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Corte di Cassazione Civile, sezione seconda, sentenza n. 23342 del 15 Ottobre 2013. E’ dovere dell’architetto, ai fini dell’adempimento a regola d’arte, tener conto nella propria opera sia della conformità alle regole tecniche che della compatibilità con le regole giuridiche. Ciò poiché, in caso contrario, potrebbe essere compromessa la possibilità per il costruttore di ottenere i relativi titoli amministrativi necessari ad eseguire i lavori (nella specie, il permesso di costruire).

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda, sentenza n. 23342 del 15 Ottobre 2013. 

 

E’ dovere dell’architetto, ai fini dell’adempimento a regola d’arte, tener conto nella propria opera sia della conformità alle regole tecniche che della compatibilità con le regole giuridiche. Ciò poiché, in caso contrario, potrebbe essere compromessa la possibilità per il costruttore di ottenere i relativi titoli amministrativi necessari ad eseguire i lavori (nella specie, il permesso di costruire).

 AVVOCATO CASSAZIONISTA

Per i progettisti la prestazione professionale ha, dunque, per oggetto un risultato, cioè un opus; al contrario di quanto si richiede al direttore dei lavori, in capo al quale si ravvisa prevalentemente un’obbligazione di mezzi, essendo la sua attività strumentale rispetto alla realizzazione finale dell’opera.

Infatti, senza dover necessariamente qualificare la prestazione come di mezzi oppure di risultato, la Cassazione ha confermato che “il progettista deve assicurare la conformità del progetto alla normativa urbanistica ed individuare in termini corretti la procedura amministrativa da utilizzare, così da assicurare la preventiva e corretta soluzione dei problemi che precedono e condizionano la realizzazione dell’opera richiesta dal committente”

 aleggescritta

 

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