Donne, separazioni e avvocato matrimonialista: cosa c’è da sapere

 

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Donne, separazioni e avvocato matrimonialista: cosa c'è da sapere SOLUZIONI SEPARAZIONI BOLOGNA ADESSO

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Per una donna intenzionata a rivolgersi a un avvocato matrimonialista in vista di una separazione può essere utile sapere quali sono i diritti che le spettano, anche per giungere al momento della conclusione del matrimonio senza troppe apprensioni. Una particolare attenzione deve essere prestata, per esempio, alla comunione dei beni. Nel caso in cui si sia optato per questa soluzione al momento del matrimonio, tutto quello che è stato comprato dopo le nozze è di proprietà di tutti e due i coniugi, ognuno per una parte del 50%: ciò vale per le quote di società, per le auto, per i veicoli in generale, per gli immobili, per i mobili della casa, per le azioni, per i titoli, e così via. Sono previste solo poche eccezioni, come per esempio i beni strettamente personali. La comunione dei beni è valida anche se l’acquisto è stato pagato solo con il denaro di uno dei due coniugi o comunque in modo prevalente da una delle parti. Della comunione, comunque, non fa parte quello che viene acquisito per il risarcimento di un anno, per donazione o per successione.

Le implicazioni economiche di una separazione

Lo Studio legale dell’Avvocato Sergio Armaroli è a disposizione di tutti coloro che sono in cerca di informazioni a proposito di separazioni e conseguenze economiche. Occorre sapere, per esempio, che in caso di separazione il coniuge più debole sul piano economico – che non è detto sia sempre la moglie – ha il diritto di ricevere un assegno di mantenimento il cui valore varia in funzione dei redditi e dei patrimoni di tutti e due i coniugi, ma anche in base al tenore di vita di cui si è beneficiato nel corso del matrimonio, alla durata del matrimonio e a tutte le variabili che possono determinare la capacità lavorativa del coniuge, come il suo titolo di studio e la sua età.

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Quando si perde il diritto all’assegno

In alcuni casi il coniuge più bisognoso può perdere il diritto a ottenere l’assegno di mantenimento: ciò si verifica nel momento in cui la separazione gli viene addebitata. Tuttavia l’addebito non viene stabilito da un avvocato matrimonialista o dai coniugi stessi: è compito del giudice individuarlo, al termine della causa di separazione giudiziale. Da ciò si può dedurre che l’addebito non è previsto nei casi di separazione consensuale. L’addebito è la conseguenza della violazione di uno o più obblighi connessi al matrimonio: non solo l’obbligo di fedeltà, ma anche quello di assistenza, per esempio. Attenzione, però, perché non è detto che l’esistenza di una relazione extra-coniugale corrisponda in maniera automatica a un motivo di addebito della separazione: se tale relazione è la conseguenza di una crisi del matrimonio già in essere la separazione non può essere addebitata al coniuge “traditore”.

Le conseguenze dell’assegno di mantenimento

Nel caso in cui un coniuge ottenga l’assegno di mantenimento dall’altro ha anche il diritto a godere della sua pensione di reversibilità in caso di morte, perfino dopo il divorzio e perfino se l’altro coniuge si è risposato. Chiaramente, in quest’ultimo caso è previsto che la pensione venga divisa tra l’ex moglie e la nuova vedova, tenendo conto della durata dei due matrimoni (e ricordando che anche il periodo della separazione che ha preceduto il divorzio rientra nel calcolo della durata)

Per quel che riguarda le separazioni senza figli, invece, il coniuge più debole non ha diritti sulla casa coniugale di proprietà dell’altro: ciò non toglie l’obbligo di garantire al primo il pagamento del canone per una soluzione abitativa idonea. Se la casa è di proprietà di tutti e due i coniugi e non ci sono figli di mezzo, la soluzione migliore deve essere individuata dai coniugi stessi, eventualmente con l’aiuto degli avvocati da cui si fanno assistere: si può pensare, per esempio, di vendere l’abitazione a terzi in modo che il ricavato possa essere diviso sulla base delle quote di proprietà; oppure uno dei due coniugi può comprare la quota dell’altro; e così via.

In presenza di figli minorenni o maggiorenni e non in grado di mantenersi, spetta a loro il diritto di restare nella casa, che – quindi – viene assegnata al genitore affidatario.

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Le problematiche da affrontare sono sia di tipo affettivo che economico; in particolare modo spesso ci si trova di fronte alla difficoltà per il coniuge debole ad ottenere il versamento costante del mantenimento per i figli minori o dell’assegno alimentare per moglie. Raggiungere un accordo per una separazione consensuale, attraverso la pratica collaborativa, la negoziazione assistita, la mediazione è sempre preferibile: andare in Tribunale o in Procura (in caso di negoziazione assistita) con un accordo voluto e condiviso è la situazione ideale per incominciare una nuova vita.

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 Purtroppo ci sono dei casi in cui i coniugi proprio non riescono a raggiungere un accordo. Può accadere per svariati motivi, io più frequenti sono le eccessive pretese economiche, la totale incomunicabilità, la persistenza di un conflitto insanabile, l’impossibilità di trovare un accordo sull’affidamento e sulla gestione dei figli.

 

 

 

Altri vantaggi che è possibile ottenere, attraverso l’intervento dei legali, è la trascrizione del titolo della separazione o della sentenza di divorzio sulla quota di immobile di titolarità del coniuge inadempiente, con accensione di ipoteca giudiziale.

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DAL MATRIMONIO DERIVANO OBBLIGHI


La legge prevede che che “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, di modo che, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono gli stessi doveri concordando, tra loro, l’indirizzo della vita familiare avendo, ognuno di loro, il potere di attuare l’indirizzo concordato”.
In merito agli obblighi che derivano dal matrimonio, la legge dispone che:

  1. 1) vi è l’obbligo reciproco di coabitazione (normale convivenza, comunione della casa coniugale e di vita sessuale); 
    2) fedeltà (obbligo per i coniugi di astenersi dai rapporti sessuali con altre persone)
    3) assistenza e collaborazione (assistenza morale ed assistenza materiale)
    4) contribuzione (ognuno dei coniugi deve contribuire in base alle proprie sostanze, capacità lavorativa e di lavoro casalingo) ai bisogni della famiglia.
    5) Obbligo di mantenere, educare ed istruire i figli tenendo conto delle loro inclinazioni, capacità ed ispirazioni.