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TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO STUDIO LEGALE BOLOGNA ,COME RISOLVERE, BOLOGNA RAVENNA

TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI

 

il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

 
TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI

TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI

Secondo il costante orientamento di questa Corte, nella ipotesi di morte di una delle parti in corso di giudizio, la relativa “legitimatio ad causam” si trasmette (salvo i casi di cui agli artt. 460 e 486 cod. civ.) non al semplice chiamato all’eredità, bensì (in via esclusiva) all’erede, tale per effetto di accettazione, espressa o tacita, del compendio ereditario, non essendo la semplice delazione (conseguente alla successione) presupposto sufficiente per l’acquisto di tale qualità, nemmeno nella ipotesi in cui il destinatario della riassunzione del procedimento rivesta la qualifica di erede necessario del “de cuius”, occorrendone, pur sempre, la materiale accettazione (Cass. 12-6-2006 n. 13751; Cass. 24-8-1998 n. 8391).
Al riguardo, è stato precisato che il ricorso per riassunzione ad opera della parte non colpita dall’evento interruttivo, notificato individualmente nei confronti dei chiamati all’eredità, è idoneo ad instaurare validamente il rapporto processuale tra notificante e destinatario della notifica, se questi riveste la qualità di successore universale della parte deceduta ex art. 110 c.p.c.. In tal caso, la parte che procede alla riassunzione ha l’onere di individuare i chiamati all’eredità rispetto ai quali sussistono, in tesi se non dispone di precisi riscontri documentali, le condizioni legittimanti l’accettazione dell’eredità. I chiamati all’eredità, per il solo fatto di aver ricevuto ed accettato la predetta notifica, non assumono la qualità di erede, ma hanno l’onere di contestare, costituendosi in giudizio, l’effettiva assunzione di tale qualità ed il conseguente difetto di “legitimatio ad causam”, così da escludere la condizione di fatto che ha giustificato la predetta riassunzione. Tale eccezione, tuttavia, in ragione della sua natura sostanziale, introduce una questione che va risolta nel merito e, quindi, non può essere denunciata per la prima volta con il ricorso per cassazione (Cass. 3 1-3-2011 n. 7517).
EREDE ESTROMESSO , COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI
 ACHIAERED

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE , SENTENZA 8 ottobre 2014 21227 Pres. Oddo – est. Matera, n.21227 – Pres. Oddo – est. Matera

Svolgimento del processo
Con sentenza in data 27-7-2005 il Tribunale di Alessandria, in accoglimento della domanda proposta con atto di citazione notificato il 23-5-2002 da V.G. nei confronti di O.G.B. , dichiarava che il convenuto era il padre naturale dell’attrice.
O.G.B. proponeva appello avverso la predetta decisione.
All’udienza del 4-3-2008, fissata per la precisazione delle conclusioni, il difensore della V. dava atto dell’avvenuto decesso dell’O. , ed esibiva notifica dell’atto di riassunzione del giudizio nei confronti delle eredi del medesimo, T.M. (il cui difensore dichiarava di comparire in udienza al solo fine di produrre la rinuncia all’eredità e di formulare istanza di estromissione dal giudizio) e O.R. (che veniva dichiarata contumace).
Con sentenza in data 10-6-2008, corretta con ordinanza del 18-7-2008, la Corte di Appello di Torino dichiarava la carenza di legittimazione passiva di T.M. , in quanto rinunciante all’eredità; rigettava, nei confronti di O.R. , l’appello;
condannava O.R. alla rifusione delle spese del grado.
I Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso O.R. , sulla base di quattro motivi.
V.G. ha resistito con controricorso.
Motivi della decisione
1) Preliminarmente va rilevata l’inammissibilità della produzione del documento depositato dalla ricorrente unitamente al ricorso (copia autentica dell’atto di rinuncia del 17-1-2008 all’eredità di O.G.B. ).
Ai sensi dell’art. 372 cpc, infatti, nel giudizio innanzi alla Corte di Cassazione non è consentito il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l’ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero la nullità della sentenza impugnata (tra le tante v. Cass. 5-4-2004 n. 6656; Cass. 5-12-2003 n. 18595; Cass. 2-3-1995 n. 2431; Cass. 17-1-1994 n. 361); ipotesi, queste ultime, che non ricorrono nella fattispecie in esame.
2) Con il primo motivo la ricorrente denuncia “violazione degli artt. 519 e 521 c.c., 81, 99, 110 e 300 cpc: carenza di legittimazione passiva di O.R. , in quanto rinunciante all’eredità di O.G.B. “. Rileva che O.R. ha rinunciato all’eredità di O.G.B. (deceduto il (omissis)) con atto del 17-1-2008, prima della dichiarazione del decesso del convenuto, resa all’udienza del 4-3-2008 dal difensore della V. . Sostiene che, poiché, ai sensi dell’art. 521 c.c., la rinuncia all’eredità fa perdere ab origine la qualità di erede, la ricorrente risultava carente di legittimazione passiva nel giudizio riassunto dalla V. con atto notificato il 31-7-2007. Deduce che tale carenza di legittimazione passiva avrebbe dovuto essere rilevata d’ufficio dalla Corte di Appello, non essendo O.R. tenuta a costituirsi in giudizio allo scopo di far dichiarare la propria estraneità al processo per non aver mai assunto la qualità di erede.
 Con il secondo motivo la ricorrente denuncia “violazione e falsa applicazione degli artt. 460 c.c., 81, 99, 110 e 300 c.p.c.: carenza di legittimazione passiva di O.R. , in quanto semplice chiamata all’eredità, e non erede, di O.G.B. “. Deduce che, in caso di morte di una delle parti in corso di causa, la legittimazione a stare in giudizio non si trasmette al chiamato all’eredità, ma esclusivamente all’erede, il quale acquista siffatta qualità, avente efficacia retroattiva, soltanto con l’accettazione dell’eredità medesima; accettazione che nel caso di specie non è mai intervenuta. Sostiene, pertanto, che la Corte di Appello ha erroneamente considerato O.R. erede del convenuto, senza previamente verificare la reale sussistenza di tale qualità.
Con il terzo motivo la ricorrente lamenta “violazione e falsa applicazione degli artt. 460 e 2697 c.c., 81, 99, 110 e 300 cpc: carenza di legittimazione passiva di O.R. , in quanto semplice chiamata all’eredità, e non erede, di O.G.B. “. Sostiene che, anche a voler ammettere che la Corte territoriale non fosse tenuta a rilevare d’ufficio il difetto di legittimazione passiva di O.R. , spettava comunque alla V. individuare, tra i chiamati all’eredità, coloro che avevano effettivamente assunto la qualità di erede della parte deceduta.
Con il quarto motivo, infine, la ricorrente si duole dell’omessa e contraddittoria motivazione. Deduce che la Corte di Appello non ha spiegato le ragioni per le quali ha reputato O.R. , sebbene rinunciante, erede di O.G. , e in modo contraddittorio ha estromesso dal giudizio T.M. , che al pari della predetta aveva rinunciato all’eredità.
3) I motivi, che in quanto tra loro strettamente connessi possono essere trattati congiuntamente, sono infondati.
Secondo il costante orientamento di questa Corte, nella ipotesi di morte di una delle parti in corso di giudizio, la relativa “legitimatio ad causam” si trasmette (salvo i casi di cui agli artt. 460 e 486 cod. civ.) non al semplice chiamato all’eredità, bensì (in via esclusiva) all’erede, tale per effetto di accettazione, espressa o tacita, del compendio ereditario, non essendo la semplice delazione (conseguente alla successione) presupposto sufficiente per l’acquisto di tale qualità, nemmeno nella ipotesi in cui il destinatario della riassunzione del procedimento rivesta la qualifica di erede necessario del “de cuius”, occorrendone, pur sempre, la materiale accettazione (Cass. 12-6-2006 n. 13751; Cass. 24-8-1998 n. 8391).
Al riguardo, è stato precisato che il ricorso per riassunzione ad opera della parte non colpita dall’evento interruttivo, notificato individualmente nei confronti dei chiamati all’eredità, è idoneo ad instaurare validamente il rapporto processuale tra notificante e destinatario della notifica, se questi riveste la qualità di successore universale della parte deceduta ex art. 110 c.p.c.. In tal caso, la parte che procede alla riassunzione ha l’onere di individuare i chiamati all’eredità rispetto ai quali sussistono, in tesi se non dispone di precisi riscontri documentali, le condizioni legittimanti l’accettazione dell’eredità. I chiamati all’eredità, per il solo fatto di aver ricevuto ed accettato la predetta notifica, non assumono la qualità di erede, ma hanno l’onere di contestare, costituendosi in giudizio, l’effettiva assunzione di tale qualità ed il conseguente difetto di “legitimatio ad causam”, così da escludere la condizione di fatto che ha giustificato la predetta riassunzione. Tale eccezione, tuttavia, in ragione della sua natura sostanziale, introduce una questione che va risolta nel merito e, quindi, non può essere denunciata per la prima volta con il ricorso per cassazione (Cass. 3 1-3-2011 n. 7517).
Più nello specifico, è stato puntualizzato che, in caso di riassunzione del processo dopo la morte della parte, la legittimazione passiva può essere individuata allo stato degli atti, cioè nei confronti dei soggetti che oggettivamente presentino un valido titolo per succedere, qualora non sia conosciuta – o conoscibile con l’ordinaria diligenza – alcuna circostanza idonea a dimostrare che il titolo a succedere sia venuto a mancare (rinuncia, indegnità, premorienza, ecc). La funzione dell’atto di riassunzione è, infatti, quella di proseguire il giudizio, mettendo i controinteressati in condizione di venire a conoscenza della lite e di svolgervi le proprie difese, ivi inclusa quella avente ad oggetto l’eventuale sopravvenuta carenza della loro legittimazione o del loro interesse a contraddire. Allorché, pertanto, il venir meno del titolo non risulti da atti o fatti agevolmente conoscibili dai terzi (registro delle successioni, trascrizioni nei registri immobiliari, ecc), ma da cause o da eventi non ancora verificatisi alla data della notificazione dell’atto, la riassunzione è da ritenere regolare, qualora la legittimazione passiva sussista con riferimento a quanto legalmente risulta allo stato degli atti. In tal caso, viene a gravare sui convenuti in riassunzione l’onere di dimostrare il contrario e se del caso di chiarire la loro posizione in tempo utile. Ciò vale in particolar modo nei casi simili a quello in esame, in cui la causa debba essere riassunta nei confronti degli eredi della parte defunta, ed il venir meno della qualità di erede dipenda da una libera scelta dell’interessato, qual è la rinuncia all’eredità, non ancora esternata alla data della notificazione dell’atto di riassunzione (Cass. 14-10-2011 n. 21287).
Nella specie, dalla lettura dello stesso ricorso si evince che l’odierna ricorrente ha rinunciato all’eredità del padre O.G.B. (deceduto il (omissis)) il 17-1-2008 e, quindi, in data successiva alla notifica dell’atto di riassunzione (effettuata, secondo quanto risulta dalla sentenza impugnata, il 13-11-2007).
La Corte di Appello, pertanto, nel ritenere valido l’atto di riassunzione nei confronti di O.R. , non è incorsa nelle denunciate violazioni di legge, potendosi presumere dal rapporto di filiazione, costituente titolo per la successione legittima ai sensi dell’art. 565 e segg. c.c., lo stato di fatto legittimante la successione nel processo ai sensi dell’art. 110 cpc, e non evincendosi dagli atti circostanze ostative all’acquisto dell’eredità.
Alla luce degli enunciati principi di diritto, al contrario, l’odierna ricorrente avrebbe dovuto eccepire e dimostrare nella fase di merito in cui il processo era stato riassunto che il titolo a succedere era venuto a mancare, apparendo tardive le deduzioni svolte al riguardo nel presente giudizio di legittimità.
In mancanza di tempestive contestazioni, non è configurabile il dedotto vizio di contraddittorietà della motivazione, data l’evidente diversità tra la posizione processuale di O.R. e quella di T.M. . E infatti, mentre quest’ultima si è costituita in grado di appello proprio al fine di documentare la propria rinuncia all’eredità del coniuge O.G.B. , O.R. è rimasta contumace e non ha in alcun modo allegato e comprovato la propria rinuncia all’eredità paterna.
4) Per le ragioni esposte il ricorso deve essere rigettato, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese sostenute dalla controricorrente nel presente grado di giudizio, liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese, che liquida in Euro 4.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge.

 

TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO STUDIO LEGALE BOLOGNA  ,COME RISOLVERE, BOLOGNA RAVENNA

Anzola dell’EmiliaLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
ArgelatoLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
BaricellaLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
BentivoglioLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
Bologna
Borgo Tossignano
BudrioLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
Calderara di Reno
Camugnano
Casalecchio di Reno
Casalfiumanese
Castel d’Aiano
Castel del Rio
Castel di Casio
Castel Guelfo di Bologna
Castel Maggiore
Castel San Pietro Terme
Castello d’Argile
Castenaso
Castiglione dei Pepoli
Crevalcore
Dozza
Fontanelice
Gaggio Montano
Galliera
Granarolo dell’Emilia
Grizzana Morandi
Imola
Lizzano in Belvedere
Loiano
Malalbergo
Marzabotto
Medicina
Minerbio
Molinella
Monghidoro
Monte San Pietro
Monterenzio
Monzuno
Mordano
Ozzano dell’Emilia
PianoroLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
Pieve di Cento
Sala BologneseLo studio dell’avvocato Successioni Bologna Sergio Armaroli , da sempre, fin dalla sua fondazione, si caratterizza per la competenza, affidabilità e serietà nella trattazione degli incarichi affidati: con professionalità viene curata la tutela dei diritti e degli interessi di ogni cliente, privilegiandosi il rapporto personale, con garanzia di rapporto di fiducia e riservatezza, nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche.
San Benedetto Val di Sambro
San Giorgio di Piano
San Giovanni in Persiceto
San Lazzaro di Savena
San Pietro in Casale
Sant’Agata Bolognese
Sasso Marconi
Valsamoggia
Vergato
Zola Predosa

 

 

 

Nel  momento della morte nel luogo dell’ultimodomicilio del defunto

Quanto tempo ho per l’accettazione di eredità? 

Il termine è 10 anni dall’apertura della successione

3)DOMANDA Chi è chiamato all’eredità è automaticamente titolare dei beni e diritti della stessa? 

Assolutamente No, in quanto prima deve accettare l’eredità espressamente (si accetta o si assume il titolo di erede in un atto pubblico o in una scrittura privata) oppure tacitamente (ipotesi più frequente e consistente nel compiere un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare: si pensi alla vendita di un bene ereditario).

RISPOSTE EREDITA’ TESTAMENTO SUCCESSIONE

 

 

4)DOMANDA testamento olografo erede universale cosa vuol dire?RISPOSTA

Vuol dire che il testamento se validi ha designato una persona ered edell’intero patrimonio, attenzione però anche degli eventuali debiti

5)DOMANDA testamento a favore dei nipoti?

 

RISPOSTA Non si puo’ dimenticare gli eredi necessari ad esempio non possiamo fare testamento dell’intero patrimonio a favore di nipoti se abbiamo figli, se lo facciamo per la quota di legittima spettante ai figli il testamento non è valido

 

6)DOMANDA si può escludere un figlio dal testamento?

 

RISPOSTA No al figlio spetta la quota di legittima per legge, il figlio è erede necessario

 

7)DOMANDA erede legittimo escluso dal testamento ?

 

RISPOSTA Puo’ gustamente rivendicare la sua quota, e chiedere quindi che le venga riconosciuta

8)DOMANDA iltestamento può escludere i fratelli ?

 

RISPOSTA I fratelli non sono eredi necessari quindi il testamento puo’ escluderli

 

9)DOMANDA Si puo lasciare in eredità una casa ?

 

 

RISPOSTA : Si puo’

6)Domanda eredità senza testamento come funziona ?

RISPOSTA l’eredità senza testamento porta all’applicazione delle norme del codice civile per l’eredita’ e la sua divisione tra eredi legittimi

 

 

10) DOMANDA anticipo eredità legittima ?

RISPOSTA Non si puo’ non vi è eredità se non muore il de cuius.

Colui che deve fare testamento puo’ fare donazioni in vita ma se ne terrà conto ai fini dell’eredita’

rinunciare all’eredità prima della morte

11) domanda posso chiedere un anticipo sull’eredità?

Risposta la norma generale è l’articolo 588 c.c. “Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l’espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualifica di erede, se comprendono l’universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualifica di legatario”. Il legato è soggetto all’azione di riduzione se il testatore non ha rispettato le quote di riserva ( o di legittima), disponendo oltre la quota di legittima, se sussistano ovviamente i legittimari. Diversamente il legato essendo attribuito in via specifica non viene considerato come quota dell’intera eredità.

 

Si ma si intende una donazione e se ne terrà conto nella futura divisione

 

 

12)DOMANDA Eredità soldi in banca cosa fare

 

RISPOSTA In generale, possiamo affermare che hanno diritto ad una quota del conto corrente del defunto glieredi che hanno accettato l’eredità: la rinuncia con beneficio di inventario non è di ostacolo all’eredità delle somme del conto corrente ma lo è la rinuncia pura all’eredità stessa. Quindi, solo colui che ha accettato l’eredità può ottenere la propria quota di conto.

L’erede ha diritto a conoscere dalla banca presso cui il soggetto defunto aveva aperto il conto, l’effettiva giacenza del conto stesso. A tal fine l’erede deve recarsi presso l’istituto di credito e dimostrare la propria qualità di erede a mezzo di atto notorio e l’avvenuto decesso con il certificato di morte. Con tale documentazione, l’erede potrà avere informazioni dalla banca su tutti i conti correnti, i depositi, i libretti di risparmio, le cassette di sicurezza, i finanziamenti in corso e quelli estinti, le azioni e le obbligazioni intestate dal soggetto defunto.

13)DOMANDA Anticipo eredità in denaro?

 

 

RISPOSTA Si mediante una donazione

14)DOMANDA si può escludere un figlio dall’eredità?

 

RISPOSTA No il figlio ha diritto alla quota di leggitim a prevista dalla legge

 

Alla morte di una persona, la legge riserva ad alcuni parenti stretti, per lo più figli e coniuge, una quota del patrimonio del defunto, intendendosi per patrimonio non solo ciò che lascia, ma anche ciò di cui si è spogliato, in vita, per donazione. Nel caso in cui vengano all’eredità, insieme alle due sorelle, anche il coniuge, la quota di legittima sarà di 1/4 per ciascuno, potendo disporre liberamente di 1/4 dell’eredità.

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15) DOMANDA impugnare testamento redatto da notaio si puo’

 

RISPOSTA certamente si ,teniamo presente che trattasi di testamento pubblico assai piu’ difficile da rimuovere rispetto a un testamento olografo !!

Il testamento pubblico (art. 603 c.c.) è ricevuto da un notaio in presenza di due testimoni, con il testatore che dichiara al notaio la propria volontà; volontà che il notaio mette per iscritto, dopo di che darà lettura del testamento ai presenti. Di ciascuna di tali formalità viene fatta menzione nel testamento. Questo deve indicare il luogo, la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione, e dev’essere firmato dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Se il testatore non può sottoscrivere, o può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima della lettura dell’atto.

16)DOMANDA cosa succede se si impugna un testamento ?

 

17)DOMANDA termine per impugnare testamento per lesione di legittima?

 

RISPOSTA Dieci anni dall’apertura successione

 

 

L’azione per ripristinare le quote dei legittimari lesi può essere esperita entro 10 anni dall’apertura della successione.

Dunque per impugnare un testamento per lesione di legittima, gli eredi “legittimari” hanno 10 anni di tempo.

18) DOMANDA impugnare testamento fratello?

 

RISPOSTA Ricordiamo che i fratelli sono eredi legittimi ma non legittimari: in sostanza beneficiano della massa ereditaria solamente se il de cuius muore senza lasciare testamento e se non ci sono altri eredi (coniuge, figli, genitori).

Quindi salvo casi specifici e particolari, gli eredi legittimi non hanno titolo per impugnare il testamento.

19) DOMANDA impugnazione testamento olografo falso come si fa?

 

RISPOSTA La parte che intenda contestare l’autenticità del testamento olografo prodotto in giudizio per far valere posizioni successorie ad esso ricollegabili ha l’onere di proporre la relativa domanda di accertamento negativo circa la provenienza della scrittura testamentaria, a cui è correlato, quindi, alla stregua dei principi generali in materia, anche quello di provarne i fatti dedotti a suo fondamento.

1)Lo studio si occupa di offrire assistenza al cliente che intenda redigere testamento.Consulenza e difesa in materia successoria e delle donazioni ed in particolare in tema di divisione ereditaria e distribuzione del patrimonio, redazione e custodia di testamenti, rinunce e petizioni di eredità, legati, azione di riduzione e lesioni di legittima, accettazioni con beneficio d’inventario, validità e vizi del testamento, donazioni e prescrizione.

16)DOMANDA  calcolo quote ereditarie come si fa?

 

RISPOSTA In base a quanto previsto dal codice civile se non vi è testamento

 

 

 

20)DOMANDA calcolo  quote ereditarie coniuge e due figli

 

 

 

 

21)DOMANDA   l’eredita’ in assenza di testamento va divisa in tre parti uguali

successione senza testamento?

Coniuge

Tutto

Coniuge più un figlio

Metà al coniuge; metà al figlio

Coniuge e due o più figli

Un terzo al coniuge; due terzi da dividersi in parti uguali tra i figli

Coniuge più fratelli e/o sorelle

Due terzi al coniuge, un terzo da dividersi in parti uguali tra le sorelle e i fratelli germani (entrambi i genitori in comune). In caso di fratelli sia germani, sia unilaterali (un solo genitore in comune), a quelli unilaterali spetta la metà della quota che spetta a ciascuno dei germani

Coniuge più un nipote (figlio di un fratello o di una sorella defunti)

Due terzi al coniuge; un terzo al nipote

Coniuge più entrambi i genitori

Due terzi al coniuge; un sesto al padre, un sesto alla madre

Coniuge più un solo genitore

Due terzi al coniuge; un terzo al genitore

 

22)DOMANDA  successione testamentaria quote come si calcolano

 

 

 

 

ASSOLUTAMENTE SI TEORICAMENTE SI PUO’ anche fare un testamento al giorno quello che vale è l’ultimo in ordine di data

 

 

Assolutamete no se il testamento è olografo posso metterlo in banca  o in un cassetto o darlo a persona di mia fiducia il rischio è che un domani non venga fuori e vada disperso

 

 

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» MALASANITA’ FORLI SENTENZA TRIB FORLI’ INFEZIONE DANNO CASA DI CURA RISARCIMENTO Nella responsabilità medica, se invocata a titolo contrattuale sul presupposto di un rapporto contrattuale “da contatto” intercorso tra il paziente e il medico o la struttura sanitaria, l’onere probatorio per il paziente danneggiato consiste nella dimostrazione che l’esecuzione della prestazione si è inserita nella serie causale che ha condotto all’evento dannoso, rappresentato dalla persistenza della patologia per cui era stata richiesta la prestazione oppure da un suo aggravamento fino a comportare una nuova patologia ovvero il decesso del paziente. Al contrario l’ente ospedaliero deve fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente, con l’osservanza di tutte le regole di prevenzione ed igiene ed anche di aver adottato tutte le procedure, i protocolli e le linee guida idonei a fornire agli operatori sanitari le indicazioni necessarie per un corretto svolgimento della prestazione sanitaria e che gli esiti peggiorativi siano determinati da un esito imprevisto ed imprevedibile. Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, la legge 189/2012 non ha efficacia retroattiva. Ne consegue che per i fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore di tale legge, l’importo è determinato facendo rifermento alla tabella in uso presso il Tribunale di Milano.

» Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti. Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, nonché deve allegare l’inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

» RINUNCIA ALL’EREDITA’ QUANDO LA RINUNCIA E’ INEFFICACE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» RINUNCIA EREDITA’ BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

» SUCCESSIONE FORLI RAVENNA CESENA TRIB FORLI SENTENZA SIMULAZIONE PREZZO VENDITA E DONAZIONE Trib. Forlì, Sentenza parziale 3879/2010 del 10.03.2015, Pres. Pescatore est. Ramacciotti Successione – Azione di simulazione relativa – Prescrizione – Dies a quo.

» FORLI CESENA BOLOGNA CAUSE EREDITARIE AVVOCATO ESPERTO DOMANDA la delazione basta per acquisire la qualita’ di erede? No occorre anche l’accettazione

» CASS SEZ UNITE RISARCIMENTI PUNITIVI la sentenza del 23 settembre 2008, esecutiva, della Circuit Court of the 17th Judicial Circuit for Broward Count (Florida), confermata in appello dal District Court of Appeal of the State of Florida, dell’U agosto 2010, che aveva concannato la società italiana AXO Sport spa a pagare la complessiva somma di dollari USA 1.436.136,87, oltre interessi al tasso annuo dell’11% , a seguito di procedimento giudiziario svoltosi davanti a quell’autorità;

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