Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

BLEFAROPLASTICA DANNO RISARCIMENTO 4) I motivi precedenti danno modo di provare che anche ove si volesse ritenere applicabile al caso di specie l’articolo 1176 anziché l’articolo 2236 Cc., si dovrebbe comunque escludere qualunque responsabilità in capo al dott. S.. Non è stata dimostrata alcun tipo di negligenza, lieve o grave e, nel contempo, difetta totalmente la prova del nesso di causalità. Il motivo non può essere accolto in quanto la decisione impugnata è fondata su una motivazione sufficiente,logica, non contraddittoria e rispettosa della normativa in questione.

BLEFAROPLASTICA DANNO RISARCIMENTO

adeSCRITTA

4) I motivi precedenti danno modo di provare che anche ove si volesse ritenere applicabile al caso di specie l’articolo 1176 anziché l’articolo 2236 Cc., si dovrebbe comunque escludere qualunque responsabilità in capo al dott. S.. Non è stata dimostrata alcun tipo di negligenza, lieve o grave e, nel contempo, difetta totalmente la prova del nesso di causalità.

Il motivo non può essere accolto in quanto la decisione impugnata è fondata su una motivazione sufficiente,logica, non contraddittoria e rispettosa della normativa in questione.

In particolare si osserva quanto segue: 

  1. a) la doglianza secondo cui nell’anno 1978 l’intervento era senz’altro “straordinario perché non adeguatamente studiato dalla scienza e sperimentato nella pratica” e l’eccezionalità dell’intervento nel caso di specie è in re ipsa proprio per la delicatezza ed il periodo in cui è stato eseguito (v.sopra), è inammissibile (in quanto viene espressa in termini sostanzialmente apodittici) prima ancora che priva di pregio (dato che la motivazione della corte è comunque immune da vizi);

  2. b) quanto alle doglianze esposte in relazione alla “… tenuta nel tempo…” di “… una blefaroplastica ed un lifting facciale…” è evidente, prima ancora della loro mancanza di pregio (derivante dall’inidoneità delle stesse ad inficiare la motivazione della Corte), la loro inammissibilità in quanto nell’impugnata decisione vengono confutate, tra l’altro, proprio le tesi in questione (v. in particolare a pag. 9 ove si rileva che gli esiti negativi riscontrati dal consulente tecnico non si riferiscono affatto a profili estetici relativi al lifting (e dal contesto della sentenza si evince che il rilievo della Corte si riferisce in realtà anche alla blefaroplastica) ma alla presenza di disformismi delle cicatrici e soprattutto alla presenza di disturbi funzionali irreversibili insussistenti in precedenza (difficoltà respiratorie) ed era quindi onere dello S. criticare dette confutazioni, mentre è da ritenersi inammissibile la ripetizione (in sostanza) di rilievi già esaminati dalla Corte di merito.

ade3scritta

 

Suprema Corte di Cassazione

Sezione terza civile

Sentenza 1 aprile- 14 giugno 2005, n. 12747

(Presidente Fiduccia – relatore Talevi)

Svolgimento del processo

Nell’impugnata decisione lo svolgimento del processo è esposto come segue.

«Il tribunale di Roma – decidendo con sentenza in data 15 novembre 1994 la controversia promossa da Gaetano P. nei confronti del chirurgo Aldo S. – condannava il convenuto al risarcimento dei danni in favore dell’attore,che liquidava in complessive lire 17.000.000, oltre interessi dal 23 dicembre 1978 al soddisfo. Il tribunale, sulla base delle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio espletata nel corso del giudizio:

affermava, in primo luogo, che l’esecuzione da parte dello S. dei due interventi chirurgici a cui l’attore P. era stato sottoposto nel dicembre 1978 (lifting e blefaroplastica) era stata lacunosa;

osservava che la condotta negligente del sanitario aveva comportato un deciso peggioramento delle condizioni del paziente,sia sotto il profilo estetico sia, soprattutto,dal punto di vista funzionale, attesa l’insorgenza ex novo di difficoltà respiratorie;

negava che la dichiarazione liberatoria rilasciata dal P. in data 20 dicembre 1978 in relazione ad eventuali complicanze, potesse assumere rilevanza per escludere qualsiasi responsabilità del sanitario dott. S. in ordine ai danni cagionati al P.: sia perché il convenuto non aveva provato di aver perfettamente informato il paziente in merito agli effettivi rischi di complicanze connesse all’esecuzione dell’intervento,sia perchè il consenso all’esecuzione di un intervento chirurgico nonostante i rischi ad essi connessi non potrebbe comunque interpretarsi come preventiva acquiescenza ad errori e negligenze eventualmente commessi dal chirurgo o dei suoi collaboratori;

ade4scrittaaffermava che l’intervento chirurgico richiesto allo S. non poteva considerarsi di “difficile esecuzione”, cosicché, avendo il P. provato il peggioramento delle proprie condizioni successivamente all’esecuzione dell’intervento, era evidentemente onere del convenuto provare di aver correttamente svolto l’attività chirurgico-terapeutica richiesta dal caso;

affermava che il convenuto non aveva dato prova di tutto ciò, essendo al contrario emerso dall’indagine peritale che gli interventi non erano stati correttamente eseguiti, sicchè la condotta dello S. non poteva ritenersi immune da colpa;

determinava nella misura complessiva del 10% l’invalidità permanente, di cui il 4-4,5% riferibile al danno funzionale respiratorio, qualificato come pressoché irreparabile;

stimava in complessive lire 15.000.000 il risarcimento spettante al P. per il danno biologico subito, inteso come lesione all’integrità psicofisica, ed in complessive lire 2.000.000 il danno morale, con gli interessi legali dalla data del fatto illecito.

Avverso tale sentenza, depositata in data 14 dicembre 1994, ha proposto appello lo S., con atto di citazione notificato in data 27 gennaio 1996.

Resiste in giudizio il P., che ha chiesto il rigetto del gravame perché inammissibile e comunque infondato. Respinta l’istanza di sospensione dell’esecuzione provvisoria della sentenza, precisate le conclusioni definitive, la causa è stata posta in deliberazione all’udienza collegiale del giorno 27 giugno 2000».

La Corte d’appello di Roma, con sentenza 27 settembre-12 dicembre 2000, definitivamente pronunciando, provvedeva come segue: «…Rigetta l’appello proposto da S. Aldo avverso la sentenza del tribunale di Roma in data 14 dicembre 1994, che conferma integralmente:

condanna l’appellante S. Aldo al pagamento delle spese di lite in favore di P. Gaetano, che si liquidano in complessive lire 5.850.000 (di cui lire 250.000 per spese, lire 1.600.000 per diritti e lire 4.000.000 per onorari) oltre Iva e Cpa e rimborso spese generali».

Contro questa decisione ha proposto ricorso per cassazione Aldo S.

Ha resistito con controricorso Gaetano P..

Motivi della decisione

Con l’unico articolato motivo il ricorrente Aldo S. denuncia “violazione e falsa applicazione degli articoli 1176, 2236 e 1218 Cc. Difetto di motivazione. Mancanza del nesso di causalità” esponendo doglianze che possono essere sintetizzate come segue. La sentenza impugnata non ha tenuto conto di alcuni elementi che sono invece determinanti e dai quali emerge che quanto lamentato dall’attore non è stato causato da un difetto di diligenza dell’odierno ricorrente e che in ogni caso, è applicabile l’articolo 2236 Cc e non l’articolo 1176 Cc. L’intervento risale al lontano 1978, la causa intentata dal P. è iniziata il 1982 e la Ctu è iniziata il 19 febbraio 1988 (dopo che per ben tre anni il periziando non si era presentato al consulente d’ufficio). Se si tiene conto di tali elementi, non contestati e provati in atti, ne derivano alcune certezze incontrovertibili:

1) nell’anno 1978 l’intervento era senz’altro “straordinario perché non adeguatamente studiato dalla scienza e sperimentato nella pratica” e perché un intervento possa definirsi tale “è sufficiente che lo stesso implichi un impegno intellettuale superiore a quello medio”. L’odierno ricorrente, quindi, “… aveva l’unico onere di provare la eccezionalità dell’intervento che, nel caso di specie, è in re ipsa, proprio per la delicatezza ed il periodo in cui è stato eseguito…” (v. all’inizio di pag. 5 del ricorso).

2) In risposta al secondo quesito “stato attuale, tenendo presente anche dell’incidenza sulla persona del tempo trascorso” il Ctu risponde: “gli interventi sono stati eseguiti nel dicembre 1978, quindi è trascorso un lasso di tempo di oltre nove anni. Non si può definire se gli interventi abbiano dato un risultato completo e ottimale al paziente poiché l’invecchiamento generale del soggetto comunque avrebbe portato ai risultati attuali. Solitamente, infatti, una blefaroplastica ed un lifting facciale hanno una tenuta nel tempo che varia a seconda degli individui da cinque a otto anni” (si veda Ctu pag 4 punto 2). E’ naturale chiedersi come mai il P. abbia atteso circa quattro anni per sottoporsi alla perizia.

3) Questa parte della perizia, non è stata in alcun modo considerata dai giudici.

4) I motivi precedenti danno modo di provare che anche ove si volesse ritenere applicabile al caso di specie l’articolo 1176 anziché l’articolo 2236 Cc., si dovrebbe comunque escludere qualunque responsabilità in capo al dott. S.. Non è stata dimostrata alcun tipo di negligenza, lieve o grave e, nel contempo, difetta totalmente la prova del nesso di causalità.

Il motivo non può essere accolto in quanto la decisione impugnata è fondata su una motivazione sufficiente,logica, non contraddittoria e rispettosa della normativa in questione.

In particolare si osserva quanto segue: 

  1. a) la doglianza secondo cui nell’anno 1978 l’intervento era senz’altro “straordinario perché non adeguatamente studiato dalla scienza e sperimentato nella pratica” e l’eccezionalità dell’intervento nel caso di specie è in re ipsa proprio per la delicatezza ed il periodo in cui è stato eseguito (v.sopra), è inammissibile (in quanto viene espressa in termini sostanzialmente apodittici) prima ancora che priva di pregio (dato che la motivazione della corte è comunque immune da vizi);
  2. b) quanto alle doglianze esposte in relazione alla “… tenuta nel tempo…” di “… una blefaroplastica ed un lifting facciale…” è evidente, prima ancora della loro mancanza di pregio (derivante dall’inidoneità delle stesse ad inficiare la motivazione della Corte), la loro inammissibilità in quanto nell’impugnata decisione vengono confutate, tra l’altro, proprio le tesi in questione (v. in particolare a pag. 9 ove si rileva che gli esiti negativi riscontrati dal consulente tecnico non si riferiscono affatto a profili estetici relativi al lifting (e dal contesto della sentenza si evince che il rilievo della Corte si riferisce in realtà anche alla blefaroplastica) ma alla presenza di disformismi delle cicatrici e soprattutto alla presenza di disturbi funzionali irreversibili insussistenti in precedenza (difficoltà respiratorie) ed era quindi onere dello S. criticare dette confutazioni, mentre è da ritenersi inammissibile la ripetizione (in sostanza) di rilievi già esaminati dalla Corte di merito.

Il ricorso va dunque respinto.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente a rifondere alla parte controricorrente le spese del giudizio di cassazione liquidate in euro 1.500,00 per onorario e euro 100,00 per spese vivie ed oltre spese generali ed accessori come per legge.

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» ACQUISTI CASA? BOLOGNA ? DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA OCCHIO AI VIZI AI DIFETTI ALL’UMIDITA’al vizio occulto ed essenziale relativo al materiale

» MATRIMONIALISTA AVVOCATO SEPARAZIONE DIVORZI BOLOGNA CASA CONIUGALE?

» AVVOCATO DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA azione di rivendica della proprietà ex art. 948 c.c, azione regolamento confini

» accettazione tacita eredità AVVOCATO ESPERTO BOLOGNA

» GRANT DIVORȚ AVOCAT EXPERT BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA Această Curte a avut deja ocazia să se clarifice faptul că obiectul dreptului de a plăti divorțul în caz de încetare a efectelor civile ale căsătoriei, parametrul de caracterul adecvat al mijloacelor în ceea ce privește nivelul de trai sa bucurat în timpul vieții căsătorit ca fiind unul dintre soți nu se află în fața unității, de către acestea, a unei familii, chiar dacă, de fapt, este format dintr-un model stabil de viață în comun, cu nașterea copiilor și nou transfer nuclear într-o locuință pusă la dispoziție de coabitare. Din aceasta rezultă încetarea de drept drept divorzile, suportate de celălalt soț, (Cass 17195/11, 3923/12, 25845/13;. Cass 6855/15).

» ГРАНТ РОЗЛУЧЕННЯ ЮРИСТ ЕКСПЕРТ БОЛОНЬЯ FORLI CESENA дорівнює Цей суд уже мав можливість уточнити, що суб’єкт права оплатити розлучення в разі припинення цивільних наслідків шлюбу, параметр адекватності засобів стосовно рівня життя користувався під час подружнього життя, як один з подружжя не перед створенням всього цього, сімей, навіть якщо насправді, складається із стабільної картини життя в загальному, з народженням дітей і нової ядерної передачею в житловому приміщенні, наданих співжитті. З цього випливає припинити право divorzile закону, що покриваються за рахунок другого з подружжя (Касс 17195/11, 3923/12, 25845/13 ;. Касс 6855/15).

» The testament – olografo or public that is – does not necessarily have to contain, by virtue of nullity, the cadastral records and the configuration of the buildings to which it refers, being sufficient, for the validity of the That these are still identifiable without the possibility of confusion, save the need, which, moreover, does not comply with a requirement of regularity and validity of the testament, that the heirs, in the denunciation of succession and transcription of the will They provide them specifically to indicate the foregoing properties, mentioning their cadastral data, confinements etc.

» DANNO DA MASTOPLASTICA ADDITTIVA ,LA PAZIENTE MOSTRA COME VORREBBE IL SENO DOPO INTERVENTO

» AVVOCATO PER DANNI TRASPORTATI AUTOBUS TANTE PERSONE SUBISCONO DANNI QUALI TRASPORTATI DI MEZZI PUBBLICI E DEVONO ESSERE RISARCITI

» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» REVISIONE PROCESSO PENALE AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA GENOVA MILANO Come pure ricordato dall’ordinanza, le Sezioni Unite hanno stabilito che per prove nuove rilevanti a norma dell’art. 630 c.p.p., lett. c) ai fini dell’ammissibilità della relativa istanza devono intendersi non solo le prove sopravvenute alla sentenza definitiva di condanna e quelle scoperte successivamente ad essa, ma anche quelle non acquisite nel precedente giudizio ovvero acquisite, ma non valutate neanche implicitamente, purchè non si tratti di prove dichiarate inammissibili o ritenute superflue dal giudice, e indipendentemente dalla circostanza che l’omessa conoscenza da

» BADANTE BOLOGNA IMOLA FORLI RAVENNA RAPPORTO DI LAVORO-ASSISTENZA LEGALE BASDANTI

» DANNO BIOLOGICO CALCOLO TABELLE AVVOCATO INCIDENTI MORTALI DANNO FAMIGLIA

» EREDE LESIONE DELLA QUOTA EREDE GUAI !! AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» ACQUISTI CASA? BOLOGNA ? DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA OCCHIO AI VIZI AI DIFETTI ALL’UMIDITA’al vizio occulto ed essenziale relativo al materiale

» PRONTO SOCCORSO RESPONSABILITA’ MEDICA MALASANITA’ AVVOCATO ESPERTO ERRORE MEDICO BOLOGNA cesena forli ravenna obblighi del medico di pronto soccorso funzioni del medico di pronto soccorso compiti del medico di pronto soccorso medico pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio risarcimento danni per intervento chirurgico sbagliato come diventare medico di pronto soccorso risarcimento danni per negligenza medica tabelle risarcimento danni malasanità

» BOLOGNA AVVOCATO SUCCESSIONI EREDITA’ IMPUGNAZIONE TESTAMENTO

» MATRIMONIALISTA AVVOCATO SEPARAZIONE DIVORZI BOLOGNA CASA CONIUGALE?

» VIOLAZIONE OBBLIGHI ASSISTENZA FAMIGLIARE PENALE BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» AVVOCATO DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA azione di rivendica della proprietà ex art. 948 c.c, azione regolamento confini

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna