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BADANTE BOLOGNA IMOLA FORLI RAVENNA RAPPORTO DI LAVORO-ASSISTENZA LEGALE BASDANTI

BADANTE BOLOGNA IMOLA FORLI RAVENNA RAPPORTO DI LAVORO

 ADENAROOROLOGIO

Con sentenza del 7 dicembre 2009, la Corte d’Appello di Roma, in riforma della decisione di parziale accoglimento resa dal Tribunale di Roma, rigettava la domanda proposta da G.M. nei confronti di G.D.M., alle dipendenze dei quale, in una con la defunta Sig.ra A. R., zia del medesimo, aveva prestato servizio in qualità di assistente geriatrico e collaboratrice domestica, avente ad oggetto la condanna dei G.D.M., rimasto contumace, al pagamento delle differenze retributive maturate in relazione all’asserita spettanza del livello 1° della classificazione dei personale del CCNL per i lavoratori domestici oltre ai ratei di ferie e tredicesima mensilità, indennità di preavviso, TFR nonché ai contributi assicurativi e previdenziali dovuti o al risarcimento del danno da omessa contribuzione

La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto, da un lato, il difetto di legittimazione passiva del G.D.M. per aver egli rinunciato all’eredità della Sig.ra R., dall’altro, l’insussistenza di obblighi a suo diretto carico, anche aldilà dell’incertezza della sua vocatio in ius in proprio e non solo per la sua qualità di erede, a motivo del mancato assolvimento da parte della M. dell’onere della prova circa la diretta titolarità del rapporto di lavoro in capo al medesimo.

 

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 8 luglio – 8 ottobre 2015, n. 20190
Presidente Bandini – Relatore De Marinis
Svolgimento del processo

Con sentenza del 7 dicembre 2009, la Corte d’Appello di Roma, in riforma della decisione di parziale accoglimento resa dal Tribunale di Roma, rigettava la domanda proposta da G.M. nei confronti di G.D.M., alle dipendenze dei quale, in una con la defunta Sig.ra A. R., zia del medesimo, aveva prestato servizio in qualità di assistente geriatrico e collaboratrice domestica, avente ad oggetto la condanna dei G.D.M., rimasto contumace, al pagamento delle differenze retributive maturate in relazione all’asserita spettanza del livello 1° della classificazione dei personale del CCNL per i lavoratori domestici oltre ai ratei di ferie e tredicesima mensilità, indennità di preavviso, TFR nonché ai contributi assicurativi e previdenziali dovuti o al risarcimento del danno da omessa contribuzione

La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto, da un lato, il difetto di legittimazione passiva del G.D.M. per aver egli rinunciato all’eredità della Sig.ra R., dall’altro, l’insussistenza di obblighi a suo diretto carico, anche aldilà dell’incertezza della sua vocatio in ius in proprio e non solo per la sua qualità di erede, a motivo del mancato assolvimento da parte della M. dell’onere della prova circa la diretta titolarità del rapporto di lavoro in capo al medesimo.

Per la cassazione di tale decisione ricorre la M., affidando l’impugnazione a tre motivi,.cui resiste, con controricorso, il G.D.M..

Motivi della decisione

Il primo motivo, con cui la ricorrente imputa alla Corte territoriale la mancata declaratoria di improcedibilità del gravame proposto dalla controparte, per non aver questa dato corso alla notifica del ricorso, tempestivamente depositato, e dei decreto di fissazione dell’udienza nel termine di giorni dieci dalla comunicazione dell’emanazione del decreto medesimo, secondo quanto sancito da questa Corte con la decisione resa a sezioni unite n. 20604 del 30.7.2008, deve ritenersi infondato, tenuto conto che al suddetto arresto interpretativo questa Corte è pervenuta per effetto del radicale mutamento del proprio precedente orientamento (c.d,.”overruling”), intervenuto, tuttavia, in epoca ampiamente successiva alla proposizione del gravame in questione e con carattere di imprevedibilità (per aver agito in modo inopinato e repentino sul consolidato orientamento pregresso), giustificandosi, cosi, una scissione tra il fatto (e cioè il comportamento della parte risultante “ex post” non conforme alla corretta regola dei processo) e l’effetto, di preclusione o decadenza, che ne dovrebbe derivare, con la conseguenza che – in considerazione del bilanciamento dei valori in gioco, tra i quali assume preminenza quello del giusto processo (art. 111 Cost) , volto a tutelare l’effettività dei mezzi di azione e difesa anche attraverso la celebrazione di un giudizio che tenda, essenzialmente, alla decisione di merito – deve escludersi l’operatività della preclusione o della decadenza derivante dall’overruling nei confronti della parte che abbia confidato incolpevolmente (e cioè non oltre il momento di oggettiva conoscibilità dell’arresto nomofilattico correttivo, da verificarsi in concreto) nella consolidata precedente interpretazione della regola stessa, la quale,

sebbene soltanto sul piano fattuale, aveva comunque creato l’apparenza di una regola conforme alla legge dei tempo (cfr., ex plurimis, Cass. 11.7.2011 ,n. 15144 e, da ultimo, in termini, Cass. 4.6.2014, n. 12521).
Parimenti infondati devono ritenersi il secondo ed il terzo motivo, che si appalesano connessi, essendo con essi imputato alla Corte territoriale la non conformità a diritto e l’incongruità logica dello statuito difetto di legittimazione passiva del G.D.M., pronunzia inficiata, a detta della ricorrente, dall’omessa considerazione degli elementi di fatto, che la stessa assume non contestati e, comunque, erroneamente non fatti oggetto di accertamento istruttorio, anche valendosi dei ricorso ai propri poteri d’ufficio, da parte della Corte territoriale, attestanti la titolarità, anche diretta, del dedotto rapporto di lavoro in capo al G.D.M..

Ed invero, la censurata statuizione circa il difetto di legittimazione passiva del G.D.M. risulta verificata, non solo in relazione alla documentata rinuncia da parte dei medesimo all’eredità della Sig.ra R., ma, altresì, in relazione a quegli elementi di fatto, dedotti con il ricorso introduttivo, che avrebbero dovuto, nelle intenzioni della ricorrente, comprovare la titolarità diretta dei rapporto in capo al G.D.M. e che, di contro, la Corte territoriale ha rilevato essere privi di supporto probatorio, escludendo che questo, come preteso dalla ricorrente stessa, potesse derivare dalla mancata contestazione degli stessi in prime cure da parte del G.D.M., non potendosi far discendere una simile conseguenza dal suo essere rimasto contumace in quella fase del giudizio o potesse essere rinvenuto valendosi dei propri poteri d’ufficio in difetto di specifica devoluzione al giudice del gravame, da parte dell’appellata vittoriosa in primo grado, anche del riesame delle proprie richieste istruttorie sulle quali il primo giudice non si è pronunciato, richiamando specificamente le difese di primo grado, in guisa da far ritenere in modo inequivocabile di aver riproposto l’istanza di ammissione della prova (cfr. Cass. 27.10.2009, n. 22687 e Cass. 11.2.2011, n. 3376) Il ricorso va, dunque rigettato.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in euro 100,00 per esborsi ed euro 3.000,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e accessori come per legge.

Giova in proposito richiamare l’orientamento di codesta Corte secondo cui un siffatto modo di articolare la censura nei confronti della decisione impugnata (nel difetto di un qualsivoglia coordinamento, con le fattispecie di vizio tassativamente previste dall’art. 360 cod. proc. civ.) non appare rispettoso del sistema processuale vigente, in relazione alla formula prevista per il ricorso ex art. 360 cod. proc. civ. (Cass. n. 19959/2014).

Quello per Cassazione è un giudizio a critica vincolata, pertanto, “…La tassatività e specificità del motivo di censura esigono … una precisa formulazione, in modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche di censura enucleate dal codice di rito” (Cass. n. 18202/2008).

Un motivo d’impugnazione tanto confuso e generico non ha la capacità di incidere sulla decisione gravata, la quale mette ordine in una vicenda lavorativa caratterizzata da periodi d’informalità, per un permesso di soggiorno intervenuto solo dopo alcuni anni dall’instaurazione del rapporto. La Corte d’Appello valuta l’assestamento contrattuale della lavoratrice nel passaggio dalla condizione d’irregolarità a quella di subordinazione regolare, prendendo a riferimento l’accordo sottoscritto dalle contraenti presso l’Associazione C.I.U., dai cui conteggi, uniti alle risultanze probatorie acquisite nel corso del giudizio, si desume la legittimità delle detrazioni applicate dalla datrice per compensazione, avendo ricevuto, la lavoratrice, somme maggiori di quelle effettivamente dovute.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2017, n. 10698

Contratto di lavoro domestico – Mansioni di badante – Permesso di soggiorno – Accertamento della subordinazione – Differenze retributive

Fatti di causa

La Corte d’Appello di Roma, con sentenza in data 6/10/2011, ha confermato la decisione del Tribunale in data 27/11/2007, con cui si rigettava il ricorso di Z.C., alle dipendenze di C.G. dal 10/10/2001 al 25/4/2004 con mansioni di badante per assistere il marito invalido, regolarmente solo dal 2003, una volta ottenuto il permesso di soggiorno con contratto di lavoro domestico. La Corte territoriale ha confermato la pronuncia di prime cure circa l’insussistenza del diritto della ricorrente alle differenze retributive rivendicate e ha confermato altresì la condanna inflitta dal primo giudice per lite temeraria, per non aver la ricorrente fatto cenno né nel ricorso introduttivo del giudizio né in seguito, del fatto di aver percepito a titolo retributivo le somme concordate con la convenuta attraverso l’associazione Culturale C.I.U.

Per la cassazione della sentenza ricorre Z.C. con un unico articolato motivo di ricorso.

Il datore di lavoro rimane intimato.

Ragioni della decisione

La sentenza d’Appello è censurata con un unico motivo di ricorso, per errore in procedendo, nella parte in cui ha rigettato la domanda di accertamento della subordinazione, ritenendola pacificamente incontestata; per vizio di motivazione per quanto attiene alla condanna per lite temeraria, che non sarebbe stata provata ai sensi dell’art. 96 cod. proc. civ.

Quanto alla ricostruzione della posizione creditoria della ricorrente da parte della Corte d’Appello, quest’ultima avrebbe omesso di motivare su circostanze ritenute decisive ai fini del giudizio, quali in particolare quella dell’intervenuta decurtazione di somme percepite risultanti dal conteggio depositato e quella concernente la base di calcolo adottata per la determinazione del residuo dovuto a titolo di ferie, tredicesima, differenze retributive e preavviso, inferiore a quella spettante.

Il motivo è in parte inammissibile e in parte infondato.

Con l’unico motivo d’impugnazione parte ricorrente si duole contemporaneamente e sotto una molteplicità di profili tra loro confusi e impropriamente combinati dell’esito della controversia, censurando liberamente le conclusioni cui il giudice del merito è pervenuto e rinnovando più che altro le doglianze già formulate per censurare il provvedimento gravato.

Giova in proposito richiamare l’orientamento di codesta Corte secondo cui un siffatto modo di articolare la censura nei confronti della decisione impugnata (nel difetto di un qualsivoglia coordinamento, con le fattispecie di vizio tassativamente previste dall’art. 360 cod. proc. civ.) non appare rispettoso del sistema processuale vigente, in relazione alla formula prevista per il ricorso ex art. 360 cod. proc. civ. (Cass. n. 19959/2014).

Quello per Cassazione è un giudizio a critica vincolata, pertanto, “…La tassatività e specificità del motivo di censura esigono … una precisa formulazione, in modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche di censura enucleate dal codice di rito” (Cass. n. 18202/2008).

Un motivo d’impugnazione tanto confuso e generico non ha la capacità di incidere sulla decisione gravata, la quale mette ordine in una vicenda lavorativa caratterizzata da periodi d’informalità, per un permesso di soggiorno intervenuto solo dopo alcuni anni dall’instaurazione del rapporto. La Corte d’Appello valuta l’assestamento contrattuale della lavoratrice nel passaggio dalla condizione d’irregolarità a quella di subordinazione regolare, prendendo a riferimento l’accordo sottoscritto dalle contraenti presso l’Associazione C.I.U., dai cui conteggi, uniti alle risultanze probatorie acquisite nel corso del giudizio, si desume la legittimità delle detrazioni applicate dalla datrice per compensazione, avendo ricevuto, la lavoratrice, somme maggiori di quelle effettivamente dovute.

Il puntuale percorso argomentativo della Corte territoriale, da cui si evince l’insussistenza del diritto della ricorrente a percepire differenze retributive e spettanze ad altro titolo resta valido, dando conto in modo congruo e coerente delle condizioni materiali del rapporto dall’inizio fino al suo scioglimento.

Neanche quanto alla condanna per lite temeraria, ai sensi dell’art. 96 cod. proc. civ., la sentenza gravata è suscettibile di censura, essendo nei poteri del giudice del merito applicare d’ufficio la misura equitativa, quale sanzione per un comportamento omissivo rivolto a rallentare il rapido e regolare svolgimento del processo.

In definitiva, il ricorso va rigettato.

Nessuna statuizione deve essere assunta sulle spese, poiché il datore di lavoro non ha svolto attività difensiva.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

 

………………

BOLOGNA BOLOGNA IMOLA FORLI RAVENNA RELAȚIE DE LUCRU

 ADENAROOROLOGIO

Prin hotărârea din 7 decembrie 2009, Curtea de Apel de la Roma, în urma unei reforme a deciziei parțiale a Tribunale di Roma, a respins cererea formulată de GM împotriva GDM, la care, în ultimul caz, . AR, matusa ei, a servit ca asistent geriatric si colaborator intern pentru condamnarea GDM, care a ramas falsificata, pentru plata diferentelor de remunerare acumulate in raport cu pretinsul nivel 1 al clasificarii Personalul CCNL pentru lucrătorii la domiciliu, în plus față de indemnizațiile de vacanță și de 13 luni, plățile în avans, indemnizațiile de despăgubire și prestațiile de asigurări și contribuțiile la asigurările sociale sau compensațiile pentru daune necondiționate

Decizia Curții teritoriale rezultă din această constatare, pe de o parte, a legitimității pasive defectuoase a GDM pentru renunțarea la moștenirea domnului R., pe de altă parte, lipsa obligațiilor care îi revin direct , De asemenea, dincolo de incertitudinea vocii sale în ius în propria sa situație și nu numai datorită calității moștenitorilor săi din cauza nerespectării de către M. a sarcinii probei cu privire la proprietatea directă a relației de muncă în același timp .

 

CURTEA DE CASAȚIE, SEC. LUCRARE, HOTĂRÂRE 8 IULIE – 8 OCTOMBRIE 2015, NR. 20190
președintele bandini – relator de marinis
procesul procesului

Prin hotărârea din 7 decembrie 2009, Curtea de Apel de la Roma, în urma unei reforme a deciziei parțiale a Tribunale di Roma, a respins cererea formulată de GM împotriva GDM, la care, în ultimul caz, . AR, matusa ei, a servit ca asistent geriatric si colaborator intern pentru condamnarea GDM, care a ramas falsificata, pentru plata diferentelor de remunerare acumulate in raport cu pretinsul nivel 1 al clasificarii Personalul CCNL pentru lucrătorii la domiciliu, în plus față de indemnizațiile de vacanță și de 13 luni, plățile în avans, indemnizațiile de despăgubire și prestațiile de asigurări și contribuțiile la asigurările sociale sau compensațiile pentru daune necondiționate

Decizia Curții teritoriale rezultă din această constatare, pe de o parte, a legitimității pasive defectuoase a GDM pentru renunțarea la moștenirea domnului R., pe de altă parte, lipsa obligațiilor care îi revin direct , De asemenea, dincolo de incertitudinea vocii sale în ius în propria sa situație și nu numai datorită calității moștenitorilor săi din cauza nerespectării de către M. a sarcinii probei cu privire la proprietatea directă a relației de muncă în același timp .

Decizia de a contesta această decizie se întemeiază pe domnul M., invocând trei motive de recurs, contestând GDM cu apărarea.

Motivele deciziei

Primul motiv, întemeiat pe faptul că recurenta atribuie Curții teritoriale lipsa pronunțării excepției de nelegalitate propusă de cealaltă parte, întrucât nu a notificat cererea în timp util, iar declarațiile de ședință în termen de zece zile De la notificarea emiterii decretului, așa cum a decis Curtea de Justiție prin decizia luată în sindicatele n. 20604 din 30 iulie 2008, trebuie să fie considerată neîntemeiată, dat fiind că Curtea a ajuns la această interpretare ca urmare a schimbării radicale a suprimării sale anterioare, care totuși a avut loc într-o perioadă care a urmat, în mare măsură, (Pentru că a acționat într-o manieră fără precedent și bruscă asupra abordării consolidate prestabilite), justificând astfel o împărțire între acest fapt (adică comportamentul partidului “ex post” care nu respectă regula corectă a Procesul) și efectul blocării sau decadenței care ar trebui să rezulte din aceasta, cu consecința că, având în vedere echilibrarea valorilor în cauză, care are prioritate față de cea a procesului potrivit (Costul articolului 111), care vizează protejarea Eficacitatea mijloacelor de acțiune și apărare, de asemenea, prin celebrarea unei hotărâri care tinde, în esență, la decizia de merit – Să fie precaut de operațiunea de blocare sau decădere care rezultă din depășirea față de partid care sa bazat în mod reticent (adică nu mai târziu de momentul cunoașterii obiective a arestării netoplatice corective, care are loc în termeni concreți) în interpretarea consolidată anterior a regulii , Care,

Deși numai la un nivel de fapt, a creat apariția unei reguli conforme cu legea timpului (vezi ex luxrim, Cass 11/07/2011, nr. 15144 și, în final, în termenii Cass, 4.6.2014, 12521).
De asemenea, neîntemeiată, al doilea și al treilea motiv trebuie să fie considerate ca fiind legate de faptul că acestea sunt acuzate de către instanța teritorială pentru nerespectarea legii și pentru neconcordanța logică a traseului defectuos al GDM, astfel cum susține recurentul, De la simpla luare în considerare a elementelor factuale pe care le consideră neconfirmate și, în orice caz, incorect să nu facă obiectul unei examinări a unei investigații, inclusiv prin invocarea competențelor sale de acțiune de către Curtea Teritorială, care să ateste proprietatea sa, , Din relația de muncă dedusă cu GDM.

Într-adevăr, declarația cenzurată despre legitimitatea pasivă defectuoasă a GDM este verificată nu numai în legătură cu renunțarea documentată la moștenirea domnului M, ci și în legătură cu aceste fapte, Astfel cum se pretinde în cerere, care ar trebui, în intențiile reclamantei, să dovedească faptul că GDM a deținut direct raportul și că, pe de altă parte, Curtea Teritorială a constatat că nu a avut niciun sprijin provizoriu, cu excepția faptului că, astfel cum susține reclamanta Același lucru ar putea fi atribuit faptului că GDM nu le-a contestat în îngrijire primară, deoarece nu a putut provoca o astfel de consecință controversată în acel stadiu al procesului sau să se găsească în virtutea propriilor puteri de mandat în absența unei devoluții specifice Pentru judecătorul procesului, de către recurentul câștigător în primă instanță, și de revizuirea cererilor sale Asupra căruia prima instanță nu sa pronunțat, referindu-se în mod special la inculpații de primă instanță, în măsura în care a considerat în mod neechivoc că a reproșat cererea DE PROBĂ (CF. CASS. 27.10.2009, N. 22687 ȘI CASS. 11.2.2011, N. 3376) PRIN URMARE, CEREREA TREBUIE RESPINSĂ .

Cheltuielile se efectuează după cum urmează și se lichidează pe dispozitiv.

PQM

Curtea respinge recursul și îl condamnă pe reclamant pentru plata cheltuielilor aferente acestei hotărâri de legalitate care lichidează în valoare de 100,00 euro pentru plăți și 3 000,00 euro pentru remunerare, plus cheltuieli generale de 15% și accesorii conform legii.

În această privință, trebuie să se facă trimitere la opinia Curții potrivit căreia o astfel de metodă de cenzurare a deciziei atacate (în absența oricărei coordonări cu cazurile de viciu, astfel cum este prevăzut la articolul 360 din Codul civil italian, ) Nu pare să respecte sistemul actual de procedură, în raport cu formula prevăzută în recursul prevăzut la art. 360 cod. proc. civ. (Caseta nr. 19959/2014).

Cel pentru Curtea Supremă este o hotărâre criticată, prin urmare … “Tassativitatea și specificitatea motivului de cenzură necesită … o formulare precisă, astfel încât viciul raportat să se încadreze în categoriile logice de cenzură enucleate prin codul ritului” (Cass. . 18202/2008).

Un astfel de recurs confuz și generic nu are puterea de a aduce atingere deciziei luate, care impune ordonanța într-un caz comercial caracterizat prin perioade de neoficialitate, pentru un permis de ședere abia după câțiva ani de la întocmirea raportului. Curtea de Apel evaluează decontarea contractuală a lucrătorului în tranziția de la condiția de neregularitate la cea de subordonare regulată, referindu-se la acordul semnat de contractanți cu Asociația CIU, a cărui contabilitate, împreună cu constatările probatorii obținute în În cursul procesului, legitimitatea deducerilor aplicate de dowagerul de despăgubire, după primirea lucrătorului, este mai mare decât sumele datorate efectiv.

CURTEA DE CAZ – Hotărârea din 3 mai 2017, nr. 10698

Contract de domiciliu – Caregiving – Permis de ședere – Determinarea subordonării – Diferențe de remunerare

Cauzează fapte

Curtea de Apel de la Roma, prin hotărârea din 6/10/2011, a confirmat decizia Tribunalului de Primă Instanță din 27/11/2007, care a adus acțiunea ZC, dependențele CG de 10/10 / 2001 până la 25 aprilie 2004, cu sarcini de îngrijire a soțului cu dizabilități, în mod regulat abia în 2003, odată ce a obținut permisul de ședere cu un contract de muncă pe piața internă. Curtea Teritorială a confirmat hotărârea în primă instanță privind inexistența dreptului reclamantului la diferențele de remunerare solicitate și a confirmat, de asemenea, condamnarea pronunțată de prima instanță pentru o abținere, întrucât recurenta nu a menționat nici în aplicarea introductivă a hotărârii, nici În continuare, faptul că a primit sumele convenite cu inculpatul prin intermediul Asociației Culturale a CIU

Hotărârea în recurs reclamă ZC printr-un singur recurs formulat.

Angajatorul rămâne intim.

Motivele deciziei

Hotărârea de recurs este acuzată de un recurs unic, din greșeală în procedură, în măsura în care a respins cererea de determinare a subordonării, deținând-o fără îndoială pacificată; Pentru un viciu al raționamentului în legătură cu condamnarea unei pedepse feroce, care nu ar fi fost dovedită în temeiul art. 96 cod. proc. civ.

În ceea ce privește refacerea creditului recurentei de către Curtea de Apel, acesta din urmă nu a motivat în împrejurările considerate determinante în cadrul procedurii, cum ar fi, între altele, întreruperea sumelor primite ca urmare a numărului de dosare și a celei referitoare la Baza de calcul adoptată pentru determinarea venitului rezidual datorat concedierii, al treisprezecelea, plătește diferențe și notificări, mai mică decât cea plătibilă.

Motivul este parțial inadmisibil și parțial nefondat.

Cu singurul recurs recurent, o parte recurentă suferă în același timp și sub o varietate de profiluri confundate și combinate în mod necorespunzător cu rezultatul litigiului, cenzând în mod liber concluziile la care a ajuns instanța de judecată și reînnoindu-se deja afirmațiile Formulate pentru a cenzura măsura impusă.

În această privință, trebuie să se facă trimitere la opinia Curții potrivit căreia o astfel de metodă de cenzurare a deciziei atacate (în absența oricărei coordonări cu cazurile de viciu, astfel cum este prevăzut la articolul 360 din Codul civil italian, ) Nu pare să respecte sistemul actual de procedură, în raport cu formula prevăzută în recursul prevăzut la art. 360 cod. proc. civ. (Caseta nr. 19959/2014).

Cel pentru Curtea Supremă este o hotărâre criticată, prin urmare … “Tassativitatea și specificitatea motivului de cenzură necesită … o formulare precisă, astfel încât viciul raportat să se încadreze în categoriile logice de cenzură enucleate prin codul ritului” (Cass. . 18202/2008).

Un astfel de recurs confuz și generic nu are puterea de a aduce atingere deciziei luate, care impune ordonanța într-un caz comercial caracterizat prin perioade de neoficialitate, pentru un permis de ședere abia după câțiva ani de la întocmirea raportului. Curtea de Apel evaluează decontarea contractuală a lucrătorului în tranziția de la condiția de neregularitate la cea de subordonare regulată, referindu-se la acordul semnat de contractanți cu Asociația CIU, a cărui contabilitate, împreună cu constatările probatorii obținute în În cursul procesului, legitimitatea deducerilor aplicate de dowagerul de despăgubire, după primirea lucrătorului, este mai mare decât sumele datorate efectiv.

Punctul exact de vedere al Curții Teritoriale, care arată că dreptul reclamantului de a primi diferențe de remunerare și alte drepturi nu există, rămâne valabil, luând în considerare într-o manieră congruentă și consecventă condițiile materiale ale relației de la început până la dizolvarea ei .

Nici măcar ca o condamnare a unei pedepse feroce, conform art. 96 cod. proc. Hotărârea condamnată este susceptibilă la cenzură, deoarece este în competența judecătorului pentru merite să aplice în mod echitabil măsura, ca sancțiune pentru omisiune de a încetini funcționarea rapidă și fără probleme a procesului.

În cele din urmă, recursul trebuie respins.

Nu trebuie să fie luată nici o lege pe cheltuială, deoarece angajatorul nu a desfășurat nici o activitate defensivă.

PQM

Limitați apelul. Nimic pentru cheltuieli.

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» MALASANITA’ FORLI SENTENZA TRIB FORLI’ INFEZIONE DANNO CASA DI CURA RISARCIMENTO Nella responsabilità medica, se invocata a titolo contrattuale sul presupposto di un rapporto contrattuale “da contatto” intercorso tra il paziente e il medico o la struttura sanitaria, l’onere probatorio per il paziente danneggiato consiste nella dimostrazione che l’esecuzione della prestazione si è inserita nella serie causale che ha condotto all’evento dannoso, rappresentato dalla persistenza della patologia per cui era stata richiesta la prestazione oppure da un suo aggravamento fino a comportare una nuova patologia ovvero il decesso del paziente. Al contrario l’ente ospedaliero deve fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente, con l’osservanza di tutte le regole di prevenzione ed igiene ed anche di aver adottato tutte le procedure, i protocolli e le linee guida idonei a fornire agli operatori sanitari le indicazioni necessarie per un corretto svolgimento della prestazione sanitaria e che gli esiti peggiorativi siano determinati da un esito imprevisto ed imprevedibile. Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, la legge 189/2012 non ha efficacia retroattiva. Ne consegue che per i fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore di tale legge, l’importo è determinato facendo rifermento alla tabella in uso presso il Tribunale di Milano.

» Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti. Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, nonché deve allegare l’inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

» RINUNCIA ALL’EREDITA’ QUANDO LA RINUNCIA E’ INEFFICACE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» RINUNCIA EREDITA’ BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

» SUCCESSIONE FORLI RAVENNA CESENA TRIB FORLI SENTENZA SIMULAZIONE PREZZO VENDITA E DONAZIONE Trib. Forlì, Sentenza parziale 3879/2010 del 10.03.2015, Pres. Pescatore est. Ramacciotti Successione – Azione di simulazione relativa – Prescrizione – Dies a quo.

» FORLI CESENA BOLOGNA CAUSE EREDITARIE AVVOCATO ESPERTO DOMANDA la delazione basta per acquisire la qualita’ di erede? No occorre anche l’accettazione

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