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Assistenza RISARCIMENTO Incidenti Camion e Tir FURGONI BOLOGNA CESENA RIMINI FORLI RAVENNA ROVIGO VICENZA TREVISO PADOVA Ottieni il Giusto Risarcimento AVVOCATO INCIDENTI STRADALI CAMION TIR CAMION, AVERE UN INCIDENTE CON UN TIR E CAMION PROVOCA DANNI SPESSO ENORMI

 

Assistenza Risarcimento Incidenti Camion e Tir

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Chi è colpito da un lutto in famiglia è costretto a convivere con un profondo senso di vuoto e di impotenza. Il patimento morale che ne deriva è tutt’altro che trascurabile.

Sul come dovesse essere risarcito detto pregiudizio si sono succeduti diversi orientamenti giurisprudenziali e dottrinali.

danno della perdita della vita, bene supremo dell’individuo. Il danno cagionato da tale perdita da un fatto illecito, quindi in caso di incidente stradale mortale, il danno deve essere ristorato, in assenza della vittima (ovviamente) il danno è trasmissibile ai suoi eredi.

Il danno da morte prevede il risarcimento del danno biologico e morale cagionato al defunto e che viene quindi trasmesso ai suoi eredi (iure ereditatis).

danni morali, invece, spettano alle persone legittimate all’ottenimento dello stesso per aver cagionato loro sofferenza e perturbamento a seguito della morte del loro congiunto.

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In caso di incidente stradale il più delle volte il danneggiato evita di affidarsi ad un avvocato per le pratiche di risarcimento, perché “spaventato” dalle spese legali da sostenere.

Per la valutazione degli eventuali postumi residuati dal sinistro al Cliente verrà consigliato di sottoporsi ad una visita medico-legale di parte.

FONDO VITTIME DELLA STRADA Assistenza Incidenti Camion e Tir

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incidente-stradale

 

Se chi ha causato l’incidente non è coperto da assicurazione, difficilmente potrà pagare i danni, per questo è stato creato il Fondo Vittime della Strada che provvede al risarcimento dei danni causati da:

veicoli non identificati (per soli danni alle persone)

veicoli non assicurati (per danni alle persone e alle cose, ma per quest’ultimo caso con una franchigia di 500,00 €)

veicoli assicurati con imprese poste in liquidazione coatta (cioè fallite, quindi non più in grado di risarcire i danni)

veicoli messi in circolazione contro la volontà del proprietario (ad esempio rubati)

Lo Studio vanta una consolidata esperienza in materia e grazie al costante aggiornamento dei professionisti, assiste il cliente sia nella fase stragiudiziale che in quella contenziosa affinché questi possa ottenere il giusto risarcimento del danno subito.

DANNO ALLA CONVIVENTE Assistenza Incidenti Camion e Tir

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ACLIPRIMO

Cassazione Civile, Sez. III, 07 Giugno 2011, n. 12278

 

In caso di incidente mortale, il risarcimento del danno morale deve essere riconosciuto sia alla famiglia legale della vittima,  sia alla c.d. famiglia di fatto (ossia al convivente more uxorio ed agli eventuali figli). L’unico presupposto richiesto per ottenere tale risarcimento è  che “venga fornita, con qualsiasi mezzo, la prova dell’esistenza e della durata di una comunanza di vita e di affetti e di una vicendevole assistenza morale e materiale, cioè di una relazione di convivenza avente le stesse caratteristiche di quelle dal legislatore ritenute proprie del vincolo coniugale”.

 

 

Nella maggior parte dei casi i danneggiati accettano la proposta di liquidazione offerta dalla compagnia assicurativa senza pensare che spesso vi è una differenza enorme tra quanto offerto e quanto realmente dovrebbero ottenere per le lesioni e i danni subiti a causa di un incidente stradale.

 

 

 

E’ proprio su questa differenza, confidano le compagnie assicurative che cercano di liquidare il danno nel minor tempo possibile non nel vostro interesse, ma al fine di evitare l’intervento di un avvocato esperto in infortunistica stradale. Questo consente a loro sia di limitare l’entità del risarcimento a voi dovuto e sia di risparmiare la parcella del professionista che è sempre a carico della compagnia assicurativa:

 

Risarcimento Danni Sinistri Mortali o Tanatologici Assistenza Incidenti Camion e Tir

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ADENAROSVEGLIASCRITTA

QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZA LUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

Risarcimento Danni conseguenti a Gravi Lesioni Macropermanenti (superiori al 9% d’invalidità permanente) Assistenza Incidenti Camion e Tir

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Risarcimento Danni conseguenti a Lesioni Micropermanenti (inferiori o pari al 9% d’invalidità permanente) Assistenza Incidenti Camion e Tir

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Risarcimento Danni c.d. da Rimbalzo, ovvero patiti dai parenti della vittima Assistenza Incidenti Camion e Tir

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Risarcimento Danni di pertinenza del “Fondo per le vittime della strada”, ai sensi dell’art. 283 del D.lgs. n. 209 7/9/05, Assistenza Incidenti Camion e Tir

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LESIONI DA INCIDENTE

Infine occorrerà sottoporsi a degli accertamenti medico-legali per quantificare esattamente il danno. La procedura, in realtà, è molto più semplice di quanto non sembri. Qui basta dire che i danni alla persona sono espressi in punti percentuali e che ogni punto viene liquidato con una certa cifra che varia in funzione del numero dei punti di invalidità e dell’età del soggetto infortunato.

  A seguito della morte di una persona verificatasi in conseguenza di un incidente causato dalla condotta illecita altrui, coloro che al momento del decesso si trovavano in una relazione affettiva con la vittima hanno diritto, ove ne provino l’esistenza, al risarcimento del danno alla propria integrità psico-fisica, patita a causa dell’evento luttuoso che li ha colpiti. Tale tipologia di danno viene comunemente detto “danno da perdita parentale” o “danno parentale”. l danno patrimoniale da lucro cessante, risarcibile ai congiunti di
chi sia deceduto a seguito di fatto illecito, può consistere o nella diminuzione
di contributi o sovvenzioni; oppure nella perdita di utilità che, per legge (ad
es., ex art. 230 bis, 315, 433 c.c.) o per solidarietà familiare, sarebbero
state conferite dal soggetto scomparso (ex permultis, Cass., 11-01-1988, n. 23,
in Foro it. Rep., 1988, Danni civili, n. 140, in seguito sempre conforme).

 

 

 

 

Con la sentenza n. 1361 del 23 gennaio 2014, questa stessa sezione ha affermato il principio secondo il quale deve ritenersi risarcibile iure haereditario il danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni riportate a seguito di un incidente stradale.

 Tale sentenza si pone in consapevole contrasto con la propria, precedente giurisprudenza, che più volte ha avuto modo di pronunciarsi in senso opposto in subiecta materia.

In particolare, la pronuncia n. 6754/2011 di questa stessa sezione, nella scia di una risalente giurisprudenza di legittimità (Cass. ss.uu. n. 3475 del 1925, cui, nel tempo, si sarebbero conformate, tra le tante, Cass. n. 2654 del 2012 e n. 13672 del 2010), aveva affermato il principio di diritto della irrisarcibilità per via ereditaria del danno da morte immediata;

3.2. Il principio, come è noto, era stato espressamente posto a fondamento della decisione n. 372 del 1994 della Corte Costituzionale, che aveva escluso profili di illegittimità costituzionale dell’art. 2043 c.c., in relazione al c.d. “danno biologico da morte”, in dipendenza del “limite strutturale della responsabilità civile, nella quale sia l’oggetto del risarcimento che la liquidazione del danno devono riferirsi non alla lesione per se stessa, ma alle conseguenti perdite a carico della persona offesa”.

La giurisprudenza di questa sezione si è poi spinta, in tempi più recenti, ad affermare la trasmissibilità agli eredi del diritto al risarcimento del danno non patrimoniale consistito nella sofferenza morale provata tra l’infortunio e la morte solo se, in tale periodo di tempo, la persona sia rimasta lucida e cosciente.

La questione venne esaminata funditus nella decisione n. 26972 del 2008, con la quale le Sezioni unite, chiamate a dare risposta a un coacervo di quesiti – posti dall’ordinanza di rimessione n. 4712 del 2008 – inerenti alla complessa materia della liquidazione del danno non patrimoniale, ebbero modo di affermare che la costante giurisprudenza di legittimità, da una parte, nega, nel caso di morte immediata o intervenuta a breve distanza dall’evento lesivo, il risarcimento del danno biologico per le perdita della vita (sent. n. 1704/1997, n. 491/1999, n. 13336/1999, n. 887/2002, n. 517/2006), e d’altra parte lo ammette per la perdita della salute solo se il soggetto sia rimasto in vita per un tempo apprezzabile (sent. n. 6404/1998, n. 9620/2003, n. 4754/2004, n. 15404/2004), ed a questo lo commisura, osservando poi come venga in considerazione il tema della risarcibilità della sofferenza psichica, di massima intensità anche se di durata contenuta, nel caso di morte che segua le lesioni dopo breve tempo: sofferenza che, non essendo suscettibile di degenerare in danno biologico, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, non può che essere risarcita come danno morale, nella sua nuova più ampia accezione, e concludendo che, d’altra parte, non può in questa sede essere rimeditato il richiamato indirizzo giurisprudenziale, non essendosi manifestato in questa Corte un argomentato dissenso;

Sul tema del danno da morte immediata (il tema, cioè, in relazione al quale le sezioni unite avevano escluso la possibilità di rimeditare il costante indirizzo giurisprudenziale della Corte in assenza di un argomentato dissenso), una recente sentenza di questa sezione (la n. 19133/2011) ha affermato il principio che quando all’estrema gravità delle lesioni segua, dopo un intervallo di tempo brevissimo …., la morte, non può essere risarcito il danno biologico “terminale” connesso alla perdita della vita come massima espressione del bene salute, ma esclusivamente il danno morale, dal primo ontologicamente distinto, fondato sull’intensa sofferenza d’animo conseguente alla consapevolezza delle condizioni cliniche seguito al sinistro;

Con ampia e articolata motivazione, la pronuncia n. 1361/2014, dopo un lungo excursus sul panorama dottrinario e sui dicta di parte della giurisprudenza di merito, è pervenuta, dunque, ad una diversa conclusione, sulla premessa secondo la quale “la perdita della vita non può lasciarsi, invero, priva di tutela (anche) civilistica”, poichè “il diritto alla vita è altro e diverso dal diritto alla salute”, così che la sua risarcibilità “costituisce realtà ontologica ed imprescindibile eccezione al principio della risarcibilità dei soli danni conseguenza”;

  A seguito della morte di una persona verificatasi in conseguenza di un incidente causato dalla condotta illecita altrui, coloro che al momento del decesso si trovavano in una relazione affettiva con la vittima hanno diritto, ove ne provino l’esistenza, al risarcimento del danno alla propria integrità psico-fisica, patita a causa dell’evento luttuoso che li ha colpiti. Tale tipologia di danno viene comunemente detto “danno da perdita parentale” o “danno parentale”.

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By | 2017-07-04T10:05:44+00:00 maggio 31st, 2017|avvocati Bologna risarcimento danni|0 Comments

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