Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

MALASANITA’, TUMORE, CARCINOMA, TARDIVA DIAGNOSI RISARCIMENTO Suprema Corte di Cassazione Sezione III Civile Sentenza 28 aprile – 20 agosto 2015, n. 16993 (Presidente Vivaldi – Relatore Scarano) Svolgimento del processo

 

MALASANITA’, TUMORE, CARCINOMA, TARDIVA DIAGNOSI RISARCIMENTO

 

avvocato penalista bologna

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

malasanità risarcimento

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

  1. Come questa Corte ha avuto più volte modo di porre in rilievo, in accordo con quanto osservato anche in dottrina, il debitore è di regola tenuto ad una normale perizia, commisurata alla natura dell’attività esercitata (secondo una misura obiettiva che prescinde dalle concrete capacità del soggetto, sicché deve escludersi che ove privo delle necessarie cognizioni tecniche il debitore rimanga esentato dall’adempiere l’obbligazione con la perizia adeguata alla natura dell’attività esercitata); mentre una diversa misura di perizia è dovuta in relazione alla qualifica professionale del debitore, in relazione ai diversi gradi di specializzazione propri dello specifico settore di attività (cfr., con riferimento al professionista, ed in particolare allo specialista, Cass., 20/10/2014, n. 22222).

 

  1. Atteso che la diligenza deve valutarsi avuto riguardo alla natura dell’attività esercitata (art. 1176, 2 co., c.c.), al professionista (e a fortiori allo specialista) è richiesta una diligenza particolarmente qualificata dalla perizia e dall’impiego di strumenti tecnici adeguati al tipo di attività da espletare (cfr. Cass., 31/5/2006, n. 12995) e allo standard professionale della sua categoria, l’impegno dal medesimo dovuto, se si profila superiore a quello del comune debitore, va considerato viceversa corrispondente alla diligenza normale in relazione alla specifica attività professionale o lavorativa esercitata, giacché il medesimo deve impiegare la perizia ed i mezzi tecnici adeguati allo standard professionale o lavorativo della sua categoria, tale standard valendo a determinare, in conformità alla regola generale, il contenuto della perizia dovuta e la corrispondente misura dello sforzo diligente adeguato per conseguirlo, nonché del relativo grado di responsabilità (cfr. Cass., 20/10/2014, n. 22222; Cass., 9/10/2012, n. 17143).

 

  1. Nell’adempimento delle obbligazioni (e dei comuni rapporti della vita di relazione) il soggetto deve osservare altresì gli obblighi di buona fede oggettiva o correttezza, quale generale principio di solidarietà sociale la cui violazione comporta l’insorgenza di responsabilità (anche extracontrattuale).

 

  1. È pertanto tenuto a mantenere un comportamento leale, osservando obblighi di informazione e di avviso nonché di salvaguardia dell’utilità altrui – nei limiti dell’apprezzabile sacrificio -, dalla cui violazione conseguono profili di responsabilità in ordine ai falsi affidamenti anche solo colposamente ingenerati nei terzi (cfr., con riferimento a differenti fattispecie, Cass., 20/2/2006, n. 3651; Cass., 27/10/2006, n. 23273; Cass., 15/2/2007, n. 3462; Cass., 13/4/2007, n. 8826; Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass., 30/10/2007, n. 22860; Cass., Sez. Un., 25/11/2008, n. 28056; Cass., 27/4/2011, n. 9404, e, da ultimo, Cass., 27/8/2014, n. 18304).

 

  1. AINAINMALASANITA'DIRITTINEWSIn tema di danno alla persona conseguente a responsabilità medica, si è per altro verso nella giurisprudenza di legittimità precisato che l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, in relazione al quale sia manifesti la possibilità di effettuare solo un intervento c.d. palliativo, determinando un ritardo della relativa esecuzione cagiona al paziente un danno già in ragione della circostanza che nelle more egli non ha potuto fruirne, dovendo conseguentemente sopportare tutte le conseguenze di quel processo morboso, e in particolare il dolore (in ordine al quale cfr. Cass., 13/4/2007, n. 8826), che la tempestiva esecuzione dell’intervento palliativo avrebbe potuto alleviargli, sia pure senza la risoluzione del processo morboso (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 23/5/2014, n. 11522).

 

  1. Danno risarcibile alla persona in conseguenza dell’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale è stato da questa Corte ravvisato anche in conseguenza della mera perdita per il paziente della chance di vivere per un (anche breve) periodo di tempo in più rispetto a quello poi effettivamente vissuto, ovvero anche solo della chance di conservare, durante quel decorso, una “migliore qualità della vita” (v. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 8/7/2009, n. 16014, Cass., 27/3/2014, n. 7195).

 

  1. Si è al riguardo precisato che in tale ipotesi il danno per il paziente consegue pure alla mera perdita della possibilità di scegliere, alla stregua delle conoscenze mediche del tempo,”cosa fare” per fruire della salute residua fino all’esito infausto, anche rinunziando all’intervento o alle cure per limitarsi a consapevolmente esplicare le proprie attitudini psico-fisiche in vista del e fino all’exitus (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846).
Avvocato malasanità Milano Avvocato malasanità Roma Avvocato malasanità Napoli Avvocato malasanità Torino Avvocato malasanità Avellino Avvocato malasanità Benevento Avvocato malasanità Caserta Avvocato malasanità Frosinone Avvocato malasanità Latina Avvocato malasanità Salerno Avvocato malasanità Varese Avvocato malasanità Pavia Avvocato malasanità Monza Brianza Avvocato malasanità Lecco Avvocato malasanità Como Avvocato malasanità Bergamo Avvocato malasanità Gorizia Avvocato malasanità Trieste Avvocato malasanità Udine Avvocato malasanità Vicenza Avvocato malasanità Verona Avvocato malasanità Belluno Avvocato malasanità Pordenone Avvocato malasanità Treviso Avvocato malasanità Vercelli Avvocato malasanità Verbania Avvocato malasanità Novara Avvocato malasanità Cuneo Avvocato malasanità Biella Avvocato malasanità Aosta Avvocato malasanità Asti Avvocato malasanità Alessandria Avvocato malasanità Terni Avvocato malasanità Viterbo Avvocato malasanità Rovigo Avvocato malasanità Padova Avvocato malasanità Messina Avvocato malasanità Siena Avvocato malasanità Prato Avvocato malasanità Firen

Avvocato malasanità Milano
Avvocato malasanità Roma
Avvocato malasanità Napoli
Avvocato malasanità Torino
Avvocato malasanità Avellino
Avvocato malasanità Benevento
Avvocato malasanità Caserta
Avvocato malasanità Frosinone
Avvocato malasanità Latina
Avvocato malasanità Salerno
Avvocato malasanità Varese
Avvocato malasanità Pavia
Avvocato malasanità Monza Brianza
Avvocato malasanità Lecco
Avvocato malasanità Como
Avvocato malasanità Bergamo
Avvocato malasanità Gorizia
Avvocato malasanità Trieste
Avvocato malasanità Udine
Avvocato malasanità Vicenza
Avvocato malasanità Verona
Avvocato malasanità Belluno
Avvocato malasanità Pordenone
Avvocato malasanità Treviso
Avvocato malasanità Vercelli
Avvocato malasanità Verbania
Avvocato malasanità Novara
Avvocato malasanità Cuneo
Avvocato malasanità Biella
Avvocato malasanità Aosta
Avvocato malasanità Asti
Avvocato malasanità Alessandria
Avvocato malasanità Terni
Avvocato malasanità Viterbo
Avvocato malasanità Rovigo
Avvocato malasanità Padova
Avvocato malasanità Messina
Avvocato malasanità Siena
Avvocato malasanità Prato
Avvocato malasanità Firen

Suprema Corte di Cassazione

Sezione III Civile

Sentenza 28 aprile – 20 agosto 2015, n. 16993

(Presidente Vivaldi – Relatore Scarano)

Svolgimento del processo

FOTO STUDIO NUMERO 10

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

Con sentenza dell’11/10/2010 la Corte d’Appello di Palermo ha respinto il gravame interposto dai sigg. La.Ci.Ag. , A. e G. – quali eredi della congiunta sig. D.A. , deceduta in corso di giudizio – in relazione alla pronunzia Trib. Palermo 6/9/2003, di parziale accoglimento della domanda da quest’ultima proposta nei confronti del sig. C.G. , anch’egli deceduto in corso di causa, a titolo di risarcimento dei danni sofferti in conseguenza di tardiva diagnosi, nella sua qualità di ginecologo, di carcinoma all’utero.

Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito i sigg. La.Ci.Ag. , A. e G. , nella qualità, propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi, illustrati da memoria.

Resistono con controricorso i sigg. C.G. e C. , quali eredi dei sigg. C.G. ed M.E. , quest’ultima essendo deceduta in corso di giudizio.

L’altra intimata non ha svolto attività difensiva.

 

Motivi della decisione

 

Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 40, 41 c.p., in relazione all’art. 360, 1 co. n. 3, c.p.c.; nonché “omessa ed insufficiente motivazione” su punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360, 1 co. n. 5, c.p.c.

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

Con il 2 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 1681, 2054 c.c. nonché “omessa applicazione” degli artt. 2055, 1292, 1294 c.c., in relazione all’art. 360, 1 co. n. 3, c.p.c.

 

Con il 3 motivo denunziano “omessa, insufficiente e contraddittoria” motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360, 1 co. n. 5, c.p.c.

Si dolgono che la corte di merito abbia erroneamente ed immotivatamente escluso la sussistenza “del nesso causale tra il ritardo diagnostico della malattia e la morte della signora D.”, facendo proprie le conclusioni della CTU disposta in sede di gravame, senza motivare sulla preferenza a questa accordata rispetto alla CTU effettuata in 1 grado.

Lamentano che, ritenuto in colpa il ginecologo, la corte di merito ha quindi contraddittoriamente negato “il nesso causale tra la condotta omissiva del sanitario” e la “sussistenza di tutti i pregiudizi sofferti dalla paziente e della loro diretta derivazione dalla condotta colpevole” del medesimo.

LOGO CELLULARE

Si dolgono non essersi dalla corte di merito considerato che “le valutazioni tecniche rese dai consulenti nominati in secondo grado… sono inidonee ad escludere che la tardività della diagnosi abbia inciso sulla possibilità della paziente di godere di una maggiore durata di sopravvivenza”.

 

I motivi, che possono congiuntamente esaminarsi in quanto connessi, sono fondati e vanno accolti p.q.r. nei termini di seguito indicati.

 

Come questa Corte ha avuto più volte modo di porre in rilievo, in accordo con quanto osservato anche in dottrina, il debitore è di regola tenuto ad una normale perizia, commisurata alla natura dell’attività esercitata (secondo una misura obiettiva che prescinde dalle concrete capacità del soggetto, sicché deve escludersi che ove privo delle necessarie cognizioni tecniche il debitore rimanga esentato dall’adempiere l’obbligazione con la perizia adeguata alla natura dell’attività esercitata); mentre una diversa misura di perizia è dovuta in relazione alla qualifica professionale del debitore, in relazione ai diversi gradi di specializzazione propri dello specifico settore di attività (cfr., con riferimento al professionista, ed in particolare allo specialista, Cass., 20/10/2014, n. 22222).

 

Atteso che la diligenza deve valutarsi avuto riguardo alla natura dell’attività esercitata (art. 1176, 2 co., c.c.), al professionista (e a fortiori allo specialista) è richiesta una diligenza particolarmente qualificata dalla perizia e dall’impiego di strumenti tecnici adeguati al tipo di attività da espletare (cfr. Cass., 31/5/2006, n. 12995) e allo standard professionale della sua categoria, l’impegno dal medesimo dovuto, se si profila superiore a quello del comune debitore, va considerato viceversa corrispondente alla diligenza normale in relazione alla specifica attività professionale o lavorativa esercitata, giacché il medesimo deve impiegare la perizia ed i mezzi tecnici adeguati allo standard professionale o lavorativo della sua categoria, tale standard valendo a determinare, in conformità alla regola generale, il contenuto della perizia dovuta e la corrispondente misura dello sforzo diligente adeguato per conseguirlo, nonché del relativo grado di responsabilità (cfr. Cass., 20/10/2014, n. 22222; Cass., 9/10/2012, n. 17143).

 

Nell’adempimento delle obbligazioni (e dei comuni rapporti della vita di relazione) il soggetto deve osservare altresì gli obblighi di buona fede oggettiva o correttezza, quale generale principio di solidarietà sociale la cui violazione comporta l’insorgenza di responsabilità (anche extracontrattuale).

 

È pertanto tenuto a mantenere un comportamento leale, osservando obblighi di informazione e di avviso nonché di salvaguardia dell’utilità altrui – nei limiti dell’apprezzabile sacrificio -, dalla cui violazione conseguono profili di responsabilità in ordine ai falsi affidamenti anche solo colposamente ingenerati nei terzi (cfr., con riferimento a differenti fattispecie, Cass., 20/2/2006, n. 3651; Cass., 27/10/2006, n. 23273; Cass., 15/2/2007, n. 3462; Cass., 13/4/2007, n. 8826; Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass., 30/10/2007, n. 22860; Cass., Sez. Un., 25/11/2008, n. 28056; Cass., 27/4/2011, n. 9404, e, da ultimo, Cass., 27/8/2014, n. 18304).

 

In tema di danno alla persona conseguente a responsabilità medica, si è per altro verso nella giurisprudenza di legittimità precisato che l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, in relazione al quale sia manifesti la possibilità di effettuare solo un intervento c.d. palliativo, determinando un ritardo della relativa esecuzione cagiona al paziente un danno già in ragione della circostanza che nelle more egli non ha potuto fruirne, dovendo conseguentemente sopportare tutte le conseguenze di quel processo morboso, e in particolare il dolore (in ordine al quale cfr. Cass., 13/4/2007, n. 8826), che la tempestiva esecuzione dell’intervento palliativo avrebbe potuto alleviargli, sia pure senza la risoluzione del processo morboso (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 23/5/2014, n. 11522).

 

Danno risarcibile alla persona in conseguenza dell’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale è stato da questa Corte ravvisato anche in conseguenza della mera perdita per il paziente della chance di vivere per un (anche breve) periodo di tempo in più rispetto a quello poi effettivamente vissuto, ovvero anche solo della chance di conservare, durante quel decorso, una “migliore qualità della vita” (v. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 8/7/2009, n. 16014, Cass., 27/3/2014, n. 7195).

 

Si è al riguardo precisato che in tale ipotesi il danno per il paziente consegue pure alla mera perdita della possibilità di scegliere, alla stregua delle conoscenze mediche del tempo,”cosa fare” per fruire della salute residua fino all’esito infausto, anche rinunziando all’intervento o alle cure per limitarsi a consapevolmente esplicare le proprie attitudini psico-fisiche in vista del e fino all’exitus (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846).

 

Orbene i suindicati principi sono stati dalla corte di merito in parte disattesi nell’impugnata sentenza.

È rimasto nella specie accertato che “il Dott. C. ebbe in cura la signora D. per un periodo di cinque mesi, dal settembre ’92 al febbraio ’93, durante il quale la paziente presentò episodi di perdite ematiche dai genitali, e che il medico … effettuò controlli clinici per cinque volte (si tratta… delle visite del 29 settembre 1992, in cui venne controllata la spirale, dell’ottobre del 1992, in cui la spirale venne rimossa, del dicembre 1992, in cui venne eseguita un’ecografia, del gennaio 1993, in cui vennero prescritti antibiotici e utero tonici, e del febbraio 1993, in cui venne eseguita un’ecografia). Il 23 febbraio del 1993 la donna si ricoverò quindi all’Istituto Materno Infantile per tre giorni, ove le fu diagnosticato il carcinoma, mediante biopsia del canale cervicale, ciò da cui può desumersi, con certezza, che il carcinoma era già presente all’atto delle visite del Dott. C. ”.

Orbene, dopo avere correttamente affermato che il comportamento nel caso dal medico mantenuto non è stato improntato alla dovuta diligenza, essendosi “con certezza” accertato che “il carcinoma era già presente all’atto delle visite del Dott. C. ” e che l’”approccio diagnostico” del medesimo fu “insufficiente” [atteso che quantomeno “in occasione del terzo controllo (dicembre ’92) o del quarto (gennaio 1993)” il “quadro patologico della D. andava approfondito… mediante l’effettuazione di esami diagnostici quali il pap test, la colposcopia e la biopsia della cervice uterina”], la corte di merito è invero pervenuta ad escludere la responsabilità del medesimo argomentando dal rilievo che “i consulenti hanno confermato che secondo l’id quod plerumque accidit, poco o nulla sarebbe cambiato circa il decorso clinico, con specifico riferimento alla forma tumorale, particolarmente maligna e aggressiva”, traendone la conferma dell’”insussistenza del nesso causale tra l’aggravamento della malattia e il comportamento omissivo del sanitario”.

 

La corte di merito ha altresì escluso il risarcimento del c.d. danno da perdita di chance sofferto dalla D.A. , “per il troncante rilievo che il controverso orientamento giurisprudenziale che ne ammette la configurabilità in materia di responsabilità medica, ritiene comunque che il danno da perdita di chance sia un’autonoma voce di danno emergente, con la conseguenza che la relativa domanda è diversa rispetto a quella avente ad oggetto il mancato raggiungimento del risultato sperato”.

 

Ha del pari negato il ristoro del danno “consistente nella sofferenza patita dalla D. prima di morire durante l’agonia (danno c.d. tanatologico)”, in quanto “difetta, come già ampiamente detto, il nesso di causalità”.

 

Orbene, le suindicate ragioni e conclusioni si appalesano apodittiche ed erronee.

 

Vale al riguardo osservare che, quand’anche “la durata del ritardo diagnostico” sia da considerarsi non già di quattro mesi, come ritenuto dal giudice di prime cure, bensì quella “ridotta… a circa due mesi”, da essa ravvisata sussistere, la corte di merito non ha spiegato come mai alla mancata tempestiva individuazione da parte del C. della reale natura della malattia, che aveva invero già colpito la D. al momento della prima visita, quale forma tumorale “particolarmente maligna e aggressiva” non abbia assegnato alcuna rilevanza causale in relazione alla sopraggiunta morte, e pertanto anche sotto il segnalato profilo della possibilità di effettuazione di un intervento quantomeno di tipo palliativo, nonché quello della suindicata perdita di una doppia chance.

 

Il rilievo secondo cui il morbo ha nel caso avuto “una progressione che avvenne con modalità particolarmente rapida ed inconsuetamente tumultuosa”, per cui “poco o nulla sarebbe comunque cambiato circa il decorso clinico”, e la conclusione di “insussistenza del nesso causale tra l’aggravamento della malattia e il comportamento omissivo del sanitario” sono stati dal giudice del gravame invero, rispettivamente, formulato e trattalo senza invero considerare che anche in presenza di una situazione deponente per un prossimo ed ineluttabile exitus l’intervento medico può – come detto – essere comunque volto a consentire al paziente di poter eventualmente fruire di un intervento anche solo meramente palliativo idoneo, se non a risolvere il processo morboso o ad evitarne l’aggravamento, quantomeno ad alleviarne le sofferenze (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 23/5/2014, n. 11522).

 

A tale stregua, l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale assume allora rilievo causale non solo in relazione alla chance di vivere per un (anche breve) periodo di tempo in più rispetto a quello poi effettivamente vissuto ma anche per la perdita da parte del paziente della chance di conservare, durante quel decorso, una “migliore qualità della vita” (cfr. Cass., 18/9/2008, n. 23846, e, conformemente, Cass., 8/7/2009, n. 16014, Cass., 27/3/2014, n. 7195), intesa – come detto – quale possibilità di programmare (anche all’esito di una eventuale scelta di rinunzia all’intervento o alle cure: cfr. Cass., 16/10/2007, n. 21748) il proprio essere persona, e, quindi, in senso lato l’esplicazione delle proprie attitudini psico-fisiche in vista e fino a quell’esito (cfr.Cass., 18/9/2008, n. 23846).

 

L’erroneità dell’assunto e della conclusione trattane dalla corte di merito si è quindi riverberata nel mancato riconoscimento di un ristoro dei danni subiti dalla D., e fatti valere iure hereditatis dagli odierni ricorrenti, avuto in particolare riguardo alla suindicata perdita di chance di sopravvivenza ovvero anche solo della possibilità di meglio prepararsi alla proprio fine vivendo consapevolmente, pur in tale contingenza, il proprio essere persona.

 

Né può al riguardo sottacersi come tale erroneità trovi ulteriore sintomatica conferma nel riferimento operato dalla corte di merito al diverso concetto di “danno da perdita di chance” quale “autonoma voce di danno emergente” (rectius, lucro cessante: v., da ultimo, Cass., 12/6/2015, n. 12221), e pertanto di aspetto del danno patrimoniale, laddove questa Corte ha già avuto modo di precisare che “il concetto di patrimonialità va correlato al bene in relazione al quale la chance si assume perduta e, quindi, in riferimento al danno alla persona ad una chance di conservazione dell’integrità psico-fisica o di una migliore integrità psico-fisica o delle condizioni e della durata dell’esistenza in vita” (così Cass., 18/9/2008, n. 23846).

 

Per altro verso, la suindicata erroneità si è ripercossa nella negazione del ristoro del c.d. danno tanatologico “consistente nella sofferenza patita dalla D. prima di morire durante l’agonia”.

 

Danno da questa Corte, anche a Sezioni Unite, indicato in termini di danno morale terminale o da lucida agonia o catastrofale o catastrofico (v. Cass., Sez. Un., 11/11/2008, n. 26772; Cass., Sez. Un., 11/11/2008, n. 26773), quale danno dalla vittima subito per la sofferenza provata nel consapevolmente avvertire l’ineluttabile approssimarsi della propria fine, per la cui configurabilità assume rilievo il criterio dell’intensità della sofferenza provata (v. Cass., 8/4/2010, n. 8360; Cass., 23/2/2005, n. 3766; Cass., 1/12/2003, n. 18305; Cass., 19/10/2007, n. 21976; Cass., 24/5/2001, n. 7075; Cass., 6/10/1994, n. 8177; Cass., 14/6/1965, n. 1203. In tema di c.d. danno catastrofico v. già Cass., 2/4/2001, n. 4783), a prescindere dall’apprezzabile intervallo di tempo tra lesioni e decesso della vittima richiesto per la liquidazione del danno biologico terminale (in ordine al quale v. Cass., 28/8/2007, n. 18163; Cass., 16/5/2003, n. 7632; Cass., 1/2/2003, n. 18305; Cass., 16/6/2003, in 9620; Cass., 14/3/2003, n. 3728; Cass., 2/4/2001, n. 4783; Cass., 10/2/1999, n. 1131; Cass., 29/9/1995, n. 10271).

 

Dell’impugnata sentenza – assorbiti ogni altro e diverso profilo e il 4 motivo – s’impone pertanto la cassazione in relazione, con rinvio alla Corte d’Appello di Palermo, la quale in diversa composizione procederà a nuovo esame, facendo dei suindicati disattesi principi applicazione.

 

Il giudice di rinvio provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

 

P.Q.M.

 

La Corte accoglie p.q.r. il ricorso. Cassa in relazione l’impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’Appello di Palermo, in diversa composizione.

Avvocato malasanità Milano
Avvocato malasanità Roma
Avvocato malasanità Napoli
Avvocato malasanità Torino
Avvocato malasanità Avellino
Avvocato malasanità Benevento
Avvocato malasanità Caserta
Avvocato malasanità Frosinone
Avvocato malasanità Latina
Avvocato malasanità Salerno
Avvocato malasanità Varese
Avvocato malasanità Pavia
Avvocato malasanità Monza Brianza
Avvocato malasanità Lecco
Avvocato malasanità Como
Avvocato malasanità Bergamo
Avvocato malasanità Gorizia
Avvocato malasanità Trieste
Avvocato malasanità Udine
Avvocato malasanità Vicenza
Avvocato malasanità Verona
Avvocato malasanità Belluno
Avvocato malasanità Pordenone
Avvocato malasanità Treviso
Avvocato malasanità Vercelli
Avvocato malasanità Verbania
Avvocato malasanità Novara
Avvocato malasanità Cuneo
Avvocato malasanità Biella
Avvocato malasanità Aosta
Avvocato malasanità Asti
Avvocato malasanità Alessandria
Avvocato malasanità Terni
Avvocato malasanità Viterbo
Avvocato malasanità Rovigo
Avvocato malasanità Padova
Avvocato malasanità Messina
Avvocato malasanità Siena
Avvocato malasanità Prato
Avvocato malasanità Firenze
CONSULENZA LEGALE:

Malasanità – Errori medici
Perizie Medico Legali
Casi mortali
Incidenti stradali

___________________________________

Risarcimento malasanità Milano
Risarcimento malasanità Roma
Risarcimento malasanità Napoli
Risarcimento malasanità Torino
Risarcimento malasanità Avellino
Risarcimento malasanità Benevento
Risarcimento malasanità Caserta
Risarcimento malasanità Frosinone
Risarcimento malasanità Latina
Risarcimento malasanità Salerno
Risarcimento malasanità Varese
Risarcimento malasanità Pavia
Risarcimento malasanità Monza Brianza
Risarcimento malasanità Lecco
Risarcimento malasanità Como
Risarcimento malasanità Bergamo
Risarcimento malasanità Gorizia
Risarcimento malasanità Trieste
Risarcimento malasanità Udine
Risarcimento malasanità Vicenza
Risarcimento malasanità Verona
Risarcimento malasanità Belluno
Risarcimento malasanità Pordenone
Risarcimento malasanità Treviso
Risarcimento malasanità Vercelli
Risarcimento malasanità Verbania
Risarcimento malasanità Novara
Risarcimento malasanità Cuneo
Risarcimento malasanità Biella
Risarcimento malasanità Aosta
Risarcimento malasanità Asti
Risarcimento malasanità Alessandria
Risarcimento malasanità Terni
Risarcimento malasanità Viterbo
Risarcimento malasanità Rovigo
Risarcimento malasanità Padova
Risarcimento malasanità Messina
Risarcimento malasanità Siena
Risarcimento malasanità Prato
Risarcimento malasanità Firenze
RISARCIMENTO DANNI

.

.

.

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

.

___________________________________

Denuncia malasanità Milano
Denuncia malasanità Roma
Denuncia malasanità Napoli
Denuncia malasanità Torino
Denuncia malasanità Avellino
Denuncia malasanità Benevento
Denuncia malasanità Caserta
Denuncia malasanità Frosinone
Denuncia malasanità Latina
Denuncia malasanità Salerno
Denuncia malasanità Varese
Denuncia malasanità Pavia
Denuncia malasanità Monza Brianza
Denuncia malasanità Lecco
Denuncia malasanità Como
Denuncia malasanità Bergamo
Denuncia malasanità Gorizia
Denuncia malasanità Trieste
Denuncia malasanità Udine
Denuncia malasanità Vicenza
Denuncia malasanità Verona
Denuncia malasanità Belluno
Denuncia malasanità Pordenone
Denuncia malasanità Treviso
Denuncia malasanità Vercelli
Denuncia malasanità Verbania
Denuncia malasanità Novara
Denuncia malasanità Cuneo
Denuncia malasanità Biella
Denuncia malasanità Aosta
Denuncia malasanità Asti
Denuncia malasanità Alessandria
Denuncia malasanità Terni
Denuncia malasanità Viterbo
Denuncia malasanità Rovigo
Denuncia malasanità Padova
Denuncia malasanità Messina
Denuncia malasanità Siena
Denuncia malasanità Prato
Denuncia malasanità Firenze
CONSULENZA LEGALE:

Malasanità – Errori medici
Perizie Medico Legali
Casi mortali
Incidenti stradali
Infortuni sul lavoro
__

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

Assistenza malasanità Milano
Assistenza malasanità Roma
Assistenza malasanità Napoli
Assistenza malasanità Torino
Assistenza malasanità Avellino
Assistenza malasanità Benevento
Assistenza malasanità Caserta
Assistenza malasanità Frosinone
Assistenza malasanità Latina
Assistenza malasanità Salerno
Assistenza malasanità Varese
Assistenza malasanità Pavia
Assistenza malasanità Monza Brianza
Assistenza malasanità Lecco
Assistenza malasanità Como
Assistenza malasanità Bergamo
Assistenza malasanità Gorizia
Assistenza malasanità Trieste
Assistenza malasanità Udine
Assistenza malasanità Vicenza
Assistenza malasanità Verona
Assistenza malasanità Belluno
Assistenza malasanità Pordenone
Assistenza malasanità Treviso
Assistenza malasanità Vercelli
Assistenza malasanità Verbania
Assistenza malasanità Novara
Assistenza malasanità Cuneo
Assistenza malasanità Biella
Assistenza malasanità Aosta
Assistenza malasanità Asti
Assistenza malasanità Alessandria
Assistenza malasanità Terni
Assistenza malasanità Viterbo
Assistenza malasanità Rovigo
Assistenza malasanità Padova
Assistenza malasanità Messina
Assistenza malasanità Siena
Assistenza malasanità Prato
Assistenza malasanità Firenze

colpa medica prescrizione

colpa medica 2014

colpa medica lieve

colpa medica penale

colpa medica balduzzi

colpa medica civile

colpa medica tribunale milano

colpa medica sentenze

colpa medica mediazione obbligatoria

colpa medica d’equipe

colpa medica anestesista

colpa medica accertamento tecnico preventivo

colpa medica altalex

colpa medica riforma balduzzi

colpa medica lieve balduzzi

colpa medica dopo legge balduzzi

blaiotta colpa medica

colpa medica cassazione penale

colpa medica competenza territoriale

colpa medica consenso informato

colpa medica cassazione civile

colpa medica errore di diagnosi

colpa medica e nascita indesiderata

colpa medica foro del consumatore

colpa medica foro competente

colpa medica franzese

colpa medica sentenza franzese

formulario colpa medica

atto di citazione colpa medica formulario

colpa medica grave

colpa medica giurisprudenza

colpa medica giurisprudenza penale

colpa medica garza

colpa medica ginecologo

colpa medica giudizio controfattuale

colpa medica giudice di pace

colpa grave medico rivalsa

colpa grave medico assicurazione

colpa grave medico corte dei conti

colpa medica imperizia

colpa medica imprudenza

colpa medica in penale

colpa medica legge balduzzi

colpa medica legittimazione passiva

colpa medica linee guida

colpa medica lieve e grave

colpa medica lesioni colpose

colpa medica legge

colpa medica leges artis

colpa medica la cassazione riconosce

colpa medica libri

colpa medica morte paziente

colpa medica messa in mora

colpa medica nesso causale

colpa medica nesso di causalità penale

colpa medica nesso di causalità

colpa medica negligenza

colpa medica novità

colpa medica nel diritto

colpa medica onere della prova

colpa medica omicidio colposo

colpa medica omessa diagnosi

colpa medica omissiva

colpa medica omissione

colpa medica ortopedia

colpa medica odontoiatra

colpa medica professionale

colpa medica prescrizione penale

colpa medica per omissione

colpa medica procedibilità

colpa medica perdita di chances

colpa medica parere

colpa medica parere penale

colpa medica parto

colpa medica querela

colpa medica quantificazione danno

colpa medica quesiti ctu

colpa medica termini querela

colpa medica responsabile civile

colpa medica risarcimento danni

colpa medica risarcimento prescrizione

colpa medica riforma

colpa medica reato

colpa medica risarcimento

colpa medica radiologo

colpa medica san severo

colpa medica sentenza tribunale milano

colpa medica specializzando

colpa medica struttura sanitaria

colpa medica sentenza cantore

colpa medica sentenze 2012

colpa medica specifica

colpa medica senza danno

colpa medica tesi

colpa medica tabelle

colpa medica termine di prescrizione

colpa medica tumore

responsabilita’ medica trasfusione incompatibile sbagliata

colpa medica ultime sentenze

colpa medica sezioni unite

colpa medica veterinaria

colpa medica per imperizia

colpa medica per errata diagnosi

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» AVVOOCATO DIRITTO FALLIMENTARE BOLOGNA CONCORDATO PREVENTIVO ì

» AVVOCATO PER CONCORDATO DIRITTO COMMERCIALE BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI CONCORDATO PREVENTIVO ESPERTO

» CIRCONVENZIONE DI INCAPACE Affinché possa configurarsi il reato di circonvenzione di persone incapaci, non è necessario che la vittima sia dichiarata interdetta o inabilitata ma è sufficiente che la stessa si trovi “in una minorata situazione” e sia quindi incapace in ragione dell’età avanzata o di altri fattori non patologici di “opporre alcuna resistenza a causa della mancanza o diminuita capacità critica”, oggettiva e riconoscibile da parte di tutti “in modo che chiunque possa abusarne per raggiungere i suoi fini illeciti”.

» Paziente danno malasanita’ Bologna consenso informato Errore medico. Cassazione 10055/2011: il medico risponde per errata diagnosi e ha l’obbligo di informare il paziente. Consenso informato del medico

» BOLOGNA TRASPORTATO INCIDENTE AVVOCATO risarcimento assicurazione per incidente mortale-risarcimento danni incidente stradale passeggero-risarcimento danni gravi sinistri della strada

» legge 990 /69 :anche la sosta del veicolo è da ascriversi “al concetto di sinistro stradale”, ove il danno si verifichi “in conseguenza di attività prodromica al movimento della vettura

» LA RIDUZIONE DELLA DONAZIONE – TRIBUNALE ALESSANDRIA –CASSAZIONE –AVVOCATO SUCCESSIONI

» EREDE DISEREDATO, TESTAMENTO , STUDIO LEGALE AVVOCATO SERGIO ARMAROLI BOLOGNA

» 3 Chiunque, abbandonando il domicilio domestico [452, 1432, 146 c.c.], o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori (1) [147, 316 c.c.]o alla qualità di coniuge [143, 146 c.c.], è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.

» UNIONI CIVILI – IL Matrimonio del transessuale RIMANE valido in attesa di legge che tuteli unioni di fatto Cassazione Civile, sez. I, sentenza 21/04/2015 n° 8097

avvocato a bologna

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna