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Diritto Internazionale

AVVOCATO CONTRATTI COMMERICALI INTERNAZIONALI E ARBITRATI INTERNAZIONALI

Quali sono le fonti dei contratti internazionali?

In primis, la legge nazionale che si sceglie come legge applicabile al contratto e le convenzioni internazionali se recepite dal Paese in cui la legge viene applicata. La più importante è la Convenzione di Roma del 1980 sulle obbligazioni contrattuali che ha reso possibile un sistema di diritto internazionale privato più omogeneo.

Di grande rilevanza è poi ad es. la Convenzione di Bruxelles del 1968 del diritto internazionale processuale, essa detta criteri uniformi in merito a competenza giurisdizionale ed esecuzione delle sentenze.

Vi è poi la normativa comunitaria, qualora le parti siano entrambe appartenenti all’Unione Europea, in particolare, da un lato i regolamenti CE, di carattere generale, obbligatori e direttamente applicabili negli stati membri, e dall’altro direttive CE che sono vincolanti per gli stati membri solo per quanto riguarda un determinato risultato da raggiungere.

A cosa serve l’arbitrato internazionale?

L’Arbitrato internazionale è talvolta chiamato un forma ibrida di risoluzione delle controversie internazionali, da allora in esso si fondono elementi di diritto civile e procedura di diritto comune, pur consentendo le parti una significativa opportunità per progettare la procedura arbitrale in base al quale la controversia sarà risolta. L’Arbitrato internazionale può essere utilizzato per risolvere qualsiasi controversia che è considerata “arbitrabile,” un termine in cui la portata varia da stato a stato, ma che comprende la maggior parte delle controversie commerciali.

Le aziende spesso includono accordi di arbitrato internazionale nei loro contratti commerciali con altre imprese, in modo che qualora insorga una controversia per quanto riguarda l’accordo sono obbligati ad arbitrare anziché perseguire al contenzioso tradizionale. L’Arbitrato può essere utilizzato anche dalle due parti a risolvere una controversia attraverso ciò che è noto come un “accordo di partecipazione”, che è semplicemente un accordo di arbitrato che è firmato dopo una controversia.

Gli accordi di arbitraggio tipici sono molto brevi.

Grazie ad un trattato noto come la Convenzione di New York, entrato in vigore il 7 Giugno 1959, gli arbitrali possono essere applicati nella maggior parte dei paesi a differenza delle sentenze della Corte tradizionale. 150 paesi hanno ratificato la convenzione di New York, questo significa che gli arbitrati possano essere attuati in circa 3/4 dei paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite.

ASPETTI PROBLEMATICI

Il contratto internazionale presenta i seguenti elementi problematici, che si aggiungono alle questioni comuni ai contratti domestici:

a) ci sono due o più leggi astrattamente applicabili (legge applicabile)

b) ci sono due o più Giudici astrattamente “competenti” a risolvere eventuali controversie (modalità di risoluzione delle controversie)

c) possono esserci due diversi linguaggi delle parti (lingua del contratto)

d) possono esserci due diverse valute (moneta del contratto)

e) possono esserci problemi e costi di tipo doganale

f) trattandosi, di regola, di contratto “a distanza” si configurano, oltre a quella doganale, problematiche specifiche in tema di trasporto ed assicurazione delle merci, di selezione delle modalità di pagamento, etc.

g) possono configurarsi, infine, differenze “culturali ed ambientali” tra le parti che condizionano le trattative e l’esecuzione del contratto.

I CONTRATTI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE IMPRESA

NOZIONE

L’impresa che si organizza per vendere o distribuire i propri prodotti utilizza diverse tipologie contrattuali che possono, tuttavia, in una sorta di articolazione progressiva, essere raggruppate in tre categorie principali.

1) contratti di vendita

La tipologia di base, che comprende, in realtà, una “famiglia” di contratti che, accanto al dato comune causale (scambio bene, contro pagamento di un prezzo) presenta caratteristiche differenziate che dipendono dall’oggetto del contratto (es: commodities, macchinari ed impianti “chiavi in mano”), dalle modalità produttive (es: subfornitura) e dalle sue modalità di conclusione (condizioni generali di vendita o di acquisto)

2) contratti di distribuzione

usati dalle imprese che cominciano ad organizzarsi per massimizzare la distribuzione dei propri prodotti o dei propri servizi all’interno di mercati ritenuti strategici; alla unitaria funzione economica dei contratti di distribuzione sono riconducibili diverse tipologie contrattuali che includono:

– Agenzia (Procacciamento d’affari)

– Concessione

– Franchising (di prodotto, di servizi, di produzione)

3) accordi di cooperazione

Sono le fattispecie contrattuali più complesse che vengono utilizzate dalle imprese che si accorgono che possono “monetizzare” anche il proprio know how e cooperare con altre imprese per produrre o distribuire i propri prodotti: la categoria include, in particolare:

– Joint ventures (produttive e distributive, societarie e contrattuali

– Licenze (marchi e segni distintivi, tecnologia brevettata e no)

Altri accordi (autonomi o in clausole) accessorie: contratti di trasporto, assicurazione, sistemi di pagamento e garanzia (riservato dominio)

Nell’ambito dell’Unione Europea, la materia della legge applicabile al contratto è regolata dalla Convenzione di Roma(1980) sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, la quale detta regole uniformi a livello europeo sui conflitti di legge in materia di contratti, allo scopo di prevenire il fenomeno del cd. “forum shopping”. In Italia, l’art. 57 della legge 31 Maggio 1995, n. 218 di “Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato” rinvia espressamente alla Convenzione in questione, stabilendo che i contratti con elementi di internazionalità sono disciplinati “in ogni caso” dalla Convenzione di Roma del 1980 del 19 Giugno 1980.

L’art. 3 della Convenzione prevede, in linea di principio, che le parti siano libere di scegliere la legge applicabile al loro rapporto. Sebbene non venga richiesto che tale scelta sia espressa in forma scritta, è sempre opportuno farlo, in quanto in caso contrario, per essere fatta valere, dovrà risultare in modo ragionevolmente certo dalle disposizioni del contratto o dalle circostanze del caso.

a) la Convenzione di Roma del 1980 (legge applicabile), oggi sostituita dal Regolamento CE 593/2008

b) il Regolamento CE 44/2001 (giurisdizione e riconoscimento delle sentenze) che sostituisce la precedente Convenzione di Bruxelles del 1968

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