 12/05/1999, Rv. 526231; analogamente, Sez. 2, Sentenza n. 10564 del 19/05/2005, Rv. 582480; Sez. 2, Sentenza n. 1079 del 16/04/1970, Rv. 346628).

 

 

ACOMCOMCOMBELLA 

 

Tale principio trova fondamento giuridico nella natura della legittima, che è una quota di eredità, cosicché la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni poste in essere dal de cuius attribuisce al legittimario la qualità di erede. Il legittimario, pertanto, ha diritto di ricevere la sua quota di eredità in natura e non può essere obbligato a ricevere la reintegrazione della sua quota in denaro.
Peraltro, quando – come nel caso di specie – la riduzione riguarda le disposizioni a titolo universale con le quali sono stati nominati eredi testamentari, il legittimario interamente pretermesso acquista, con la riduzione, la qualità di erede pro quota, che lo rende partecipe della comunione ereditaria. La partecipazione alla comunione ereditaria da parte del legittimario è limitata alla quota astratta o frazione prevista dalla legge, in particolare dagli artt. 537 e segg. cod. civ. (la metà; un terzo; un quarto; etc.).

 

 

 

 

A1A3 

 


Pertanto, il giudice, nell’accogliere la domanda di riduzione, è tenuto a dichiarare quali siano i beni ereditari e quale sia la quota astratta di partecipazione alla proprietà degli stessi che spetta a ciascun legittimario, divenuto erede necessario.
Diversa e distinta dall’azione di riduzione è l’azione di divisione ereditaria.
E invero, mentre l’azione di riduzione tende, indipendentemente dalla divisione dell’asse ereditario, al soddisfacimento dei diritti dei legittimari nei limiti in cui tali diritti siano stati lesi dalle disposizioni testamentarie, l’azione di divisione tende allo scioglimento della comunione ereditaria già esistente.
L’esercizio dell’azione di divisione ereditaria ha, dunque, come condizione imprescindibile l’esistenza di una comunione tra gli aventi diritto alla eredità, la quale non sussiste necessariamente nella situazione tutelabile con l’azione di reintegrazione della quota di legittima. Tanto è vero che il legittimario pretermesso dal testatore, escluso – in quanto tale – dalla comunione ereditaria, non è legittimato a chiedere la divisione se non dopo avere sperimentato con successo l’azione di riduzione delle disposizioni lesive della sua quota di riserva ed essere così divenuto partecipe della comunione dei beni ereditari (cfr. Sez. 2, Sentenza n. 35 del 05/01/1967, Rv. 325650).

 

 

ASEPLIT 

 


Dall’autonomia e dalla diversità delle due azioni deriva che le stesse possono essere esercitate sia cumulativamente nello stesso processo sia separatamente l’una dall’altra; senza che, in ogni caso, la domanda di riduzione possa ritenersi implicitamente proposta con la domanda di divisione né che la domanda di divisione possa ritenersi implicitamente proposta con la domanda di riduzione (cfr., Sez. 2, Sentenza n. 20143 del 03/09/2013, Rv. 627603; Sez. 2, Sentenza n. 1408 del 23/01/2007, Rv. 595739; Sez. 2, Sentenza n. 866 del 12/02/1981, Rv. 411363; Sez. 2, Sentenza n. 3500 del 22/10/1975, Rv. 377675).

 

“La reintegrazione della quota di legittima, conseguente l’esercizio dell’azione di riduzione, va effettuata con beni in natura, salvi i casi eccezionalmente previsti dall’art. 560 secondo e terzo comma cod. proc. civ. per la riduzione dei legati e delle donazioni”;

ACLIPRIMO
– “Quando la riduzione riguarda le disposizioni a titolo universale con le quali sono stati nominati eredi testamentari, il legittimario pretermesso, ottenendo la reintegrazione della quota di legittima, acquista la qualità di erede pro-quota, che lo rende partecipe della comunione ereditaria nella misura della frazione prevista dagli artt. 537 e segg. cod. civ. Ne deriva che il giudice, nell’accogliere la domanda di riduzione, deve dichiarare, non quale sia il valore economico della quota di eredità spettante al legittimario, ma quali siano i beni ereditari e quale sia la quota di partecipazione del legittimario alla proprietà degli stessi”;
– “La divisione disposta con testamento, nella quale il testatore non abbia contemplato le posizioni di alcuno dei legittimari è nulla, ai sensi dell’art. 735 cod. civ., e tale nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio dal giudice”;

– “Al legittimario che ottiene la reintegrazione della quota di riserva mediante l’attribuzione di beni in natura spetta la corresponsione, da parte dell’erede testamentario, dei frutti dei beni ereditari con decorrenza dal momento dell’apertura della successione e nella misura corrispondente alla quota astratta di eredità spettante al legittimario su tali beni”;

achiama subito
– “Nel reintegrare la quota di legittima in natura, mediante il riconoscimento della partecipazione del legittimario alla comunione ereditaria nei limiti della frazione prevista dalla legge, il giudice deve disporre la trascrizione, nei pubblici registri immobiliari, della quota di comproprietà sui beni ereditari, adeguatamente individuati, spettante al legittimario e – correlativamente – delle quote di comproprietà spettanti agli eredi testamentari”.

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, in materia di successione necessaria, ai fini della determinazione della porzione disponibile e delle quote riservate ai legittimari, occorre avere riguardo alla massa costituita da tutti i beni che appartenevano al de cuius al momento della morte – al netto dei debiti – maggiorata del valore dei beni donati in vita dal defunto, senza che possa distinguersi tra donazioni anteriori o posteriori al sorgere del rapporto da cui deriva la qualità di legittimario (Sez. 2, Sentenza n. 1373 del 20/01/2009, Rv. 606117; Sez. 2, Sentenza n. 1122 del 23/02/1982, Rv. 419000).

L’equiparazione delle donazioni anteriori al sorgere del rapporto da cui deriva la qualità di legittimario a quelle posteriori risponde alla ratio della riunione fittizia che ha lo scopo di determinare la quota della quale il defunto poteva disporre e, correlativamente, la quota di riserva spettante al legittimario.

Non diversa, ai fini della determinazione della quota di riserva (art. 556 cod. civ.), è la posizione del coniuge rispetto a quella dei figli. E invero, come il figlio sopravvenuto può chiedere la riduzione di tutte le donazioni compiute in vita dal padre, anche di quelle compiute prima della sua nascita in favore della madre o di altro coniuge ormai non più tale; allo stesso modo il coniuge sopravvenuto rispetto ai figli può chiedere la riduzione di tutte le donazioni compite dal de cuius in favore dei figli, anche di quelle precedenti il matrimonio poste in essere in favore dei figli nati da altro coniuge o nati fuori dal matrimonio.

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» OME OTTENERE L’EREDITA’ CHE TI SPETTA AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA FAENZA CESENA FORLI Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullita’, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validita’ dell’atto, che questi siano comunque identificabili senza possibilita’ di confusioni, salva la necessita, la quale peraltro non attiene ad un requisito di regolarita’ e validita’ del testamento, che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, provvedano essi ad indicare specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ecc..

» AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA L’ INVALIDITA’ DEL TESTAMENTO PER VIZI DELLA VOLONTA’ 1) chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale; 2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge [penale](1) dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio; 3) chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile [con la morte,] (1) con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale; 3-bis) Chi, essendo decaduto dalla podestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta a norma dell’articolo 330, non è stato reintegrato nella podestà alla data di apertura della successione della medesima. (2) 4) chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o ne l’ha impedita; 5) chi ha soppresso, celato o alterato il testamento dal quale la successione sarebbe stata regolata; 6) chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» BOLOGNA RAVENNA Hai un problema inerente eredità o successione ? Hai intenzione di fare un testamento ? Vuoi impugnare un testamento o resistere ad una causa legale di impugnazione ?

» AZIONE DI RIDUZIONE TESTAMENTO SUCCESSIONE IMPUGNAZIONE TESTAMENTO BOLOGNA La dichiarazione del testatore di avere già soddisfatto il legittimario con donazioni costituisce dichiarazione che neppure potrebbe essere assimilata ad una confessione stragiudiziale ex art. 2935 c.c. in quanto nell’azione di riduzione il legittimario è terzo e tale dichiarazione sarebbe invece favorevole al testatore e ai suoi eredi e, invece, sfavorevole al legittimario. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione di legge in ordine alla distribuzione degli oneri probatori e l’erronea inversione dell’onere di cui all’art. 2697 c.c. circa la veridicità dell’affermazione del testatore di intervenuta tacitazione della legittimarla.

» EREDE QUOTE COME CALCOLARE LA QUOTA DELL’EREDE? AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA i sensi del combinato disposto degli artt. 554,555,558 e 559 cod. civ., ai fini della reintegrazione della quota di legittima lesa, devono anzitutto essere ridotte le disposizioni testamentarie (art. 554 cod. civ.); tale riduzione colpisce proporzionalmente tutte le disposizioni testamentarie, sia a titolo universale che a titolo particolare, nei limiti di quanto è necessario per soddisfare il diritto del legittimario (art. 558 comma 1 cod. civ.). Il testatore non può impedire la riduzione delle disposizioni testamentarie, ma può soltanto disporre che una disposizione (c.d. ‘disposizione privilegiata’) sia ridotta dopo che siano state ridotte le altre e ciò non sia stato sufficiente a reintegrare la quota di legittima lesa (art. 558 comma 2 cod. civ.). In ogni caso, non è possibile procedere alla riduzione delle donazioni poste in essere dal de cuius se non dopo aver operato la riduzione di tutte le disposizioni testamentarie – anche di quelle privilegiate – e aver constatato che tale riduzione non è sufficiente a reintegrare la quota di riserva spettante al legittimario (art. 555 comma 2 cod. civ.); solo in tal caso, può procedersi alla riduzione delle donazioni, sia dirette che indirette, la quale è soggetta al criterio cronologico, nel senso che va prima ridotta l’ultima donazione e, solo ove tale riduzione si riveli insufficiente per reintegrare la quota di legittima, può risalirsi via via a quelle anteriori, secondo l’ordine cronologico, fino a soddisfare il diritto del legittimario (art. 559 cod. civ.).

» EREDE COME RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI CHIAMA L’AVVOCATO ESPERTO La Corte – prosegue la ricorrente – non avrebbe poi rilevato che “l’originale delle fotocopie prodotte non fu mai prodotto, nè che le stesse, prive di data, di sottoscrizione e di intestazione, neppure potevano essere qualificate documenti”. Inoltre sarebbe errata l’affermazione secondo la quale la questione della proprietà delle società svizzere “muove dalla necessaria premessa dell’accertamento della qualità di erede di O. M.” (cfr. pag. 23 della sentenza). Tale affermazione sarebbe smentita dalla stessa narrazione della sentenza, che a pag. 1 testualmente afferma: ” O.J. rivendica i diritti ereditari della madre adottiva sul patrimonio rimasto indiviso con M. già dal tempo del decesso della madre M

» DEBITI EREDITARI RINUNCIA EREDITA’ L’assunzione della qualità di erede non può certamente desumersi dalla mera chiamata all’eredità, né dalla denuncia di successione trattandoci di un atto di natura meramente fiscale (Cass. Sez. 2, n. 10729 del 2009) che non ha rilievo ai fini dell’assunzione della qualità di erede che consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius (Cass. n. 6479 del 2002, Cass. n. 2849 del 1992). In ipotesi di debiti del de cuius di natura tributaria, pertanto, l’accettazione dell’eredità è una condizione imprescindibile affinché possa affermarsi l’obbligazione del chiamato all’eredità a risponderne. Non può ritenersi obbligato chi abbia rinunciato all’eredità, ai sensi dell’art. 519 cod.civ..

» EREDE ACCETTAZIONE CON BENEFICIO INVENTARIO DEBITI ERARIO sentenza n. 4419 del 21/02/2008 ha affermato che la limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti ereditari, derivante dall’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, è opponibile a qualsiasi creditore, ivi compreso l’erario. Rappresentò la contribuente di aver accettato l’eredità del (…) con beneficio di inventario, che l’inventario si era concluso in data 29.7.2000 e che in data 26.1.2001, a seguito della trascrizione della dichiarazione di rilascio dei beni ai creditori, era stato nominato dal Presidente del Tribunale di Perugia il curatore per provvedere alla liquidazione dei beni ereditari. Sostenne, altresì, la (…) che, ai sensi dell’art. 490 c.c.» “l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti” e che, sino alla conclusione della liquidazione dei beni ereditari l’Ufficio non avrebbe potuto esigere l’imposta, non essendo possibile conoscere l’esatto ammontare dei beni a lei pervenuti ovvero l’attivo ereditario su cui calcolare l’imposta, specificando che, mentre i beni siti in (…) erano stati tutti liquidati, non era ancora terminata la liquidazione dei beni siti in (…).

» AVVOCATO EREDI BOLOGNA successione testamentaria dichiarazione di successione denuncia di successione diritto di successione successione eredità diritto successione successione testamento COME OTTENERE LA TUA QUOTA CHIAMA SUBITO NOO ASPETTARE:AZIONE DI PETIZIONE Art. 533 c.c. (Petizione di eredità) L’erede può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione è imprescrittibile, salvi gli efetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» LUGO FAENZA RAVENNA MALASANITA’,AVVOCATO PER MALASANITA’ E DANNO DA COLPA MEDICA danno responsabilità medica danno responsabilità medica prescrizione danno da responsabilità medica risarcimento danno responsabilità medica danno biologico responsabilità medica danno differenziale responsabilità medica calcolo danno responsabilità medica danno da responsabilità medica prescrizione danno patrimoniale responsabilità medica danno esistenziale responsabilità medica danno biologico responsabilità medica tabelle responsabilità medica calcolo danno biologico danno biologico da responsabilità medica responsabilità medica e danno biologico danno biologico per responsabilità medica responsabilità medica contrattuale e danno biologico atto di citazione risarcimento danno biologico responsabilità medica quantificazione danno biologico responsabilità medica liquidazione danno biologico responsabilità RISARCIMENTO MALASANITA’

» FAMIGLIA DI FATTO CONVIVENZE BOLOGNA SOMME VERSATE AL COMPAGNO VANNO RESTITUITE? AVVOCATO FAMIGLIARISTA BOLOGNA ad essere esenti dall’obbligo di restituzione sono, secondo la giurisprudenza, solo i versamenti effettuati per far fronte alle esigenze di vita quotidiana, indipendentemente dalle modalità di versamento (una tantum, mensili, ecc.) (Cass. n. 1277/2014).

» BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA IMOLA successionedei legittimari e successione legittima successione necessariaquote successionetestamentaria quote eredità fratello deceduto senza figli chi sono gli ascendenti eredità legittima in presenza di testamento successionelegittima nipoti figli di fratelli successione obbligatoria

» RISOLVI MALASANITA’ Sei stato vittima di un errore medico? AVVOCATO MALASANITA’ FORLI CESENA BOLOGNA Sei stato vittima di un errore medico? La legge Italiana tutela il diritto alla salute. La pratica e la realtà non sempre ci riescono. Se vuoi ottenere un equo risarcimento danni perché vittima di un errore medico, l’· interventi chirurgici dannosi malattie insorte durante la degenza e a causa di essa terapie mediche sbagliate consenso informato senza una vera informazione omessa informazione al paziente avvocato ti segue ovunque errori medici durante il parto diagnosi sbagliata o ritardata trasfusioni di sangue sbagliate rifiuto delle cure palliative (terapie del dolore) malformazione del feto danni da interventi estetici errore medico risarcimento danni risarcimento danni malasanità prescrizione risarcimento malasanità tempi risarcimento malasanità morte risarcimento danni per malasanità tabelle risarcimento danni malasanità

» MALASANITA’ Sei stato vittima di un errore medico? AVVOCATO MALASANITA’ FORLI CESENA BOLOGNA Sei stato vittima di un errore medico? La legge Italiana tutela il diritto alla salute. La pratica e la realtà non sempre ci riescono. Se vuoi ottenere un equo risarcimento danni perché vittima di un errore medico, l’· interventi chirurgici dannosi malattie insorte durante la degenza e a causa di essa terapie mediche sbagliate consenso informato senza una vera informazione omessa informazione al paziente

» Separazione marito moglie Bologna ,casa coniugale?assegno mantenimento entrambi? Vediamo

» BOLOGNA DIVORZIO CON MOGLIE STRANIERA ALL’ESTERO COME DIVORZIARE DALLA MOGLIE STRANIERA CHE RiSIEDE ALL’ESTERO?

» GLI EREDI LEGITTIMARI : LA LESIONE DELLA LEGITTIMA E L’AZIONE DI RIDUZIONE – IL LEGATO IN SOSTITUZIONE DELLA LEGITTIMA BOLOGNA L’IMPUGNAZIONE DELLE DONAZIONI Art. 588. Disposizioni a titolo universale e a titolo particolare.

» OME OTTENERE L’EREDITA’ CHE TI SPETTA AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA FAENZA CESENA FORLI Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullita’, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validita’ dell’atto, che questi siano comunque identificabili senza possibilita’ di confusioni, salva la necessita, la quale peraltro non attiene ad un requisito di regolarita’ e validita’ del testamento, che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, provvedano essi ad indicare specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ecc..

» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA APPELLO PENALE RICORSI PER CASSAZIONE PENALE Lo Studio Legale dell’avvocato Sergio Armaroli di Bologna forte dell’esperienza maturata sul campo, offre dal 1991 consulenza ed assistenza legale, giudiziale nei diversi ambiti del diritto penale, svolgendo attività di consulenza ed assistenza legale nei confronti di persone giuridiche e di persone fisiche, avanti a tutti gli organi giurisdizionali italiani, ivi compresa la Suprema Corte di Cassazione.

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna