Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

#RISOLVI L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO NELLE SEPARAZIONI A BOLOGNA

#RISOLVI L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO NELLE SEPARAZIONI A BOLOGNA

Diritto Impresa 

LE SITUZIONI DI FATTO NON SONO CENSURABILI IN CASSAZIONE

. 
Per giurisprudenza ampiamente consolidata, l’assegno per il coniuge deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, e tuttavia indice di tale tenore di vita può essere l’attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi (Cass. n. 2156 del 2010). 
In sostanza i ricorrenti, nelle loro difese, propongono profili e situazioni di fatto, insuscettibili di controllo in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione adeguata e non illogica. 
Quanto ai ricorsi del L., il giudice a quo precisa che la moglie ha dedicato molti anni alla cura dei cinque figli e ha collaborato con il marito alla gestione dell’opificio di cui questi è titolare; cessata la convivenza, ha ripreso l’attività di insegnante elementare, con un reddito annuo di euro 19.000,00 lordi e, a causa dei pochi anni di attività, non potrà godere di pensione adeguata.

avvocato separazioni Bologna

 

 

 

DIVORZIO ASSEGNO MANTENIMENTO

 

 

  1. Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione di cui sopra, con le precisazioni che verranno indicate appresso, alla quale risultano essere state mosse osservazioni critiche sia con memoria che in sede di discussione orale, da parte del ricorrente, e dalla controricorrente all’udienza odierna;

  2. che, peraltro, tali osservazioni del ricorrente possono essere fatte proprie dal Collegio solo in limitata parte (mentre quelle della controricorrente risultano infondate e comunque riconduciteli a difese di merito, specie con riguardo alla affermata inesistenza di una famiglia di fatto da parte di essa coniuge divorziata);

 

 

 AFOTOGRAFICA1

 

  1. che, infatti, il ricorrente, ai fini della quantificazione del proprio contributo al coniuge divorziato, ha fondatamente censurato la mancata istruttoria volta ad accertare l’esistenza di una famiglia di fatto, nel frattempo costituita dall’ex moglie, cio’ che – alla luce del principio riportato sopra – rende la richiesta rilevante ed ammissibile; che, peraltro, il ricorrente ha dimostrato che la richiesta di deposito dei documenti relativi ai propri conti correnti bancari venne direttamente dalla Corte territoriale, con un provvedimento in data 27 giugno 2013, onde la non fondatezza della rilevata carenza di ammissibilita’ delle censure relative;

 

 

 

 

  1. che, pertanto, ha altresi’ errato il giudice distrettuale a non trarre le dovute conseguenze dalla mancata reciproca discovery delle risultanze bancarie, una volta che essa ne aveva ordinato il deposito ad entrambe, ottenendone il rispetto solo da una delle due in contesa; che, a tal proposito, pur avendo il giudice, al riguardo, poteri discrezionali (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 15768 del 2004), va ricordato che l’inosservanza dell’ordine di esibizione di documenti integra un comportamento dal quale il giudice puo’ desumere argomenti di prova a norma dell’articolo 116 c.p.c., comma 2; che, ovviamente, quando la richiesta e’ di tipo simmetrico e rivolta ad entrambe le parti, un tale comportamento risulta neutro ove le medesime abbiano osservato lo stesso contegno (positivo o negativo) ma non quando una abbia lealmente eseguito la richiesta e l’altra no; che, in tali casi, il giudice ove ritenga di utilizzare la documentazione fornita dalla parte che abbia lealmente cooperato dando riscontro alla richiesta, deve anche spiegare come abbia valutato il comportamento negativo dell’altra, a pena di difetto di motivazione, rilevabile avanti a questa Corte;
  2. che, anche a tale proposito, la sentenza deve essere cassata con rinvio alla stessa Corte territoriale (diversamente composta, al riguardo)per dar luogo al un riesame dei fatti, alla luce sia del principio sopra menzionato (in materia di famiglia di fatto del coniuge divorziato) sia in materia di asimmetrica inottemperanza dell’ordine di esibizione dato dal giudice:

 

 

 

 

  1. In tema di prova in ordine alla capacita’ reddito-patrimoniale dei coniugi nei giudizi di separazione e divorzio, ove il giudice abbia chiesto ad entrambe le parti l’esibizione della documentazione relativa ai rapporti bancari da ciascuna intrattenuti, ed una sola di essi abbia ottemperato alla richiesta fornendo materia per gli accertamenti giudiziali, il giudice che di essi abbia fatto uso ha l’obbligo di motivare in ordine al significato del comportamento omissivo della parte inottemperante, costituendo l’asimmetria comportamentale ed informativa un comportamento da cui desumere argomenti di prova a norma dell’articolo 116 c.p.c., comma 2;

 

 

 

Suprema Corte di Cassazione

sezione VI

ordinanza 11 gennaio 2016, n. 225

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere

Dott. GENOVESE Antonio – rel. Consigliere

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27473/2014 proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato (OMISSIS), giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto n. 58001/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA del 7/05/2014, depositato il 18/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 02/12/2015 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO ANTONIO GENOVESE;

udito l’Avvocato (OMISSIS) difensore del ricorrente che si riporta alla memoria;

udito l’Avvocato (OMISSIS) difensore della contro ricorrente che si riporta agli scritti.

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 20 luglio 2015, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’articolo 380 bis c.p.c.:

“Con decreto in data 18 giugno 2014, la Corte d’Appello di Roma, ha respinto il reclamo proposto da (OMISSIS) contro l’ex coniuge (OMISSIS), avverso il decreto del Tribunale di Velletri che, investito del ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio proposto dal primo, aveva disatteso la richiesta, compensando le spese di lite.

Avverso il provvedimento della Corte d’Appello ha proposto ricorso il sig. (OMISSIS), con atto notificato il 17 novembre 2014, sulla base di tre motivi, con cui denuncia la violazione e falsa applicazione della Legge n. 898 del 1970, articolo 5, e articolo 92 c.p.c.;

L’ex coniuge ha resistito con controricorso.

Il ricorso, unificata la trattazione delle prime due doglianze per la loro stretta connessione, appare manifestamente fondato, cio’ che comporta l’assorbimento della terza, attinente al regolamento delle spese da parte del giudice distrettuale.

Premesso che la Corte territoriale ha dato atto che la signora (OMISSIS) ha iniziato una convivenza con altra persona e che risulta aver percepito alcuni (peraltro assai modesti) redditi, nel corso degli anni 2008-9, essa ha concluso che l’asserita attivita’ di parrucchiera svolta in casa… puo’ presumersi del tutto occasionale, al contrario dei redditi dell’ex coniuge che sarebbero rimasti immutati, ed ha negato ingresso alla prova testimoniale richiesta dalla controparte in ordine alla sua convivenza more uxorio da circa tre anni, con persona ed in luogo puntualmente precisati, concludendo per l’inesistenza dei presupposti per la revisione delle condizioni del divorzio.

Tuttavia la Corte territoriale oltre a non aver valutato le opposte consistenze patrimoniali mobiliari (desumibili dagli estratti conto bancari, che sarebbero stati richiesti ad entrambi i coniugi dal primo giudice), se non in modo unilaterale, tenendo presenti solo quelle del signor (OMISSIS), cosi’ assicurando alla sola (OMISSIS) la possibilita’ di interloquire sui risparmi e flussi di conto corrente posseduti dall’ex coniuge e non il contrario, ignorandosene l’esistenza e la consistenza, non avrebbe neppure consentito che fosse assunta la prova testimoniale in ordine alla formazione di una famiglia di fatto da parte della stessa.

Se la questione relativa alla mancata produzione di tale documentazione da parte di uno solo dei coniugi (idonea a produrre una dissimmetria informativa e una solo parziale discovery degli elementi di giudizio in possesso delle parti, rendendone oscura e non intellegibile una fetta di essi), non appare ammissibile perche’ non svolta con modalita’ auto sufficienti poiche’ non si dice se,come dove e quando essa sia stata posta in sede di reclamo davanti al giudice distrettuale (che non ne fa parola), appaiono viceversa ammissibili e manifestamente fondate le altre doglianze proposte, ossia quelle riguardanti la richiesta istruttoria ben ammissibile e rilevante alla luce del principio di diritto posto da questa Corte (Sez. 1, Sentenza n. 6855 del 2015)secondo cui L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorche’ di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivemmo matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilita’ dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicche’ il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’articolo 2 Cost., come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge fa personalita’ dell’individuo – e’ espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarieta’ postmatrimoniale con l’altro coniuge, il quale non puo’ che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

In conclusione, si deve disporre il giudizio camerale ai sensi degli articoli 380 bis e 375 n. 5 c.p.c.”.

Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione di cui sopra, con le precisazioni che verranno indicate appresso, alla quale risultano essere state mosse osservazioni critiche sia con memoria che in sede di discussione orale, da parte del ricorrente, e dalla controricorrente all’udienza odierna;

che, peraltro, tali osservazioni del ricorrente possono essere fatte proprie dal Collegio solo in limitata parte (mentre quelle della controricorrente risultano infondate e comunque riconduciteli a difese di merito, specie con riguardo alla affermata inesistenza di una famiglia di fatto da parte di essa coniuge divorziata);

che, infatti, il ricorrente, ai fini della quantificazione del proprio contributo al coniuge divorziato, ha fondatamente censurato la mancata istruttoria volta ad accertare l’esistenza di una famiglia di fatto, nel frattempo costituita dall’ex moglie, cio’ che – alla luce del principio riportato sopra – rende la richiesta rilevante ed ammissibile; che, peraltro, il ricorrente ha dimostrato che la richiesta di deposito dei documenti relativi ai propri conti correnti bancari venne direttamente dalla Corte territoriale, con un provvedimento in data 27 giugno 2013, onde la non fondatezza della rilevata carenza di ammissibilita’ delle censure relative;

che, pertanto, ha altresi’ errato il giudice distrettuale a non trarre le dovute conseguenze dalla mancata reciproca discovery delle risultanze bancarie, una volta che essa ne aveva ordinato il deposito ad entrambe, ottenendone il rispetto solo da una delle due in contesa; che, a tal proposito, pur avendo il giudice, al riguardo, poteri discrezionali (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 15768 del 2004), va ricordato che l’inosservanza dell’ordine di esibizione di documenti integra un comportamento dal quale il giudice puo’ desumere argomenti di prova a norma dell’articolo 116 c.p.c., comma 2; che, ovviamente, quando la richiesta e’ di tipo simmetrico e rivolta ad entrambe le parti, un tale comportamento risulta neutro ove le medesime abbiano osservato lo stesso contegno (positivo o negativo) ma non quando una abbia lealmente eseguito la richiesta e l’altra no; che, in tali casi, il giudice ove ritenga di utilizzare la documentazione fornita dalla parte che abbia lealmente cooperato dando riscontro alla richiesta, deve anche spiegare come abbia valutato il comportamento negativo dell’altra, a pena di difetto di motivazione, rilevabile avanti a questa Corte;

che, anche a tale proposito, la sentenza deve essere cassata con rinvio alla stessa Corte territoriale (diversamente composta, al riguardo)per dar luogo al un riesame dei fatti, alla luce sia del principio sopra menzionato (in materia di famiglia di fatto del coniuge divorziato) sia in materia di asimmetrica inottemperanza dell’ordine di esibizione dato dal giudice:

In tema di prova in ordine alla capacita’ reddito-patrimoniale dei coniugi nei giudizi di separazione e divorzio, ove il giudice abbia chiesto ad entrambe le parti l’esibizione della documentazione relativa ai rapporti bancari da ciascuna intrattenuti, ed una sola di essi abbia ottemperato alla richiesta fornendo materia per gli accertamenti giudiziali, il giudice che di essi abbia fatto uso ha l’obbligo di motivare in ordine al significato del comportamento omissivo della parte inottemperante, costituendo l’asimmetria comportamentale ed informativa un comportamento da cui desumere argomenti di prova a norma dell’articolo 116 c.p.c., comma 2;

che, pertanto, il ricorso deve essere accolto in parte qua, assorbite le doglianze residue, con rinvio alla Corte a quo per un nuovo esame del caso, condotto alla stregua dei menzionati principi;

che, ai sensi del Decreto Legislativo n. 198 del 2003, articolo 52, deve disporsi che siano omessi le generalita’ e gli altri dati identificativi, in caso di diffusione del presente provvedimento.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, nei sensi di cui in motivazione, e rinvia la causa, anche per le spese di questa fase, alla Corte d’appello di Roma, in diversa composizione.

Dispone che, ai sensi del Decreto Legislativo n. 198 del 2003, articolo 52, siano omessi le generalita’ e gli altri dati identificativi, in caso di diffusione del presente provvedimento.

 

 

Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Civile – 1, Ordinanza 14 maggio – 6 ottobre 2014, n. 21010 Presidente Di Palma – Relatore Dogliotti

Fatto e diritto

 

 

 

In un procedimento di divorzio tra L.L. e B.M. o M.A., la Corte d’Appello di Brescia, con sentenza del 06/06/2011, in parziale riforma della sentenza dei Tribunale di Brescia del 24/11/2010, riduceva l’assegno a carico del marito in favore della moglie, originariamente di €. 3.500,00 mensili, di €. 1.000,00, fino a che la moglie non lasciasse la casa coniugale. 
Propone due ricorsi per cassazione il marito. 
Resiste con due controricorsi la moglie, in uno dei quali propone ricorso incidentale. 
Vanno riuniti tutti i ricorsi avverso la medesima sentenza, ai sensi dell’art. 335 c.p.c., che per un evidente disguido di cancelleria, è stata registrata con due nn. diversi (662 e 669/11). 
Non si ravvisano violazioni di legge. 
Per giurisprudenza ampiamente consolidata, l’assegno per il coniuge deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, e tuttavia indice di tale tenore di vita può essere l’attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi (Cass. n. 2156 del 2010). 
In sostanza i ricorrenti, nelle loro difese, propongono profili e situazioni di fatto, insuscettibili di controllo in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione adeguata e non illogica. 
Quanto ai ricorsi del L., il giudice a quo precisa che la moglie ha dedicato molti anni alla cura dei cinque figli e ha collaborato con il marito alla gestione dell’opificio di cui questi è titolare; cessata la convivenza, ha ripreso l’attività di insegnante elementare, con un reddito annuo di euro 19.000,00 lordi e, a causa dei pochi anni di attività, non potrà godere di pensione adeguata. E’ proprietaria di un appartamento, e dovrà trovarsi una nuova abitazione, lasciando la casa coniugale, di proprietà del marito, in quanto i figli sono ormai maggiorenni ed autosufficienti economicamente. Secondo il giudice a quo, il marito ha un imponente patrimonio immobiliare da cui ricava notevoli redditi di locazione, è titolare di proventi di pensione e della torrefazione C. H. a M. del G., impresa con vari dipendenti e collaboratori esterni e con notevole patrimonio e reddito potenziale. 
Evidenziata la notevole disparità di trattamento, la sentenza impugnata richiama comunque il concreto tenore di vita della famiglia, durante la convivenza matrimoniale ( la moglie disponeva per le spese ordinarie di circa 600 – 700 mila lire settimanali ) e la famiglia disponeva di un ampio parco macchine. 
Va dato atto che il giudice a quo, nella determinazione dell’assegno, tiene pure conto del carico di un altro figlio minore. 
Il ricorrente contesta le argomentazioni puntuali e circostanziate della sentenza in modo talora generico, e introducendo, come si diceva, elementi di fatto, con riferimento alle prove testimoniali e all’espletata consulenza tecnica, insuscettibili di controllo in questa sede. 
Quanto alla decorrenza dell’assegno, oggetto del ricorso incidentale della moglie, come è noto, esso di regola va disposto dalla sentenza, ma il giudice, con potere discrezionale, sorretto da adeguata motivazione, può anticipare la decorrenza fino alla domanda. Nella specie, la Corte di merito, con motivazione congrua e non illogica, giustifica la decorrenza dalla sentenza, con l’accrescimento delle disponibilità economiche del marito nel corso degli anni e con il godimento da parte della moglie della casa coniugale di proprietà esclusiva del marito. Non si ravvisa contraddizione con il fatto che la stessa Corte precisi che, già durante la convivenza matrimoniale, il marito aveva un reddito elevato. 
Vanno rigettati tutti i ricorsi. 
Il tenore della decisione richiede la compensazione delle spese tra le parti.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi e li rigetta; compensa le spese del presente giudizio tra le parti. 
In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere generalità ed atti identificativi, a norma dell’art. 52 d.lgs. n. 196/03, in quanto imposto dalla legge.

ASSEGNO DIVORZILE BOLOGNA , QUANDO ,COME PERCHE’ …..

CASI PRATICI

SEPARAZIONE DEI CONIUGI BOLOGNA, CASI PRATICI

 

Irma

 

Aveva il marito che non pagava gli alimenti per i figli minori?

 

Il marito era dipendente di una fabbrica.

 

Si  proceduto a chiedere il pignoramento di parte dello stipendio

 

Sandra

 

Aveva scoperto la relazione del marito che durava da anni,

 

aveva avuto dei sentori ma nessuna certezza, fino a quando non ha trovato il marito insieme all’amante

 

Sandra aveva tre figli dei quali due minori.

 

Ovviamente il marito non poteva negare l’evidenza.

 

Sandra ha proceduto con separazione giudizialeottenendo giustizia,

 

Carlo

 

La moglie se ne era andata con un altro  e aveva lasciato a Carlo la piccola Bambina.

 

Carlo amava la moglie, del resto la figlia piccola portava meditare bene il da farsi.

 

Riuscimmo a contattare la moglie, a quale firmo’ una separazione consensuale

 

Rosanna e Guido

 

Dopo dieci anni di matrimonio senza figli si accorsero di non amarsi piu’ ognuno voleva la sua libertà.

 

Una bella separazione consensuale liberò i coniugi  e permise loro di affrontare una nuova vita

 

La separazione tra coniugi: un momento difficile.

Le separazioni coniugali sono momenti sempre molto complessi, non solo come è ovvio, da un punto di vista umano (sia per i coniugi, che per tutte le persone coinvolte e in particolare i figli), ma anche da un punto di vista legale.

Per tale motivo, quando una circostanza di questo tipo si rende necessaria, è indispensabile avere al proprio fianco uno studio legale per separazioni, che sia cioè specializzato in questa delicata materia, e sappia offrire i più appropriati consigli per poter risolvere ogni questione legata alla separazione nel modo più rapido ed indolore.

La separazione come una decisione meditata e discussa

Sebbene la separazione è vissuta come momento traumatico , anche qualora esso sia frutto di una decisione ragionevole, coerente e condivisa, uno studio legale per separazioni saprà garantire la massima serenità, impedendo il verificarsi di eventi fortuiti e dolorosi, tipicamente dovuti alla non conoscenza della materia da un punto di vista legale.

La separazione è un momento decisamente doloroso per ambedue i coniugi, a prescindere da chi abbia preso la decisione, rappresenta comunque la chiusura di un capitolo di un tratto di vita trascorso insieme.

ASSEGNO UNA TANTUM

Separazione e divorzio – Assegno di mantenimento coniugale e divorzile – Assegno una tantum – Corresponsione in unica soluzione – Sopravvivenza ulteriori diritti – Esclusione

La corresponsione dell’assegno divorzile in unica soluzione su accordo tra le parti, soggetto a verifica giudiziale, esclude la sopravvivenza, in capo al coniuge beneficiario, di qualsiasi ulteriore diritto, a contenuto patrimoniale o meno, nei confronti dell’altro coniuge, attesa la cessazione, per effetto del divorzio e della suddetta erogazione “una tantum”, di qualsiasi rapporto fra gli stessi, con la conseguenza che nessuna ulteriore prestazione può essere richiesta, neppure per il peggioramento delle condizioni economiche dell’assegnatario o, comunque, per la sopravvenienza dei giustificati motivi cui è subordinata l’ammissibilità della domanda. (Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 08-03-2012, n. 3635)

 

CAPACITA’ LAVORATIVA DEL CONIUGE

Separazione e divorzio – Assegno di mantenimento coniugale e divorzile – Ex coniuge – Capacità lavorativa e di guadagno

L’assegno di divorzio a favore della ex coniuge, sebbene attualmente priva di reddito e impossidente, deve essere liquidato tenendo conto della sua capacità lavorativa, anche potenziale derivante da specifica qualifica professionale. (Cass. civ. Sez. I, Sent., 22-03-2012, n. 4571)

 

DECORRENZA DELL’ASSEGNO

Divorzio – Effetti civili – Cessazione – Mantenimento – Condizioni economiche – Valutazione

L’assegno divorzile decorre dalla sentenza non definitiva del giudizio, secondo quanto statuito dalla L. divorzio, art. 5 (la medesima norma stabilisce la possibilità per il giudice di far decorrere l’assegno dalla domanda, e quindi da un periodo anteriore). Invero, il trascorrere del tempo durante il giudizio di divorzio non può gravare sull’avente diritto. (Nel caso preso in esame dalla Corte, fin dalla separazione e successivamente all’atto della domanda di divorzio e a quello della sentenza non definiva, sussisteva una notevole disparità di posizioni economiche tra i coniugi). (Cass. civ. Sez. I, Sent., 21-01-2014, n. 1163)

Separazione e divorzio – Assegno di mantenimento coniugale e divorzile – Decorrenza dell’assegno divorzile

L’assegno di divorzio, trovando la propria fonte nel nuovo status delle parti, rispetto al quale la pronuncia del giudice ha efficacia costitutiva, decorre dal passaggio in giudicato della statuizione di risoluzione del vincolo coniugale. A tale principio ha introdotto un temperamento la L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 4, comma 10, conferendo al giudice il potere di disporre, in relazione alle circostanze del caso concreto, ed anche in assenza di specifica richiesta, la decorrenza dello stesso assegno dalla data della domanda di divorzio: peraltro il giudice, ove si avvalga di tale potere, è tenuto a motivare adeguatamente la propria decisione. (Cass. civ. Sez. I, Sent., 22-03-2013, n. 7295)

 

Bologna, San Pietro in Casale, San Lazzaro di Savenaseparazione moglie a carico, separazione moglie abbandona tetto coniugale, separazione moglie amante, separazione alimenti moglie, assegno moglie separazione, separazione adulterio moglie, moglie chiede separazione al marito, separazione moglie con reddito, separazione giudiziale moglie non lavora separazione moglie figli, separazione moglie incinta, separazione moglie incinta di un altro, separazione mantenimento moglie e figlio, diritti della moglie nella separazione, separazione moglie russa, separazione moglie straniera figli, separazione moglie lavora marito no,separazione moglie quali diritti , separazione alimenti moglie

 

  • Studio Legale Avvocati | Diritto di Famiglia Divorzio Separazione
  • Avvocato Divorzio Infedeltà coniugale Tradimento Adulterio
  • Separazione Consensuale | Divorzio: Avvocato Matrimonialista Divorzista
  • Mantenimento Del Coniuge Mantenimento Dei Minori Assegno Divorzile Addebito Della Separazione
  • Studio Legale Internazionale | Avvocato Diritto di Famiglia
  • Affidamento dei Figli dopo il Divorzio
  • Avvoco esperto Separazione Divorzio | Diritto di Famiglia
  • Affido figli Minorenni dopo la Separazione
  • Avvocato per Divorzio breve in Italia | Romania – Spagna
  • Matrimonialista Assegno di mantenimento | Divorzio Separazione
  • Divorzio Veloce All’Estero
  • Avvocato per Separazione | patrimonio coniugale impresa familiare
  • Avvocato Divorzio all’ estero | Diritto Internazionale di Famiglia
  • Divorzio o Separazione Figli | Avvocato Diritto di Famiglia
  • Avv Matrimonialista Diritto di Famiglia | Affidamento condiviso Separazione giudiziale
  • Avvocato Diritto di Famiglia | Affidamento Dei Figli Accordi Di Convivenza
  • Riconoscimento della Separazione e del Divorzio Estero in Italia
  • Affidamento o Affido dei Minori Nati da Genitori non Coniugati
  • Annullamento del matrimonio | Civile Religioso | Avv Matrimonialista
  • Affidamento Dei Figli Accordi Di Convivenza Adozioni
  • Scioglimento Del Matrimonio E Cessazione Degli Effetti Civili
  • A chi affidare i figli durante la separazione o divorzio?
  • Divorzio breve | Studio Legale specializzato Separazioni
  • Avvocato Diritto di Famiglia Assegnazione della Casa Coniugale
  • Diritto di Famiglia | Interdizione Inabilitazione Decadenza Sospensione Potestà Genitori
  • Consulenza Assistenza Legale Divorzio Separazione
  • Studio Legale Avvocato specializzato Divorzi Seperazioni con Figli
  • Studio Legale Avvocati esperti in Diritto di Famiglia
  • Avvocati esperti Affidamento Esclusivo e Affidamento Condiviso
Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» ATTENZIONE SEPARAZIONE BOLOGNA GIURISDIZIONE LEGGI SUBITO MI RACCOMANDO Conclusivamente in parziale accoglimento del ricorso del G., la giurisdizione del giudice ordinario italiano va negata rispetto alle domande inerenti all’affidamento ed al mantenimento del figlio delle parti, in quanto devolute in via esclusiva alla competenza del giudice del Regno Unito, e deve invece essere affermata relativamente al giudizio di separazione personale, per il cui ulteriore corso le parti vanno rimesse dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata.

» MANCATO PAGAMENTO ALIMENTI NELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO QUANDO SCATTA IL REATO DI CUI ALL’ART 570 CP

» ATTENZIONE:DIRITTO DI FAMIGLIA BOLOGNA RIDURRE MANTENIMENTO SE MARITO HA FIGLIO IN SECONDO LETTO

» #separazioni#bologna#avvocato#studio#separazioni #Bologna #mobbing #famigliare

» AVVOCATO ESPERTO DIVORZIO BOLOGNA: poneva a carico di quest’ultimo un assegno pari a 200 euro mensili in favore della moglie in virtù dell’Inadeguatezza dei mezzi della C., comparati con quelli dell’ex coniuge e della breve durata (due anni) del vincolo coniugale

» BOLOGNA spese straordinarie separazione 2015 spese straordinarie separazione quali sono spese straordinarie separazione precetto spese straordinarie separazione coniugi spese straordinarie separazione titolo esecutivo spese straordinarie separazione cassazione spese straordinarie separazione competenza giudice di pace spese straordinarie separazione baby sitter

» SEPARAZIONI BOLOGNA, ASCOLTO DEL MINORE, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

» UNIONI CIVILI – IL Matrimonio del transessuale RIMANE valido in attesa di legge che tuteli unioni di fatto Cassazione Civile, sez. I, sentenza 21/04/2015 n° 8097

» 3 ABBANDONO TETTO CONIUGALE – NESSUN ADDEBITO SE CONVIVENZA INTOLLERABILE –AVVOCATO BOLOGNA

» AVOCAT EXPERT EREDITAR Cauze, diviziuni ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 27 martie 2015 – Postat de: Sergio Armaroli – In categoria: testament , TESTAMENT moștenire “A BOLOGNA – Un comentariu AVOCAT EXPERT EREDITAR cauze, DIVIZIUNI ereditare, AVOCAT EXPERT WILLS CAUZE 1) Luca: a avut o dispută cu frații pentru o divizie ereditare. După mai multe negocieri am ajuns la un acord care satisface toata lumea !! 2) Caterina este o doamnă care se căsătorise rus nr a doua soție italian.

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna