Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

STALKING REATO ODIOSO:PER LA CASSAZIONE BASTA DOLO GENERICO

Codice Civile, trova avvocato Bologna,avvocato penalista Bologna

Codice Civile, trova avvocato Bologna,avvocato penalista Bologna

Codice Civile, trova avvocato Bologna,avvocato penalista Bologna

Difesa nel processo penale
difesa in ogni grado del processo penale , riti alternativi, patteggiamenti
Difesa nel processo penale-minorile
▼Arresto-processo per direttissima
Misure cautelari
Misure alternative alla detenzione
riti alternativi opposizione decreto penale condanna
Indagini difensive
Difesa nel processo penale
difesa in ogni grado del processo penale , riti alternativi, patteggiamenti
Difesa nel processo penale-minorile
▼Arresto-processo per direttissima
Misure cautelari
Misure alternative alla detenzione
riti alternativi opposizione decreto penale condanna
Indagini difensive
Civile, trova avvocato Bologna,avvocato penalista Bologna

Stalking reato: per la cassazione e’ sufficiente il dolo generico per integrare il reato

Cassazione penale , sez. V, sentenza 15.05.2013 n° 20993)

 

PER IL REATO DI STALKING BASTA IL DOLO GENERICO LO HA STABILITO LA CORTE SI CASSAZIONE.

AVVOCATO SERGIO ARMAROLI ASSISTE IMPUTATI IN TUTTA ITALIA.SE HAI BISOGNO DI DIFESA PENALE CONTATTA IL NUMERO 051/6447838

PRECISA LA CORTE DI CASSAZIONE:

 

“secondo cui è configurabile il delitto di “stalking” quando, come previsto dall’art. 612 bis, co. 1, c.p., il comportamento minaccioso o molesto di taluno, posto in essere con condotte reiterate, abbia cagionato nella vittima o un grave e perdurante stato di turbamento emotivo ovvero abbia ingenerato un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero ancora (ed è l’ipotesi verificatasi nel caso in esame secondo la corte territoriale) abbia costretto lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita, bastando, inoltre, ad integrare la reiterazione quale elemento costitutivo del suddetto reato, anche due sole condotte di minaccia o di molestia (cfr. Cass., sez. V, 01/12/2010, n. 8832, R.,, rv 250202; Cass., sez. V, 11/01/2011, n. 7601, O.; Cass., sez. V, 10/01/2011, n. 16864, C, rv 250158; Cass., sez. V, 19/05/2011, n. 29872, L, rv 250399; Cass., sez. V, 09/05/2012, n. 24135, G.).

Trattasi, in tutta evidenza, di un reato che prevede eventi alternativi, la realizzazione di ciascuno dei quali è, dunque, idonea ad integrarlo (cfr. Cass., sez. V, 19/05/2011, n. 29872, L, rv. 250399), dovendosi, in particolare, intendere per alterazione delle proprie abitudini di vita, ogni mutamento significativo e protratto per un apprezzabile lasso di tempo dell’ordinaria gestione della vita quotidiana, indotto nella vittima, come nel caso in esame, dalla condotta persecutoria altrui (quali la utilizzazione di percorsi diversi rispetto a quelli usuali per i propri spostamenti; la modificazione degli orari per lo svolgimento di certe attività o la cessazione di attività abitualmente svolte; il distacco degli apparecchi telefonici negli orari notturni et similia), finalizzato ad evitare l’ingerenza nella propria vita privata del molestatore.
”

 

 

 

Avvocato penalista a Bologna, codice penale,ecco alcuni reati contro la persona che vanno dal più' grave previsto dall'art 575cp (omicidio volontario da distinguere dal colpiso e preterintenzionale)ad. Ipotesi meno gravi quali le percosse. l'avvocato Sergio Armaroli assiste imputati e parti lese in processi in tutta Italia. Avvocato penalista Bologna ,telefona e chiedi un parere al numero 051 /6447838 PENALISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

Avvocato penalista a Bologna, codice penale,ecco alcuni reati contro la persona che vanno dal più’ grave previsto dall’art 575cp (omicidio volontario da distinguere dal colpiso e preterintenzionale)ad. Ipotesi meno gravi quali le percosse.
l’avvocato Sergio Armaroli assiste imputati e parti lese in processi in tutta Italia.
Avvocato penalista Bologna ,telefona e chiedi un parere al numero 051 /6447838
PENALISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

 

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE V PENALE

Sentenza 27 novembre 2012 – 15 maggio 2013, n. 20993

(Presidente Zecca – Relatore Guardiano)

Ritenuto in fatto

Con sentenza del 15.4.2010 il tribunale di Torino, in sede di giudizio abbreviato, aveva condannato F.C. per il reato di atti persecutori aggravati commessi in danno di S.C. , alla pena di giustizia, previo assorbimento in esso delle altre due ipotesi di reato di minaccia grave e di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere pure in contestazione, oltre al risarcimento dei danni derivanti da reato in favore della costituita parte civile, che venivano liquidati in Euro 5000,00. Con sentenza del 15.11.2011 la corte di appello di Torino, in parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminava la pena inflitta in senso più favorevole per l’imputato, previo riconoscimento in suo favore delle circostanze attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle contestate aggravante e recidiva, confermando nel resto la menzionata sentenza di primo grado.

Avverso la decisione della corte territoriale, di cui chiede l’annullamento, ha proposto ricorso per Cassazione, attraverso il proprio difensore, personalmente, l’imputato, articolando distinti motivi di impugnazione.

Con il primo motivo il F. eccepisce i vizi di cui all’art. 606, co. 1, lett. b) ed e), c.p.p., in quanto nella sua condotta non sono ravvisabili gli elementi costitutivi della fattispecie criminosa di cui all’art. 612 bis, c.p., sia sotto il profilo oggettivo (con particolare riferimento all’evento del reato), che soggettivo, ma solo quelli della fattispecie contravvenzionale di cui all’art. 660, c.p. Con il secondo egli lamenta la violazione di cui all’art. 606, co. 1, lett. b), c.p.p., in relazione all’affermazione di penale responsabilità per il delitto di cui al capo C) dell’imputazione. Con il terzo motivo, infine, il F. , eccepisce i vizi di cui all’art. 606, co. 1, lett. b) ed e), c.p.p., in relazione al diniego della sospensione condizionale della pena inflitta, che, invece, andava concessa tenuto conto: che il precedente penale considerato ostativo è molto risalente nel tempo; che il ricorrente, al quale veniva contestato di avere proseguito nella condotta persecutoria anche nel corso del procedimento penale, all’udienza del 15.4.2010 aveva formalizzato una dichiarazione di resipiscenza, astenendosi da ulteriori comportamenti molesti, come riconosciuto dalla stessa persona offesa all’udienza del 15.11.2011; che la sospensione della pena poteva essere concessa una seconda volta, ai sensi dell’art. 165, co. 2, avendo il F. manifestato segnali di ravvedimento e provveduto a corrispondere alla parte civile, a titolo di parziale ristoro del danno subito, la somma di mille Euro.

Considerato in diritto

Il ricorso proposto nell’interesse di F.C. non può essere accolto.

Manifestamente infondato e, quindi, inammissibile appare il secondo motivo di ricorso, in quanto, come si evince dal testo della sentenza impugnata, l’imputato non ha riportato condanna per il reato di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, di cui al capo C) dell’imputazione, ritenuto dal giudice di primo grado assorbito in quello di cui all’art. 612 bis., c.p. Infondato appare, invece, il primo motivo di ricorso. Ed invero la corte territoriale, con motivazione approfondita ed immune da vizi, sulla base delle dichiarazioni della persona offesa e dei testimoni escussi, ha evidenziato come i comportamenti posti in essere dal F. in danno della S. , a lui in precedenza legata da una relazione affettiva, si inquadrano nella tipologia del c.d. stalking, essendo consistiti in “una nutrita serie di episodi di pesante interferenza dell’imputato” nella vita privata della persona offesa, “con caratteristiche di assillante insistenza ed ossessiva ripetitività” (“frequentissime telefonate, massiccio invio di sms, appostamenti e pedinamenti, scenate di gelosia, con intollerabile esercizio di potere di veto sulle scelte di frequentazione sociale della vittima, intrusioni moleste nella vita privata di persone vicine alla vittima”), che si sono susseguiti, senza soluzione di continuità sino alla fine del 2009, costringendo la F. in tale periodo “a modificare le sue abitudini di vita quotidiana – rarefazione delle uscite da casa e delle frequentazioni sociali, messa in atto di manovre diversive, sensazione costante di essere seguita ed osservata e conseguente predisposizione di cautele difensive (nella scelta degli orari, nei percorsi da compiere, etc.), diversa gestione dei rapporti con i familiari”, pure coinvolti nelle moleste attività dell’imputato (cfr. pp. 4-10 dell’impugnata sentenza).

Tanto premesso non può non riconoscersi come, attraverso tale apparato motivazionale, la corte territoriale, concludendo per la configurabilità dell’ipotesi di reato oggetto della contestazione, si sia inserita nel consolidato alveo interpretativo della giurisprudenza di legittimità, condiviso da questo Collegio, secondo cui è configurabile il delitto di “stalking” quando, come previsto dall’art. 612 bis, co. 1, c.p., il comportamento minaccioso o molesto di taluno, posto in essere con condotte reiterate, abbia cagionato nella vittima o un grave e perdurante stato di turbamento emotivo ovvero abbia ingenerato un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero ancora (ed è l’ipotesi verificatasi nel caso in esame secondo la corte territoriale) abbia costretto lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita, bastando, inoltre, ad integrare la reiterazione quale elemento costitutivo del suddetto reato, anche due sole condotte di minaccia o di molestia (cfr. Cass., sez. V, 01/12/2010, n. 8832, R.,, rv 250202; Cass., sez. V, 11/01/2011, n. 7601, O.; Cass., sez. V, 10/01/2011, n. 16864, C, rv 250158; Cass., sez. V, 19/05/2011, n. 29872, L, rv 250399; Cass., sez. V, 09/05/2012, n. 24135, G.).

Trattasi, in tutta evidenza, di un reato che prevede eventi alternativi, la realizzazione di ciascuno dei quali è, dunque, idonea ad integrarlo (cfr. Cass., sez. V, 19/05/2011, n. 29872, L, rv. 250399), dovendosi, in particolare, intendere per alterazione delle proprie abitudini di vita, ogni mutamento significativo e protratto per un apprezzabile lasso di tempo dell’ordinaria gestione della vita quotidiana, indotto nella vittima, come nel caso in esame, dalla condotta persecutoria altrui (quali la utilizzazione di percorsi diversi rispetto a quelli usuali per i propri spostamenti; la modificazione degli orari per lo svolgimento di certe attività o la cessazione di attività abitualmente svolte; il distacco degli apparecchi telefonici negli orari notturni et similia), finalizzato ad evitare l’ingerenza nella propria vita privata del molestatore.

Anche sotto il profilo dell’elemento soggettivo del reato, le doglianze difensive non appaiono condivisibili.

Trattandosi di reato abituale di evento, è sufficiente ad integrare l’elemento soggettivo il dolo generico, quindi la volontà di porre in essere le condotte di minaccia o di molestia, con la consapevolezza della idoneità delle medesime alla produzione di uno degli eventi alternativamente necessari per l’integrazione della fattispecie legale, che risultano dimostrate proprio dalle modalità ripetute ed ossessive della condotta persecutoria compiuta dal F. e delle conseguenze che ne sono derivate sullo stile di vita della persona offesa.

Invece, come affermato da una dottrina condivisibile non occorre una rappresentazione anticipata del risultato finale, ma, piuttosto, la costante consapevolezza, nello sviluppo progressivo della situazione, dei precedenti attacchi e dell’apporto che ciascuno di essi arreca all’interesse protetto, insita nella perdurante aggressione da parte del ricorrente della sfera privata della persona offesa.

Inammissibile, infine, è il terzo motivo di ricorso con il quale vengono prospettate mere censure in fatto, non consentite in sede di legittimità.

Ed invero la concessione o il diniego del beneficio della sospensione condizionale della pena sono rimessi alla valutazione discrezionale del giudice di merito, il quale, nell’esercizio del relativo potere, deve formulare la prognosi di ravvedimento di cui all’art. 164 comma 1 c.p..

La sospensione condizionale della pena può, essere concessa una seconda volta, ma il giudice ben può negare la reiterazione del beneficio formulando un giudizio prognostico sfavorevole sulla futura recidiva dell’imputato, desunto, come nel caso in esame, da un giudizio negativo sulla personalità del reo fondato su di un grave precedente penale specifico per atti di libidine violenti, lesioni personali e danneggiamento (commessi nel 1995) e dalla circostanza che il F. abbia proseguito nella condotta persecutoria anche nel corso del procedimento penale instaurato nei suoi confronti (cfr. p. 11 della motivazione dell’impugnata sentenza).

Il giudizio operato sul punto dalla corte territoriale, apparendo immune da vizi logici o di motivazione, è, pertanto, insindacabile in Cassazione (cfr. Cass., sez. III, 09/01/1991, Greco). Sulla base delle svolte considerazioni il ricorso proposto nell’interesse di F.C. va, dunque, rigettato, con condanna del ricorrente, ai sensi dell’art. 616, c.p.p., al pagamento delle spese del procedimento.

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

 

avvocato penalista a Bologna 051/6447838

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento
avvocato a bologna

Articoli Recenti

» CORTE APPELLO BOLOGNA TRIBUNALE DI BOLOGNA DANNO JURE PROPRIO IN INCIDENTE MORTALE La Corte si e’ soffermata sulla natura delle tabelle milanesi e sul come la loro inosservanza si ponga rispetto ai paradigmi dell’articolo 360 c.p.c., nella sentenza n. 4447 del 2014. In detta decisione la Corte si e’ soffermata su quello che ha individuato come il problema della “ritualita’ della deduzione come violazione di norma di diritto delle c.d. tabelle milanesi” ed ha svolto le seguenti considerazioni.

» BOLOGNA RAVENNA RIMINI CESENA FORLI VEDOVO VEDOVA ESTROMESSI DA EREDITA’ DIRITTI DEI VEDOVI

» AVVOCATO PER SUCCESSIONE EREDI TESTAMENTO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA SUCCESSIONE QUOTE SRL SUCCESSIONE LEGITTIMA CONIUGE Le partecipazioni sono liberamente trasferibili (1) per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell’atto costitutivo [2284, 2322, 2462, 2471, 2468]. Qualora l’atto costitutivo preveda l’intrasferibilità delle partecipazioni o ne subordini il trasferimento al gradimento (2) di organi sociali, di soci o di terzi senza prevederne condizioni e limiti, o ponga condizioni o limiti che nel caso concreto impediscono il trasferimento a causa di morte, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 2473. In tali casi l’atto costitutivo può stabilire un termine, non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della partecipazione, prima del quale il recesso non può essere esercitato .

» RISOLVI ORA PORRETTA LIZZANO IN BELVEDERE VIDICIATICO GAGGIO MONTANO AVVOCATO MATRIMONIALISTA SEPARAZIONI E DIVORZI SEPARAZIONE DOMANDE E RISPOSTE DOMANDA ma separarsi è una cosa facile? RISPOSTA No, vi sono mille problematiche da risolvere! DOMANDA Quale sono le problematiche maggiori nella separazione? RISPOSTA :i figli la casa coniugale il mantenimento 1)DOMANDA quale differenza c’è tra separazione giudiziale e consensuale?

» MALASANITA’ FORLI SENTENZA TRIB FORLI’ INFEZIONE DANNO CASA DI CURA RISARCIMENTO Nella responsabilità medica, se invocata a titolo contrattuale sul presupposto di un rapporto contrattuale “da contatto” intercorso tra il paziente e il medico o la struttura sanitaria, l’onere probatorio per il paziente danneggiato consiste nella dimostrazione che l’esecuzione della prestazione si è inserita nella serie causale che ha condotto all’evento dannoso, rappresentato dalla persistenza della patologia per cui era stata richiesta la prestazione oppure da un suo aggravamento fino a comportare una nuova patologia ovvero il decesso del paziente. Al contrario l’ente ospedaliero deve fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente, con l’osservanza di tutte le regole di prevenzione ed igiene ed anche di aver adottato tutte le procedure, i protocolli e le linee guida idonei a fornire agli operatori sanitari le indicazioni necessarie per un corretto svolgimento della prestazione sanitaria e che gli esiti peggiorativi siano determinati da un esito imprevisto ed imprevedibile. Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, la legge 189/2012 non ha efficacia retroattiva. Ne consegue che per i fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore di tale legge, l’importo è determinato facendo rifermento alla tabella in uso presso il Tribunale di Milano.

» Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti. Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, nonché deve allegare l’inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

» RINUNCIA ALL’EREDITA’ QUANDO LA RINUNCIA E’ INEFFICACE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» RINUNCIA EREDITA’ BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

» SUCCESSIONE FORLI RAVENNA CESENA TRIB FORLI SENTENZA SIMULAZIONE PREZZO VENDITA E DONAZIONE Trib. Forlì, Sentenza parziale 3879/2010 del 10.03.2015, Pres. Pescatore est. Ramacciotti Successione – Azione di simulazione relativa – Prescrizione – Dies a quo.

» FORLI CESENA BOLOGNA CAUSE EREDITARIE AVVOCATO ESPERTO DOMANDA la delazione basta per acquisire la qualita’ di erede? No occorre anche l’accettazione

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna