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INTERPORTO BOLOGNA AVVOCATO PER AZIENDE INTERPORTO

 

AVVOCATO PER IMPRESE E PRIVATI INTERPORTO DI BOLOGNA

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Il GIURISTA D’IMPRESA si occupa di tutelare gli interessi di natura giuridica dell’impresa in cui opera in tutti i campi di diritto che coinvolgono la vita aziendale. Il suo compito principale consiste nel tradurre, in termini giuridici, le scelte di politica dell’impresa e nel valutare le conseguenze legali delle decisioni gestionali, nonché nel far applicare all’impresa le disposizioni legislative che impongono obblighi all’impresa stessa.
In particolare:
 
Assistenza  legale alle imprese e persone fisiche interporto di Bologna
 
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INTERPORTO BOLOGNA
è una struttura di scambio per trasporti intermodali, tipicamente stradarotaia che sorge nel territorio di Bentivoglio. L’interporto è fornito di una stazione ferroviaria da dove, dopo le opportune manovre di carico dei container dagli autocarri sugli appositi carri ferroviari portacontainer i treni vengono inviati nelle diverse direzioni. I treni partono così nella forma di treno completo e non sono soggetti a manovre intermedie fra le stazioni di partenza e di arrivo. I tempi di consegna delle merci sono quindi ridotti al minimo.
Viceversa, lo scarico dei container dai carri ferroviari e il relativo carico su
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CONTRATTO DI TRASPORTO

 

  1. Nell’accogliere siffatta opzione ermeneutica – asseritamente in linea con gli enunciati del Supremo Collegio, volti a scongiurare la possibilità che due diversi soggetti siano contemporaneamente legittimati a esercitare l’azione di danno (confr. Cass. civ. n. 10621 del 1993) – il giudice di merito ha valorizzato la sostanziale differenza esistente, nell’ambito dell’art. 13, tra la prima parte – in base alla quale, affinché si realizzi il passaggio della merce arrivata a destinazione nella sfera giuridica del destinatario, è necessario che il medesimo manifesti una volontà in tal senso, chiedendo il rilascio del secondo esemplare della lettera di vettura e la riconsegna del carico e la seconda parte della medesima norma, in cui è prevista l’insorgenza della legittimazione del destinatario a far valere i diritti derivanti dal contratto di trasporto non appena sia stata accertata la perdita della merce o sia scaduto inutilmente il termine previsto per la consegna, posto che sarebbe irragionevole pretendere, in siffatte ipotesi, la manifestazione della volontà dello stesso di riceverla. Di talché in definitiva, secondo il decidente, in base al comb. disp. degli artt. 12 e 13 della Convenzione, o la merce arriva a destinazione e i diritti del mittente a disporne si estinguono con la consegna o la richiesta di consegna del secondo esemplare della lettera di vettura; oppure la merce, perduta, non giunge al luogo stabilito e allora, mentre il mittente perde automaticamente il diritto a disporne, il destinatario, per espressa disposizione della convenzione, diventa titolare esclusivo dei diritti nascenti dal contratto, salvo che il mittente non dimostri di avere disposto il trasporto nel proprio esclusivo interesse.

 

 

 

  1. Di tale valutazione si duole quindi l’esponente che, con il primo motivo di ricorso, denuncia violazione degli artt. 12 e 13 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, resa esecutiva in Italia con legge 6 dicembre 1960, n. 1521, ex art. 360, n. 3, cod. proc. civ., segnatamente contestando l’assunto secondo cui, in ogni caso di perdita della merce, il destinatario sarebbe automaticamente ed esclusivamente legittimato ad esercitare l’azione di danno, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di volontà in tale senso. Secondo la ricorrente, invece, in base alle predette norme, il destinatario è autorizzato ad agire per il ristoro dei pregiudizi subiti, ma solo una volta che – e a condizione che – manifestando la volontà di aderire alla stipulazione, sia entrato nel contratto, con correlativa estinzione di ogni facoltà in capo al mittente.

 

 

 

 

  1. L’esposta lettura della Convenzione – aggiunge – consentirebbe, in continuità con la giurisprudenza della Corte Regolatrice, dei cui enunciati il giudice di merito avrebbe fatto malgoverno, di uniformare la disciplina del trasporto internazionale di merci su strada alla disciplina del contratto di trasporto accolta dal nostro ordinamento, improntata al principio per cui il destinatario, al quale la merce sia stata consegnata o che ne abbia chiesto la consegna, acquista tutti i diritti nascenti dal contratto, compreso quello al risarcimento del danno subito dal carico.

 

 

 

  1. In ogni caso l’esclusione di qualsivoglia legittimazione attiva in capo al mittente all’esercizio delle azioni di danno sarebbe iniqua e irragionevole almeno con riferimento ai casi in cui la consegna, nel rapporti tra mittente e destinatario, sia volta a realizzare non già l’interesse di quest’ultimo, ma quello del mittente a che la cosa venga, sia pure temporaneamente, a trovarsi nella disponibilità del destinatario.

 

 

 

  1. Con il secondo mezzo l’impugnante denuncia mancanza o insufficienza della motivazione con riferimento all’interpretazione del contratto intercorso tra le parti dal quale emergerebbe, a detta dell’esponente, la inequivoca volontà delle stesse di individuare nel mittente il soggetto legittimato ad agire per il risarcimento del danno conseguente alla perdita delle merci trasportate.

 

 

 

  1. Le censure svolte nel primo mezzo sono fondate per le ragioni che seguono.

 

 

 

  1. Questa Corte ha costantemente considerato criterio dirimente ai fini della individuazione del titolare del diritto all’indennizzo assicurativo, in caso di perdita o di avaria del carico occorse durante il trasporto, quello che tenga conto della incidenza del pregiudizio conseguente a tali accadimenti, e tanto sia con riferimento alla disciplina codicistica, sia con riferimento alla disciplina dettata dalla Convenzione di Ginevra (confr. Cass. civ. 17 giugno 2013, n. 15107; Cass. civ. 1 dicembre 2010, n. 24400; Cass. civ. 13 dicembre 2010, n. 25110; Cass. civ. 21 marzo 2008, n. 7672).

 

 

 

  1. Più nello specifico, precisato che la normativa codicistica mantiene integra, in relazione al destinatario, la costruzione giuridica del contratto di trasporto come contratto a favore di terzi, si è affermato, con tranquillante uniformità, che la sostituzione del destinatario al mittente, nei diritti derivanti dal contratto (tra i quali pacificamente rientra quello al risarcimento del danno per perdita o avaria del carico), avviene nel momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine, legale o convenzionale per il loro arrivo, lo stesso ne richieda la riconsegna (confr. Cass. civ. 17 giugno 2013, n. 15107; Cass. civ. 4 giugno 2007, n. 12963; Cass. civ. 4 ottobre 1991, n. 10392).

 

 

  1. Nella medesima prospettiva si è anzi evidenziato che incombe sul vettore che, convenuto in giudizio dal mittente, contesti la legittimazione dello stesso, l’onere di provare l’avvenuta richiesta di riconsegna della merce da parte del destinatario, ex art. 1689 cod. civ. e la conseguente perdita della facoltà di disporne in capo all’attore (Cass. civ. 21 maggio 1998, n. 5084; Cass. civ. n. 10392/1991 cit.).

 

 

 

  • Ora, da tale orientamento, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice a quo, questa Corte non si è discostata neppure nella sentenza 26 ottobre 1993, n. 10621, avendo ivi per contro ribadito che la C.M.R. ha recepito la portata dell’art. 1689 cod. civ. Il solo punto in cui il citato arresto risulta difforme dalla giurisprudenza dominante è quello in cui riconosce, in via esclusiva, al destinatario la legittimazione a far valere i diritti nascenti dal contratto di trasporto anche quando sia scaduto – e perciò solo che sia scaduto – il termine in cui questa avrebbe dovuto arrivare.

 

 

 

  • Ma siffatto approdo ermeneutico è in contrasto con il chiaro dettato dell’art. 1689 cod. civ., che inequivocabilmente esige, per l’acquisto dei diritti in capo al destinatario, la richiesta di riconsegna rivolta al vettore, di talché l’affermazione non può essere, in parte qua, condivisa.

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III

SENTENZA 30 gennaio 2014, n. 2075

Ritenuto in fatto

Il presente giudizio attiene alla legittimazione a chiedere il risarcimento dei danni, in caso di perdita o avaria del carico, nei contratti di trasporto internazionale di merci su strada. Con citazione notificata il 10 luglio 2003 Martin & Boulart Assureurs Maritimes et Transports s.a. (in seguito Martin), convenne innanzi al Tribunale di Pinerolo Rocchetti s.r.l. esponendo: a) che il 22 settembre 2000 Neumaticos Michelin s.a., di cui essa era assicuratrice, aveva affidato alla convenuta per il trasporto a Cisterna di Latina un carico di pneumatici; b) che la partita era tuttavia andata persa, a causa di una rapina con sequestro di persona verificatasi il giorno (OMISSIS)         in un’area di servizio; c) che, in data 19 febbraio 2001, essa aveva corrisposto alla mittente un indennizzo, al netto della franchigia, pari a Euro 116.212,82, rimanendo contestualmente surrogata, fino al predetto importo, nei diritti vantati da Neumaticos nei confronti del vettore, responsabile della perdita ex art. 17 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (c.d. C.M.R.).

Sulla base di tali premesse, Martin chiese dunque la condanna della convenuta al risarcimento dei danni, vinte le spese. Costituitasi in giudizio, Rocchetti s.r.l. contestò le avverse pretese.

Con sentenza del 15 gennaio 2004 il giudice adito rigettò la domanda.

Proposto dal soccombente gravame, la Corte d’appello, in data 14 maggio 2007, lo ha respinto.

Per la cassazione di detta decisione ricorre a questa Corte Martin & Boulart Assureurs Maritimes et Transports s.a., formulando due motivi, illustrati anche da memoria.

Resiste con controricorso Rocchetti s.r.l..

Motivi della decisione

1 La Corte d’appello ha ritenuto corretta l’affermazione del giudice di prime cure secondo cui, ai sensi dell’art. 13 della Convenzione di Ginevra, titolare della pretesa risarcitoria correlata alla perdita della merce non era il mittente ma solo il destinatario e quindi, nella fattispecie, Michelin Italia s.p.a., piuttosto che Neumaticos Michelin s.a., alla quale Martin si era surrogata.

Nell’accogliere siffatta opzione ermeneutica – asseritamente in linea con gli enunciati del Supremo Collegio, volti a scongiurare la possibilità che due diversi soggetti siano contemporaneamente legittimati a esercitare l’azione di danno (confr. Cass. civ. n. 10621 del 1993) – il giudice di merito ha valorizzato la sostanziale differenza esistente, nell’ambito dell’art. 13, tra la prima parte – in base alla quale, affinché si realizzi il passaggio della merce arrivata a destinazione nella sfera giuridica del destinatario, è necessario che il medesimo manifesti una volontà in tal senso, chiedendo il rilascio del secondo esemplare della lettera di vettura e la riconsegna del carico e la seconda parte della medesima norma, in cui è prevista l’insorgenza della legittimazione del destinatario a far valere i diritti derivanti dal contratto di trasporto non appena sia stata accertata la perdita della merce o sia scaduto inutilmente il termine previsto per la consegna, posto che sarebbe irragionevole pretendere, in siffatte ipotesi, la manifestazione della volontà dello stesso di riceverla. Di talché in definitiva, secondo il decidente, in base al comb. disp. degli artt. 12 e 13 della Convenzione, o la merce arriva a destinazione e i diritti del mittente a disporne si estinguono con la consegna o la richiesta di consegna del secondo esemplare della lettera di vettura; oppure la merce, perduta, non giunge al luogo stabilito e allora, mentre il mittente perde automaticamente il diritto a disporne, il destinatario, per espressa disposizione della convenzione, diventa titolare esclusivo dei diritti nascenti dal contratto, salvo che il mittente non dimostri di avere disposto il trasporto nel proprio esclusivo interesse.

2.1 Di tale valutazione si duole quindi l’esponente che, con il primo motivo di ricorso, denuncia violazione degli artt. 12 e 13 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, resa esecutiva in Italia con legge 6 dicembre 1960, n. 1521, ex art. 360, n. 3, cod. proc. civ., segnatamente contestando l’assunto secondo cui, in ogni caso di perdita della merce, il destinatario sarebbe automaticamente ed esclusivamente legittimato ad esercitare l’azione di danno, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di volontà in tale senso. Secondo la ricorrente, invece, in base alle predette norme, il destinatario è autorizzato ad agire per il ristoro dei pregiudizi subiti, ma solo una volta che – e a condizione che – manifestando la volontà di aderire alla stipulazione, sia entrato nel contratto, con correlativa estinzione di ogni facoltà in capo al mittente.

L’esposta lettura della Convenzione – aggiunge – consentirebbe, in continuità con la giurisprudenza della Corte Regolatrice, dei cui enunciati il giudice di merito avrebbe fatto malgoverno, di uniformare la disciplina del trasporto internazionale di merci su strada alla disciplina del contratto di trasporto accolta dal nostro ordinamento, improntata al principio per cui il destinatario, al quale la merce sia stata consegnata o che ne abbia chiesto la consegna, acquista tutti i diritti nascenti dal contratto, compreso quello al risarcimento del danno subito dal carico.

In ogni caso l’esclusione di qualsivoglia legittimazione attiva in capo al mittente all’esercizio delle azioni di danno sarebbe iniqua e irragionevole almeno con riferimento ai casi in cui la consegna, nel rapporti tra mittente e destinatario, sia volta a realizzare non già l’interesse di quest’ultimo, ma quello del mittente a che la cosa venga, sia pure temporaneamente, a trovarsi nella disponibilità del destinatario.

2.2 Con il secondo mezzo l’impugnante denuncia mancanza o insufficienza della motivazione con riferimento all’interpretazione del contratto intercorso tra le parti dal quale emergerebbe, a detta dell’esponente, la inequivoca volontà delle stesse di individuare nel mittente il soggetto legittimato ad agire per il risarcimento del danno conseguente alla perdita delle merci trasportate.

3 Le censure svolte nel primo mezzo sono fondate per le ragioni che seguono.

Questa Corte ha costantemente considerato criterio dirimente ai fini della individuazione del titolare del diritto all’indennizzo assicurativo, in caso di perdita o di avaria del carico occorse durante il trasporto, quello che tenga conto della incidenza del pregiudizio conseguente a tali accadimenti, e tanto sia con riferimento alla disciplina codicistica, sia con riferimento alla disciplina dettata dalla Convenzione di Ginevra (confr. Cass. civ. 17 giugno 2013, n. 15107; Cass. civ. 1 dicembre 2010, n. 24400; Cass. civ. 13 dicembre 2010, n. 25110; Cass. civ. 21 marzo 2008, n. 7672).

Più nello specifico, precisato che la normativa codicistica mantiene integra, in relazione al destinatario, la costruzione giuridica del contratto di trasporto come contratto a favore di terzi, si è affermato, con tranquillante uniformità, che la sostituzione del destinatario al mittente, nei diritti derivanti dal contratto (tra i quali pacificamente rientra quello al risarcimento del danno per perdita o avaria del carico), avviene nel momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine, legale o convenzionale per il loro arrivo, lo stesso ne richieda la riconsegna (confr. Cass. civ. 17 giugno 2013, n. 15107; Cass. civ. 4 giugno 2007, n. 12963; Cass. civ. 4 ottobre 1991, n. 10392). Nella medesima prospettiva si è anzi evidenziato che incombe sul vettore che, convenuto in giudizio dal mittente, contesti la legittimazione dello stesso, l’onere di provare l’avvenuta richiesta di riconsegna della merce da parte del destinatario, ex art. 1689 cod. civ. e la conseguente perdita della facoltà di disporne in capo all’attore (Cass. civ. 21 maggio 1998, n. 5084; Cass. civ. n. 10392/1991 cit.).

4 Ora, da tale orientamento, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice a quo, questa Corte non si è discostata neppure nella sentenza 26 ottobre 1993, n. 10621, avendo ivi per contro ribadito che la C.M.R. ha recepito la portata dell’art. 1689 cod. civ. Il solo punto in cui il citato arresto risulta difforme dalla giurisprudenza dominante è quello in cui riconosce, in via esclusiva, al destinatario la legittimazione a far valere i diritti nascenti dal contratto di trasporto anche quando sia scaduto – e perciò solo che sia scaduto – il termine in cui questa avrebbe dovuto arrivare.

Ma siffatto approdo ermeneutico è in contrasto con il chiaro dettato dell’art. 1689 cod. civ., che inequivocabilmente esige, per l’acquisto dei diritti in capo al destinatario, la richiesta di riconsegna rivolta al vettore, di talché l’affermazione non può essere, in parte qua, condivisa.

5 A non diverse conclusioni deve peraltro pervenirsi anche con riguardo al dettato degli artt. 12 e 13 della Convenzione di Ginevra, posto che, a giudizio del collegio, una corretta esegesi di tali norme non autorizza affatto la scissione della disciplina, in punto di legittimazione, a seconda dell’esito del trasporto, prefigurata dal giudice di merito, di talché le implicazioni che questo ha preteso di trarre dalla non felice formulazione delle due norme vanno al di là del segno, essendo scarsamente compatibili con il tenore letterale delle disposizioni e, al postutto, insostenibili sia sul piano logico che su quello sistematico.

6 Non è superfluo aggiungere, per puro spirito di completezza, che la Corte territoriale, pur avendo richiamato i principi enunciati dal giudice di legittimità nella sentenza 26 ottobre 1993, n. 10621, ne ha fatto un’applicazione del tutto peculiare, avendo esteso l’insorgere della legittimazione esclusiva del destinatario a far valere i diritti derivanti dal contratto di trasporto al caso in cui sia accertata la perdita del carico e non appena tale cognizione venga conseguita, conseguentemente ignorando che, nella fattispecie, neppure era maturato il termine entro il quale il trasporto avrebbe dovuto essere completato, posto che la merce andava consegnata il 27 settembre 2000, verso le ore 8, laddove essa fu trafugata verso le ore 5.50 di quel medesimo giorno.

In tale contesto, in accoglimento del primo motivo di ricorso, nel quale resta assorbito il secondo, la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio, anche per le spese del giudizio di cassazione alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che nel decidere, si atterrà al seguente principio di diritto: l’art. 13 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (c.d. C.M.R.) attribuisce, al pari dell’art. 1689 cod. civ., la titolarità del diritto all’indennizzo in ragione dell’incidenza del pregiudizio conseguente alla perdita ovvero al deterioramento delle cose trasportate. Ne deriva che la legittimazione del destinatario sussiste solo dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, lo stesso ne abbia richiesto la riconsegna al vettore.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Torino in diversa composizione.

  • Codice civile
  • (Approvato con Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262)Testo aggiornato al Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 286
  • Libro Quarto
  • Delle obbligazioni
  •  
  • Titolo III
  • Dei singoli contratti
  •  
  • Capo VIII
  • DEL TRASPORTO
  • Sezione I
  • DISPOSIZIONI GENERALI
  •  
  • Art. 1678.
  • Nozione.
  •  
  • Col contratto di trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo a un altro.
  •  
  • Art. 1679.
  • Pubblici servizi di linea.
  •  
  • Coloro che per concessione amministrativa esercitano servizi di linea per il trasporto di persone o di cose sono obbligati ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari dell’impresa, secondo le condizioni generali stabilite o autorizzate nell’atto di concessione e rese note al pubblico.
  • I trasporti devono eseguirsi secondo l’ordine delle richieste; in caso di più richieste simultanee, deve essere preferita quella di percorso maggiore.
  • Se le condizioni generali ammettono speciali concessioni, il vettore è obbligato ad applicarle a parità di condizioni a chiunque ne faccia richiesta.
  • Salve le speciali concessioni ammesse dalle condizioni generali, qualunque deroga alle medesime è nulla, e alla clausola difforme è sostituita la norma delle condizioni generali.
  •  
  • Art. 1680.
  • Limiti di applicabilità delle norme.
  •  
  • LE disposizioNi di questo capo si applicano anche ai trasporti per via d’acqua o per via d’aria e a quelli ferroviari e postali, in quanto non siano derogate dal codice della navigaZiOne e dalle leggi speciali.
  •  
  •  
  • Sezione II
  • DEL TRASPORTO DI PERSONE
  •  
  • Art. 1681.
  • Responsabilità del vettore.
  •  
  • Salva la responsabilità per il ritardo e per l’inadempimento nell’esecuzione del trasporto , il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o dell’avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.
  • Sono nulle le clausole che limitano la responsabilità del vettore per i sinistri che colpiscono il viaggiatore.
  • Le norme di questo articolo si osservano anche nei contratti di trasporto gratuito.
  •  
  •  
  • Art. 1682.
  • Responsabilità del vettore nei trasporti cumulativi.
  •  
  • Nei trasporti cumulativi ciascun vettore risponde nell’ambito del proprio percorso.
  • Tuttavia il danno per il ritardo o per l’interruzione del viaggio si determina in ragione dell’intero percorso.
  •  
  •  
  • Sezione III
  • DEL TRASPORTO DI COSE
  •  
  • Art. 1683.
  • Indicazioni e documenti che devono essere forniti al vettore.
  •  
  • Il mittente deve indicare con esattezza al vettore il nome del destinatario e il luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantità e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto.
  • Se per l’esecuzione del trasporto occorrono particolari documenti, il mittente deve rimetterli al vettore all’atto in cui consegna le cose da trasportare.
  • Sono a carico del mittente i danni che derivano dall’omissione o dall’inesattezza delle indicazioni o dalla mancata consegna o irregolarità dei documenti.
  •  
  •  
  • Art. 1684.
  • Lettera di vettura e ricevuta di carico.
  •  
  • Su richiesta del vettore, il mittente deve rilasciare una lettera di vettura con la propria sottoscrizione, contenente le indicazioni enunciate nell’articolo precedente e le condizioni convenute per il trasporto.
  • Su richiesta del mittente, il vettore deve rilasciare un duplicato della lettera di vettura con la propria sottoscrizione o, se non gli è stata rilasciata lettera di vettura, una ricevuta di carico, con le stesse indicazioni.
  • Salvo contrarie disposizioni di legge, il duplicato della lettera di vettura e la ricevuta di carico possono essere rilasciate con la clausola «all’ordine».
  •  
  •  
  • Art. 1685.
  • Diritti del mittente.
  •  
  • Il mittente può sospendere il trasporto e chiedere la restituzione delle cose, ovvero ordinarne la consegna a un destinatario diverso da quello originariamente indicato o anche disporre diversamente, salvo l’obbligo di rimborsare le spese e di risarcire i danni derivanti dal contrordine.
  • Qualora dal vettore sia stato rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico, il mittente non può disporre delle cose consegnate per il trasporto, se non esibisce al vettore il duplicato o la ricevuta per farvi annotare le nuove indicazioni. Queste devono essere sottoscritte dal vettore.
  • Il mittente non può disporre delle cose trasportate dal momento in cui esse sono passate a disposizione del destinatario.
  •  
  •  
  • Art. 1686.
  • Impedimenti e ritardi nell’esecuzione del trasporto.
  •  
  • Se l’inizio o la continuazione del trasporto sono impediti o soverchiamente ritardati per causa non imputabile al vettore, questi deve chiedere immediatamente istruzioni al mittente, provvedendo alla custodia delle cose consegnategli.
  • Se le circostanze rendono impossibile la richiesta di istruzioni al mittente o se le istruzioni non sono attuabili, il vettore può depositare le cose a norma dell’articolo 1514, o, se sono soggette a rapido deterioramento, può farle vendere a norma dell’articolo 1515. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
  • Il vettore ha diritto al rimborso delle spese. Se il trasporto è stato iniziato, egli ha diritto anche al pagamento del prezzo in proporzione del percorso compiuto, salvo che l’interruzione del trasporto sia dovuta alla perdita totale delle cose derivante da caso fortuito.
  •  
  •  
  • Art. 1687.
  • Riconsegna delle merci.
  •  
  • Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalità indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi.
  • Se la riconsegna non deve eseguirsi presso il destinatario, il vettore deve dargli prontamente avviso dell’arrivo delle cose trasportate.
  • Se dal mittente è stata rilasciata una lettera di vettura, il vettore deve esibirla al destinatario.
  •  
  •  
  • Art. 1688.
  • Termine di resa.
  •  
  • Il termine di resa, quando sono indicati più termini parziali, è determinato dalla somma di questi.
  •  
  •  
  • Art. 1689.
  • Diritti del destinatario.
  •  
  • I diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore.
  • Il destinatario non può esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto e degli assegni da cui le cose trasportate sono gravate. Nel caso in cui l’ammontare delle somme dovute sia controverso, il destinatario deve depositare la differenza contestata presso un istituto di credito.
  •  
  •  
  • Art. 1690.
  • Impedimenti alla riconsegna.
  •  
  • Se il destinatario è irreperibile ovvero rifiuta o ritarda a chiedere la riconsegna delle cose trasportate, il vettore deve domandare immediatamente istruzioni al mittente e si applicano le disposizioni dell’articolo 1686.
  • Se sorge controversia tra più destinatari o circa il diritto del destinatario alla riconsegna o circa l’esecuzione di questa, ovvero se il destinatario ritarda a ricevere le cose trasportate, il vettore può depositarle a norma dell’articolo 1514 o, se sono soggette a rapido deterioramento, può farle vendere a norma dell’articolo 1515 per conto dell’avente diritto. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
  •  
  •  
  • Art. 1691.
  • Lettera di vettura o ricevuta di carico all’ordine.
  •  
  • Se il vettore ha rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura all’ordine o la ricevuta di carico all’ordine, i diritti nascenti dal contratto verso il vettore si trasferiscono mediante girata del titolo.
  • In tal caso il vettore è esonerato dall’obbligo di dare avviso dell’arrivo delle cose trasportate, salvo che sia stato indicato un domiciliatario nel luogo di destinazione, e l’indicazione risulti dal duplicato della lettera di vettura o dalla ricevuta di carico.
  • Il possessore del duplicato della lettera di vettura all’ordine o della ricevuta di carico all’ordine, deve restituire il titolo al vettore all’atto della riconsegna delle cose trasportate.
  •  
  •  
  • Art. 1692.
  • Responsabilità del vettore nei confronti del mittente.
  •  
  • Il vettore che esegue la riconsegna al destinatario senza riscuotere i propri crediti o gli assegni da cui è gravata la cosa, o senza esigere il deposito della somma controversa , è responsabile verso il mittente dell’importo degli assegni dovuti al medesimo e non può rivolgersi a quest’ultimo per il pagamento dei propri crediti, salva l’azione verso il destinatario.
  •  
  •  
  • Art. 1693.
  • Responsabilità per perdita e avaria.
  •  
  • Il vettore è responsabile della perdita e dell’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l’avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario.
  • Se il vettore accetta le cose da trasportare senza riserve, si presume che le cose stesse non presentino vizi apparenti d’imballaggio.
  •  
  •  
  • Art. 1694.
  • Presunzioni di fortuito.
  •  
  • Sono valide le clausole che stabiliscono presunzioni di caso fortuito per eventi che normalmente, in relazione ai mezzi e alle condizioni del trasporto, dipendono da caso fortuito.
  •  
  •  
  • Art. 1695.
  • Calo naturale.
  •  
  • Per le cose che, data la loro particolare natura, sono soggette durante il trasporto a diminuzione nel peso o nella misura, il vettore risponde solo delle diminuzioni che oltrepassano il calo naturale, a meno che il mittente o il destinatario provi che la diminuzione non è avvenuta in conseguenza della natura delle cose o che per le circostanze del caso non poteva giungere alla misura accertata.
  • Si deve tener conto del calo separatamente per ogni collo.
  •  
  •  
  • Art. 1696.
  • Calcolo del danno in caso di perdita o di avaria.
  •  
  • Il danno derivante da perdita o da avaria si calcola secondo il prezzo corrente delle cose trasportate nel luogo e nel tempo della riconsegna.
  • Il risarcimento dovuto dal vettore non può essere superiore a un euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata nei trasporti nazionali ed all’importo di cui all’articolo 23, comma 3, della Convenzione per il trasporto stradale di merci, ratificata con legge 6 dicembre 1960, n. 1621, e successive modificazioni, nei trasporti internazionali (1).
  • La previsione di cui al comma precedente non è derogabile a favore del vettore se non nei casi e con le modalità previste dalle leggi speciali e dalle convenzioni internazionali applicabili (1).
  • Il vettore non può avvalersi della limitazione della rEspoNsabilitàprevista a suo favore dal presente articolo ove sia fornita la prova che la perdita o l’avaria della merce sono stati determinati da dolo o colpa grave del vettore o dei suoi dipendenti e preposti, ovvero di ogni altro soggetto di cui egli si sia avvalso per l’esecuzione del trasporto, quando tali soggetti abbiano agito nell’eserciZio delle loro funziOni (1).
  •  
  •  
  • Art. 1697.
  • Accertamento della perdita e dell’avaria.
  •  
  • Il destinatario ha diritto di fare accertare a sue spese, prima della riconsegna, l’identità e lo stato delle cose trasportate.
  • Se la perdita o l’avaria esiste, il vettore deve rimborsargli le spese.
  • Salvo diverse disposizioni della legge, la perdita e l’avaria si accertano nei modi stabiliti dall’articolo 696 del codice di procedura civile.
  •  
  •  
  • Art. 1698.
  • Estinzione dell’azione nei confronti del vettore.
  •  
  • Il ricevimento senza riserve delle cose trasportate col pagamento di quanto è dovuto al vettore estingue le azioni derivanti dal contratto, tranne il caso di dolo o colpa grave del vettore. Sono salve le azioni per perdita parziale o per avaria non riconoscibili al momento della riconsegna, purché in quest’ultimo caso il danno sia denunziato appena conosciuto e non oltre otto giorni dopo il ricevimento.
  •  
  •  
  • Art. 1699.
  • Trasporto con rispedizione della merce.
  •  
  • Se il vettore si obbliga di far proseguire le cose trasportate, oltre le proprie linee, per mezzo di vettori successivi, senza farsi rilasciare dal mittente una lettera di vettura diretta fino al luogo di destinazione, si presume che egli assuma, per il trasporto oltre le proprie linee, gli obblighi di uno spedizioniere.
  •  
  •  
  • Art. 1700.
  • Trasporto cumulativo.
  •  
  • Nei trasporti che sono assunti cumulativamente da più vettori successivi con unico contratto, i vettori rispondono in solido per l’esecuzione del contratto dal luogo originario di partenza fino al luogo di destinazione.
  • Il vettore chiamato a rispondere di un fatto non proprio può agire in regresso contro gli altri vettori, singolarmente o cumulativamente. Se risulta che il fatto dannoso è avvenuto nel percorso di uno dei vettori, questi è tenuto al risarcimento integrale; in caso contrario, al risarcimento sono tenuti tutti i vettori in parti proporzionali ai percorsi, esclusi quei vettori che provino che il danno non è avvenuto nel proprio percorso.
  •  
  •  
  • Art. 1701.
  • Diritto di accertamento dei vettori successivi.
  •  
  • I vettori successivi hanno diritto di far dichiarare, nella lettera di vettura o in atto separato, lo stato delle cose da trasportare al momento in cui sono loro consegnate. In mancanza di dichiarazione, si presume che le abbiano ricevute in buono stato e conformi alla lettera di vettura.
  •  
  •  
  • Art. 1702.
  • Riscossione dei crediti da parte dell’ultimo vettore.
  •  
  • L’ultimo vettore rappresenta i vettori precedenti per la riscossione dei rispettivi crediti che nascono dal contratto di trasporto e per l’esercizio del privilegio sulle cose trasportate.
  • Se egli omette tale riscossione o l’esercizio del privilegio, è responsabile verso i vettori precedenti per le somme loro dovute, salva l’azione contro il destinatario.
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