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ART 330 CC PERDITA PATRIA PODESTA’ AVVOCATI DIVORZISTI BOLOGNA AVVOCATI MATRIMONIALISTI BOLOGNA Art. 330 – Decadenza dalla potestà sui figli Il giudice può pronunziare la decadenza della potestà quando il genitore viola o trascura i doveri (147; Cod. Pen. 570) ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In tale caso, per gravi motivi, il giudice può ordinare l`allontanamento del figlio dalla residenza familiare ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore. Art. 332 – Reintegrazione nella potestà Il giudice può reintegrare nella potestà il genitore che ne è decaduto, quando, cessate le ragioni per le quali la decadenza è stata pronunciata, e escluso ogni pericolo di pregiudizio per il figlio.

la relazione tra Cliente ed avvocato è antica come il mondo, dopo che il primo uomo ha avuto bisogno di essere difeso, sfruttando le conoscenze professionali di un altro individuo per uscire fuori dai propri problemi legali, questo vale per tutti i professionisti. Il cliente si aspetta sempre di affidarsi al miglior professionista che applichi l’onorario più basso ma iprofessionisti non sono tutti uguali ed hanno una preparazione ed una esperienza diversa tra loro!!! Come scegliere un avvocato, come un altro qualsiasi professionista(commercilisti, ingegneri, web designer, architetti ecc) Il fatto di chiedere Tariffe consistenti può non essere, di per se, la prova che il lavoro sarà seguito dal professionista in maniera eccellente. Dovrà essere il cliente ad esporre al professionista, senza paura e nell’ottica di un proficuo scambio di vedute, i propri dubbi e timori. Il cliente deve prestare attenzione al suo interlocutore per capire in che modo si pone in relazione alla sua pratica e poter scegliere un avvocato giusto per lui. Pertanto, il costo dell’onorario può essere un indice della futura prestazione ma non il solo. L’avvocato dovrà essere da subito chiaro per rendere comprensibile al suo assistito lo scenario giuridico che il cliente dovrà affrontare. La richiesta di un onorario basso, sotto i limiti dei tariffari ormai aboliti (il 22 luglio 2012)*, non rappresenta, sempre, una prestazione scadente, ma bisogna capire se si tratta di un avvocato umano che possa anche aiutare il proprio cliente dal punto di vista economico iniziale.

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Come scegliere un avvocato, come un altro qualsiasi professionista(commercilisti, ingegneri, web designer, architetti ecc) Il fatto di chiedere Tariffe consistenti può non essere, di per se, la prova che il lavoro sarà seguito dal professionista in maniera eccellente. Dovrà essere il cliente ad esporre al professionista, senza paura e nell’ottica di un proficuo scambio di vedute, i propri dubbi e timori. Il cliente deve prestare attenzione al suo interlocutore per capire in che modo si pone in relazione alla sua pratica e poter scegliere un avvocato giusto per lui. Pertanto, il costo dell’onorario può essere un indice della futura prestazione ma non il solo.
L’avvocato dovrà essere da subito chiaro per rendere comprensibile al suo assistito lo scenario giuridico che il cliente dovrà affrontare. La richiesta di un onorario basso, sotto i limiti dei tariffari ormai aboliti (il 22 luglio 2012)*, non rappresenta, sempre, una prestazione scadente, ma bisogna capire se si tratta di un avvocato umano che possa anche aiutare il proprio cliente dal punto di vista economico iniziale.

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Art. 330 – Decadenza dalla potestà sui figli

Il giudice può pronunziare la decadenza della potestà quando il genitore viola o trascura i doveri (147; Cod. Pen. 570) ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In tale caso, per gravi motivi, il giudice può ordinare l`allontanamento del figlio dalla residenza familiare ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.

Art. 332 – Reintegrazione nella potestà

Il giudice può reintegrare nella potestà il genitore che ne è decaduto, quando, cessate le ragioni per le quali la decadenza è stata pronunciata, e escluso ogni pericolo di pregiudizio per il figlio.

ART 330 CC PERDITA PATRIA PODESTA’ AVVOCATI DIVORZISTI BOLOGNA AVVOCATI MATRIMONIALISTI BOLOGNA

 AFOTOGRAFICA

 

Per i procedimenti di cui agli arti. 330 e 333 cod. civ, la competenza è attribuita in via generale al tribunale dei minorenni, ma, quando sia pendente un giudizio di separazione, di divario o ex art. 316 cod. civ., e fino alla sua definitiva conclusione, in deroga a questa attribuzione, le azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale, proposte successivamente e richieste con unico atto introduttivo dalle parti (così determinandosi un’ipotesi di connessione oggettiva e soggettiva), spettano al giudice del conflitto familiare, individuabile nel tribunale ordinario, se sia ancora in corso il giudizio di primo grado, ovvero nella corte d’appello in composi-ione ordinaria, se penda il termine per l’impugnazione o sia stato interposto appello.

 

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CORTE DI CASSAZIONE – SEZ. VI – 1, SENTENZA 12 settembre 2016, n.17931 – Pres. Ragonesi – est. GenoveseConsiderato che questa Corte (Sez. 6 – 1, Ordinanze nn. 1349 del 2015 e 432 del 2016) ha già risolto la questione di competenza sollecitata dalla ricorrente nel senso che « l’art. 38, primo comma, disp. alt. cod. civ. (come modificato dall’art. 3, comma 1, della legge 10 dicembre 2012, n. 219, applicabile ai giudizi instaurati a decorrere dall’9 gennaio 2013), si interpreta nel senso che,

per i procedimenti di cui agli arti. 330 e 333 cod. civ, la competenza è attribuita in via generale al tribunale dei minorenni, ma, quando sia pendente un giudizio di separazione, di divario o ex art. 316 cod. civ., e fino alla sua definitiva conclusione, in deroga a questa attribuzione, le azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale, proposte successivamente e richieste con unico atto introduttivo dalle parti (così determinandosi un’ipotesi di connessione oggettiva e soggettiva), spettano al giudice del conflitto familiare, individuabile nel tribunale ordinario, se sia ancora in corso il giudizio di primo grado, ovvero nella corte d’appello in composi-ione ordinaria, se penda il termine per l’impugnazione o sia stato interposto appello»;

che, le pur rilevanti osservazioni della parte ricorrente, condivise dal PG, non sono idonee al mutamento dell’indirizzo adottato con regolarità, e con beneficio per la certezza del diritto, da questa Corte che, con riferimento al diverso caso in cui il procedimento diretto ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale sia proposto prima di quello di separazione, di divorzio o ex art. 316 cod. civ., ha affermato il principio, complementare a quello sopra enunciato (ed applicabile al caso in esame) secondo cui « il tribunale per i minorenni resta competente a conoscere della domanda diretta ad ottenere la declaratoria di decadenza o la limitazione della potestà dei genitori ancorché, nel corso del giudizio, sia stata proposta, innanzi al tribunale ordinario, domanda di separa ione personale dei coniugi o di divorzio, trattandosi di interpretazione aderente al dato letterale della norma, rispettosa del principio della perpetuatio jurisdictionis” di cui all’art 5 cod. proc. civ., nonché coerente con ragioni di economia processuale e di tutela dell’interesse superiore del minore, che

 

Fatto e diritto

Rilevato che la signora E.M. ha proposto regolamento di competenza, con atto notificato il 22 dicembre 2015, avverso il decreto del Tribunale per i minorenni di Palermo del 4 novembre 2015 (comunicato il 23 novembre 2015) con la quale, decidendo sulla domanda, proposta ai sensi dell’art. 330 c.c. (con atto depositato il 26 febbraio 2014), per la pronuncia della decadenza dalla responsabilità genitoriale del padre dei minori [M.T. (2003) e A.L.C. (2011)], signor F. C., la propria incompetenza, per esserlo il Tribunale ordinario, essendo ivi già pendente il procedimento per la separazione dei genitori;

che avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per regolamento necessario di competenza la signora M., deducendo che il Tribunale per i Minorenni avrebbe deciso erroneamente e perciò chiedendo l’annullamento del decreto impugnato e l’affermazione della competenza del Tribunale minorile, emettendo i provvedimenti per la prosecuzione del processo innanzi a quest’ultimo giudice; che la controparte non ha svolto difese in questa fase; che nelle conclusioni scritte, ai sensi dell’art. 380-ter c.pc.., il pubblico ministero ha concluso per l’accoglimento del ricorso e la dichiarazione di competenza del Tribunale ordinario.

Considerato che questa Corte (Sez. 6 – 1, Ordinanze nn. 1349 del 2015 e 432 del 2016) ha già risolto la questione di competenza sollecitata dalla ricorrente nel senso che « l’art. 38, primo comma, disp. alt. cod. civ. (come modificato dall’art. 3, comma 1, della legge 10 dicembre 2012, n. 219, applicabile ai giudizi instaurati a decorrere dall’9 gennaio 2013), si interpreta nel senso che,

per i procedimenti di cui agli arti. 330 e 333 cod. civ, la competenza è attribuita in via generale al tribunale dei minorenni, ma, quando sia pendente un giudizio di separazione, di divario o ex art. 316 cod. civ., e fino alla sua definitiva conclusione, in deroga a questa attribuzione, le azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale, proposte successivamente e richieste con unico atto introduttivo dalle parti (così determinandosi un’ipotesi di connessione oggettiva e soggettiva), spettano al giudice del conflitto familiare, individuabile nel tribunale ordinario, se sia ancora in corso il giudizio di primo grado, ovvero nella corte d’appello in composi-ione ordinaria, se penda il termine per l’impugnazione o sia stato interposto appello»;

che, le pur rilevanti osservazioni della parte ricorrente, condivise dal PG, non sono idonee al mutamento dell’indirizzo adottato con regolarità, e con beneficio per la certezza del diritto, da questa Corte che, con riferimento al diverso caso in cui il procedimento diretto ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale sia proposto prima di quello di separazione, di divorzio o ex art. 316 cod. civ., ha affermato il principio, complementare a quello sopra enunciato (ed applicabile al caso in esame) secondo cui « il tribunale per i minorenni resta competente a conoscere della domanda diretta ad ottenere la declaratoria di decadenza o la limitazione della potestà dei genitori ancorché, nel corso del giudizio, sia stata proposta, innanzi al tribunale ordinario, domanda di separa ione personale dei coniugi o di divorzio, trattandosi di interpretazione aderente al dato letterale della norma, rispettosa del principio della perpetuatio jurisdictionis” di cui all’art 5 cod. proc. civ., nonché coerente con ragioni di economia processuale e di tutela dell’interesse superiore del minore, che trovano fondamento nell’art. 111 Cost., nell’art. 8 CEDU e nell’art. 24 della Carta di Nizza.»;

che, tuttavia, nel caso esaminato tale ultima regola non può trovar applicazione, essendo stato proposto dapprima il giudizio avanti al tribunale ordinario;

che, di conseguenza, va respinto il ricorso, per essere stata correttamente dichiarata la competenza del Tribunale ordinario;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, trattandosi di regolamento L di competenza nel quale l’altra parte non ha svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte respinge il ricorso.

 

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» MALASANITA’ FORLI SENTENZA TRIB FORLI’ INFEZIONE DANNO CASA DI CURA RISARCIMENTO Nella responsabilità medica, se invocata a titolo contrattuale sul presupposto di un rapporto contrattuale “da contatto” intercorso tra il paziente e il medico o la struttura sanitaria, l’onere probatorio per il paziente danneggiato consiste nella dimostrazione che l’esecuzione della prestazione si è inserita nella serie causale che ha condotto all’evento dannoso, rappresentato dalla persistenza della patologia per cui era stata richiesta la prestazione oppure da un suo aggravamento fino a comportare una nuova patologia ovvero il decesso del paziente. Al contrario l’ente ospedaliero deve fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente, con l’osservanza di tutte le regole di prevenzione ed igiene ed anche di aver adottato tutte le procedure, i protocolli e le linee guida idonei a fornire agli operatori sanitari le indicazioni necessarie per un corretto svolgimento della prestazione sanitaria e che gli esiti peggiorativi siano determinati da un esito imprevisto ed imprevedibile. Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, la legge 189/2012 non ha efficacia retroattiva. Ne consegue che per i fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore di tale legge, l’importo è determinato facendo rifermento alla tabella in uso presso il Tribunale di Milano.

» Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti. Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, nonché deve allegare l’inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l’onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

» RINUNCIA ALL’EREDITA’ QUANDO LA RINUNCIA E’ INEFFICACE AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA

» RINUNCIA EREDITA’ BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

» SUCCESSIONE FORLI RAVENNA CESENA TRIB FORLI SENTENZA SIMULAZIONE PREZZO VENDITA E DONAZIONE Trib. Forlì, Sentenza parziale 3879/2010 del 10.03.2015, Pres. Pescatore est. Ramacciotti Successione – Azione di simulazione relativa – Prescrizione – Dies a quo.

» FORLI CESENA BOLOGNA CAUSE EREDITARIE AVVOCATO ESPERTO DOMANDA la delazione basta per acquisire la qualita’ di erede? No occorre anche l’accettazione

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