Il mio obiettivo? La tua soddisfazione!
CHIAMA SUBITO!!!

Cassazione Civile, Sez. II (Sent.), 22.03.2012, n. 4614: La responsabilità solidale del progettista con l’appaltatore AVVOCATO BOLOGNA la responsabilità ex art. 1669 c.c. dell’appaltatore, non ne hanno tuttavia anche ritenuta l’esclusività, nelle ipotesi in cui – come nel caso di specie risulta da accertamento di fatto incensurabile sorretto da più che esaustiva motivazione – i vizi di costruzione rinvengano la loro origine in carenze progettuali. In tali casi la costante giurisprudenza di questa Corte ha soltanto affermato che l’appaltatore, fatte salve le ipotesi contrattuali in cui abbia operato quale nudus minister, è tenuto a rilevare egli stesso le carenze del progetto ed a segnalarle al committente, il che tuttavia non comporta che l’omissione di tale sindacato elida la preesistente responsabilità del progettista, configurandosi al riguardo una ipotesi di concorso nell’illecito di cui all’art. 1669 c.c.; sicchè irrilevante è la circostanza (che peraltro non risulta essere stata dedotta anche in sede di merito) secondo cui nel contratto di appalto de qua sarebbero state espressamente previsti sondaggi geologici a carico dell’impresa, mentre la dedotta anteriorità cronologica del progetto rispetto al contratto di appalto non è di alcun apporto alla tesi sostenutala anzi milita in senso opposto.

Cassazione Civile, Sez. II (Sent.), 22.03.2012, n. 4614: La responsabilità solidale del progettista con l’appaltatore AVVOCATO BOLOGNA

Cassazione Civile, Sez. II (Sent.), 22.03.2012, n. 4614: La responsabilità solidale del progettista

Cassazione Civile, Sez. II (Sent.), 22.03.2012, n. 4614: La responsabilità solidale del progettista

 

 

la responsabilità ex art. 1669 c.c. dell’appaltatore, non ne hanno tuttavia anche ritenuta l’esclusività, nelle ipotesi in cui – come nel caso di specie risulta da accertamento di fatto incensurabile sorretto da più che esaustiva motivazione – i vizi di costruzione rinvengano la loro origine in carenze progettuali.

In tali casi la costante giurisprudenza di questa Corte ha soltanto affermato che l’appaltatore, fatte salve le ipotesi contrattuali in cui abbia operato quale nudus minister, è tenuto a rilevare egli stesso le carenze del progetto ed a segnalarle al committente, il che tuttavia non comporta che l’omissione di tale sindacato elida la preesistente responsabilità del progettista, configurandosi al riguardo una ipotesi di concorso nell’illecito di cui all’art. 1669 c.c.; sicchè irrilevante è la circostanza (che peraltro non risulta essere stata dedotta anche in sede di merito) secondo cui nel contratto di appalto de qua sarebbero state espressamente previsti sondaggi geologici a carico dell’impresa, mentre la dedotta anteriorità cronologica del progetto rispetto al contratto di appalto non è di alcun apporto alla tesi sostenutala anzi milita in senso opposto.

Quanto, infine, al parametro valutativo della colpa professionale, che andrebbe individuato nell’art. 2236 e non nell’art. 1176 c.c., la questione sollevata, per quanto consta, soltanto in questa sede, ancor prima che inammissibile, perchè involgente valutazioni di merito circa la dedotta “speciale difficoltà” (peraltro del tutto inconfigurabile nel contesto di un intervento edilizio, che come risulta dalla sentenza di merito, non risultava particolarmente impegnativo, richiedendo soltanto un’attenta valutazione della situazione dei luoghi, con particolare riferimento alla natura del suolo), è inconferente, atteso che i suddetti parametri attengono alla responsabilità contrattuale, mentre nella specie il progettista è stato chiamato a rispondere, nei confronti degli assegnatari degli immobili, con i quali non risulta aver contratto alcun diretto rapporto negoziale, ad esclusivo titolo di (concorsuale) responsabilità aquiliana, quale viene, per ormai consolidata giurisprudenza di questa Corte, considerata quella ex art. 1669 c.c., con riferimento ai gravi vizi di costruzione derivanti dall’inadeguatezza delle fondazioni, in conseguenza dell’omissione di adeguate preventive indagini sulla natura e consistenza del suolo, non eseguite nè richieste al committente prima della redazione del progetto (v. Cass. 31290/93, 8359/96, 11783/00, 12995/06).

Esclusa la sussistenza dei dedotti vizi di violazione di norme di diritto, e ritenuto che il richiamo anche all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 non risulta concretamente correlato ad alcuna carenza o illogicità della motivazione, il motivo deve essere respinto.

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto notificato il 9.3.96 G.D., P.N. e S.D., proprietari di altrettanti immobili realizzati da una cooperativa nel Comune di Dipignano e costruiti in appalto dall’impresa individuale di Sb.Lu., su progetto dell’ing. V.F.A. e sotto la direzione dei lavori dell’ing. L.C., citarono l’appaltatore ed i due professionisti al giudizio del Tribunale di Cosenza al fine di sentirli dichiarare responsabili dei gravi difetti, per dissesti statici manifestatisi nei fabbricati e già accertati in un precedente procedimento cautelare, e condannarli al risarcimento dei conseguenti danni. Si costituirono il V. ed il L., ciascuno contestando la domanda.

All’esito dell’istruttoria documentale e della consulenza tecnica di ufficio, nella contumacia dello Sb., con sentenza n. 914 del 1999 l’adito Tribunale accolse la domanda, condannando i convenuti al risarcimento dei danni, in misura di L. 145.000.000, oltre alle spese.

I due ingegneri proposero distinti appelli, cui resistettero il G. ed il P., riuniti i quali, con sentenza del 29.12.09-19.2.10, nella contumacia dello S., la Corte di Catanzaro respinse il gravame del V. ed accolse quello del L..

I giudici di appello, mentre ritenevano quest’ultimo esente da responsabilità per essere i dissesti attribuibili esclusivamente a vizi originari del progetto, non manifestatisi nel corso dei lavori diretti da tale appellante, confermavano invece, sulla scorta delle espletate consulenze tecniche, la sussistenza della negligenza professionale del progettista, ritenendo che i gravi inconvenienti in seguito manifestatisi negli immobili, conseguenti a cedimenti del suolo e non ad altre cause, fossero essenzialmente da ascrivere a carenze progettuali, segnatamente per inadeguatezza delle fondazioni e per non aver tenuto conto della particolare natura e consistenza del terreno, caratterizzato da particolare deformabilità.

A tal riguardo veniva osservato che al progetto, risultava allegata, anzichè la prescritta relazione geologica, da ritenersi necessaria ai sensi del DM. 21 gennaio 1981 in considerazione della non modesta entità dell’intervento (prevedente dieci villette a schiera su tre piani e sottotetto, in cemento armato), una semplice relazione geotecnica, non contenente, tuttavia, alcuna indicazione delle concrete indagini eseguite e dei dati raccolti circa la natura del terreno e, peraltro, indicante un “profilo stratigrafico” smentito, così come quello indicato nella seconda relazione allegata al progetto di variante, dai dati successivamente acquisiti, nel corso delle indagini diagnostiche in sito eseguite nel 1996.

La Corte riteneva, poi, irrilevante la circostanza che il V. non avesse partecipato al giudizio cautelare, attesa l’autonomia di quello di merito, disattendeva l’eccezione di carenza di legittimazione del suddetto, essendo risultata dal medesimo firmata, quale progettista, tutta la documentazione riguardante sia il progetto originario, sia quello in variante, e riteneva la responsabilità del professionista, venuto meno all’obbligo di diligenza prescritto dall’art. 1176 c.c., non esclusa, ma concorrente con quella ex art. 1669 c.c. dell’appaltatore.

Avverso la suddetta sentenza il V. ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.

Hanno resistito con comune controricorso il G. ed il P..

Gli altri intimati, L. e S., non hanno svolto attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso vengono dedotti violazione e falsa applicazione degli artt. 1176, 1669 e 2236 c.c. e vizi della motivazione, censurandosi l’affermazione da parte della corte di merito della responsabilità del progettista delle opere, in concorso con l’appaltatore, per inosservanza della diligenza prescritta dall’art. 1176 c.c., ravvisata nel non aver richiesto “a colui che gli ha conferito l’incarico (committente o appaltatore) una adeguata indagine sulla natura e consistenza del terreno”.

Tale affermazione, “illogica e viziata”, sì porrebbe in contrasto con la giurisprudenza di questa Corte, secondo cui l’indagine sulla natura e consistenza del suolo edificatorio, in mancanza di diversa previsione contrattuale, rientrerebbe tra i compiti dell’appaltatore, implicando attività conoscitiva da svolgersi con l’uso di particolari mezzi tecnici, al medesimo competente, in quanto contrattualmente tenuto ad adottare tutte le misure e cautele necessarie ed idonee per l’esecuzione della prestazione, mettendo a disposizione la propria organizzazione di mezzi, perchè l’opera risulti immune da vizi e difformità.

Nel caso di specie il contratto di appalto, successivo alla redazione del progetto, avrebbe espressamente previsto che le indagini geologiche fossero compiute dall’appaltatore, la cui responsabilità al riguardo avrebbe escluso quella del progettista, tanto più considerando divertendosi in ipotesi di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà, il parametro valutativo non sarebbe stato quello dell’ordinaria diligenza previsto dall’art. 1176, bensì quello del dolo o colpa grave, ai sensi dell’art. 2236 c.c..

Le censure sono infondate, richiamando principi giurisprudenziali che, nell’affermare in casi del genere di quello in esame la responsabilità ex art. 1669 c.c. dell’appaltatore, non ne hanno tuttavia anche ritenuta l’esclusività, nelle ipotesi in cui – come nel caso di specie risulta da accertamento di fatto incensurabile sorretto da più che esaustiva motivazione – i vizi di costruzione rinvengano la loro origine in carenze progettuali.

In tali casi la costante giurisprudenza di questa Corte ha soltanto affermato che l’appaltatore, fatte salve le ipotesi contrattuali in cui abbia operato quale nudus minister, è tenuto a rilevare egli stesso le carenze del progetto ed a segnalarle al committente, il che tuttavia non comporta che l’omissione di tale sindacato elida la preesistente responsabilità del progettista, configurandosi al riguardo una ipotesi di concorso nell’illecito di cui all’art. 1669 c.c.; sicchè irrilevante è la circostanza (che peraltro non risulta essere stata dedotta anche in sede di merito) secondo cui nel contratto di appalto de qua sarebbero state espressamente previsti sondaggi geologici a carico dell’impresa, mentre la dedotta anteriorità cronologica del progetto rispetto al contratto di appalto non è di alcun apporto alla tesi sostenutala anzi milita in senso opposto.

ARCHSCRITTAQuanto, infine, al parametro valutativo della colpa professionale, che andrebbe individuato nell’art. 2236 e non nell’art. 1176 c.c., la questione sollevata, per quanto consta, soltanto in questa sede, ancor prima che inammissibile, perchè involgente valutazioni di merito circa la dedotta “speciale difficoltà” (peraltro del tutto inconfigurabile nel contesto di un intervento edilizio, che come risulta dalla sentenza di merito, non risultava particolarmente impegnativo, richiedendo soltanto un’attenta valutazione della situazione dei luoghi, con particolare riferimento alla natura del suolo), è inconferente, atteso che i suddetti parametri attengono alla responsabilità contrattuale, mentre nella specie il progettista è stato chiamato a rispondere, nei confronti degli assegnatari degli immobili, con i quali non risulta aver contratto alcun diretto rapporto negoziale, ad esclusivo titolo di (concorsuale) responsabilità aquiliana, quale viene, per ormai consolidata giurisprudenza di questa Corte, considerata quella ex art. 1669 c.c., con riferimento ai gravi vizi di costruzione derivanti dall’inadeguatezza delle fondazioni, in conseguenza dell’omissione di adeguate preventive indagini sulla natura e consistenza del suolo, non eseguite nè richieste al committente prima della redazione del progetto (v. Cass. 31290/93, 8359/96, 11783/00, 12995/06).

Esclusa la sussistenza dei dedotti vizi di violazione di norme di diritto, e ritenuto che il richiamo anche all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 non risulta concretamente correlato ad alcuna carenza o illogicità della motivazione, il motivo deve essere respinto.

Non miglior sorte merita quello successivo, con il quale si censura, per violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., artt. 3 e 111 Cost. e per omessa motivazione su fatto decisivo, la mancata considerazione della circostanza che il progetto edilizio recasse anche una terza firma, quella di tale ing. R., tecnico incaricato dall’appaltatore, la cui sottoscrizione sarebbe stata apposta in corrispondenza della parola “calcoli”, cosi evidenziando la diversa veste assunta dall’ing. V. nella progettazione, quale esclusivo responsabile del “progetto architettonico”.

La censura è palesemente inammissibile, risolvendosi nella deduzione di una circostanza di fatto, ancorchè di assunta natura documentacene non risultale si precisa, essere stata dedotta anche in sede di merito, sulla cui sussistenza non può indagarsi nella presente sede ed in ordine alla quale nessun addebito ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 può muoversi ai giudici di merito, non risultando che il relativo punto sia stato dedotto o abbia comunque formato oggetto di dibattito tra le parti.

Nè può tacersi che l’eventuale concorso di tale soggetto, quale preposto dell’appaltatore, non avrebbe comunque eliminato la preesistente e più radicale responsabilità dell’autore del progetto preliminare (sede nella quale avrebbero dovuto essere compiute le indagini geologiche), sulla base del quale fu conferito l’appalto dalla cooperativa committente, non a caso legalmente rappresentata dallo stesso V..

Il ricorso va conclusivamente respinto.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al rimborso delle spese processuali, liquidate in complessivi Euro 3.700,00 di cui 200 per esborsi.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Avvocato separazioni Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato civilista Bologna , Avvocato matrimonialista Bologna , Avvocato Bologna , Avvocati Bologna , malasanità risarcimento, Testamento olografo, diritto di famiglia avvocato, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento incidente mortale, incidente mortale risarcimento, risarcimento danni incidente mortale, incidente stradale mortale risarcimento danni, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimento danni sinistro stradale mortale, risarcimento danni incidente, risarcimento danni sinistro mortale, incidente stradale risarcimento, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimenti incidenti stradali, morte incidente stradale risarcimento, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento incidente stradale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento incidente mortale tabelle, tabella risarcimento morte incidente stradale, incidenti stradali risarcimento, risarcimento per incidente stradale, risarcimenti danni incidenti stradali, indennizzo morte incidente stradale, sinistri stradali risarcimento, risarcimento sinistro stradale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni fisici incidente, indennizzo incidente stradale, sinistro stradale risarcimento

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

Articoli Correlati

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

» Δικηγόρος Sergio Armaroli – Δικηγορική Εταιρεία Μπολόνια σπίτι Άρθρα και ποινές σχετικά με μένα Πες μου blog Επαφές Ο στόχος μου; Η ικανοποίηση σας! ΠΡΟΣΚΛΗΣΗ ΤΩΡΑ !!! 051.6447838 Διαζύγιο και χωρισμός με αμοιβαία συναίνεση: το κόστος του χρόνου, καλύτερα να επιλέξετε ένα συναινετικό χωρισμό: δικηγόρος στο διαζύγιο διάρκεια συμφωνία χωρισμού Μπολόνια δικηγόρος κόστος πληρεξούσιος επιστολή συναινετικό χωρισμό διαχωρισμό δικηγόρος διαχωρισμός διαχωρισμός δικηγόρος του συναινετικού χωρισμού

» RISARCIMENTO INCIDENTI MORTALI DANNO BIOLOGICO COSA E’ COME SI CALCOLA Nell’ambito dei danni non patrimoniali è compreso anche il danno da lesione della salute, detto danno biologico, particolarmente conosciuto perchè viene normalmente liquidato nella maggior parte delle procedure che derivano da un sinistro stradale nel corso del quale si sono verificate delle lesioni. La sentenza n. 531/2014 della Corte di Cassazione (III Sez. civile) rappresenta un’ulteriore occasione per la Suprema Corte di chiarire le nozioni di “danno esistenziale” e “danno biologico”, locuzioni queste troppo spesso utilizzate in modo inopportuno o quanto meno inappropriato.

» AVVOCATO BOLOGNA DIVORZISTA BOLOGNA Anzola dell’Emilia Argelato Baricella Bentivoglio Bologna Borgo Tossignano Budrio Calderara di Reno Camugnano Casalecchio di Reno Casalfiumanese Castel d’Aiano Castel del Rio Castel di Casio Castel Guelfo di Bologna Castel Maggiore Castel San Pietro Terme Castello d’Argile Castenaso Castiglione dei Pepoli Crevalcore Dozza Fontanelice Gaggio Montano Galliera Granarolo dell’Emilia Grizzana Morandi Imola Lizzano in Belvedere Loiano Malalbergo Marzabotto Medicina Minerbio Molinella Monghidoro Monte San Pietro Monterenzio Monzuno Mordano Ozzano dell’Emilia Pianoro Pieve di Cento Sala Bolognese San Benedetto Val di Sambro San Giorgio di Piano San Giovanni in Persiceto San Lazzaro di Savena San Pietro in Casale Sant’Agata Bolognese Sasso Marconi Valsamoggia Vergato Zola Predosa

avvocato a bologna

Articoli Recenti

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA FAENZ ALUGO IMOLA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)

» AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA RAVENNA FORLI RIMINI CESENA RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullita’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita’ alle norme imperative e all’ordine pubblico.

» DIVORZIO BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA FAENZA RIMINI AVVOCATO DIVORZIO CHIAMA SUBITO COSA ASPETTI? Corte Costituzionale Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11 Presidente Criscuolo – Redattore Morelli Sentenza

» EREDE QUOTA PRELAZIONE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA PADOVA, RAVENNA RIMINI CESENA FORLI QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TRIB ROVIGO CONCORDATO PREVENTIVO COLLABORAZIONE TRA IMPRENDITORE E COMMISSARI –AVVOCATO PER CONCORDATO PREVENTIVO osservato come l’orientamento espresso dalla Suprema Corte in altra sede conforti il principio espresso di necessaria collaborazione tra l’imprenditore e i commissari (“il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell’art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l’intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest’ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell’importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato” Cass. 21 aprile 2016, n. 8100; conf. Cass., 23 settembre 2016, n. 18704, Cass., 22 novembre 2012, n. 20667)

» QUOTA DI LEGITTIMA EREDE Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)

» TESTAMENTO EREDE ESTROMESSO ,COME RISOLVERE, AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA RAVENNA MODENA ROVIGO RIMINI CESENA FORLI il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall’asse ereditario, con la conseguenza che l’eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l’eredità’ mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è’ affetta da nullità ex art. 735, primo comma, cod. civ.”

» SPOSARSI E’ FACILE E’ SEPARARSI E DIVORZIARE CHE E’ DIFFICILE AVVOCATO MATRIMONIALISTA DIVORZISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

» CONCORDATO PREVENTIVO AVVOCATO PER RICHIESTA CONCORDATO DELLE SPA ex art. 161, comma 6, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 Va tuttavia considerato, sotto un primo profilo, che, poiché rispetto al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza il concordato non può che essere unico, qualora la procedura di concordato sia pendente non è configurabile un’ulteriore domanda di ammissione avente carattere di autonomia (cfr. Cass. n. 495/015), a meno che da quest’ultima non si desuma l’inequivoca volontà del proponente (pur se non espressa con formule sacramentali) di rinunciare a quella in precedenza depositata.

» MOTOCICLISTA CADUTA LESIONI CANE RANDAGIO COMUNE RESPONSABILITA’ Risponde altresì a massima consolidata nella giurisprudenza di legittimità che i motivi posti a fondamento dell’invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con -fra l’altro­l’esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l’interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito (cfr., da ultimo, Cass., 2/4/2014, n. 7692).

Contattami subito!

Avrai una risposta in tempi brevissimi

Nome e Cognome *

Telefono *

E-mail

Oggetto

Messaggio *

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.
Leggi l'informativa sulla Privacy

PUOI CONTATTARMI ANCHE VIA MAIL: avvsergioarmaroli@gmail.com
Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna