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ARABIA SAUDITA NORME IMPORTAZIONI MERCI,COME LAVORARE CON L’ARABIA AVVOCATO ESPERTO EXPORT IMPRESE ARABIA Marchiatura dei prodotti destinati all’ Arabia Saudita

ARABIA SAUDITA NORME IMPORTAZIONI MERCI,COME LAVORARE CON L’ARABIA AVVOCATO ESPERTO EXPORT IMPRESE ARABIA

 

dal  2000 L'Arabia Saudita ha attraversato l'apertura della sua economia protettrice fino ad oggi, nella misura in cui dal 2005 la Banca Mondiale ha costantemente giudicato il paese per avere il miglior ambiente complessivo in Medio Oriente. Queste riforme hanno avuto inizio con l'entrata in vigore il 10 aprile 2000 del nuovo regolamento sugli investimenti esteri, il decreto regio no M / 1 del quinto Muharram 1421 Hejra corrispondente al 10 aprile 2000 gregoriano e lo stabilimento alla stessa data dell'Autorità di investimento generale Arabia Saudita (SAGIA), che ha assunto la responsabilità di attrarre, incoraggiare e autorizzare investimenti nel Regno sia dalle fonti locali che da quelle d'oltremare. Prima di queste riforme, fare affari in Arabia Saudita era trattato come un privilegio riservato agli interessi locali, con solo alcune eccezioni limitatamente definite.
In sostanza, mentre il vecchio regime ha lavorato sul principio che tutte le forme di investimenti esteri nel Regno sono stati vietati, a meno che non sia espressamente consentito, il nuovo quadro normativo concede a SAGIA il potere di consentire effettivamente qualsiasi forma di investimento estero, a meno che non vengano adottate decisioni di Forme di attività economica non possono essere aperte alla partecipazione straniera. L'articolo 3 del regolamento sugli investimenti esteri dà al Consiglio economico supremo il potere di "emettere un elenco delle attività escluse dall'ambito degli investimenti esteri

Molti partner sono coinvolti per assicurare che i prodotti siano esportati in Arabia Saudita nel modo più sicuro e sicuro possibile.

Il programma di valutazione della conformità (CAP) è stato attuato dalle autorità del Regno dell'Arabia Saudita per garantire la conformità dei prodotti importati, con le normative tecniche applicabili in Arabia Saudita (cioè requisiti obbligatori).

Al suo interno, il programma ha diversi obiettivi chiave:

Protezione della salute pubblica
Sicurezza dei consumatori
sicurezza nazionale
Protezione della religione religiosa e pubblica
Prevenzione delle pratiche ingannevoli
La PAC fornisce al consumatore saudita garanzie che tutti i prodotti soggetti alla Certificazione siano esenti da pericoli e rischi pertinenti. È anche una forma di assicurazione, aiutando gli importatori e gli esportatori a garantire una rapida e semplificata liquidazione di spedizioni di prodotti sottoposti a certificazione da parte della dogana saudita.

La PAC può anche eliminare le perdite agli importatori che potrebbero derivare dalla necessità di riesportare i prodotti che non sono conformi ai requisiti obbligatori sauditi.
 

 ARABIA BANDIERA

Marchiatura dei prodotti destinati allArabia Saudita

E’ fatto obbligo di marchiare tutti i prodotti destinati allArabia Saudita, apponendo etichette non rimovibili indicanti il Paese di origine di dette merci (made in + Paese), con le seguenti modalità:

  • sui prodotti assemblati o confezionati non necessario applicare il marchio di origine (made in + Paese) su ogni singola parte che li compone. Sara’ sufficiente che il marchio venga apposto in modo indelebile sul prodotto assemblato o confezionato e considerato come “unicum”, nonchè sullimballaggio dello stesso; 
  • sui prodotti importati in Arabia Saudita come parti separate o come parti di ricambio, fatto obbligo apporre il marchio di origine (made in + Paese) su ogni singolo prodotto, che dovrà inoltre essere accompagnato dal rispettivo certificato di origine; 
  • per i prodotti di piccole dimensioni valgono invece le stesse regole utilizzate per le esportazioni in ambito UE.

 

  • Il Customs Declaration che deve riportare al campo 3 la dicitura araba equivalente alla parola import;
  • La dichiarazione doganale d’importazione;
  • Il certificato di importazione o elenco di importazione.

I documenti possono essere prodotti alternativamente in quanto sono equipollenti. Essi devono contenere tutti gli elementi che possano far ricondurre i documenti citati all’esportazione effettuata (codice doganale coincidente per le prime sei cifre o descrizione della merce compatibile con quanto dichiarato sulla dichiarazione doganale italiana, identità del mezzo di trasporto con quanto riportato sul documento doganale di esportazione, numero colli e peso lordo/netto della merce ecc.) e devono essere debitamente timbrati e firmati dalla locale autorità doganale. Si fa presente che il SAISA può richiedere anche la traduzione giurata del documento. Le Autorità saudite possono, a scandaglio, sottoporre a controllo sanitario la merce; in tal caso è necessario acquisire il certificato sanitario o l’esito del controllo. Il documento può essere prodotto in originale o copia conforme all’originale. La conformità all’originale può essere attestata nei modi previsti dal Reg. Ce 612/2009 e segnatamente:

  • dall’autorità doganale saudita;
  • dall’ICE;
  • da consolati o ambasciate di paesi aderenti all’Unione Europea.
  • Si precisa che il richiamo della Dogana Saudita all’obbligo di osservanza dell’apposizione del marchio di origine (Made in ………..) in maniera indelebile (stampa o marchiatura) su ogni singolo prodotto e imballaggio, risponde ad una precisa normativa già introdotta da molti anni, normativa che allo stato attuale risulta essere applicata in modo più coerente e rigoroso, rispetto a quanto fatto dalle autorità in precedenza.
  • Riguardo all’apposizione del marchio di origine sui prodotti assemblati o confezionati, è stato precisato che non è necessaria l’apposizione del marchio di origine su ogni singola parte che lo compone, pur se di diversa origine.

 

DATI ESPORTAZIONE ARABIA SAUDITA http://www.ice.it/paesi/pdf/arabia_saudita.pdf

Fattura commerciale:

La fattura commerciale è richiesta in tre esemplari (un originale e due copie) recante il visto della Camera di Commercio italo-araba: E’ necessario produrre la traduzione in lingua araba.

La fattura commerciale deve riportare la dichiarazione di conformità alle norme sul boicottaggio di Israele: “ We hereby declare that the mentioned merchandise is being exported for our own account. The goods are neither of Israeli origin nor do they contain Israeli materials, nor are being exported from Israel”.

La fattura commerciale deve contenere i seguenti elementi:

-data di emissione e numero progressivo

-nome ed indirizzo dell’esportatore

-nome ed indirizzo del destinatario

-descrizione della merce

-nome della nave o compagnia aerea

-data di spedizione

-porto di spedizione

-porto di destinazione

-peso lordo e peso netto

-quantitá

-valore dettagliato della merce

-valore totale della spedizione

-contenuto di ogni package e di ogni container

-condizioni di pagamento (numero della lettera di credito L/C se applicata)

Fattura Consolare:
Non è richiesta

Certificazioni attestanti l’origine

Il certificato d’origine é richiesto in tre esemplari (un originale e due copie) legalizzato dall’Ambasciata saudita a Roma e dalla Camera di Commercio italo-araba e deve contenere i seguenti elementi:

-nome della nave o compagnia aerea

-data di spedizione

-nome, nazionalitá ed indirizzo dei produttori della merce da esportare

-origine di ogni prodotto

-nome ed indirizzo dell’importatore saudita

-descrizione della merce

-nome ed indirizzo della compagnia di spedizione

Se la merce da spedire in Arabia Saudita non é prodotta al 100% nel paese d’origine é necessario compilare una dichiarazione “Appended Declaration to Certificate of Origin” disponibile presso le ambasciate saudite all’estero ed allegarla al certificato d’origine.

E’ entrata in vigore il 1° dicembre 2009 la Convenzione contro la doppia imposizione tra l’Italia e l’Arabia Saudita firmata il 13 gennaio 2007. Tale Convenzione è applicabile alle principali imposte italiane (IRPEF, IRES) e, sul versante saudita, alla ZAKAT e alle imposte sul reddito.

L’Arabia Saudita non figura tra i paesi elencati nelle black list italiane relative:

  • –  ai regimi CFC (di cui al D.M. 21 novembre 2001);
  • –  all’indeducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse con imprese domiciliate in Stati a

fiscalità privilegiata (di cui al D.M. 23 gennaio 2002);

  • –  agli stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato (di cui al D.M. 4 maggio 1999).
  • Il Marchio SASO (Saudi Arabian Standards Organization – SASO) è un marchio di qualità obbligatorio per l’Arabia Saudita. Questo marchio indica la conformità di un prodotto agli standard del Paese. Le categorie di prodotto coinvolte sono: giocattoli, apparecchi elettrici ed elettronici, automotive e prodotti chimici.
  • Dove non ci siano standard nazionali applicabili, verrà applicato uno standard internazionale approvato dal SASO.
  • Il Regno dell’Arabia Saudita richiede che tutte le spedizioni di prodotti esportati nel Paese siano accompagnate da un certificato di conformità (CdC) emesso da un Ente Autorizzato SASO e che rispondano alle normative di sicurezza nazionale e alla religione islamica.
  • La certificazione SASO regolamenta tutte le categorie di prodotto ad eccezione di: dispositivi medicali, medicinali, alimentari e forniture militari.
  • EMS SASOdi TÜV InterCert – Group of TÜV Saarland è un servizio volontario di valutazione, strutturato a fasi che nasce per accompagnare i fabbricanti nel complesso iter di certificazione dei loro prodotti destinati al mercato dell’Arabia Saudita.

 

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Avvocato Sergio Armaroli - Studio Legale Bologna