Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

LEGGI SUBITO PRIMA CHE SIA TARDI BOLOGNA BIGENITORIALITA’ AVVOCATI BOLOGNA SEPARAZIONE SUBITO! COSA PER I FIGLI E LA CASA CONIUGALE

PRIMA CHE SIA TARDI BIGENITORIALITA AVVOCATI BOLOGNA SEPARAZIONE SUBITO! COSA PER  I FIGLI E LA CASA CONIUGALE

 

SEPARAZIONE CONSENSUALE BOLOGNA E MANTENIMENTO FIGLI,ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI,Pratiche di separazione e divorzio,assistenza legale Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Casalfiumanese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Porretta Terme Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Crespellano Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Baricella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Pianoro Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Zola Predosa Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Molinella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Sala Bolognese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Medicina Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castel Guelfo di Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale assistenza legale Budrio Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castiglione dei Pepoli Pratiche di separazione e divorzio San Benedetto Val di Sambro Pratiche di separazione e divorzio Crevalcore per separazioni, avvocato matrimonialista,affido condiviso, avvocato per divorzi Bologna

SEPARAZIONE CONSENSUALE BOLOGNA E MANTENIMENTO FIGLI,ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI,Pratiche di separazione e divorzio,assistenza legale Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Casalfiumanese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Porretta Terme Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Crespellano Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Baricella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Pianoro Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Zola Predosa Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Molinella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Sala Bolognese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Medicina Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castel Guelfo di Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale assistenza legale Budrio Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castiglione dei Pepoli Pratiche di separazione e divorzio San Benedetto Val di Sambro Pratiche di separazione e divorzio Crevalcore per separazioni, avvocato matrimonialista,affido condiviso, avvocato per divorzi Bologna

art 156ACHIINCAAFFIDOFIGLI

ACASACOMOPRA GRANDE 

SEMPRE E COMUNQUE 1 

L’assegnazione della casa familiare prevista dall’art. 155 quater, cod. civ., ratione temporis applicabile, viene attribuita “tenendo conto prioritariamente dell’interesse dei figli”. La norma, rimasta immutata anche nell’attuale formulazione, contenuta nell’art. 337 sexies cod. civ., indica un criterio: “l’interesse dei figli” sulla base del quale stabilire a quale dei genitori dovrà essere attribuito il godimento dell’abitazione coniugale ma non determina le caratteristiche identificative di tale peculiare destinazione. Pertanto, se risulta del tutto agevole desumere dalla norma che la casa familiare sia assegnata al genitore collocatario dei figli minori (o maggiorenni non autosufficienti) o affidatario esclusivo, più complessa può apparire la qualificazione giuridica di un immobile come abitazione familiare in tutte le ipotesi in cui non risulti in modo inequivoco che la situazione preesistente al conflitto giudiziale sia caratterizzata da una stabile e continuativa utilizzazione dello stesso come abitazione del nucleo familiare, composto dai genitori e dai figli minori o maggiorenni ma non autosufficienti. Le situazioni di confine possono essere molteplici. Tendenzialmente le criticità sorgono quando non venga utilizzato un solo immobile dal nucleo familiare o come nella specie, il conflitto sia sorto prima della stabilizzazione del nucleo familiare costituito dai genitori e dal figlio nell’immobile. I criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, tuttavia, contengono indicatori adeguati anche per le situazioni che possano apparire d’incerta soluzione.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE I CIVILE

Sentenza  13 gennaio – 19 febbraio 2016, n. 3331

(Presidente Forte – Relatore Acierno)

Svolgimento del processo
La Corte d’Appello di Napoli, sezione minorenni, confermando la pronuncia di primo grado, nel procedimento relativo al conflitto sull’affidamento del minore A. , nato l'(omissis) ha stabilito:

il regime dell’affidamento condiviso; il collocamento presso la madre con modulazione del diritto di visita per il padre; l’assegnazione della casa familiare alla madre e la previsione di un contributo pari ad E 300 mensili per il mantenimento del figlio minore.

A sostegno della decisione assunta la Corte territoriale ha affermato:

dalle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio è emerso il superamento da parte di C.B. , madre del minore dei problemi psicofisici sofferti in gravidanza e nel post partum, come confermato anche dalle certificazioni psico diagnostiche prodotte dalla medesima C.;

non si deve, pertanto, derogare dal regime dell’affido condiviso;

il minore deve essere collocato presso la madre perché, ferme le buone competenze genitoriali di entrambi, è quella che meglio garantisce il rispetto dell’altro genitore ed il mantenimento dei rapporti con quest’ultimo;

alla madre deve essere affidata la casa familiare, ovvero l’abitazione che i genitori hanno acquistato in comproprietà al 50% ciascuno, sulla quale pagano pro quota il mutuo ipotecario e nella quale si sono trasferiti ed hanno iniziato la convivenza nella prospettiva di farne il luogo ove avrebbero vissuto con il figlio minore.

Anche se successivamente alla nascita del figlio, il padre si è trasferito presso la madre con il minore e la madre si è allontanata dall’abitazione per motivi di lavoro e per sottoporsi alle terapie del caso, deve ritenersi che la destinazione impressa dalle parti mediante il periodo di convivenza condiviso non può essere superata da comportamenti altrettanto temporanei e volontari di allontanamento di un genitore in contrapposizione con l’altro. Nella specie il concetto di casa familiare si fonda, secondo la Corte d’Appello, sulla preventiva convivenza e sulla destinazione impressa uniformemente dalle parti all’immobile.

La misura del contributo al mantenimento del minore è determinata anche in relazione all’onere costituito dalla quota di mutuo ipotecario a carico del F..

Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione.

Il F. . Ha resistito con controricorso la C.

 

Motivi della decisione
Nel primo motivo di ricorso viene dedotto l’omesso esame su alcuni fatti decisivi che sono stati oggetto di discussione tra le parti nel confermare l’affidamento condiviso e la collocazione presso la C. del minore.

I fatti omessi sono:

la descrizione della C. , effettuata dal consulente tecnico d’ufficio che la rappresentano come poco sincera, ansiosa, perplessa ipervigile rigida, irritabile, critica, polemica eccitata psicomotoriamente, affetta da tremori ed irrequieta, demotivata e facilmente affaticabile. Tali caratteristiche in particolare se comparate alla valutazione del tutto positiva del ricorrente, ove considerate, avrebbero dovuto indurre alla conclusione opposta la Corte territoriale.

Il riconoscimento da parte del consulente tecnico d’ufficio che il F. possiede migliori qualità genitoriali.

L’aver trascorso il minore i primi anni di vita con il padre, in assenza della madre.

L’essersi la C. decisa ad agire giudizialmente soltanto dopo la proposizione dell’azione ex art. 317 bis cod. civ. da parte del F.

Tali circostanze di fatto, ove prese in esame, avrebbero dovuto radicalmente mutare la valutazione della Corte d’Appello.
La censura deve ritenersi inammissibile dal momento che mira ad una valutazione delle circostanze di fatto e delle risultanze dell’indagine tecnica svolta dal consulente d’ufficio, alternativa a quella svolta dalla Corte d’Appello. Deve osservarsi,peraltro, che la Corte ha ampiamente posto in luce le difficoltà e i disagi psichici della C. in gravidanza e nella prima fase di vita del minore nonché le qualità genitoriali del F. ma ha ritenuto prevalente con valutazione di fatto del tutto incensurabile, che elemento dirimente dovesse essere ritenuta la maggiore capacità della C. di garantire il rispetto dell’altro genitore e favorire il mantenimento dei rapporti con quest’ultimo e, di conseguenza, il più equilibrato sviluppo psico fisico del minore, mediante il contenimento del conflitto tra i genitori. La preventiva proposizione dell’azione ex art. 317 bis cod. civ. da parte del ricorrente, non può ritenersi un’omissione rilevante alla luce del novellato art. 360 n. 5 cod. proc. civ., dal momento che non si tratta di un fatto decisivo che ha formato oggetto di discussione tra le parti risolvendosi in un evento esterno al conflitto genitoriale del tutto inlnfluente rispetto alle ragioni di esso ed al parametro, costituito dal superiore interesse del minore, da assumersi in tali statuizioni giudiziali. Peraltro si tratta di un comportamento non inerente la relazione con il minore in senso stretto.
Nel secondo motivo di ricorso viene dedotta la violazione dell’art. 132 e 156 comma secondo cod. proc. civ. in relazione all’art. 360 n. 4 cod. proc. civ. per avere la Corte d’Appello nell’assumere le statuizioni sopra indicate (affido condiviso e collocamento presso la madre) adottato una motivazione così radicalmente contraddittoria da essere apparente e sostanzialmente omessa.

La censura è manifestamente infondata essendo la motivazione della Corte territoriale del tutto coerente, esauriente e fondata su un percorso logico del tutto consequenziale. Entrambe le figure genitoriali, alla luce dell’esame puntuale del loro percorso ed anche dei loro trascorsi problematici, sono state ritenute idonee alla funzione ma la C. , secondo una valutazione insindacabile in sede di giudizio di legittimità, peraltro fondata su indagine tecnica, motivatamente condivisa dal giudice del merito, è stata ritenuta maggiormente in grado di garantire continuità di rapporto con entrambi i genitori.

Nel terzo motivo viene dedotto l’omesso esame su di un fatto decisivo consistente nel fatto che il minore non ha abitato la casa familiare, nell’assumere la decisione in ordine all’assegnazione del predetto immobile.

Nel quarto motivo la medesima censura viene prospettata sotto il profilo della violazione dell’art. 132 cod. proc. civ. e 156 cod. proc. civ., in relazione all’art. 360 n. 4 cod. proc. civ.

I due motivi possono essere esaminati congiuntamente, in quanto logicamente connessi. Essi sono entrambi infondati dal momento che la Corte d’Appello non ha affatto omesso di considerare la circostanza relativa alla mancata fruizione della casa familiare da parte del minore dal momento della nascita. Ha valutato come tale rilievo fattuale fosse da ritenere recessivo in relazione ad altre due circostanze ritenute, con motivazione del tutto coerente, adeguata ed esauriente, decisive, ovvero la pregressa convivenza delle parti presso tale abitazione e la destinazione a casa familiare impressa a tale immobile. Ha, infine, precisato, la Corte territoriale ad ulteriore conforto della valutazione adottata che l’allontanamento di entrambe le parti e del minore dall’immobile ha avuto natura temporanea ed è stata la conseguenza delle prime incomprensioni tra le parti, accentuatesi dopo il parto dalle quali è scaturito il trasferimento del F. presso la madre con il figlio e successivamente l’allontanamento anche della C.

Nel quinto motivo viene dedotta la violazione dell’art. 155 quater cod. civ. per non avere la Corte d’Appello considerato che secondo l’interpretazione consolidata della giurisprudenza di legittimità l’assegnazione della casa coniugale si fonda sul fatto che il figlio minore abbia già abitato l’immobile e, conseguentemente, sia necessario preservare il suo habitat domestico.

SEPARAZIONE CONSENSUALE BOLOGNA E MANTENIMENTO FIGLI,ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI,Pratiche di separazione e divorzio,assistenza legale Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Casalfiumanese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Porretta Terme Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Crespellano Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Baricella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Pianoro Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Zola Predosa Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Molinella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Sala Bolognese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Medicina Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castel Guelfo di Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale assistenza legale Budrio Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castiglione dei Pepoli Pratiche di separazione e divorzio San Benedetto Val di Sambro Pratiche di separazione e divorzio Crevalcore per separazioni, avvocato matrimonialista,affido condiviso, avvocato per divorzi Bologna

SEPARAZIONE CONSENSUALE BOLOGNA E MANTENIMENTO FIGLI,ASSEGNO MANTENIMENTO FIGLI,Pratiche di separazione e divorzio,assistenza legale Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Casalfiumanese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Porretta Terme Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Crespellano Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Baricella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Pianoro Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Zola Predosa Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Molinella Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Sala Bolognese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Medicina Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castel Guelfo di Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale assistenza legale Budrio Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Castiglione dei Pepoli Pratiche di separazione e divorzio San Benedetto Val di Sambro Pratiche di separazione e divorzio Crevalcore per separazioni, avvocato matrimonialista,affido condiviso, avvocato per divorzi Bologna

La censura non è fondata. L’assegnazione della casa familiare prevista dall’art. 155 quater, cod. civ., ratione temporis applicabile, viene attribuita “tenendo conto prioritariamente dell’interesse dei figli”. La norma, rimasta immutata anche nell’attuale formulazione, contenuta nell’art. 337 sexies cod. civ., indica un criterio: “l’interesse dei figli” sulla base del quale stabilire a quale dei genitori dovrà essere attribuito il godimento dell’abitazione coniugale ma non determina le caratteristiche identificative di tale peculiare destinazione. Pertanto, se risulta del tutto agevole desumere dalla norma che la casa familiare sia assegnata al genitore collocatario dei figli minori (o maggiorenni non autosufficienti) o affidatario esclusivo, più complessa può apparire la qualificazione giuridica di un immobile come abitazione familiare in tutte le ipotesi in cui non risulti in modo inequivoco che la situazione preesistente al conflitto giudiziale sia caratterizzata da una stabile e continuativa utilizzazione dello stesso come abitazione del nucleo familiare, composto dai genitori e dai figli minori o maggiorenni ma non autosufficienti. Le situazioni di confine possono essere molteplici. Tendenzialmente le criticità sorgono quando non venga utilizzato un solo immobile dal nucleo familiare o come nella specie, il conflitto sia sorto prima della stabilizzazione del nucleo familiare costituito dai genitori e dal figlio nell’immobile. I criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, tuttavia, contengono indicatori adeguati anche per le situazioni che possano apparire d’incerta soluzione.

In primo luogo deve escludersi che possa essere qualificata “casa familiare” l’immobile in cui la coppia coniugata o non coniugata non abbia mai convissuto prima della nascita del figlio.

La mera destinazione dell’immobile ad un progetto di coabitazione è insufficiente a fondarne il godimento in funzione del prioritario interesse del minore, quando né i genitori né quest’ultimo vi abbiano mai abitato.

Diversa tuttavia deve ritenersi la soluzione quando, come nella specie, i genitori del minore abbiano non solo destinato di comune accordo e con impegno economico comune un immobile a loro abitazione familiare ma vi abbiano anche convissuto stabilmente prima del conflitto, deflagrato con la nascita del figlio. In questa ipotesi la casa familiare preesisteva alla nascita del figlio minore ed il temporaneo allontanamento dovuto al conflitto del nucleo genitori figli non ha mutato tale preesistente destinazione.
L’abitazione nella quale la coppia di genitori ha convissuto, per cinque anni circa (secondo quanto risulta dagli atti) costituisce nella specie l’habitat domestico, ovvero il “centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui sì esprime e si articola la vita familiare” (Cass. 8867 del 1992). Nella specie l’immobile assegnato al genitore collocatario ha costituito per la fase della stabile convivenza delle parti “il centro di aggregazione della famiglia” (Cass. 14553 del 2011, con la quale è stata esclusa la destinazione a casa familiare di un immobile acquistato allo stato di rustico e solo occasionalmente utilizzato per il periodo estivo dal nucleo familiare).

Ne consegue che la destinazione a casa familiare deve ritenersi univocamente impressa all’immobile dalle parti non solo in astratto (con l’acquisto in comunione) ma anche in concreto per mezzo della loro convivenza. Per queste ragioni la fruizione dell’abitazione da parte del minore con il genitore collocatario è stata, fondatamente, ritenuta la scelta più coerente con il suo prioritario interesse secondo il criterio dettato dalla norma.

Nel sesto e settimo motivo viene censurata la statuizione relativa al contributo al mantenimento del minore stabilito in Euro 300 mensili secondo il modulo già adottato per i motivi precedenti (primo e secondo; terzo e quarto) ovvero ex art. 360 n. 5 cod. proc. civ. ed ex art. 132 e 156 cod. proc. civ. mediante il paradigma dell’art. 360 n. 4 cod. proc. civ.. Le censure sono inammissibili dal momento che vengono genericamente criticate le ragioni della decisione sull’assegno di mantenimento in quanto ritenute un corollario della domanda di affidamento esclusivo o collocamento presso il padre, già formanti oggetto di autonome censure disattese, senza alcuna puntuale critica sui criteri di determinazione del contributo.

Infine, negli ultimi due motivi viene censurato l’omessa risposta della Corte territoriale alla richiesta di rinnovo della consulenza tecnica d’ufficio espletata nel giudizio di merito.

La censura è inammissibile dal momento che mira a sostituire all’adesione coerentemente motivata alle osservazioni ed alle conclusioni della CTU contenute nella sentenza impugnata la valutazione critica reiteratamente fornita dal ricorrente nei motivi di ricorso.

In conclusione il ricorso deve essere respinto. La parziale novità della questione relativa all’assegnazione della casa coniugale giustifica la compensazione delle spese processuali del presente procedimento.
P.Q.M.


La Corte, rigetta il ricorso e compensa le spese processuali del presente procedimento.

In caso di diffusione omettere le generalità.

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» ACQUISTI CASA? BOLOGNA ? DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA OCCHIO AI VIZI AI DIFETTI ALL’UMIDITA’al vizio occulto ed essenziale relativo al materiale

» MATRIMONIALISTA AVVOCATO SEPARAZIONE DIVORZI BOLOGNA CASA CONIUGALE?

» AVVOCATO DIRITTO IMMOBILIARE BOLOGNA azione di rivendica della proprietà ex art. 948 c.c, azione regolamento confini

» accettazione tacita eredità AVVOCATO ESPERTO BOLOGNA

» GRANT DIVORȚ AVOCAT EXPERT BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA Această Curte a avut deja ocazia să se clarifice faptul că obiectul dreptului de a plăti divorțul în caz de încetare a efectelor civile ale căsătoriei, parametrul de caracterul adecvat al mijloacelor în ceea ce privește nivelul de trai sa bucurat în timpul vieții căsătorit ca fiind unul dintre soți nu se află în fața unității, de către acestea, a unei familii, chiar dacă, de fapt, este format dintr-un model stabil de viață în comun, cu nașterea copiilor și nou transfer nuclear într-o locuință pusă la dispoziție de coabitare. Din aceasta rezultă încetarea de drept drept divorzile, suportate de celălalt soț, (Cass 17195/11, 3923/12, 25845/13;. Cass 6855/15).

» ГРАНТ РОЗЛУЧЕННЯ ЮРИСТ ЕКСПЕРТ БОЛОНЬЯ FORLI CESENA дорівнює Цей суд уже мав можливість уточнити, що суб’єкт права оплатити розлучення в разі припинення цивільних наслідків шлюбу, параметр адекватності засобів стосовно рівня життя користувався під час подружнього життя, як один з подружжя не перед створенням всього цього, сімей, навіть якщо насправді, складається із стабільної картини життя в загальному, з народженням дітей і нової ядерної передачею в житловому приміщенні, наданих співжитті. З цього випливає припинити право divorzile закону, що покриваються за рахунок другого з подружжя (Касс 17195/11, 3923/12, 25845/13 ;. Касс 6855/15).

» The testament – olografo or public that is – does not necessarily have to contain, by virtue of nullity, the cadastral records and the configuration of the buildings to which it refers, being sufficient, for the validity of the That these are still identifiable without the possibility of confusion, save the need, which, moreover, does not comply with a requirement of regularity and validity of the testament, that the heirs, in the denunciation of succession and transcription of the will They provide them specifically to indicate the foregoing properties, mentioning their cadastral data, confinements etc.

» DANNO DA MASTOPLASTICA ADDITTIVA ,LA PAZIENTE MOSTRA COME VORREBBE IL SENO DOPO INTERVENTO

» AVVOCATO PER DANNI TRASPORTATI AUTOBUS TANTE PERSONE SUBISCONO DANNI QUALI TRASPORTATI DI MEZZI PUBBLICI E DEVONO ESSERE RISARCITI

» AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).

avvocato a bologna

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna