Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

LA RESPONSABILITA’ DEL COMMERCIALISTA PER INADEMPIMENTO

LA RESPONSABILITA’ DEL COMMERCIALISTA PER INADEMPIMENTO

 

foto bellissima Bologna 

 

“La responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente e, in particolare, trattandosi dell’attività del difensore, l’affermazione della responsabilità per colpa professionale implica una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell’azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III CIVILE

Sentenza 16 marzo – 26 aprile 2010, n. 9917

(Presidente Varrone – Relatore Filadoro)

Svolgimento del processo

Con sentenza 7 gennaio – 17 marzo 2005 la Corte di appello di Roma rigettava l’appello proposto da V. Z. avverso la decisione 10066 del 2002 del giudice unico presso il Tribunale di Roma, che aveva respinto la sua domanda di risarcimento di danni da responsabilità professionale proposta contro S. C..

 

Nell’atto di citazione l’attore aveva esposto che egli, nella sua attività di gestore di un bar, in Melicuccà (Reggio Calabria) si era avvalso, per qualche tempo, dell’opera del commercialista, S. C., per la tenuta della contabilità e per alcuni incombenti di natura fiscale.

 

Nel novembre 1992 la Guardia di Finanza aveva effettuato un controllo nel suo esercizio commerciale, riscontrando irregolarità formali nella tenuta dei libri contabili, in conseguenza del fatto che il professionista non aveva utilizzato la documentazione contabile trasmessagli dallo Z. ai fini della compilazione della dichiarazione dei redditi e della determinazione dell’imponibile ai fini IRPEF e IVA.

 

Il C., infine, non aveva provveduto a proporre ricorso alla Commissione Tributaria avverso l’accertamento, nonostante si fosse fatto rilasciare apposita procura Z..

 

Per questo motivo, l’attore aveva dovuto pagare all’Erario, in più riprese, la somma complessiva di lire 82.992.006.

 

Ritenendo che tale importo corrispondesse esattamente al danno conseguente all’inadempimento della opera professionale del C., l’attore aveva chiesto la condanna di quest’ultimo all’integrale risarcimento del danno.

 

Il Tribunale di Palmi rigettava la domanda ritenendo non provato il rapporto di opera professionale tra le parti, osservando, comunque, che la mancanza agli atti del rapporto della Guardia di Finanza impediva qualsiasi riscontro in ordine alla rilevanza che si assumeva trasmessa al commercialista, rispetto all’accertamento contestato.

 

Infine, il Tribunale osservava che anche un eventuale conferimento di procura “ad hoc” non poteva determinare, di per sé, l’accertamento di una responsabilità del C., poiché si sarebbe dovuto accertare anche la infondatezza dell’accertamento fiscale.

 

La Corte di appello, con la sentenza sopra richiamata, confermava la decisione di primo grado.

 

Avverso tale decisione lo Z. ha proposto ricorso cassazione sorretto da due motivi.

 

Resiste il C. con controricorso.

Motivi della decisione

Con il primo motivo il ricorrente denuncia illegittimità della violazione dell’art. 354 c.p.c. (art. 360 nn. 3, 4 c.p.c.), violazione del principio del contraddittorio e del diritto del doppio grado del giudizio di merito, nonché carenza assoluta di motivazione (art. 360 n. 5 c.p.c.).

 

Il giudice di appello aveva rigettato il primo motivo di appello con il quale era stato censurata la decisione di primo grado, in quanto assunta allo stato degli atti, ovvero senza l’esame, da parte del Tribunale, della documentazione prodotta ed allegata al fascicolo di parte attrice.

 

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, nel caso di smarrimento del fascicolo di parte, il giudice ha l’obbligo di disporre la ricerca di esso con tutti i mezzi a sua disposizione, eventualmente dando disposizioni per le ricostruzione del suo contenuto.

 

La decisione del giudice di primo grado, assunta “allo stato degli atti” ed in assenza della documentazione allegata dalla parte attrice al proprio fascicolo era stata resa in violazione del principio del contraddittorio.

 

Il ricorrente precisa, poi, che il giudice del merito, nel caso di mancanza del fascicolo di parte, ha un preciso obbligo di disporre la ricostruzione del fascicolo, nel caso in cui non sia possibile il ritrovamento della documentazione. La decisione assunta dal primo giudice in mancanza della documentazione prodotta e in difetto di regolare instaurazione del contraddittorio, avrebbe dovuto essere riformata dalla Corte di appello.

 

La causa avrebbe dovuto essere rimessa al primo giudice, ai sensi dell’art. 354 c.p.c., essendo del tutto mancato un adeguato esame di tutte le questioni sollevate con la domanda introduttiva.

 

La prima censura è, senz’altro, infondata.

 

Invero il codice di rito (artt. 353, 354) prevede in modo tassativo le situazioni nelle quali è consentita la rimessione della causa dal giudice di appello a quello di primo grado (cfr. per tutte Cass. 1983 n. 1180); e fra queste non è certamente ricompreso il mancato reperimento del fascicolo di primo grado.

 

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, la disposizione dell’art. 354 cod. proc. civ., concernente la rimessione della causa al primo giudice da parte del giudice di appello per motivi diversi da quelli (di giurisdizione e di competenza) indicati dall’art. 353 stesso codice ha carattere eccezionale e non può essere applicata oltre i casi da essa previsti, e, quindi, neppure nell’ipotesi (ivi appunto non contemplata) di mancato reperimento, al momento della decisione, nel giudizio di primo grado, di un fascicolo di parte, pur ritualmente depositato (Cass. 18 giugno 1990 n. 6121).

 

Sulla legittimità costituzionale di tale interpretazione cfr. Cass. 10 novembre 1979 n. 6042.

 

Il giudice di appello ha espressamente riconosciuto che il fascicolo dello Z., ritirato del suo difensore, non venne più depositato in cancelleria.

 

In questi casi, ovviamente, i principi più volte affermati da questa Corte con riferimento allo smarrimento del fascicolo di parte non possono trovare applicazione, poiché l’omesso rideposito dei documenti contenuti nel fascicolo di parte era da attribuire al comportamento volontario del difensore della parte nel giudizio di primo grado (in questo senso Cass. 12 ottobre 2006 n. 21938).

 

Qualora una delle parti ometta di depositare il proprio fascicolo, precedentemente ritirato, il giudice non resta esonerato dal dovere di pronunciare nel merito della causa, sulla base delle risultanze istruttorie ritualmente acquisite e degli atti riscontrabili nel fascicolo dell’altra parte ed in quello di ufficio.

 

Tra l’altro, la Corte territoriale ha osservato che la documentazione contenute nel fascicolo di parte (mancante al momento della decisione del primo giudice) era stata effettivamente prodotta a sostegno dell’appello e correttamente ritenuta ammissibile, in quanto prova precostituita.

 

Coerentemente, sulla base di tali premesse, i giudici di appello hanno escluso che nel caso di specie si fosse consumata una qualsiasi violazione del principio del contraddittorio o del diritto di difesa.

 

Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art. 360 n. 3 c.p.c. in relazione all’art. 116 c.p.c. nonché per errato ed inadeguato esame della prova documentale, illogica, insufficiente e travisante motivazione (art. 360 n. 5 c.p.c).

 

I giudici di appello avevano escluso la esistenza di un rapporto professionale tra lo Z. ed il C., che risultava invece da una serie di documenti prodotti, oltre che dalle dichiarazioni rese da un testimone indicato dall’attore.

 

Inoltre, dal processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza in data 25 novembre 1992 risultava quale luogo di conservazione della contabilità del bar lo studio di consulenza del dott. S. C., in Roma.

 

Tutti questi elementi di prova erano stati trascurati dalla Corte territoriale, la quale aveva ritenuto non decisiva la deposizione testimoniale, in quanto resa dal figlio dello Z., non significativa la indicazione del luogo di conservazione della contabilità, in quanto proveniente dallo stesso Z., e ininfluente la lettera di denuncia di attivazione della copertura assicurativa (per la responsabilità professionale) inviata dallo stesso C., perché priva di qualsiasi collocazione temporale.

 

Anche queste censure sono prive di qualsiasi fondamento.

 

I giudici di appello hanno osservato che lo Z. aveva richiesto il risarcimento del danno da responsabilità professionale per due distinti inadempimenti: riguardante, il primo, la non corretta tenuta della contabilità ed il secondo,la mancata impugnazione dell’accertamento fiscale.

 

Sotto il primo profilo, la Corte territoriale ha osservato che la testimonianza raccolta e la mera domiciliazione della documentazione contabile presso il commercialista (comunicata peraltro dallo stesso contribuente ai militari verbalizzanti) non dimostravano, da sole, la esistenza di un rapporto di opera professionale dell’ampiezza e del contenuto indicati dall’originario attore.

 

Inoltre, era difficilmente ipotizzabile “la esecuzione dei minuti adempimenti contabili che la gestione di un esercizio commerciale comporta da parte di un commercialista che, domiciliatario della documentazione contabile, ha il proprio studio professionale a varie centinaia di chilometri di distanza”.

 

I militari della Guardia di Finanza, peraltro, avevano accertato la presenza del registro dei corrispettivi presso il bar dello Z.. Il registro risultava regolarmente tenuto almeno fino all’ottobre 1992: cirC.nza questa che confermava come la contabilità dell’esercizio fosse tenuta giorno per giorno, in Melicuccà (RC), da persona diversa dal C., pacificamente domiciliato e residente in Roma.

 

Quanto al secondo incarico professionale, con adeguata e logica motivazione, gli stessi giudici di appello hanno osservato che non vi era prova di un conferimento al commercialista dello specifico incarico di proposizione di ricorso alla Commissione tributaria avverso l’avviso di accertamento.

 

La linea difensiva adottata dallo Z. – ha sottolineato la Corte territoriale – era stata in proposito, quanto meno, confusa e contraddittoria.

 

Egli aveva, da un lato, prodotto le fotocopie di quattro invii di lettere raccomandate, spedite dallo stesso C. alla Commissione Tributaria di primo grado ed all’Ufficio IVA di Reggio Calabria, in epoca compatibile con la impugnativa che assumeva omessa (giugno 1993).

 

Dall’altro, ma in aperto contrasto con la precedente affermazione, aveva dedotto che il ricorso alla Commissione Tributaria non era stato presentato dal professionista.

 

A sostegno della tesi del conferimento dell’incarico professionale per la presentazione del ricorso, Z. si era limitato – anche in questo caso – ad offrire la testimonianza del proprio figlio (all’epoca dei fatti sedicenne), il quale aveva reso una deposizione del tutto generica.

 

Questi aveva dichiarato di aver consegnato al C., recatosi in Melicuccà per la occasione delle feste pasquali, un foglio, firmato in bianco dal padre, da utilizzare per la presentazione di un ricorso alla Commissione Tributaria.

 

I giudici di appello, esaminate nel loro complesso le risultanze probatorie, hanno concluso che il contenuto dell’incarico conferito al C. – a tutto voler concedere – doveva considerarsi del tutto generico.

 

Tra l’altro, ha sottolineato la stessa Corte territoriale, risultava poco verosimile che lo Z. avesse inteso conferire l’incarico di proporre ricorso alla Commissione Tributaria proprio a quel commercialista che aveva contribuito, con il proprio comportamento negligente, alla violazione fiscale.

 

Con autonoma “ratio decidendi” – non impugnata specificamente dal ricorrente – i giudici di appello hanno infine, rilevato che, anche a voler ritenere che un incarico professionale fosse stato conferito al C., per poter accogliere la richiesta di risarcimento dello Z. questi avrebbe dovuto dimostrare (come del resto aveva correttamente posto già in luce il primo giudice) la esistenza di eventuali errori nei quali era incorsa la Guardia di Finanza e le connesse probabilità di successo del ricorso.

 

Al contrario, la stessa impostazione difensiva, adottata dallo Z., faceva escludere la possibilità di successo di una eventuale impugnativa.

 

Il principio affermato dai giudici di appello appare, in tutto conforme, alla consolidata giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale:

 

“La responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente e, in particolare, trattandosi dell’attività del difensore, l’affermazione della responsabilità per colpa professionale implica una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell’azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita” (Cass. 9 giugno 2004 n. 10966; conf. Cass. 19 novembre 2004 n. 21894; cfr. anche, per la valutazione del nesso di causalità giuridica tra omissione ed evento. Cass. 18 aprile 2005 n. 7997).

 

Le osservazioni della Corte territoriale, ampiamente e logicamente motivate, sfuggono a qualsiasi censura di violazione di legge o di vizi della motivazione.

 

Conclusivamente il ricorso deve essere rigettato.

 

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione integrale delle spese del giudizio.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Compensa le spese del giudizio di cassazione.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» AVVOCATO PER CONCORDATO DIRITTO COMMERCIALE BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI CONCORDATO PREVENTIVO ESPERTO

» Paziente danno malasanita’ Bologna consenso informato Errore medico. Cassazione 10055/2011: il medico risponde per errata diagnosi e ha l’obbligo di informare il paziente. Consenso informato del medico

» BOLOGNA TRASPORTATO INCIDENTE AVVOCATO risarcimento assicurazione per incidente mortale-risarcimento danni incidente stradale passeggero-risarcimento danni gravi sinistri della strada

» legge 990 /69 :anche la sosta del veicolo è da ascriversi “al concetto di sinistro stradale”, ove il danno si verifichi “in conseguenza di attività prodromica al movimento della vettura

» LA RIDUZIONE DELLA DONAZIONE – TRIBUNALE ALESSANDRIA –CASSAZIONE –AVVOCATO SUCCESSIONI

» EREDE DISEREDATO, TESTAMENTO , STUDIO LEGALE AVVOCATO SERGIO ARMAROLI BOLOGNA

» 3 Chiunque, abbandonando il domicilio domestico [452, 1432, 146 c.c.], o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori (1) [147, 316 c.c.]o alla qualità di coniuge [143, 146 c.c.], è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.

» UNIONI CIVILI – IL Matrimonio del transessuale RIMANE valido in attesa di legge che tuteli unioni di fatto Cassazione Civile, sez. I, sentenza 21/04/2015 n° 8097

» 3 ABBANDONO TETTO CONIUGALE – NESSUN ADDEBITO SE CONVIVENZA INTOLLERABILE –AVVOCATO BOLOGNA

» AVOCAT EXPERT EREDITAR Cauze, diviziuni ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 27 martie 2015 – Postat de: Sergio Armaroli – In categoria: testament , TESTAMENT moștenire “A BOLOGNA – Un comentariu AVOCAT EXPERT EREDITAR cauze, DIVIZIUNI ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 1) Luca: a avut o dispută cu frații pentru o divizie ereditare. După mai multe negocieri am ajuns la un acord care satisface toata lumea !! 2) Caterina este o doamnă care se căsătorise rus nr a doua soție italian.

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna