Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

VIOLENZA SESSUALE attendibilità della deposizione della persona offesa

VIOLENZA SESSUALE attendibilità della deposizione della persona offesa

 

Contratti-compravendita-immobiliare

Con sentenza emessa in data 8.1.2008, il Tribunale di Viterbo ha dichiarato M.N. colpevole dei reati del reato previsto e punito dagli artt. 81 e 609 bis c.p. (capo A) per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, costretto Ma.An.Ma. a subire, mediante violenza consistita nell’impedirle movimenti e minacce, atti sessuali consistiti nello strusciarsi addosso toccandole il seno e varie parti del corpo, facendo precedere e seguire tali atti da parole e discorsi dal contenuto osceno e per averle lasciato all’interno di una busta paga un biglietto manoscritto recante la frase “una seghetta domenica” a cui erano spillate Euro 30,00, nonché del reato di cui, cioè, dei reati ex artt. 586 e 590 c.p. per aver cagionato a Ma.An.Ma. , quale conseguenza non voluta del delitto di cui al capo A), lesioni personali, in particolare una malattia diagnosticata quale depressione reattiva con elementi di disturbo post-traumatico da stress di durata superiore a giorni quaranta, (capo B).

 

Quanto al biglietto in questione, correttamente viene giudicata inattendibile dai giudici di merito la versione offerta dall’imputato secondo cui il testo doveva essere considerato parte di una frase più estesa e priva di riferimenti sessuali. Invero, rilevano i giudici di merito, la circostanza che la frase sia vergata proprio al centro del foglio implica l’impossibilità che detta espressione potesse formare oggetto di un discorso più articolato.

Parimenti inammissibile è anche il secondo motivo di ricorso proposto in quanto manifestamente infondato. I giudici di merito, difatti, hanno correttamente collocato la condotta criminosa posta in essere dall’imputato nell’ambito della fattispecie incriminatrice di cui all’art. 609 bis c.p., richiamando puntualmente il principio di diritto affermato da questa Corte sul punto, secondo cui “integra il reato di violenza sessuale e non quello di molestia sessuale (art. 660 cod. pen.) la condotta consistente nel toccamento non casuale dei glutei, ancorché sopra i vestiti, essendo configurabile la contravvenzione solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento invasivo ed insistito diversi dall’abuso sessuale. Se dalle espressioni verbali si passa ai toccamenti a sfondo sessuale, il delitto assume la forma tentata o consumata a seconda della natura del contatto e delle circostanze del caso” (Cass. Sez. III sentenza n. 27042 del 2010).

Manifestamente infondata è infine anche la terza doglianza mossa con riferimento al vizio motivazionale inerente il nesso di causalità tra gli abusi subiti dalla persona offesa e la malattia conseguitane. I giudici di merito hanno difatti adeguatamente e logicamente motivato sul punto in esame, richiamando puntualmente le deposizioni rese dalla Dott.ssa T. e dal Dott. m. che ebbero in cura la persona offesa all’indomani dei fatti di cui all’imputazione, riscontrando e diagnosticando un disturbo post-traumatico da stress. I medesimi, in particolare, riferivano che la depressione ansiosa della donna si accentuava con i temi della sessualità essendo ricollegabile agli abusi subiti.

 

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE 

SEZIONE III PENALE

Sentenza 15 giugno 2015, n. 24895

 

Ritenuto in fatto

Con sentenza emessa in data 8.1.2008, il Tribunale di Viterbo ha dichiarato M.N. colpevole dei reati del reato previsto e punito dagli artt. 81 e 609 bis c.p. (capo A) per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, costretto Ma.An.Ma. a subire, mediante violenza consistita nell’impedirle movimenti e minacce, atti sessuali consistiti nello strusciarsi addosso toccandole il seno e varie parti del corpo, facendo precedere e seguire tali atti da parole e discorsi dal contenuto osceno e per averle lasciato all’interno di una busta paga un biglietto manoscritto recante la frase “una seghetta domenica” a cui erano spillate Euro 30,00, nonché del reato di cui, cioè, dei reati ex artt. 586 e 590 c.p. per aver cagionato a Ma.An.Ma. , quale conseguenza non voluta del delitto di cui al capo A), lesioni personali, in particolare una malattia diagnosticata quale depressione reattiva con elementi di disturbo post-traumatico da stress di durata superiore a giorni quaranta, (capo B).

L’imputato, riconosciuta l’attenuante di cui all’art. 609, comma 3, c.p. e le attenuanti generiche, applicato l’aumento per la continuazione, è stato condannato alla pena di anni due e mesi due di reclusione.

Proposto appello da parte dell’imputato, la Corte di Appello di Roma, con sentenza del 22.10.2013, ha ridotto la pena ad anni uno e mesi dieci di reclusione, concedendo i doppi benefici ed ha confermato nel resto l’impugnata sentenza.

Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l’imputato, a mezzo del difensore di fiducia, deducendo i seguenti motivi:

1) illogicità della motivazione in punto di attendibilità della deposizione della persona offesa. Assume in proposito la difesa che i giudici di merito hanno posto a fondamento del loro convincimento le dichiarazioni della persona offesa senza effettuare un rigoroso vaglio della loro attendibilità, benché esse siano confuse, contraddittorie, prive di riscontri e, in alcuni casi, smentite dalle deposizioni dei testi. La Ma. ha descritto quattro episodi in cui si sarebbe concretizzata la condotta criminosa contestata all’imputato; a questi episodi nessuno avrebbe assistito e la teste de relato R., alla quale la persona offesa avrebbe confidato le avances sessuali dell’imputato, ha negato di averle subite anche lei quando lavorava nello stesso esercizio commerciale gestito dal M., ridimensionando i suoi comportamenti, a suo dire improntati a leggerezza, immaturità, ma non espressione della volontà di abusare sessualmente della donna.

2) illogicità della motivazione con riguardo alla configurabilità del contestato reato di violenza sessuale, potendo al più ravvisarsi nella condotta dell’imputato il reato di molestie sessuali. Assume in proposito la difesa che la stessa parte offesa, in sede di deposizione dibattimentale, ha tratteggiato il comportamento dell’imputato con espressioni che lo riconducono nell’alveo del più lieve reato di molestie, dichiarando “faceva un po’ così, faceva lo stupidino”, quasi a voler indicare l’esistenza di un rapporto confidenziale con l’uomo, che esclude la condotta contestata.

3) Illogicità della motivazione per travisamento delle risultanze istruttorie.

Lamenta la difesa che i giudici non hanno motivato circa l’esistenza di un nesso di causalità tra la patologia diagnosticata alla parte offesa e gli abusi sessuali, omettendo di dare conto del ragionamento logico-giuridico seguito per pervenire alla conclusione della riconducibilità dello stato psicologico della persona offesa alla condotta contestata all’imputato.

Ritenuto in diritto

Il ricorso è inammissibile in quanto propone censure di merito non sottoponibili al vaglio di questa Corte di legittimità. Esso è difatti incentrato su una nuova valutazione, richiesta alla Corte di Cassazione, degli elementi di fatto acquisiti al giudizio sul presupposto della asserita inattendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa.

Si richiamano a tale riguardo i principi enunciati dalla Suprema Corte in materia secondo i quali il controllo sulla motivazione demandato al giudice di legittimità resta circoscritto, in ragione dell’espressa previsione dell’art. 606 co. 1 lett. e) c.p.p., al solo accertamento della congruità e coerenza dell’apparato argomentativo, con riferimento a tutti gli elementi acquisiti nel corso del processo, e non può risolversi in una diversa lettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione o della autonoma scelta di nuovi e diversi criteri di giudizio in ordine alla ricostruzione e valutazione dei fatti. Ne consegue che, laddove le censure del ricorrente non siano tali da scalfire la logicità e coerenza della motivazione del provvedimento impugnato, queste devono ritenersi inammissibili perché proposte per motivi diversi da quelli consentiti, in quanto non riconducibili alla categoria di cui al richiamato art. 606 co. 1 lett. e). (Cass. S.U.n.12 del 31.5.00, S.U. n.47289 del 24.9.03, sez III n.40542 del 12.10.07, sez IV n.4842 del 2.12.03).

Fatta questa doverosa premessa sui limiti del sindacato di legittimità, ritiene questo Collegio che la sentenza impugnata, nell’esame integrato con quella di primo grado, al quale fa rinvio per relationem quanto alla descrizione del fatto, alla illustrazione della deposizione della parte offesa e delle altre risultanze istruttorie, contenga una convincente motivazione della credibilità della parte offesa.

I giudici di merito, difatti, correttamente evidenziano la credibilità della teste parte offesa Ma. per l’assenza di ragioni di malanimo nei confronti dell’imputato, di qualsiasi risentimento che trapeli nel racconto, per la puntuale, circostanziata descrizione degli eventi e per la corretta concatenazione logica nel narrato.

La versione della persona offesa trova peraltro riscontro nella deposizione dei testi escussi fra i quali il teste L., appartenente all’arma dei Carabinieri, che ha riferito su fatti ai quali ha assistito personalmente, quali la conversazione tra la persona offesa e la teste R. all’indomani della presentazione della denuncia, le testi D.M. e F., quest’ultima dipendente del ristorante, le quali hanno riferito di aver appreso dalla Ma. la condotta posta in essere nei suoi riguardi dal datore di lavoro. La D.M., poi, ha confermato di aver visto direttamente il biglietto scritto dall’imputato riportante la frase “seghetta domenica”.

Quanto al biglietto in questione, correttamente viene giudicata inattendibile dai giudici di merito la versione offerta dall’imputato secondo cui il testo doveva essere considerato parte di una frase più estesa e priva di riferimenti sessuali. Invero, rilevano i giudici di merito, la circostanza che la frase sia vergata proprio al centro del foglio implica l’impossibilità che detta espressione potesse formare oggetto di un discorso più articolato.

Parimenti inammissibile è anche il secondo motivo di ricorso proposto in quanto manifestamente infondato. I giudici di merito, difatti, hanno correttamente collocato la condotta criminosa posta in essere dall’imputato nell’ambito della fattispecie incriminatrice di cui all’art. 609 bis c.p., richiamando puntualmente il principio di diritto affermato da questa Corte sul punto, secondo cui “integra il reato di violenza sessuale e non quello di molestia sessuale (art. 660 cod. pen.) la condotta consistente nel toccamento non casuale dei glutei, ancorché sopra i vestiti, essendo configurabile la contravvenzione solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento invasivo ed insistito diversi dall’abuso sessuale. Se dalle espressioni verbali si passa ai toccamenti a sfondo sessuale, il delitto assume la forma tentata o consumata a seconda della natura del contatto e delle circostanze del caso” (Cass. Sez. III sentenza n. 27042 del 2010).

Manifestamente infondata è infine anche la terza doglianza mossa con riferimento al vizio motivazionale inerente il nesso di causalità tra gli abusi subiti dalla persona offesa e la malattia conseguitane. I giudici di merito hanno difatti adeguatamente e logicamente motivato sul punto in esame, richiamando puntualmente le deposizioni rese dalla Dott.ssa T. e dal Dott. m. che ebbero in cura la persona offesa all’indomani dei fatti di cui all’imputazione, riscontrando e diagnosticando un disturbo post-traumatico da stress. I medesimi, in particolare, riferivano che la depressione ansiosa della donna si accentuava con i temi della sessualità essendo ricollegabile agli abusi subiti.

VIOLENZA SESSUALE attendibilità della deposizione della persona offesa

VIOLENZA SESSUALE attendibilità della deposizione della persona offesa

Il ricorso pertanto deve essere dichiarato inammissibile con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende che si stima determinare in Euro 1.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il. ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende, nonché alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile liquidate Euro 2.500,00 oltre accessori di legge. In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati significativi a norme dell’art. 52 d.lgs. 196/03 in quanto imposto dalla legge.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» CASS TRIBUNALE DI RIMINI RISARCIMENTO AI GENITORI MORTE FIGLIO INCIDENTE

» MOGLIE VIOLENZA SESSUALE DEL MARITO L’imputato è stato accusato di maltrattamenti e violenza sessuale in danno della propria moglie e, per tale motivo, è stato condannato in primo grado alla pena di quattro anni ed otto mesi di reclusione che la Corte d’Appello, con la sentenza impugnata, ha ridotto a quattro anni di reclusione, pur riaffermando la responsabilità dei D.F. per entrambi i reati.

» Bancarotta fraudolenta documentale – Omesso aggiornamento delle scritture contabili – Dolo generico -CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 marzo 2015, n. 11115Sussiste Ritenuto in fatto

» «ogni atto distrattivo assume rilievo ai sensi dell’art. 216 legge fall, in caso di fallimento, indipendentemente dalla rappresentazione di quest’ultimo, il quale non costituisce l’evento del reato che, invece, coincide con la lesione dell’interesse patrimoniale della massa, posto che se la conoscenza dello stato di decozione costituisce dato significativo della consapevolezza del terzo di arrecare danno ai creditori ciò non significa che essa non possa ricavarsi da diversi fattori, quali la natura fittizia o l’entità dell’operazione che incide negativamente sul patrimonio della società» (Cass., Sez. V, n. 16579 del 24/03/2010, Fiume, Rv 246879).

» BOLOGNA TRASPORTATO INCIDENTE AVVOCATO risarcimento assicurazione per incidente mortale-risarcimento danni incidente stradale passeggero-risarcimento danni gravi sinistri della strada

» BOLOGNA GUIDA STATO EBREZZA determinazione della pena e della mancata sostituzione della stessa con il lavoro di pubblica utilità.

» ART 415 BIS NESSUNA INTERRUZIONE DELLA PRESCRIZIONE CASSAZIONE SEZIONI UNITE

» 3 Chiunque, abbandonando il domicilio domestico [452, 1432, 146 c.c.], o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori (1) [147, 316 c.c.]o alla qualità di coniuge [143, 146 c.c.], è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.

» AVOCAT EXPERT EREDITAR Cauze, diviziuni ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 27 martie 2015 – Postat de: Sergio Armaroli – In categoria: testament , TESTAMENT moștenire “A BOLOGNA – Un comentariu AVOCAT EXPERT EREDITAR cauze, DIVIZIUNI ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 1) Luca: a avut o dispută cu frații pentru o divizie ereditare. După mai multe negocieri am ajuns la un acord care satisface toata lumea !! 2) Caterina este o doamnă care se căsătorise rus nr a doua soție italian.

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna