Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

INCIDENTE STRADALE CONCORSO DI COLPA CINTURE SICUREZZA cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

INCIDENTE STRADALE CONCORSO

DI COLPA CINTURE SICUREZZA

 

 

 

cinture sicurezza concorso colpa

 

cinture di sicurezza concorso di colpa

 

cinture di sicurezza concorso colposo

 

cinture di sicurezza e concorso di colpa

 

mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

 

INCIDENTE STRADALE CONCORSO DI COLPA CINTURE SICUREZZA cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpaAfferma la Suprema Corte:

 

E’ vero che questa Corte, con orientamento ormai consolidato, ha stabilito il principio che nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, il giudice di merito ha l’obbligo di adottare il criterio equitativo predisposto dal Tribunale di Milano, in quanto idoneo a garantire la parità di trattamento (Sez. 3, Sentenza n. 12408 del 07/06/2011, Rv. 618048).

Tuttavia ha anche soggiunto che “l’avere assunto (. ..) la tabella milanese a parametro in linea generale attestante la conformità della valutazione equitativa del danno in parola alle disposizioni di cui all’art. 1226 c. c. e art. 2056 c.c., comma 1, non comporterà la ricorribilità in cassazione, per violazione di legge, delle sentenze d’appello che abbiano liquidato il danno in base a diverse tabelle per il solo fatto che non sia stata applicata la tabella di Milano e che la liquidazione sarebbe stata di maggiore entità se fosse stata effettuata sulla base dei valori da quella indicati.

Perché il ricorso non sia dichiarato inammissibile per la novità della questione posta non sarà infatti sufficiente che in appello sia stata prospettata l’inadeguatezza della liquidazione operata dal primo giudice, ma occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano; e che, inoltre, nei giudizi svoltisi in luoghi diversi da quelli nei quali le tabelle milanesi sono comunemente adottate, quelle tabelle abbia anche versato in atti. In tanto, dunque, la violazione della regula iuris potrà essere fatta valere in sede di legittimità ex art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto la questione sia stata specificamente posta nel giudizio di merito”.

Nel presente giudizio la ricorrente non risulta avere sollevato la questione in esame nel giudizio d’appello, né risulta avere mai depositato in quel grado di giudizio la c.d. “tabella” milanese; ovvero – il che, ai fini dell’inammissibilità del ricorso, conduce al medesimo risultato – ha mai indicato nel proprio ricorso quando e dove abbia sollevato la suddetta quesitone o depositato il suddetto documento.

  1. E’ vero che questa Corte, con orientamento ormai consolidato, ha stabilito il principio che nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, il giudice di merito ha l’obbligo di adottare il criterio equitativo predisposto dal Tribunale di Milano, in quanto idoneo a garantire la parità di trattamento (Sez. 3, Sentenza n. 12408 del 07/06/2011, Rv. 618048).

 

 

 

  1. Tuttavia ha anche soggiunto che “l’avere assunto (. ..) la tabella milanese a parametro in linea generale attestante la conformità della valutazione equitativa del danno in parola alle disposizioni di cui all’art. 1226 c. c. e art. 2056 c.c., comma 1, non comporterà la ricorribilità in cassazione, per violazione di legge, delle sentenze d’appello che abbiano liquidato il danno in base a diverse tabelle per il solo fatto che non sia stata applicata la tabella di Milano e che la liquidazione sarebbe stata di maggiore entità se fosse stata effettuata sulla base dei valori da quella indicati.

 

 

 

  1. Perché il ricorso non sia dichiarato inammissibile per la novità della questione posta non sarà infatti sufficiente che in appello sia stata prospettata l’inadeguatezza della liquidazione operata dal primo giudice, ma occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano; e che, inoltre, nei giudizi svoltisi in luoghi diversi da quelli nei quali le tabelle milanesi sono comunemente adottate, quelle tabelle abbia anche versato in atti. In tanto, dunque, la violazione della regula iuris potrà essere fatta valere in sede di legittimità ex art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto la questione sia stata specificamente posta nel giudizio di merito”.

 

 

 

  1. Nel presente giudizio la ricorrente non risulta avere sollevato la questione in esame nel giudizio d’appello, né risulta avere mai depositato in quel grado di giudizio la c.d. “tabella” milanese; ovvero – il che, ai fini dell’inammissibilità del ricorso, conduce al medesimo risultato – ha mai indicato nel proprio ricorso quando e dove abbia sollevato la suddetta quesitone o depositato il suddetto documento.

 

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 ottobre 2015 – 8 gennaio 2016, n. 126

Presidente Petti – Relatore Rossetti

Svolgimento del processo

  1. L’8.6.2002 P.A. patì danni alla persona in conseguenza di un sinistro stradale, allorché era trasportata su un veicolo di proprietà di F.S. ed assicurato dalla Genertel s.p.a..

  2. Per ottenere il risarcimento dei danni convenne dinanzi al Tribunale di Palermo F.S. e la Genertel.

Il Tribunale di Palermo accolse [a domanda con sentenza 11.1.2008, attribuendo però alla vittima un concorso di colpa per non avere usato la cintura di sicurezza.

Il Tribunale escluse, altresì, l’esistenza d’un danno patrimoniale da lucro cessante, per perdita del lavoro o riduzione della capacità di guadagno.

  1. La Corte d’appello di Palermo, con sentenza 23.11.2011, rigettò il gravame proposto da P.A..

  2. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da P.A., sulla base di tre motivi.

RISARCIMENTO DANNI DA INCIDENTE STRADALE? DA INCIDENTE IN MOTO ?COME OTTENERLI
Sinistri DANNI DA INCIDENTE STRADALE? DA INCIDENTE IN MOTO ?COME OTTENERLI

La Genertel ha partecipato, per il tramite del proprio legale, all’udienza di discussione.

Motivi della decisione

  1. Questioni preliminari.

1.1. II ricorso è stato notificato a F.S., litisconsorte necessario, a mezzo dei servizio postale. La ricorrente, tuttavia, non risulta avere depositato in atti l’avviso di ricevimento attestante la regolarità e tempestività della notificazione.

Nondimeno, essendo per quanto si dirà il ricorso manifestamente infondato, è superfluo disporre la rinnovazione della notificazione, in ossequio al principio di ragionevole durata del processo, in virtù del quale è inutile ordinare il compimento di attività processuali pur necessarie, quando il compimento di esse non potrebbe in alcun caso condurre a decisioni diverse da quella concretamente adottata (come ripetutamente affermato da questa Corte, anche a Sezioni Unite: in tal senso, ex plurimis, Sez. U, Sentenza n. 21670 del 23/09/2013, Rv. 627449; Sez. 3, Sentenza n. 12995 del 24/05/2013, Rv. 626808; Sez. 1, Sentenza n. 14 del 02/01/2014, Rv. 629803).

  1. II primo motivo di ricorso.

2.1. Col primo motivo di ricorso la ricorrente lamenta che la sentenza impugnata sarebbe affetta sia da un vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c. (si lamenta, in particolare, la violazione dell’art. 2043 c.c.); sia da un vizio di motivazione, ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dall’art. 54 d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134). Si deduce, al riguardo, che la Corte d’appello avrebbe errato nel ritenere provato che la vittima non avesse le cinture, ed in ogni caso nel determinare la percentuale di colpa ad essa ascrivibile in misura pari al 30%.

2.2. Nella parte in cui lamenta la violazione di legge il ricorso è manifestamente infondato, posto che stabilire se la vittima d’un sinistro stradale, al momento del fatto, avesse o non avesse le cinture di sicurezza allacciata, ed in quanta parte l’eventuale omissione di tale cautela abbia concausato il sinistro, costituiscono altrettanti accertamenti di fatto, non certo valutazioni in iure.

Nella parte in cui lamenta il vizio di motivazione il motivo è inammissibile.

AVVOCATO MALASANITÀ'

avvocato malasanità Bologna, studio legale avvocato Sergio Armaroli

Il vizio di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione, di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. (nel testo applicabile ratione temporis al presente giudizio, ovvero quello anteriore alle modifiche introdotte dall’art. 54 d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134) può sussistere solo quando nel ragionamento del giudice di merito sia riscontrabile il mancato o insufficiente esame di punti decisivi della controversia, ovvero un insanabile contrasto tra le argomentazioni adottate, tale da non consentire l’identificazione del procedimento logico giuridico posto a base della decisione.

Questo vizio tuttavia non può dirsi sussistente solo perché il giudice non abbia preso in esame, nella motivazione della sentenza, alcune fonti di prova: infatti il giudice di merito, al fine di adempiere all’obbligo della motivazione, non è tenuto a valutare singolarmente tutte le risultanze processuali e a confutare tutte le argomentazioni prospettate dalle parti, ma è invece sufficiente che, dopo avere vagliato le une e le altre nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il proprio convincimento, dovendosi ritenere disattesi, per implicito, tutti gli altri rilievi e circostanze che, sebbene non menzionati specificamente, sono logicamente incompatibili con la decisione adottata. Ove il giudice di merito faccia ciò, la Corte di Cassazione non ha il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione del giudice del merito.

Da questi princìpi pacifici discende che non può chiedersi al giudice di legittimità una valutazione delle prove ulteriore e diversa rispetto a quella adottata dal giudice di merito. Il sindacato della Corte è infatti limitato a valutare se la motivazione adottata dal giudice di merito sia esistente, coerente e consequenziale: accertati tali requisiti, nulla rileva che le prove raccolte si sarebbero potute teoricamente valutare in altro modo.

Nel caso di specie, il giudice di merito ha motivato la propria decisione indicando le fonti di prova utilizzate; spiegando le ragioni per le quali non ha creduto al testimone secondo cui la vittima aveva le cinture allacciate (così la sentenza impugnata, pp. 3-4); ed illustrando le contrarie ragioni di logica e di fisica che dovevano invece condurre alla conclusione opposta, sulla base dei tipo di danni patiti dalla vittima e della dinamica del sinistro. Si tratta, dunque, d’una motivazione non inesistente, non illogica e non contraddittoria.

Stabilire, poi, se essa fosse anche l’unica consentita dalle prove raccolte e questione non prospettabile in questa sede.

  1. Il secondo motivo di ricorso.

3.1. Anche col secondo motivo di ricorso la ricorrente lamenta che la sentenza impugnata sarebbe affetta sia da un vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c. (si lamenta, in particolare, la violazione dell’art. 2729 c.c.); sia da un vizio di motivazione, ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dall’art. 54 d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134). Si deduce, al riguardo, che la Corte d’appello avrebbe errato nell’escludere che il danno patito da P.A. potesse avere ripercussioni sulla sua capacità di lavoro e di guadagno.

3.2. II motivo è infondato.

INCIDENTE STRADALE CONCORSO DI COLPA CINTURE SICUREZZA cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

INCIDENTE STRADALE CONCORSO DI COLPA CINTURE SICUREZZA cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

La Corte d’appello ha affermato che i postumi permanenti patiti dalla vittima potranno rendere solo più difficoltosa la prestazione lavorativa, senza impedirla in tutto od in parte; che questo costituisce un danno biologico; che la vittima venne comunque assunta dopo il sinistro, e non era dato sapere se sia stata lei a rinunciare volontariamente all’impiego, per cause diverse dai postumi residuati al sinistro.

Quella appena riassunta è una motivazione corretta in diritto, in quanto la maggiore difficoltà nello svolgimento del lavoro, senza ripercussioni sul reddito, è un danno di tipo biologico (lesione della cenestesi lavorativa), del quale tenere conto nella monetizzazione di quest’ultimo (ex multis, Sez. 3, Sentenza n. 5840 del 24/03/2004, Rv. 571461): né la ricorrente ha impugnato la sentenza di primo grado dolendosi di una sottostima del pregiudizio alla salute, per non essersi tenuto conto del pregiudizio alla cenestesi lavorativa.

  1. II terzo motivo di ricorso.

4.1. Anche col terzo motivo di ricorso la ricorrente lamenta che la sentenza impugnata sarebbe affetta sia da un vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c. (si lamenta, in particolare, la violazione degli artt. 1226, 1227, 2056 c.c.); sia da un vizio di motivazione, ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dall’art. 54 d.I. 22 giugno 2012, n. 83, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 134).

Si deduce, al riguardo, che la Corte d’appello avrebbe commesso l’errore di liquidare il danno alla salute con criteri diversi da quelli risultanti dalle tabelle uniformi predisposte dal Tribunale di Milano, da ritenersi l’unico corretto criterio di liquidazione.

4.2. II motivo è inammissibile.

E’ vero che questa Corte, con orientamento ormai consolidato, ha stabilito il principio che nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, il giudice di merito ha l’obbligo di adottare il criterio equitativo predisposto dal Tribunale di Milano, in quanto idoneo a garantire la parità di trattamento (Sez. 3, Sentenza n. 12408 del 07/06/2011, Rv. 618048).

Tuttavia ha anche soggiunto che “l’avere assunto (. ..) la tabella milanese a parametro in linea generale attestante la conformità della valutazione equitativa del danno in parola alle disposizioni di cui all’art. 1226 c. c. e art. 2056 c.c., comma 1, non comporterà la ricorribilità in cassazione, per violazione di legge, delle sentenze d’appello che abbiano liquidato il danno in base a diverse tabelle per il solo fatto che non sia stata applicata la tabella di Milano e che la liquidazione sarebbe stata di maggiore entità se fosse stata effettuata sulla base dei valori da quella indicati.

Perché il ricorso non sia dichiarato inammissibile per la novità della questione posta non sarà infatti sufficiente che in appello sia stata prospettata l’inadeguatezza della liquidazione operata dal primo giudice, ma occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano; e che, inoltre, nei giudizi svoltisi in luoghi diversi da quelli nei quali le tabelle milanesi sono comunemente adottate, quelle tabelle abbia anche versato in atti. In tanto, dunque, la violazione della regula iuris potrà essere fatta valere in sede di legittimità ex art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto la questione sia stata specificamente posta nel giudizio di merito”.

Nel presente giudizio la ricorrente non risulta avere sollevato la questione in esame nel giudizio d’appello, né risulta avere mai depositato in quel grado di giudizio la c.d. “tabella” milanese; ovvero – il che, ai fini dell’inammissibilità del ricorso, conduce al medesimo risultato – ha mai indicato nel proprio ricorso quando e dove abbia sollevato la suddetta quesitone o depositato il suddetto documento.

  1. Le spese.

Le spese del presente grado di giudizio vanno a poste a carico della ricorrente, ai sensi dell’art. 385, comma 1, c.p.c., e sono liquidate nel dispositivo.

P.Q.M.

la Corte di cassazione, visto l’art. 380 c.p.c.:

(-) rigetta il ricorso;

-) condanna P.A. alla rifusione in favore di Genertel s.p.a. delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano nella somma di euro 1.800, di cui 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forlettarie ex art. 2, comma 2, d.m. 10.3.2014 n. 55.

 cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

INCIDENTE STRADALE CONCORSO DI COLPA CINTURE SICUREZZA cinture sicurezza concorso colpa cinture di sicurezza concorso di colpa cinture di sicurezza concorso colposo cinture di sicurezza e concorso di colpa mancato uso cinture di sicurezza concorso di colpa

Avvocati Bologna lavoro, avvocati Bologna per separazione, avvocati Bologna penale,avvocati Bologna risarcimento danni ,avvocati bologna civile, avvocati Bologna divorzio, avvocati Bologna impugnazione testamento, avvocati Bologna consulenza

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO BOLOGNA ROVIGO PADOVA VICENZA SENTENZA TRIB ROVIGO considerato che, previa autorizzazione del Tribunale ai sensi dell’art. 161, VII comma l.f., la ricorrente ha risolto il contratto preliminare di vendita – con ciò escludendo i rilievi del Tribunale di inammissibilità – previsto che la aggiudicazione della azienda a soggetto terzo determini ipso iure la risoluzione del contratto di affitto e l’obbligo di immediata restituzione (con pagamento di una penale per ogni giorno di ritardo) e depositato una proposta irrevocabile di acquisto da parte della “M. s.r.l.” – subordinatamente alla avvenuta omologazione – di acquisto del ramo di azienda alla somma complessiva di € 601.000,00, attraverso un pagamento rateale ed un riscatto finale al 30 settembre 2019 per euro 506.500,00, mantenendosi la proprietà in capo alla ricorrente sino all’integrale pagamento del prezzo (attraverso il c.d. patto di riservato dominio) così da garantire nella misura massima i creditori concordatari;

» AVVOCATO DIVORZISTA BOLOGNA E PROVINCIA AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA La prova per l’accertamento della violazione dei doveri matrimoniali, ai fini della dichiarazione di addebito, risulta spesso assai ardua e si deve necessariamente ricorrere ad elementi indiretti ed indiziari.

» MEDICINA BUDRIO BOLOGNA QUANTO RISARCIRE AI PARENTI FAMIGLIARI INCIDENTE MORTALE MASSIMALE ASSICURAZIONE risarcimento morte incidente stradale tabelle risarcimento incidente stradale mortale tempi sinistro mortale risarcimento nipoti risarcimento morte fratello indennizzo incidente stradale tabelle risarcimento danni incidente stradale mortale prescrizione calcolo danno morte sinistro stradale atto di citazione sinistro stradale mortale

» Malasanita’ danno la responsabilità medica: cosa è e come funziona Il medico, è responsabile di eventuali danni cagionati con la conseguenza che il danneggiato ha diritto a un risarcimento.

» AMMINISTRATORI RESPONSABILITA’ EX ART 2392 CC ,AVVOCATO PER AZIONE RESPONSABILITA’ AMMINISTRATORI Mentre l’azione sociale è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla violazione dei doveri dell’amministratore, ed ha quindi natura contrattuale, quella dei creditori è azione extracontrattuale, in quanto diretta ad ottenere dagli amministratori, a titolo di risarcimento, l’equivalente della prestazione che per loro colpa la società non è in grado di adempiere. Tale diversità di natura si riflette sull’onere della prova in ordine alla colpa degli amministratori, che in caso di responsabilità aquilana è a carico del curatore secondo il modello dell’art. 2043 c.c., mentre nell’azione contrattuale si presume a norma dell’art. 1218 c.c.

» AVVOCATO PER AZIONE DI RESPONSABILITÀ EX ART. 2476 C.C. ED AZIONE SOCIALE DI RESPONSABILITÀ EX ART. 2394 C.C L’amministratore che deduca di non avere partecipato agli atti di gestione comunque risponde dell’amministrazione societaria, avendo egli, quale amministratore ed indipendentemente dal suo compimento di atti di amministrazione, l’onere di verificare, anche di sua iniziativa, la regolarità degli atti compiuti dal coamministratore. Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società. Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa e, essendo a cognizione che l’atto si stava per compiere, abbiano fatto constare del proprio dissenso.

» Fallimento – Azione di responsabilità contro amministratori e sindaci esercitata dal curatore – Caratteristiche – Esercizio di entrambe le azioni di cui agli articoli 2393 e 2394 c.c. – Prescrizione – Decorrenza – Insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei creditori – Manifestazione del decremento patrimoniale

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna