Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

PORRETTA LIZZANO IN BELVEDERE VIDICIATICO GAGGIO MONTANO AVVOCATO MATRIMONIALISTA SEPARAZIONI E DIVORZI

 

 

 

PORRETTA LIZZANO IN BELVEDERE VIDICIATICO GAGGIO MONTANO AVVOCATO MATRIMONIALISTA SEPARAZIONI E DIVORZI

ADIVDIV1

 

 

 

 

 

 

 

  1. DIRITTO DI FAMIGLIA BOLOGNA AVVOCATO COME RISOLVERE LA TUA SEPARAZIONE
  2. SEPARAZIONE GIUDIZIALE TEMPI Ricorso separazione giudiziale
  3. Separazione giudiziale tempi?
  4. La separazione giudiziale è una normale causa di merito, e richiede degli anni, perché spesso con la separazione giudiziale si chiede l’addebito del coniuge, o si litiga pe raffido figli o assegnazione casa coniugale

L’atto che dà il via al procedimento giudiziale è il deposito del ricorso da parte di uno dei due coniugi contro l’altro. Nel ricorso viene anche indicato se si desideri o meno richiedere l’addebito della separazione. Bisogna calcolare un tempo intorno ai 3 – 4 mesi prima che il Tribunale convochi i coniugi per la prima udienza.

 

ADIVDIVSCRITTA

 

  1. separazione non consensuale
  2. separazione giudiziale come funziona
  3. separazione giudiziale trasformata in consensuale procedura
  4. separazione giudiziale e consensuale
  5. iter separazione non consensuale
  6. quanto tempo dura una separazione giudiziale
  7. separazione giudiziale novità
  8. motivi per separazione giudiziale

 

In caso di separazione giudiziale, i tempi si allungano notevolmente, equiparandosi a quelli di una ordinaria controversia civile, in media 2-3 anni. I tempi necessari per la separazione giudiziale possono essere anche più lunghi, ad esempio nel caso in cui ci sia un appello o un ricorso in cassazione

Sentenza separazione giudiziale

Al termine del dibattimento il Giudice esprime attraverso la sentenza di separazione giudiziale i termini che regoleranno gli accordi fra i coniugi e riconosce ad uno dei due la vittoria della causa. Ciò avviene spesso dopo una serie di udienze che allungano il procedimento

In ogni caso, la Separazione Giudiziale può essere chiesta da uno dei coniugi tutte le volte in cui si verificano determinati fatti che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o recano grave pregiudizio all’educazione della prole.

 

Ricapitolando i presupposti della separazione giudiziale sono:

 

  • Intollerabilità della convivenza che tra l’altro può anche non dipendere dal comportamento di uno dei coniugi.
  • Grave pregiudizio per l’educazione dei figli.

 

 

La separazione di tipo giudiziale può essere chiesta, quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

 

  • A differenza della separazione consensuale, la separazione giudiziale implica l’instaurarsi di una vera e propria lite giudiziale.

 

 

  • Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e solo se ciò sia richiesto da uno dei coniugi o da entrambi, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.

 

 

Quanto all’utilizzo della relazione investigativa redatta da tecnico incaricato da una delle parti del giudizio, la liceità di tale condotta è stata da questa Corte reiteratamente affermata: così, nell’ambito dei rapporti di lavoro, ove è consentito al datore di incaricare un’agenzia investigativa al fine di verificare condotte illecite da parte dei dipendenti (fra le altre, Cass. 22 novembre 2012, n. 20613; Cass. 8 giugno 2011, n. 12489; Cass. 14 febbraio 2011, n. 3590; Cass. 22 dicembre 2009, n. 26991, quest’ultima discorrendo della facoltà del datore di ricorrere ai mezzi necessari ad assicurare la stessa sopravvivenza dell’impresa contro attività fraudolente; Cass. 9 luglio 2008, n. 18821; Cass. 7 giugno 2003 n. 9167).

Nel contesto della materia familiare, parimenti il ricorso all’ausilio di un investigatore privato è ammesso da questa Corte, laddove ne ha soltanto dichiarato la non ripetibilità delle spese (Cass. 12 aprile 2006, n. 8512; Cass. 24 febbraio 1975, n. 683).

Nella specie, la corte d’appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà, comprovata da tali documenti, fosse poi anteriore (estate 2003) alla domanda di separazione (novembre 2003), sulla base delle date risultanti dai tabulati telefonici e dalle fotografie:

dunque, essa ha attribuito rilievo a dati del tutto oggettivi, non alle mere deduzioni dell’investigatore privato incaricato.

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE I CIVILE

Sentenza 23 maggio 2014, n. 11516

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FORTE Fabrizio – Presidente –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 27217/2012 proposto da:

M.A. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliata in ROMA, LUNGOTEVERE FLAMINIO 28, presso l’avvocato IOANNUCCI MATTIA, rappresentata e difesa dall’avvocato MARTINI Marisa, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

V.A., elettivamente domiciliato in ROMA, Via CRESCENZIO 20, presso l’avvocato LABELLA VALERIA, rappresentato e difeso dall’avvocato SCACCHETTI Maria Grazia, giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1166/2012 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA, depositata il 23/08/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 08/04/2014 dal Consigliere Dott. LOREDANA NAZZICONE;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato SANDRA AROMOLO, con delega, che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito, per il controricorrente, l’Avvocato MARIA GRAZIA SCACCHETTI che ha chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CERONI Francesca, che ha concluso per l’inammissibilità, o in subordine rigetto del ricorso.

Svolgimento del processo

Con sentenza del 23 agosto 2012, la Corte d’appello di Bologna, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Modena, ha dichiarato l’addebito della separazione ad M.A., escludendone il diritto all’assegno di mantenimento e dichiarando inammissibile la domanda di alimenti proposta dalla medesima, per il resto confermando la sentenza di primo grado.

La corte territoriale ha ritenuto, per quanto ancora rileva, che l’addebito della separazione derivasse dalla prova documentale della violazione del dovere di fedeltà, acquisita mediante la relazione investigativa ed i tabulati telefonici depositati in atti, i quali palesavano la relazione della moglie in epoca anteriore alla sua domanda di separazione; nè questa aveva provato l’anteriorità della crisi coniugale, posto che i generici litigi fra i coniugi, dalla stessa dedotti, rappresentano accadimenti fisiologici nella vita di coppia inidonei da soli a configurare l’intollerabilità della convivenza, mentre la circostanza dell’uso di camere separate non appariva giustificata dalla dedotta ragione della esistenza di una convivenza solo formale.

Ha aggiunto che, all’udienza di precisazione delle conclusioni in primo grado del 10 novembre 2011, la M. non aveva ripetuto la domanda di addebito della separazione al marito, nè le istanze istruttorie, da ritenersi quindi implicitamente rinunciate, anche tenuto conto della concorde rinuncia operata al deposito delle comparse conclusionali.

Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione M. A., affidato a sette motivi. Resiste V.A. con controricorso, nel quale deduce la nullità della procura per il giudizio, per la sua numerazione non consecutiva rispetto alla pagina precedente e successiva. La parte ricorrente ha, altresì, depositato la memoria di cui all’art. 378 c.p.c.

Motivi della decisione

  1. – Con il primo motivo, la ricorrente deduce la violazione ed errata applicazione degli art. 189, 345 e 356 c.p.c., ed il vizio di motivazione, per non avere la corte d’appello ammesso i mezzi istruttori circa l’addebito della crisi al marito, in quanto rinunciati per il mancato richiamo di essi nelle conclusioni formulate.

Con il secondo motivo, deduce la violazione ed errata applicazione dell’art. 143 c.c., comma 2, art. 151 c.c., comma 2 e art. 2697 c.c., nonchè il vizio di motivazione, per avere la sentenza impugnata addebitato la separazione alla moglie, violando il principio secondo cui la pronuncia di addebito non può fondarsi solo sulla violazione dei doveri coniugali, dovendosi invece accertare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, e censurando la decisione stessa per avere ritenuto provato tale nesso.

Con il terzo motivo, lamenta la violazione ed errata applicazione dell’art. 115 c.p.c. e art. 2697 c.c., ed il vizio di motivazione, per avere la corte d’appello ritenuto provata la violazione del dovere di fedeltà sulla base della relazione investigativa e dei tabulati telefonici, documenti tuttavia tempestivamente contestati ed inidonei a provare la circostanza.

Con il quarto motivo, deduce la violazione dell’art. 146 c.c., comma 25, art. 151 c.c., comma 2, art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c., oltre al vizio di motivazione, per avere ritenuto provato il nesso causale fra il tradimento e l’intollerabilità della convivenza, ritenendo sussistente la pregressa situazione di serenità del rapporto coniugale e la durata adeguatamente lunga dell’infedeltà, fondandosi unicamente sulle affermazioni del V., e non considerando invece altri elementi cagione di quella intollerabilità, quali la frequentazione di locali notturni da parte del marito, il disinteresse sessuale della moglie, la sua depressione.

Con il quinto motivo, deduce ancora la violazione ed errata applicazione dell’art. 146 c.c., comma 2, art. 151 c.c., comma 2, art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c., oltre al vizio di motivazione, per non avere la sentenza impugnata ritenuto la crisi coniugale anteriore al presunto tradimento.

Con il sesto motivo, lamenta la violazione degli artt. 115 e 244 c.p.c., art. 2704 c.c. ed il vizio di motivazione, in quanto la relazione investigativa era stata redatta da un terzo su incarico del marito, dunque senza le garanzie del contraddittorio, laddove l’investigatore aveva narrato una serie di fatti giungendo a conclusioni del tutto personali, e quindi non poteva costituire una prova piena, neanche in ordine alle date dei fatti fotografati.

Con il settimo motivo, denunzia il vizio di motivazione, per avere la sentenza impugnata affermato che il primo giudice, senza essere censurato sul punto dall’appellata, avesse comunque ravvisato la prova dell’infedeltà, pur giungendo ad escludere l’addebito.

  1. – E’ infondata l’eccezione di difetto di procura in capo al difensore della ricorrente, in quanto essa, come risulta dall’originale dell’atto, è stata spillata al ricorso e reca una collocazione anteriore alla relata di notifica, situazione che rende irrilevante l’errore materiale dell’apposizione su pagina recante il numero “38”, sebbene posta fra il numero “40” ed il numero “41”.

Infatti il requisito della materiale congiunzione tra il foglio separato, con il quale la procura sia stata rilasciata, e l’atto a cui essa accede, non si sostanzia nella necessità di una cucitura meccanica, ma ha riguardo ad un contesto di elementi che consentano, alla stregua del prudente apprezzamento di fatti e circostanze, di conseguire una ragionevole certezza in ordine alla provenienza dalla parte del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui si tratta (cfr. Cass. 12 gennaio 2012, n. 336 e 19 dicembre 2008, n. 29785, fra le molte).

Nel caso di specie il prudente apprezzamento di fatti e circostanze consente di conseguire una ragionevole certezza in ordine alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui si tratta: attesa la materiale congiunzione della procura al ricorso, prima della relazione di notificazione.

  1. – Il primo motivo è infondato.

La corte d’appello ha ritenuto non riproposte, all’udienza di precisazione delle conclusioni in primo grado del 10 novembre 2011, la domanda di addebito della separazione e le istanze istruttorie, dunque implicitamente rinunciate, argomentando anche dalla contestuale concorde rinuncia al deposito delle comparse conclusionali, dimostrazione dell’intento delle parti di tenere ferme le conclusioni già formulate e, in particolare, per la M., la domanda di affido condiviso del figlio, la collocazione del medesimo presso di sè e l’assegno di mantenimento di Euro 1.200,00.

Essendo incontestato il mancato richiamo di quelle domande ed istanze all’udienza, la corte d’appello ha fatto corretta applicazione del principio consolidato, e da cui non vi è ragione di discostarsi, secondo cui “la mancata riproposizione della domanda (o eccezione) nella precisazione delle conclusioni comporta l’abbandono della stessa, assumendo rilievo solo la volontà espressa della parte, in ossequio al principio dispositivo che informa il processo civile, con conseguente irrilevanza della volontà rimasta inespressa” (ad esclusione del caso di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le domande, ove solo sussiste la presunzione di persistenza della domanda pregiudiziale non reiterata, salvo che la parte interessata espressamente non vi rinunci e sempre che non sia necessario, per legge, decidere la questione pregiudiziale con efficacia di giudicato: da ultimo, Cass. 5 luglio 2013, n. 16840; Cass. 29 gennaio 2013, n. 2093; quanto alla rilevanza della non riproposizione delle istanze istruttorie, cfr. Cass. 27 giugno 2012, n. 10748).

  1. I rimanenti motivi del ricorso, che possono essere trattati congiuntamente in quanto intimamente connessi, mirano a censurare la decisione di addebito della separazione alla moglie (da cui la conseguente esclusione del diritto all’assegno di mantenimento ex art. 156 c.c.).

Essi non possono trovare accoglimento.

La corte d’appello ha ritenuto: a) provata la relazione extraconiugale della M., e b) che tale relazione fu la causa della definitiva rottura del rapporto personale fra i coniugi.

4.1. – Sotto il primo profilo, la ricorrente si duole del fatto che la corte territoriale abbia fondato il proprio convincimento su di una relazione investigativa redatta da persona incaricata dal marito, sulle fotografie in essa contenute e su alcuni tabulati telefonici dal medesimo prodotti.

Quanto all’utilizzo della relazione investigativa redatta da tecnico incaricato da una delle parti del giudizio, la liceità di tale condotta è stata da questa Corte reiteratamente affermata: così, nell’ambito dei rapporti di lavoro, ove è consentito al datore di incaricare un’agenzia investigativa al fine di verificare condotte illecite da parte dei dipendenti (fra le altre, Cass. 22 novembre 2012, n. 20613; Cass. 8 giugno 2011, n. 12489; Cass. 14 febbraio 2011, n. 3590; Cass. 22 dicembre 2009, n. 26991, quest’ultima discorrendo della facoltà del datore di ricorrere ai mezzi necessari ad assicurare la stessa sopravvivenza dell’impresa contro attività fraudolente; Cass. 9 luglio 2008, n. 18821; Cass. 7 giugno 2003 n. 9167).

Nel contesto della materia familiare, parimenti il ricorso all’ausilio di un investigatore privato è ammesso da questa Corte, laddove ne ha soltanto dichiarato la non ripetibilità delle spese (Cass. 12 aprile 2006, n. 8512; Cass. 24 febbraio 1975, n. 683).

Nella specie, la corte d’appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà, comprovata da tali documenti, fosse poi anteriore (estate 2003) alla domanda di separazione (novembre 2003), sulla base delle date risultanti dai tabulati telefonici e dalle fotografie:

dunque, essa ha attribuito rilievo a dati del tutto oggettivi, non alle mere deduzioni dell’investigatore privato incaricato.

Tale accertamento in fatto, essendo adeguatamente motivato, non si presta pertanto ad alcuna censura da parte di questa Corte.

4.2. – Sotto il secondo profilo, la ricorrente si duole altresì del convincimento, raggiunto dalla sentenza impugnata, secondo cui proprio tale adulterio fu la causa efficiente di cessazione della tollerabilità della convivenza.

La corte del merito ha ritenuto l’idoneità causale della relazione extraconiugale della M. ad incidere sul rapporto coniugale, mentre non ha ravvisato la prova dell’anteriorità della crisi del medesimo: ha evidenziato, da un lato, la durata e l’intensità della relazione adulterina e, dall’altro lato, la non concludenza dei dati offerti dalla responsabile circa i precedenti litigi dei coniugi e l’uso di camere separate.

Tali argomentazioni non si prestano a censure, sotto il profilo del vizio di motivazione che solo può dedursi, al riguardo, in questa sede, alla luce del principio secondo cui, in tema di separazione giudiziale dei coniugi, si presume che l’inosservanza del dovere di fedeltà, per la sua gravità, determini l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, giustificando così, di per sè, l’addebito al coniuge responsabile, salvo che questi dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, essendo questa già irrimediabilmente in atto, sicchè la convivenza coniugale era ormai meramente formale (da ultimo, Cass. 14 febbraio 2012, n. 2059; Cass. 7 dicembre 2007, n. 25618).

Ciò vuol dire che, a fronte dell’adulterio, il richiedente l’addebito ha assolto all’onere della prova su di lui gravante, non essendo egli onerato anche della dimostrazione dell’efficienza causale dal medesimo svolta; spetta, di conseguenza, all’altro coniuge di provare, per evitare l’addebito, il fatto estintivo e cioè che l’adulterio sopravvenne in un contesto familiare già disgregato, al punto che la convivenza era mero simulacro; ne deriva parimenti che, una volta accertato l’adulterio, la sentenza che su tale premessa fonda la pronuncia di addebito è sufficientemente motivata (così ancora la citata Cass. 14 febbraio 2012, n. 2059).

Dall’altro lato, l’anteriorità della crisi matrimoniale all’accertata infedeltà non è stata positivamente accertata dalla corte del merito, la quale, dopo attento esame di tutti gli elementi della fattispecie emersi nel corso del giudizio, ha infine escluso che nel caso concreto i fatti dalla responsabile allegati (litigi e l’abitudine di dormire in camere separate) fossero indizi concludenti ed inequivoci della pregressa situazione di intollerabilità della convivenza e della natura di mero simulacro ed apparenza della medesima, posto che comunque essi non impedirono la prosecuzione anche dei rapporti fra di loro.

Nella vicenda in esame, in conclusione, la corte non ha ritenuto provati, con argomentazioni immuni da vizi motivazionali, elementi idonei a retrodatare la situazione di intollerabile crisi a data anteriore all’infedeltà della moglie.

  1. – Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come nel dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate nella misura di Euro 4.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre a spese forfetarie ed accessori, come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 aprile 2014.

Depositato in Cancelleria il 23 maggio 2014

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).

» FAMIGLIA DI FATTO CONVIVENZE BOLOGNA SOMME VERSATE AL COMPAGNO VANNO RESTITUITE? AVVOCATO FAMIGLIARISTA BOLOGNA ad essere esenti dall’obbligo di restituzione sono, secondo la giurisprudenza, solo i versamenti effettuati per far fronte alle esigenze di vita quotidiana, indipendentemente dalle modalità di versamento (una tantum, mensili, ecc.) (Cass. n. 1277/2014).

» MALASANITA’ Sei stato vittima di un errore medico? AVVOCATO MALASANITA’ FORLI CESENA BOLOGNA Sei stato vittima di un errore medico? La legge Italiana tutela il diritto alla salute. La pratica e la realtà non sempre ci riescono. Se vuoi ottenere un equo risarcimento danni perché vittima di un errore medico, l’· interventi chirurgici dannosi malattie insorte durante la degenza e a causa di essa terapie mediche sbagliate consenso informato senza una vera informazione omessa informazione al paziente

» BOLOGNA DIVORZIO CON MOGLIE STRANIERA ALL’ESTERO COME DIVORZIARE DALLA MOGLIE STRANIERA CHE RiSIEDE ALL’ESTERO?

» E’ stata effettuata una diagnosi errata BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO C’è stato un errato o eccessivo dosaggio di farmaci BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO L’intervento chirurgico è stato eseguito in maniera errata BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Infezioni contratte in strutture ospedaliere BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Errata diagnosi prenatale e nascita indesiderata BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Errore in sala parto e gravi danni neurologici al neonato BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Ritardata diagnosi di tumore alla mammella BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Colpa dell’anestesista BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO Carenza di consenso informato BOLOGNA RAVENNA RIMINI FORLI CESENA ROVIGO VICENZA TREVISO BELLUNO

» DANNO ALL’IMMAGINE AVVOCATO RISARCIMENTO BOLOGNA Il danno alla reputazione e all’immagine, per pacifica giurisprudenza di questa Corte, è un danno-conseguenza che richiede, pertanto, specifica prova da parte di chi ne chiede il risarcimento (v., tra le altre, le sentenze 13 maggio 2011, n. 10527, 21 giugno 2011, n. 13614, e 14 maggio 2012, n. 7471); prova che il giudice di merito, con accertamento non sindacabile in questa sede, ha ritenuto non essere stata fornita dall’avv. C.. E, d’altra parte, mancando il carattere dell’antigiuridicità del comportamento della dott.ssa C., non vi sarebbe comunque spazio per un danno risarcibile.

» Successione ereditaria Bologna erede pretermesso Bologna , testamento, azione di riduzione Con la sentenza n. 24755 del 4 dicembre 2015, la Corte di Cassazione adita con ricorso dalle figlie, ha affermato che “il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZA LUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» L’accertamento del diritto all’assegno divorzile si articola in due fasi, nella prima delle quali il giudice verifica l’esistenza del diritto in astratto, in relazione all’inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto, mentre nella seconda procede alla determinazione in concreto dell’ammontare dell’assegno, che va compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutandosi tali elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio. Nell’ambito di questo duplice accertamento assumono rilievo, sotto il profilo dell’onere probatorio, le risorse reddituali e patrimoniali di ciascuno dei coniugi, quelle effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, nonché le rispettive potenzialità economiche

» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).

» ASSEGNO DIVORZIO BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA AVVOCATO ESPERTO Questa Corte ha già avuto modo di chiarire che in tema di diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, costituita da uno stabile modello di vita in comune, con la nascita di figli ed il trasferimento del nuovo nucleo in una abitazione messa a disposizione dal convivente. Da ciò consegue la cessazione del diritto all’assegno divorzile, a carico dell’altro coniuge, (Cass. 17195/11; 3923/12; 25845/13;Cass 6855/15).

» PEDONE INVESTIMENTO RESPONSABILITA’ AVVOCATO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA LUGO

» CURATORE FALLIMENTO POTERI AVVOCATO CIVILISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI

» AVVOCATO PER EREDITA’ BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA IMOLA Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullita’, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validita’ dell’atto, che questi siano comunque identificabili senza possibilita’ di confusioni, salva la necessita, la quale peraltro non attiene ad un requisito di regolarita’ e validita’ del testamento, che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, provvedano essi ad indicare specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ecc..

» AVVOCATO ESPERTO DIVISIONE EREDITARIA BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA Nell’ipotesi di divisione ereditaria, va escluso che l’assegnazione dei beni oggetto della divisione sia subordinata al previo pagamento del conguaglio in denaro

» LUGO FAENZA RAVENNA MALASANITA’,AVVOCATO PER MALASANITA’ E DANNO DA COLPA MEDICA danno responsabilità medica danno responsabilità medica prescrizione danno da responsabilità medica risarcimento danno responsabilità medica danno biologico responsabilità medica danno differenziale responsabilità medica calcolo danno responsabilità medica danno da responsabilità medica prescrizione danno patrimoniale responsabilità medica danno esistenziale responsabilità medica danno biologico responsabilità medica tabelle responsabilità medica calcolo danno biologico danno biologico da responsabilità medica responsabilità medica e danno biologico danno biologico per responsabilità medica responsabilità medica contrattuale e danno biologico atto di citazione risarcimento danno biologico responsabilità medica quantificazione danno biologico responsabilità medica liquidazione danno biologico responsabilità RISARCIMENTO MALASANITA’

» FAMIGLIA DI FATTO CONVIVENZE BOLOGNA SOMME VERSATE AL COMPAGNO VANNO RESTITUITE? AVVOCATO FAMIGLIARISTA BOLOGNA ad essere esenti dall’obbligo di restituzione sono, secondo la giurisprudenza, solo i versamenti effettuati per far fronte alle esigenze di vita quotidiana, indipendentemente dalle modalità di versamento (una tantum, mensili, ecc.) (Cass. n. 1277/2014).

» BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA IMOLA successionedei legittimari e successione legittima successione necessariaquote successionetestamentaria quote eredità fratello deceduto senza figli chi sono gli ascendenti eredità legittima in presenza di testamento successionelegittima nipoti figli di fratelli successione obbligatoria

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna