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AVVOCATO PER CONCORDATO DIRITTO COMMERCIALE BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI CONCORDATO PREVENTIVO ESPERTO

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ADENAROSVEGLIASCRITTA

   chi non vota concordato preventivo chi paga i dipendenti concordato preventivo chi viene pagato prima concordato preventivo chi firma concordato preventivo chi paga il tfr concordato preventivo chi è legale rappresentante concordato preventivo chi sono i creditori privilegiati chi decide il concordato preventivo chi fa il concordato preventivo chi approva il concordato preventivo chi delibera il concordato preventivo chi può chiedere concordato preventivo chi richiede il concordato preventivo chi gestisce il concordato preventivo chi vota nel concordato preventivo chi è assuntore concordato preventivo cosa concordato preventivo cosa deve fare il dipendente concordato preventivo cosa deve fare il creditore cosa vuol dire concordato preventivo in bianco cos’è il concordato preventivo in bianco cosa prevede il concordato preventivo cosa comporta il concordato preventivo cosa vuol dire concordato preventivo cosa significa concordato preventivo con assegnazione di termine cosa significa concordato preventivo omologato cosa significa concordato preventivo con riserva cosa significa concordato preventivo in bianco cosa significa concordato preventivo quando quando si apre il concordato preventivo quando si conclude il concordato preventivo concordato preventivo quando vengono pagati i dipendenti quando si chiude un concordato preventivo quando si fa il concordato preventivo quando si richiede il concordato preventivo quando si chiude il concordato preventivo quando termina il concordato preventivo quando fare un concordato preventivo quando chiedere il concordato preventivo quando conviene il concordato preventivo quando concordato preventivo perché perchè scegliere il concordato preventivo perchè il concordato preventivo come concordato preventivo come vengono pagati i dipendenti come si traduce concordato preventivo come termina il concordato preventivo come aderire al concordato preventivo come entrare nel concordato preventivo come funziona il concordato preventivo in bianco come accedere al concordato preventivo come uscire dal concordato preventivo come opporsi al concordato preventivo come difendersi dal concordato preventivo come intervenire nel concordato preventivo come inserirsi nel concordato preventivo come si traduce concordato preventivo in inglese come insinuarsi nel concordato preventivo come chiedere concordato preventivo come fare concordato preventivo come funziona concordato preventivo

L’art. 161 comma 7 L.F. a tal proposito dispone che ” dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all’art. 163 il debitore può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto di atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell’art. 111 “.

chi fa il concordato preventivo

 

Lf 161 Può essere proposta soltanto dall’imprenditore debitore. Nella domanda questi deve esporre le cause che hanno determinato la crisi dell’impresa e le motivazioni della proposta di concordato, nonché allegare le scritture contabili, l’elenco nominativo dei creditori e una elencazione analitica di stima delle attività. La domanda di concordato preventivo deve essere presentata al tribunale competente per territorio, cioè quello nella cui circoscrizione si trova la sede principale dell’impresa. Oltre all’imprenditore individuale, anche l’imprenditore collettivo può presentare la domanda di concordato preventivo.

chi può chiedere concordato preventivo

La proposta di concordato preventivo, sottoscritta dai debitori, viene presentata nella forma del ricorso al Tribunale del luogo dove l’impresa ha la sede.

Il Tribunale se ritiene vi siano tutti i presupposti per accettare il ricorso alla procedura di concordato emana il decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Con la procedura di concordato preventivo l’impresa conserva l’amministrazione dei beni e continua ad esercitare l’attività di impresa anche se sotto la vigilanza del commissario giudiziale, nominato dal tribunale con il decreto di ammissione al concordato preventivo, e il giudice delegato.

ADENAROTEMPO

chi vota nel concordato preventivo

 

 per come normato dal nuovo art. 186 bis l.f., sicché a fronte del drastico ridimensionamento dei poteri di controllo del tribunale fallimentare, la centralità acquisita (sia per il voto che per il meccanismo svolto dall’innesco delle eventuali opposizioni nel giudizio di omologazione) dal creditore nella valutazione e controllo della proposta di concordato preventivo, in specie in ragione dei meccanismi di maggioranza nel sistema delle votazioni, non rappresenta una soluzione efficace. Ancora più delicata è la situazione di quei creditori Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.

I creditori privilegiati, quindi, possono quindi essere divisi anche in classi (v. art. 160 l.f.), come gli altri creditori, ma l’aspetto più interessante riguarda il loro rapporto con il voto nel concordato e con le loro garanzie. Può accadere infatti che:
1. la proposta prevede il loro integrale pagamento: non possono votare.
2. i creditori privilegiati rinunciano espressamente alle garanzie, in tutto o in parte: possono votare. Per la parte residua del credito non coperta da garanzie sono equiparati  ai chirografari.
3. la proposta non prevede la loro integrale soddisfazione ex art. 160; per la rimanente parte del credito sono equiparati ai creditori chirografari.

quando si fa il concordato preventivo

Nel concordato, però, più che altro siamo di fronte ad una proposta del debitore che deve essere approvata dalla maggioranza dei creditori: la soddisfazione, nella maggior parte dei casi, finisce per essere quasi sicuramente parziale.

l concordato preventivo, come è noto, è la proposta che l’imprenditore, trovandosi in stato di insolvenza o di crisi (come recita il testo legislativo novellato) rivolge ai propri creditori finalizzata ad un parziale pagamento dei suoi crediti.
La finalità del concordato preventivo (soprattutto di quello di continuità) è la salvaguardia dell’azienda e la tutela del patrimonio nell’interesse dei creditori stessi; non va infatti dimenticato che il concordato deve risultare, al vaglio del Tribunale, più vantaggioso per i creditori rispetto al fallimento.

come inserirsi nel concordato preventivo

Stante che un provvedimento emesso in forma diversa della sentenza può essere soggetto a ricorso straordinario per cassazione esclusivamente allorché è decisorio e definitivo, il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi del secondo comma dell’art. 162 L.F. (anche, a seguito del richiamo ex art. 179, primo comma, L.F., per mancato  raggiungimento delle maggioranze richieste dal primo comma dell’art. 177 L.F.) non è dato fare ricorso a tale impugnativa, in quanto in tale ipotesi il decreto, pur presentando indubbiamente il carattere della definitività – in quanto espressamente dichiarato “non soggetto a reclamo” – non presenta anche il carattere della decisorietà dal momento che viene emesso dal tribunale a prescindere da una controversia, anche solo potenziale, tra parti contrapposte, bensì all’esito di un procedimento che prevede solo  che sia “sentito il debitore”.

ADENAROTAGLIO

come opporsi al concordato preventivo

Art. 162. – Inammissibilita’ della domanda.

Art. 173. – Revoca dell’ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura.

Art. 177. – Maggioranza per l’approvazione del concordato.

Art. 179. – Mancata approvazione del concordato.

Art. 180. – Giudizio di omologazione

Art. 183. – Reclamo.

Ai sensi dell’art. 167 durante la procedura di concordato, il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale. I mutui, anche sotto forma cambiaria, le transazioni, i compromessi, le alienazioni di beni immobili, le concessioni di ipoteche o di pegno, le fideiussioni, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi, le cancellazioni di ipoteche, le restituzioni di pegni, le accettazioni di eredità e di donazioni e in genere gli atti eccedenti la ordinaria amministrazione, compiuti senza l’autorizzazione scritta del giudice delegato, sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Il giudice delegato, immediatamente dopo il decreto di ammissione al concordato, ne fa annotazione sotto l’ultima scrittura dei libri presentati. I libri sono restituiti al debitore, che deve tenerli a disposizione del giudice delegato e del commissario giudiziale.

come intervenire nel concordato preventivo

Art. 162. – Inammissibilita’ della domanda.

Art. 179. – Mancata approvazione del concordato

Dispositivo dell’art. 179 Legge Fallimentare

Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell’art. 162, secondo comma .
Quando il commissario giudiziale rileva, dopo l’approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne dà avviso ai creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all’udienza di cui all’articolo 180 per modificare il voto.

Art. 180. – Giudizio di omologazione concordato preventivo

Se il concordato è stato approvato a norma del primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato riferisce al tribunale il quale fissa un’udienza in camera di consiglio per la comparizione delle parti e del commissario giudiziale, disponendo che il provvedimento venga pubblicato a norma dell’articolo 17 e notificato, a cura del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali creditori dissenzienti.
Il debitore, il commissario giudiziale, gli eventuali creditori dissenzienti e qualsiasi interessato devono costituirsi almeno dieci giorni prima dell’udienza fissata. Nel medesimo termine il commissario giudiziale deve depositare il proprio motivato parere.
Se non sono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l’esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame.
Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 177 se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
Il tribunale provvede con decreto motivato comunicato al debitore e al commissario giudiziale, che provvede a darne notizia ai creditori. Il decreto è pubblicato a norma dell’articolo 17 ed è provvisoriamente esecutivo.
Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che fissa altresì le condizioni e le modalità per lo svincolo.
Il tribunale, se respinge il concordato, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui gli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore, con separata sentenza, emessa contestualmente al decreto.

come aderire al concordato preventivo

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